01/06/2026
«Fare fumetti e disegnare mi ha letteralmente salvato la vita: era l’unica via d’uscita che vedevo da un ambiente estremamente alienante e deprimente. Nella tarda adolescenza ho spesso contemplato il suicidio. Ero cronicamente depresso e pieno di autocommiserazione. L’unica cosa che mi restava era fare fumetti sui quaderni di scuola. Mi interessavano l’arte, la letteratura e la musica, ma questo non mi tirava fuori dal buco nero in cui mi sentivo intrappolato. Miracolosamente, intorno ai 25 anni, i miei fumetti hanno iniziato ad atti**re l’attenzione degli hippie e, all’improvviso, le ragazze hanno iniziato a trovarmi attraente...».
Robert Crumb Official nell'intervista esclusiva di Luca Valtorta, ora in edicola su Robinson di la Repubblica.
Romanticismo, memorie familiari, fantasie, pornografia e mercificazione del corpo. Mentre esce la sua nuova opera il maestro del fumetto si confessa. E sull’IA…