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🫁 INFISSEMA POLMONARE: QUANDO GLI ALVEOLI SI DISTRUGGONO 💨Questa illustrazione mostra chiaramente la differenza: a sinis...
30/05/2026

🫁 INFISSEMA POLMONARE: QUANDO GLI ALVEOLI SI DISTRUGGONO 💨

Questa illustrazione mostra chiaramente la differenza: a sinistra gli alveoli sani, piccoli, elastici e raggruppati come grappoli d'uva, pronti a scambiare ossigeno e anidride carbonica; a destra gli alveoli danneggiati dall'enfisema, ingranditi, rotti, fusi e senza elasticità, incapaci di svolgere la loro funzione. È una malattia respiratoria cronica, progressiva e irreversibile, che fa parte della cosiddetta malattia polmonare ostruttiva cronica (EPOC).

📌 CHE COS'È L'INFISEMA POLMONARE?

✅ Definizione: è una malattia che consiste nella distruzione progressiva e permanente delle pareti degli alveoli, i piccoli sacchi d'aria situati all'estremità dei bronchioli. Quando si rompono, diversi alveoli si uniscono formando cavità più grandi e inutili, e i polmoni perdono la loro naturale elasticità. Di conseguenza, l'aria rimane intrappolata dentro e non può essere espulsa bene, rendendo sempre più difficile respirare.

✅ Cosa succede ai polmoni:

- Gli alveoli sani sono minuscoli e hanno pareti sottili ed elastiche: respirando si gonfiano come palloncini e poi si sgonfiano facilmente per rilasciare l'aria.
- Nell'enfisema, le pareti si rompono e scompaiono: si formano grandi spazi vuoti, con molta meno superficie di contatto con il sangue.
- Due problemi gravi: meno ossigeno entra nel sangue e l'aria usata non può uscire, quindi il petto si riempie di aria che non serve e costa molto lavoro espellerlo.

✅ Dato importante:
Appare quasi sempre accanto alla bronchite cronica, ed entrambe insieme formano la BPCO. È una delle malattie respiratorie più frequenti e gravi negli adulti con più di 40 anni.

⚠️ CAUSE: PERCHÉ SI PRODUCE?

🚬 LA CAUSA PRINCIPALE: IL TABACCO ✅ (90% DEI CASI)

Il fumo è il nemico numero uno. Le sostanze tossiche del fumo distruggono le cellule di difesa, paralizzano i peli che puliscono le vie respiratorie e, cosa più grave, rompono le pareti degli alveoli poco a poco per anni.
- Colpisce anche il fumo di seconda mano: respirare il fumo di altri può causarlo.

🌬️ INQUINAMENTO E GAS TOSSICI

- Respirare a lungo aria sporca, polvere industriale, fumo di legna o prodotti chimici sul lavoro (miniere, fabbriche, costruzione).

🧬 CAUSA RARA: DEFICIENZA DI ALFA ‐1 ANTITRIPSINA

- È un difetto genetico (ereditato) molto raro: l'organismo non produce una proteina che protegge i polmoni, quindi vengono distrutti anche senza fumare e appare a età più giovani (30 ‐40 anni).

🩺 SINTOMI: COME SI MANIFESTA

⚠️ INIZIA MOLTO LENTO E SILENZIOSO:
Per molti anni non ci sono sintomi, perché i polmoni hanno molta riserva. Quando appaiono, il danno è già grande:

1. DIFFICOLTÀ A RESPIRARE (DISPEA) ✅ IL SINTOMO PRINCIPALE:
- All'inizio succede solo quando fai sforzo o esercizio: salire le scale, camminare veloce, caricare peso.
- Col tempo peggiora e appare anche a riposo: la persona si siede e manca l'aria, fa fatica a rilasciare l'aria quando espira.
Sembra che non riesci mai a togliere tutta l'aria dai tuoi polmoni.
2. TOSSE CRONICA: a volte secca, a volte con catarro (se c'è la bronchite associata).
3. SINTOMI AVANZATI:
- Il petto diventa largo e rotondo, a forma di "botte", perché rimane pieno d'aria che non può uscire.
- Labbra e unghie diventano blu o viola (mancanza di ossigeno).
Stanchezza estrema, debolezza, perdita di peso.
- Gonfiore alle gambe e alle caviglie (il cuore si risente per lo sforzo).

📋 DIAGNOSI: COME SAPERLO

✅ 1. PROVA CHIAVE: SPIROMETRIA

- Misura quanta aria muovi e quanto velocemente la tiri fuori. Nell'enfisema esce poca aria e molto lenta → conferma l'ostruzione.

✅ 2. RADIOGRAFÍA O TOMOGRAFÍA DEL TORACE

- Si vedono i polmoni più grandi, più scuri, con meno vasi sanguigni e cavità rotte.

✅ 3. ANALISI DEL SANGUE

- Misurare ossigeno e anidride carbonica: sapere se il sangue sta ossigenando bene.

✅ 4. STUDIO GENETICO

- Solo se compare in giovani o senza precedenti di tabacco.

💊 TRATTAMENTO: CONTROLLARE, NON CURARE

⚠️ IMPORTANTE: l'enfisema è irreversibile: gli alveoli rotti non possono essere riparati o ricresciuti. Il trattamento serve a fermare i danni, alleviare i sintomi e migliorare la vita.

🚭 LA COSA PIÙ IMPORTANTE: SMETTERE DI FUMARE ✅

- È l'unica cosa che ferma l'avanzamento della malattia. Se continui a fumare, il danno continua e la morte arriva prima. Senza tabacco, la malattia diventa molto più lenta.

💊 MEDICINALI

🔹 Broncodilatatori: la loro inalazione rilassa i muscoli delle vie respiratorie, e passa meglio l'aria. Sono il trattamento di base.
🔹 Cortisone: Per ridurre l'infiammazione, solo in crisi o casi gravi.
🔹 Antibiotici: Solo se c'è infezione, perché ogni infezione danneggia di più i polmoni.

🫁 OSSIGENOTERAPIA

- Se ti manca troppo ossigeno, usare ossigeno a casa per diverse ore al giorno migliora la vita e impedisce al cuore di danneggiarsi.

🏃 RIABILITAZIONE RESPIRATORIA

- Esercizi speciali per imparare a respirare meglio, usare meno energia e muoversi senza affannarsi. Aiuta molto la qualità della vita.

🔪 CHIRURGIA O TRAPIANTO

- In casi molto gravi: rimuovere la parte più danneggiata del polmone, o trapianto polmonare se non funziona più nulla.

⚠️ COMPLICAZIONI

🔹 Infezioni comuni: i polmoni danneggiati si ammalano di più di bronchite e polmonite → ogni infezione lascia più danni.
🔹 Insufficienza respiratoria: non entra più abbastanza ossigeno e non si può eliminare l'anidride carbonica → pericolo di morte.
🔹 Problemi cardiaci: Il cuore deve lavorare molto di più quindi → si ingrandisce e va in sofferenza.
🔹 Pneumotorace: gli alveoli si rompono e l'aria fuoriesce dal polmone, collassandolo.

🛡️ PREVENZIONE: PUO' EVITARE AL 90% ✅

✅ NON FUMARE MAI: è la regola d'oro. Se non fumi, è quasi impossibile che ti colpisca.
✅ Evitare fumo e inquinamento: non respirare fumo altrui, usa protezione se lavori con polveri o gas.
✅ Vaccinarsi: influenza e pneumococco, per evitare infezioni che danneggiano i polmoni.

🔟 DATI CURIOSI SULL'INFISEMA 🫁 🤩

1. 🚭 Il tabacco è responsabile di 9 casi su 10: senza tabacco, l'enfisema sarebbe una malattia molto rara.
2. ⏳ Ci vogliono dai 20 ai 30 anni per comparire: inizi a fumare da giovane, ma i sintomi arrivano quando hai 50 ‐60 anni.
3. 🎈 I polmoni di una persona con un enfisema sono più grandi e leggeri di quelli sani, perché sono pieni di aria e senza tessuto.
4. 🧘 Le persone con enfisema imparano a respirare con la bocca: lasciando l'aria così, i condotti si tengono aperti e ne esce meglio.
5. 🧬 Solo l'1 ‐2% dei casi è genetica, il resto è interamente causato dalle abitudini.
6. 🏋️ Anche se costa, fare esercizio fisico è la cosa che aiuta di più: se non ti muovi, i muscoli diventano deboli e ti stanchi molto di più.
7. 🔁 A differenza di altre malattie polmonari, l'enfisema non migliora mai, continua o peggiora, per questo smettere di fumare è urgente.
8. 🧠 All'inizio la gente pensa che sia solo "mancanza di forma fisica", per questo ci vogliono anni per andare dal medico e diagnosticarla.
9. 🫁 I polmoni sani hanno più di 600 milioni di alveoli; nell'enfisema grave possono rimanere meno della metà, tutti rotti.
10. 💔 È una delle poche malattie che si possono preve**re quasi al 100% solo con una decisione personale: non accendere la prima sigaretta.

L'enfisema ci insegna che la salute respiratoria è un tesoro che si spende poco a poco senza che ce ne rendiamo conto. Ogni volta che fumiamo, rompiamo un po' di più questa meravigliosa struttura che ci dà vita.

Respirare è gratis, ma mantenere questa capacità è il miglior investimento per tutta la vita. 🫁💙 🚭

Il contenuto mostrato è strettamente educativo e divulgativo e non sostituisce una consulenza medica.

L'intervento di Hartmann è una procedura chirurgica d'urgenza che consiste nella resezione di un tratto del colon (solit...
30/05/2026

L'intervento di Hartmann è una procedura chirurgica d'urgenza che consiste nella resezione di un tratto del colon (solitamente il sigma o la parte superiore del retto). Prevede la chiusura definitiva del moncone rettale inferiore e il confezionamento di una colostomia temporanea (ano artificiale) per deviare le feci.
A cosa serve e perché si esegue
Viene principalmente eseguito in situazioni di emergenza in pazienti ad alto rischio.
Principali indicazioni: Occlusioni intestinali, perforazioni, tumori del colon-retto o gravi diverticoliti complicate (es. peritonite fecale).
Obiettivo salvavita: Evitare un'anastomosi (cucitura) immediata tra i due tratti di intestino, che sarebbe ad altissimo rischio di cedimento o infezione a causa delle condizioni critiche del paziente.
Come funziona la procedura
L'operazione si articola in due tempi:
Primo intervento (in urgenza): Asportazione della parte malata, sutura e chiusura del moncone rettale (che rimane all'interno) e fuoriuscita del moncone superiore dell'intestino sulla parete addominale (colostomia) per permettere l'espulsione delle feci.
Secondo intervento (successivo, eventuale):
Si chiama ricanalizzazione (o riconversione) e consiste nel riaprire l'addome per ricollegare i due tratti intestinali e chiudere la stomia, ripristinando il normale transito.
Tempi e reversibilità
La ricanalizzazione non è automatica né garantita. Viene valutata solitamente a distanza di almeno 3-6 mesi dal primo intervento, a seconda delle condizioni di salute generali del paziente e della guarigione dei tessuti. Si tratta comunque di un intervento impegnativo, poiché richiede un'anastomosi intestinale che deve risultare sicura ed esente da rischi di tenuta.

Sembra agosto, ma il calendario dice ancora fine maggio.E il corpo, a differenza del termometro, non cambia stagione dal...
29/05/2026

Sembra agosto, ma il calendario dice ancora fine maggio.

E il corpo, a differenza del termometro, non cambia stagione dall’oggi al domani.

Secondo i climatologi del Consiglio nazionale delle ricerche, le temperature saliranno fino a raggiungere il massimo nei prossimi giorni con valori che potrebbero arrivare vicini o addirittura oltre i massimi storici mai registrati nel periodo: 35-36 gradi in pianura Padana, soprattutto nella parte centro-occidentale, e 33-34 gradi in Toscana, Sardegna ed entroterra pugliese.

Il problema non è soltanto il valore assoluto della temperatura. Conta anche il momento in cui arriva.

Leggi l’articolo completo di Irma D’Aria su salute.eu

●CURIOSITÀ ●Ogni sorso che mandi giù è una manovra perfetta.Tu fai appena un gesto.Il resto lo fa il corpo, da solo.Semb...
29/05/2026

●CURIOSITÀ ●
Ogni sorso che mandi giù è una manovra perfetta.
Tu fai appena un gesto.
Il resto lo fa il corpo, da solo.

Sembra una cosa piccola, quasi banale.
In realtà, quando deglutisci, stai mettendo in fila bocca, lingua, gola e laringe.
E lì, nel punto che non vedi, entra in scena lei: l’epiglottide.

È una cartilagine elastica, con la sua copertura di mucosa, piazzata alla radice della lingua.
Nome poco simpatico, lavoro fondamentale.
Perché il suo compito è semplice da dire e difficile da imitare: impedire che il cibo masticato e la saliva vadano nelle vie aeree.

Quando deglutisci, la base della lingua si muove all’indietro.
Spinge, accompagna, prepara il passaggio.
E l’epiglottide si abbassa.
Si piega sull’apertura della laringe e la chiude per un attimo.

Quel momento dura niente.
Ma basta a tenere il boccone dalla parte giusta.
Dentro il tubo giusto.
Verso l’esofago, non verso i polmoni.

È per questo che non ti viene da tossire ogni volta che bevi un sorso d’acqua.
È per questo che puoi mangiare parlando, ridendo, pensando ad altro.
Il corpo, in quel punto, fa il custode.
E non ti chiede nemmeno il permesso.

Dietro quel gesto ci sono 31 muscoli che si coordinano in un secondo, e il movimento passa attraverso tre fasi, in circa 20 secondi.
Non è un gesto singolo.
È una catena.
Una di quelle cose che sembrano semplici solo perché funzionano bene.

C’è una cosa bella, quasi comica, in tutto questo: noi ci concentriamo sul sapore, sulla fame, sul bicchiere pieno, sul boccone troppo caldo.
Intanto sotto, in silenzio, una linguetta di cartilagine fa ordine.
Senza scena.
Senza applausi.

Molti immaginano la deglutizione come un semplice “ingoiare”.
Macché.
È una piccola coreografia.
La bocca prepara, la lingua spinge, la laringe si protegge, l’epiglottide chiude la porta al momento giusto.
E il tutto deve succedere in automatico, sempre, senza sbagliare.

Basta un attimo fuori posto e il cibo va di traverso.
Quel fastidio che tutti conosciamo, quella tosse improvvisa, quel colpo secco che ti piega in due.
Ecco perché questa parte del corpo conta tanto.
Perché non si vede.
Perché lavora quando tu pensi a tutt’altro.

La verità è che il corpo umano è pieno di pezzi piccoli che sembrano secondari solo finché non smettono di fare il loro mestiere.
L’epiglottide è uno di questi.
Un pezzo minuscolo, ma con una responsabilità enorme.
Ogni volta che bevi, ogni volta che mangi, lei decide da che parte deve andare il resto.
E quasi sempre non la ringraziamo nemmeno.

Forse è proprio questo il punto.
Le cose più importanti, spesso, sono quelle che non senti.
Quelle che non fanno rumore.
Quelle che ti salvano la giornata senza farsi notare.

💁‍♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 31 muscoli coinvolti nella deglutizione in 1 secondo
👉 3 fasi della deglutizione
👉 circa 20 secondi per completarsi
📚 Fonti: humanitas, materdomini, youtube

L'immagine illustra l'apporto arterioso alla testa e al collo, incentrato sull'arteria carotide comune. Questo vaso prin...
29/05/2026

L'immagine illustra l'apporto arterioso alla testa e al collo, incentrato sull'arteria carotide comune. Questo vaso principale biforca a livello della cartilagine tiroidea in due rami primari:

Arteria Carotide interna: sale alla base del cranio per fornire cervello e occhi.

Arteria carotide esterna: emette rami come le arterie facciali e linguali per fornire viso, cuoio capelluto e collo.

A questa congiunzione si trova il Carotide Sinus, un baricettore vitale per la regolazione della pressione sanguigna. I vasi sono protetti dal muscolo sternocleidomastoideo e hanno origine vicino all'arteria succlavia dietro la Clavicola.

La diastasi dei retti è l'allontanamento anomalo dei due muscoli retti addominali lungo la linea mediana. Molto comune d...
29/05/2026

La diastasi dei retti è l'allontanamento anomalo dei due muscoli retti addominali lungo la linea mediana. Molto comune dopo la gravidanza o forti aumenti di peso, si diagnostica oltre i 2,5 cm di separazione. Non è solo un inestetismo, ma causa debolezza al tronco e dolori.
Cause Principali
Gravidanza: la distensione dell'utero separa i muscoli, che a volte non tornano in sede.
Sovrappeso e obesità: l'accumulo di adipe crea pressione sulla parete addominale.
Sforzi eccessivi o età: sollevamento pesi costante o indebolimento fisiologico dei tessuti.
Sintomi più Comuni
Gonfiore o protrusione addominale, visibile soprattutto sotto sforzo.
Dolore lombare e instabilità del bacino.
Disturbi digestivi e incontinenza.
Nei casi più gravi, "effetto pinna" (fuoriuscita a punta dell'addome quando ci si alza).
Come Riconoscerla (Autovalutazione)
È possibile effettuare un semplice test sdraiati supini, con le ginocchia piegate e i piedi a terra:Solleva testa e spalle come per fare un piccolo addominale (crunch).
Posiziona le dita della mano perpendicolarmente all'addome, proprio sopra e sotto l'ombelico.Se percepisci uno spazio (fossetta) in cui le dita affondano tra le due fasce muscolari, potrebbe trattarsi di diastasi.
Diagnosi e Trattamento
Diagnosi: affidati a un medico o a un fisioterapista per un'accurata valutazione clinica, confermata solitamente da un'ecografia della parete addominale.
Fisioterapia: in casi lievi o lievissimi (es. separazione sotto i 3 cm senza ernie), esercizi mirati di ginnastica ipopressiva e rieducazione del pavimento pelvico possono aiutare a migliorare la funzionalità del "core".
Trattamento Chirurgico: per distanze maggiori (oltre i 3 cm) o presenza di ernie, l'intervento chirurgico di elezione è l'addominoplastica o la plastica dei retti (spesso in mini-invasiva) per riavvicinare e suturare i muscoli.

Il retinoblastoma è un raro tumore maligno dell'occhio che colpisce la retina, sviluppandosi quasi esclusivamente nei ba...
28/05/2026

Il retinoblastoma è un raro tumore maligno dell'occhio che colpisce la retina, sviluppandosi quasi esclusivamente nei bambini di età inferiore ai 4-5 anni.
In Italia si registrano circa 25-40 nuovi casi all'anno.

Se diagnosticato tempestivamente, offre tassi di guarigione superiori al 95%.

↘️ Segni e sintomi.

🔘Leucocoria: è il sintomo più comune, noto come "riflesso del gatto amaurotico". Si nota la pupilla di colore bianco o giallastro, specialmente in controluce o nelle fotografie con flash.

🔘Strabismo: deviazione di un occhio rispetto all'altro.

🔘Disturbi visivi: peggioramento della vista, dolore oculare o arrossamento persistente.

↘️ Cause.

La malattia è legata all'alterazione del gene oncosoppressore \(RB1\) situato sul cromosoma 13q14.

⤵️ Può presentarsi in due forme:

☑️Ereditaria: spesso bilaterale (entrambi gli occhi), causata da una mutazione trasmessa dai genitori o presente nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale.

☑️Sporadica: interessa un solo occhio (monolaterale) ed è causata da una mutazione casuale avvenuta dopo il concepimento.

La diagnosi precoce è fondamentale per salvare la vita, preservare l'occhio e la capacità visiva. Gli esami prevedono una visita oculistica con fondo oculare in sedazione, ecografia ed esami genetici.

✔️I trattamenti più moderni comprendono:

◾Chemioterapia: sistemica o mirata (intra-arteriosa o intravitreale) per ridurre la massa tumorale.

◾Laserterapia e Crioterapia: distruzione delle piccole cellule tumorali tramite calore o freddo.

◾Brachiterapia: radioterapia localizzata ad alta precisione, effettuata con una placca radioattiva posizionata vicino al tumore.

◾Enucleazione: rimozione chirurgica del globo oculare, eseguita nei casi più avanzati per preve**re metastasi nel sistema nervoso centrale o in altri organi.

Gli esami diagnostici strumentali sono delle procedure mediche che utilizzano apparecchiature specifiche per esplorare l...
28/05/2026

Gli esami diagnostici strumentali sono delle procedure mediche che utilizzano apparecchiature specifiche per esplorare l'interno dell'organismo, studiare le funzioni degli organi e supportare i medici nella diagnosi e nel monitoraggio delle patologie.

Si dividono principalmente in esami non invasivi (ecografia, endoscopici, gastroscopia).

☢️ Diagnostica per Immagini.

☑️Radiografia (RX): Utilizza radiazioni ionizzanti per visualizzare ossa e organi interni, ideale per individuare fratture o patologie polmonari.
☑️Ecografia: Non invasiva e sicura, sfrutta gli ultrasuoni per studiare tessuti molli, addome, tiroide e apparato muscolo-tendineo.
☑️TAC (Tomografia Computerizzata): Genera immagini dettagliate e tridimensionali delle sezioni del corpo utilizzando radiazioni a raggi X.
☑️Risonanza Magnetica (RM o RMN): Utilizza campi magnetici e onde radio per ottenere immagini ad alta risoluzione di articolazioni, cervello e organi interni.

↘️ Esami respiratori e cardiovascolari.

☑️Elettrocardiogramma (ECG): Registra l'attività elettrica del cuore per individuare aritmie e problemi cardiaci.
☑️Ecocardiogramma: Un'ecografia focalizzata sul cuore per valutarne la struttura e il funzionamento delle valvole.
☑️Spirometria: Misura la capacità polmonare ed è fondamentale per diagnosticare patologie respiratorie come l'asma o la BPCO.

↘️ Endoscopie.

☑️Gastroscopia e Colonscopia: Consentono l'osservazione diretta del tubo digerente tramite una sonda flessibile dotata di telecamera, permettendo anche il prelievo di biopsie.

Puoi approfondire i servizi, le disponibilità e i centri dove effettuare gli esami sul portale di Alliance Medical. Per esami specifici (come quelli di medicina del lavoro) o per prenotare visite specialistiche, puoi fare riferimento a centri dedicati come Poliambulatorio Policlinico Italia.

🌬️ ASMA | Respira piano, vivi meglio 💙L'asma è una condizione cronica (a lungo termine) che colpisce le vie respiratorie...
28/05/2026

🌬️ ASMA | Respira piano, vivi meglio 💙

L'asma è una condizione cronica (a lungo termine) che colpisce le vie respiratorie nei polmoni. Durante i sintomi dell'asma, le vie respiratorie si infiammano, si restringono e possono produrre muco extra, rendendo la respirazione più difficile. L'asma può colpire bambini e adulti, ma con cure adeguate, molte persone vivono una vita attiva e sana.

🔍 Sintomi comuni

✔ Respiro sibilante( fischiare mentre si respira)
✔ Respiro corto
✔ Tosse persistente (spesso peggio di notte o di prima mattina)
✔ Stretta o fastidio al petto

I sintomi possono andare e ve**re e andare da lievi a gravi.

⚠️ Inneschi comuni e fattori di rischio

• Acari della polvere
• Polline e allergeni stagionali
• Peli di animali domestici
• Inquinamento atmosferico e fumo
• Fumare
• Odori forti e irritanti chimici
• Infezioni respiratorie
• Esercizio fisico in alcune persone
• Aria fredda e cambiamenti climatici

Gli inneschi variano da persona a persona.

📈 Perché i casi di asma potrebbero aumentare

I cambiamenti ambientali e dello stile di vita possono contribuire ad aumentare il carico asmatico in tutto il mondo, tra cui:
🌍 Inquinamento atmosferico
♻️ Cambiamenti ambientali legati al clima
🏠 Esposizione allergeni interni
🦠 Infezioni respiratorie
♻️ Urbanizzazione e cambiamento delle condizioni ambientali

🛡️ Come aiutare a proteggere la salute dei polmoni

✅ Evita di fumare
✅ Mantieni puliti e ben ventilati gli spazi interni
✅ Identifica e riduci gli inneschi personali
✅ Mantieniti fisicamente attivo
✅ Segui i piani di trattamento prescritti
✅ Partecipa a follow-up medici regolari
✅ Rimani aggiornato sulle vaccinazioni consigliate sulla base di consigli medici

🚨 I sintomi dell'asma stanno diventando gravi?

Richiedi assistenza medica se la respirazione diventa difficile, i sintomi peggiorano rapidamente o i farmaci prescritti non aiutano come previsto.

💙 L'asma non può essere curata al momento, ma con una buona gestione e cure mediche, le persone con asma possono vivere una vita sana e attiva.

⚠️ Disclaimer: questo contenuto è solo a scopo educativo e non sostituisce il parere medico professionale. Consultare sempre un operatore sanitario qualificato per diagnosi, test e trattamento.

L'esofagectomia è l'intervento chirurgico per la rimozione parziale o totale dell'esofago. Viene eseguita principalmente...
28/05/2026

L'esofagectomia è l'intervento chirurgico per la rimozione parziale o totale dell'esofago.
Viene eseguita principalmente per trattare il tumore esofageo o gravi patologie benigne come l'acalasia e le stenosi. Successivamente all'asportazione, il chirurgo ricostruisce il tratto digerente utilizzando solitamente una porzione dello stomaco o dell'intestino.
Come funziona l'intervento
L'operazione è complessa, dura in media 4-6 ore e viene eseguita in anestesia generale.
Prevede due fasi principali:
Tempo demolitivo: Asportazione del tratto di esofago malato.
Tempo ricostruttivo: Creazione di un "neoesofago" per ripristinare il collegamento tra la gola e lo stomaco.
Principali tecniche chirurgiche
Tecnica di Ivor-Lewis:
Prevede l'accesso sia dall'addome che dal torace ed è l'opzione più utilizzata per i tumori del tratto distale.
Chirurgia mini-invasiva (toracoscopia/laparoscopia):
Eseguita attraverso piccole incisioni, riduce il trauma operatorio e favorisce un recupero più rapido.
Decorso post-operatorio e ripresa
Trattandosi di un'operazione maggiore, richiede un ricovero in terapia intensiva seguito dal trasferimento in reparto. La degenza media varia dai 7 agli 8 giorni. Il recupero richiede un'attenta riabilitazione nutrizionale, con il graduale passaggio a una dieta semisolida.

La colecistite è il problema più frequente dovuto ai calcoli della cistifellea. Si verifica quando un calcolo ostruisce ...
27/05/2026

La colecistite è il problema più frequente dovuto ai calcoli della cistifellea.
Si verifica quando un calcolo ostruisce il dotto cistico, che trasporta la bile fuori dalla cistifellea al tratto GI.

⭕ La colecistite è classificata come acuta o cronica.

↘️ Colecistite acuta.

La colecistite acuta inizia improvvisamente, dando luogo a un grave e costante dolore nella parte superiore dell’addome. Almeno il 90% dei soggetti affetti da colecistite acuta presenta anche calcoli biliari. L’infiammazione esordisce quasi sempre senza infezione, sebbene questa possa svilupparsi in un secondo momento. L’infiammazione può provocare l’accumulo di liquidi nella cistifellea e l’ispessimento della sua parete.

Anche se insorge raramente, esiste una forma di colecistite acuta non dovuta a calcoli biliari (colecistite alitiasica). Tuttavia, la cistifellea può contenere fango biliare (particelle microscopiche costituite da composti simili a quelli dei calcoli biliari). La colecistite alitiasica è più grave di altri tipi di colecistite. Tende a comparire dopo:

✔️Intervento chirurgico maggiore.

Patologie significative, quali lesioni gravi, ustioni importanti o infezione del torrente ematico (sepsi).

➡️ Alimentazione per via endovenosa per lungo tempo.

▪️Digiuno prolungato

▪️Deficit del sistema immunitario

Alcune patologie che comportano un’infiammazione dei vasi sanguigni (vasculite), come lupus eritematoso sistemico e poliarterite nodosa.

▪️Diabete e Aterosclerosi

La colecistite acuta alitiasica può colpire i bambini piccoli dopo una malattia infettiva con febbre; di solito l’origine della malattia non è nota.

✔️Colecistite cronica.

La colecistite cronica è un’infiammazione della cistifellea protrattasi a lungo nel tempo. È quasi sempre imputabile a calcoli biliari e a precedenti attacchi di colecistite acuta. La colecistite cronica è caratterizzata da ripetute crisi dolorose (coliche biliari) che si manifestano quando i calcoli biliari ostruiscono periodicamente il dotto cistico.

Nella colecistite cronica, la cistifellea viene danneggiata dai ripetuti episodi di infiammazione acuta, solitamente causati da calcoli biliari; la cistifellea può rimpicciolirsi e presentare pareti spesse e sclerotiche. I calcoli biliari possono ostruire lo sbocco della cistifellea nel dotto cistico o bloccare direttamente il dotto cistico. Inoltre, generalmente la cistifellea contiene fango biliare. Se la cicatrizzazione è estesa, nelle pareti della cistifellea può depositarsi calcio, provocandone l’indurimento (colecisti a porcellana).

➡️ Sintomi della colecistite.
Una colica della cistifellea che insorga durante una colecistite acuta o cronica si manifesta inizialmente con dolore.

➡️ Colecistite acuta.
Il dolore dovuto alla colecistite acuta è simile alla colica biliare (il dolore causato dai calcoli biliari), ma è più grave e dura più a lungo. Il dolore raggiunge il culmine dopo 15–60 minuti e poi rimane costante e dura per 6 ore o più a lungo. Solitamente, il dolore è localizzato nella parte superiore destra dell’addome. Il dolore può diventare lancinante. La maggior parte dei soggetti riferisce un dolore intenso nella parte superiore destra dell’addome quando il medico effettua la palpazione. Il dolore può peggiorare respirando profondamente e spesso si irradia fino alla parte inferiore della scapola destra o alla schiena. Sono frequenti nausea e vomito.

Nel giro di poche ore, i muscoli addominali del lato destro si irrigidiscono. La febbre è comune e può essere accompagnata da brividi.

Negli anziani, i primi o gli unici sintomi della colecistite possono essere vaghi. Ad esempio, gli anziani possono perdere l’appetito, sentirsi stanchi o deboli, oppure vomitare. Possono non sviluppare febbre.

In genere, un attacco di colecistite si risolve nel giro di 2-3 giorni e si risolve completamente in una settimana. Se l’episodio acuto persiste, può indicare una grave complicanza. Un dolore grave in aumento, la febbre elevata e i brividi suggeriscono sacche di pus (ascessi) nella cistifellea o una sua lacerazione (perforazione). Gli ascessi si producono in seguito a gangrena, che si sviluppa quando un tessuto muore. Un calcolo più grande può lacerare la parete della cistifellea e migrare nell’intestino tenue, ostruendolo. Questa ostruzione può causare dolore addominale e gonfiore.

Se un soggetto sviluppa ittero o presenta urine scure e feci chiare, è probabile che sia presente un’ostruzione del coledoco dovuta a un calcolo, che provoca un ristagno della bile nel fegato (colestasi).

Può insorgere un’infiammazione del pancreas (pancreatite), causata da un calcolo che ostruisce l’ampolla di Vater (il punto in cui il dotto pancreatico si unisce al coledoco).

➡️ Colecistite alitiasica.
In genere, la colecistite alitiasica (colecistite senza calcoli biliari) provoca dolore improvviso lancinante nel quadrante superiore destro dell’addome, in persone senza precedente sintomatologia o altra evidenza di una patologia della cistifellea (vedere Dolore biliare in assenza di calcoli biliari). Spesso, l’infiammazione è molto grave e può causare gangrena o rottura della cistifellea.

Il soggetto che sviluppa colecistite alitiasica è generalmente in gravi condizioni. Ad esempio, può essere in terapia intensiva per un altro motivo e presentare molti altri sintomi. Inoltre, poiché le condizioni del soggetto sono molto gravi, potrebbe non essere in grado di comunicare in maniera chiara. Per questi motivi, è possibile che inizialmente la colecistite alitiasica non venga riconosciuta.

Gli unici sintomi presenti possono essere un addome rigonfio (disteso), dolente, o una febbre senza causa nota.

➡️ Colecistite cronica.
Il soggetto con colecistite cronica ha crisi dolorose ricorrenti. L’addome superiore sopra la cistifellea è dolente alla palpazione. A differenza della colecistite acuta, la febbre insorge di rado nei soggetti con colecistite cronica. Il dolore è meno grave rispetto a quello della colecistite acuta e non dura altrettanto a lungo.

▶️ Diagnosi della colecistite.
Ecografia e talvolta altri esami di diagnostica per immagini

Il medico basa la sua diagnosi di colecistite principalmente sui sintomi e i risultati degli esami di diagnostica per immagini.

L’ecografia è il modo migliore per identificare i calcoli della cistifellea. L’ecografia può inoltre consentire di rilevare la presenza di liquido intorno alla cistifellea o l’ispessimento della sua parete, tipici della colecistite acuta. Spesso, quando si sposta la sonda ecografica sulla parte superiore dell’addome, all’altezza della cistifellea, il soggetto riferisce dolore.

La colescintigrafia, un altro esame diagnostico per immagini, si rivela utile nel caso in cui la colecistite acuta sia difficile da diagnosticare. Per questo esame, si inietta per via endovenosa una sostanza radioattiva (radionuclide). La Gamma camera rileva la radioattività emessa e ci si avvale di un computer per produrre un’immagine. Grazie a ciò, si può seguire lo spostamento del radionuclide dal fegato alle vie biliari. Vengono acquisite le immagini di fegato, vie biliari, cistifellea e tratto superiore dell’intestino tenue. Se il radionuclide non riempie la cistifellea, è probabile che il dotto cistico sia ostruito da un calcolo. La colescintigrafia è inoltre utile quando il medico sospetta una colecistite alitiasica acuta.

Gli esami di TC o la RMI possono inoltre aiutare a confermare la diagnosi quando altri esami non sono conclusivi.

Vengono eseguiti dei test epatici (esami del sangue) per valutare il grado di funzionalità epatica e se vi sono danni al fegato. Tuttavia, questi esami non possono confermare la diagnosi perché i valori sono spesso normali o solo leggermente alti, tranne in caso di ostruzione del dotto biliare.

Vengono inoltre effettuati altri esami del sangue. Ad esempio, viene misurato il numero di globuli bianchi (conta leucocitaria). Una conta leucocitaria elevata può indicare un’infiammazione, un ascesso, la gangrena o la perforazione della cistifellea.

La tomografia computerizzata (TC) dell’addome consente di rilevare alcune complicanze della colecistite, come la pancreatite o una lacerazione nella cistifellea.

✔️Trattamento della colecistite.
▪️Liquidi e antibiotici per via endovenosa.

Intervento chirurgico per rimuovere la cistifellea (colecistectomia).

#️⃣Ricovero in ospedale
Il soggetto con colecistite cronica o acuta deve essere ricoverato. Non può bere né mangiare e riceve liquidi ed elettroliti per via endovenosa. Il medico può introdurre un sondino attraverso il naso e lo stomaco ed eseguire un’aspirazione per svuotare lo stomaco, ridurre la quantità di liquido accumulatosi nell’intestino, se questo è ostruito, e lasciar riposare la cistifellea.

Di solito, al soggetto vengono somministrati antibiotici per via endovenosa (perché è possibile che vi sia un’infezione in atto) e antidolorifici.

➡️ Colecistectomia.
La rimozione chirurgica della cistifellea (colecistectomia) viene di solito effettuata usando un tubo rigido chiamato laparoscopio. Dopo aver fatto piccole incisioni nell’addome, vengono inseriti il laparoscopio e gli strumenti chirurgici attraverso le incisioni. Il medico usa gli strumenti per rimuovere la cistifellea. Il laparoscopio contiene una piccola videocamera che consente ai chirurghi di seguire l’intervento all’interno del corpo.

Generalmente, la cistifellea viene rimossa entro 24-48 ore dall’insorgenza dei sintomi se:

Viene confermata la colecistite acuta e il rischio di un intervento chirurgico è basso.

Il soggetto è in età avanzata o è diabetico, perché in questi soggetti la colecistite ha maggiori probabilità di sfociare in infezioni.

Si sospettano complicanze come un ascesso, la gangrena o la perforazione della cistifellea.

➡️ I calcoli biliari hanno causato pancreatite.

Viene effettuato un intervento chirurgico per colecistite alitiasica,

Se necessario, l’intervento chirurgico può essere ritardato di 6 settimane o più mentre la colica regredisce. Se il soggetto presenta una patologia che rende l’approccio chirurgico troppo rischioso (come un disturbo cardiaco, polmonare, renale o epatico grave), l’intervento viene posticipato finché non è possibile controllare al meglio tale patologia con un trattamento adeguato.

Se è necessario ritardare o evitare completamente l’intervento, potrebbe essere necessario drenare la cistifellea per cercare di trattare e preve**re la diffusione dell’infezione. Il drenaggio può essere eseguito inserendo un catetere nella cistifellea, attraverso la parete addominale, consentendo al liquido di fuoriuscire dall’organismo. In alternativa, si può posizionare un tubo di drenaggio all’interno del corpo per eseguire un’endoscopia guidata da ecografia endoscopica (endoscopic ultrasound, EUS), che consiste nell’inserire un endoscopio dotato di un piccolo dispositivo a ultrasuoni dalla bocca fino a raggiungere lo stomaco e l’intestino tenue. Le immagini ecografiche guidano il medico nel posizionamento di un drenaggio tra la cistifellea e l’intestino tenue o tra la cistifellea e lo stomaco.

Nella colecistite cronica, dopo la risoluzione dell’attacco in corso la cistifellea viene talvolta rimossa, sebbene si possa utilizzare anche un approccio terapeutico conservativo (non chirurgico).

◾Dolore postoperatorio.

Alcuni soggetti hanno episodi nuovi o ricorrenti di dolore che percepiscono come coliche della cistifellea, sebbene questa sia stata rimossa (insieme ai calcoli). Inoltre può manifestarsi diarrea. Talvolta, questa viene definita dai medici sindrome post-colecistectomia.

La causa di questa sindrome non è nota, ma in alcuni soggetti ciò può dipendere da una disfunzione dello sfintere di Oddi (un muscolo a forma di anello situato tra il coledoco e il dotto pancreatico da una parte e l’intestino tenue dall’altra). La disfunzione di questo muscolo può rallentare il flusso della bile e delle secrezioni pancreatiche in uscita dai dotti e quindi aumentare la pressione duttale, causando dolore.

Il dolore può inoltre dipendere da piccoli calcoli biliari che rimangono nei dotti dopo la rimozione della cistifellea. Più spesso, la causa è un problema diverso non correlato, come la sindrome del colon irritabile o persino la malattia ulcerosa peptica, presente prima dell’intervento chirurgico.

Per stabilire se la causa del dolore sia l’aumento della pressione nei dotti biliari, si può dover ricorrere alla colangiopancreatografia retrograda endoscopica (CPRE) o alla colescintigrafia (vedere Esami di diagnostica per immagini del fegato e della cistifellea).

Nella CPRE, una sonda a fibre ottiche (endoscopio) viene inserita attraverso la bocca fino all’intestino e un dispositivo per misurare la pressione viene inserito attraverso di essa. Se la pressione risulta aumentata, nell’endoscopio vengono inseriti strumenti chirurgici per incidere e ampliare lo sfintere di Oddi. Questa procedura (chiamata sfinterectomia endoscopica) può alleviare i sintomi quando il dolore è causato da una disfunzione dello sfintere.

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