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ati finanziari, trattiamo in modo sistematico:
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– equilibri geopolitici e impatti macroeconomici
– trasformazioni del lavoro e della struttura produttiva
– innovazione tecnologica e suoi effetti sui modelli economici

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Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una...
18/06/2026

Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una delle tante penne particolarmente sensibili alle ragioni di Putin, tal Enrico Scoccimarro.

Secondo l’autore la Russia avrebbe stravinto all’Aja, presso il tribunale internazionale basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in un giudizio che sancirebbe ora la legittimità dell’occupazione della Crimea, della costruzione del Ponte di Kerch e del principio secondo cui le acque del Mar D’Azov sarebbero esclusivamente russe. Peccato che sia vero esattamente il contrario e che la versione riportata senza vergogna su una testata nazionale sia il copia e incolla del comunicato emesso dalla Federazione Russa.

Nel pezzo si legge ad esempio che “il tribunale ha stabilito che lo Stretto di Kerch e il Mar d'Azov devono essere considerati acque interne, confermando la giurisdizione russa su tali aree”. In realtà il tribunale ha smontato questa tesi: «The Arbitral Tribunal thus cannot accept the Russian Federation's argument... and rejects the Russian Federation's first general objection». A rafforzamento di questo, la Russia sosteneva anche che dopo l'annessione illegale delle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022 fosse cambiato lo status sovrano. Il tribunale ha respinto anche questo punto («rejects the Russian Federation's third general objection»), riaffermando che la giurisdizione si basa sulla situazione del 2016, quando entrambi i paesi erano indiscutibilmente Stati costieri legittimi del Mar d'Azov.

Nell’articolo è anche scritto che “il collegio arbitrale ha respinto anche le pretese ucraine relative allo sfruttamento delle risorse naturali, negando a Kiev il controllo sulle attività estrattive e sulle riserve ittiche presenti in quelle acque”. Una versione manipolata che spaccia per diniego, quella che è piuttosto una dichiarazione di incompetenza da parte del tribunale. L'UNCLOS (la Convenzione ONU sul diritto del mare) ha respinto le richieste ucraine, non perché infondate, ma perché non ha l'autorità legale per stabilire a quale Stato appartenga un territorio terrestre (la Crimea).
A questo proposito Scoccimarro scrive anche che “la Corte ha negato che l'integrazione delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, avvenuta negli ultimi anni, rappresenti una violazione del diritto internazionale in questo contesto marittimo”. Altra manipolazione, che lascia intendere una legittimazione delle annessioni da parte dei giudici, le quali invece, nel ritenere le acque del Mar D’Azov ancora condivise è stata di fatto palesemente esclusa.

Nell’articolo infine è scritto che “la Corte ha sottolineato che anche l'Ucraina non ha rispettato integralmente i propri obblighi di cooperazione internazionale necessari alla tutela dell'ambiente marino”. Ma non si trova traccia delle violazioni del diritto internazionale marittimo da parte russa nella costruzione del ponte di Kerch, elemento che si evince in ben tre punti del dispositivo. In particolare al punto 5 si legge: «Decides, unanimously, that the Russian Federation violated Article 206 of the Convention...» (La Russia ha violato l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per il ponte di Crimea, i cavi elettrici e i gasdotti). Al punto 6 è scritto: «...violated Articles 205 and 206... by failing to publish reports...» (Ha violato l'obbligo di pubblicare e trasmettere i rapporti ambientali). Infine il punto 7: «...violated Articles 123, 192, and 194... and by failing to fulfil its duty to cooperate...» (Ha violato l'obbligo generale di protezione dell'ambiente marino e, soprattutto, ha violato il dovere di cooperazione con l'Ucraina).

Dal momento che Scoccimarro non è nuovo a simili vergognose violazioni del codice deontologico, ho chiesto esplicitamente la rettifica. In caso di inadempienza procederò alla segnalazione al collegio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel cui elenco è iscritto - marco setaccioli

18/06/2026

Paese che vai, usanze che trovi.

🇪🇺 Migranti: il Parlamento Europeo approva nuove regole sui rimpatriCosa cambia in pratica?✅ Rimpatri più veloci per chi...
18/06/2026

🇪🇺 Migranti: il Parlamento Europeo approva nuove regole sui rimpatri

Cosa cambia in pratica?
✅ Rimpatri più veloci per chi non ha diritto a restare nell'UE.
✅ Un provvedimento di espulsione emesso in uno Stato potrà essere riconosciuto più facilmente anche dagli altri Paesi europei.
✅ Maggiore obbligo di collaborazione da parte dei migranti destinatari di un rimpatrio.
✅ Possibilità di utilizzare centri e accordi con Paesi extra-UE per facilitare i rimpatri.
✅ Più strumenti per gli Stati europei nel contrasto all'immigrazione irregolare.
📌 Molte di queste misure vanno nella direzione sostenuta da anni dal Governo Meloni, che ha insistito in sede europea sulla necessità di aumentare i rimpatri e rafforzare il controllo dei confini.
⚖️ I sostenitori parlano di una svolta per la gestione dell'immigrazione irregolare; i critici temono invece una riduzione delle tutele per i migranti.

18/06/2026

"Spediteli Indietro" Festeggia il Parlamento Europeo la Nuova Norma sui Migranti,
mentre altri fanno il gesto dei comunisti

17/06/2026

IL MODELLO MULTIETNICO FUNZIONAVA PERCHE' OGGI NON FUNZIONA PIU'?

Non siamo più negli anni SettantaSe fossero i giornali a dettare i movimenti della finanza avremmo probabilmente visto m...
17/06/2026

Non siamo più negli anni Settanta

Se fossero i giornali a dettare i movimenti della finanza avremmo probabilmente visto mercati in
caduta libera e investitori in corsa verso i beni rifugio. La realtà è stata, ancora una volta, molto più
sfumata e per molti versi sorprendente.

Petrolio

La guerra con l'Iran ha ricordato con chiarezza quanto possa essere pericoloso applicare meccanicamente le lezioni del passato a contesti profondamente cambiati: quando noi investitori studiamo le grandi crisi storiche per anticipare il futuro, il rischio che corriamo è quello di imparare
la lezione sbagliata. Molti, infatti, si aspettavano una reazione analoga agli shock energetici degli anni Settanta o alla prima Guerra del Golfo, vale a dire un'esplosione verticale dei prezzi del petrolio; quello che è accaduto invece è stato ben diverso: $OIL è salito, ma in misura molto più contenuta
rispetto a quanto la storia avrebbe suggerito.

La ragione di questo sta nel fatto che prima dello scoppio delle ostilità il mercato energetico si trovava in una condizione strutturalmente diversa rispetto alle crisi precedenti: le scorte erano
abbondanti, la domanda cinese mostrava segnali evidenti di rallentamento e molti operatori istituzionali avevano già iniziato a incorporare nei prezzi il rischio geopolitico legato all'Iran ben prima
che divampasse il conflitto. In altre parole, una parte consistente della paura era già stata scontata in anticipo. Esiste poi un elemento aggiuntivo che negli anni Settanta semplicemente non esisteva: le riserve strategiche di petrolio, oggi disponibili in molti paesi e utilizzabili come strumento di
attenuazione degli shock dal lato dell'offerta. Questo meccanismo ha contribuito ulteriormente a limitare la volatilità del mercato energetico.

Oro e argento

Diverso, e per certi versi ancora più sorprendente, il comportamento dei metalli preziosi. $GOLD e
$SILVER vengono tradizionalmente considerati beni rifugio per eccellenza: la teoria vuole che salgano nelle fasi di tensione internazionale, eppure durante questa crisi hanno mostrato una
debolezza inattesa, mancando il ruolo protettivo che in molti si aspettavano. La spiegazione di questo
secondo punto va ricercata nel percorso che avevano già compiuto prima del conflitto. I mercati, del resto, tendono ad anticipare
gli eventi più che a reagirvi.

Per quanto riguarda i tassi d'interesse e il dollaro, il comportamento è stato più coerente con i precedenti storici: le tensioni energetiche alimentano aspettative d'inflazione, il che spinge gli
investitori a richiedere rendimenti più elevati sui titoli obbligazionari, mentre $USD continua a svolgere il proprio ruolo di valuta rifugio nei momenti di incertezza. Una parte del rialzo dei rendimenti potrebbe pertanto non dipendere soltanto dalla guerra o
dall'inflazione, ma anche dalle preoccupazioni crescenti legate alla sostenibilità fiscale degli Stati Uniti: ed è qui che emerge probabilmente l'aspetto più sorprendente dell'intera vicenda.

Un mercato lontano dalla realtà
Nonostante la guerra, le tensioni energetiche e le preoccupazioni geopolitiche, gli indici azionari hanno continuato a salire. $SPX500 e $NSDQ100 hanno registrato performance molto positive
durante il periodo del conflitto, in quanto il mercato si è mostrato molto più interessato ai profitti futuri dell'intelligenza artificiale che ai rischi geopolitici del presente. Quando un mercato entra in
una fase rialzista avanzata, le notizie negative tendono ad avere un impatto limitato mentre quelle positive vengono sistematicamente amplificate: è un comportamento tipico delle fasi di forte
ottimismo collettivo.
Questo, tuttavia, non significa che le conseguenze economiche della guerra siano già state assorbite.
I mercati finanziari reagiscono spesso nell'immediato, ma gli effetti reali sull'economia richiedono mesi o addirittura anni per manifestarsi completamente. Una borsa che sale non ci dice ancora quale
sarà l'impatto futuro sulla crescita economica, sugli utili aziendali, sull'inflazione o sui costi di finanziamento. La storia, del resto, offre un dato che vale la pena tenere a mente: molte delle
principali crisi mediorientali del passato sono state seguite, con un certo ritardo, da rallentamenti economici, correzioni dei mercati e in alcuni casi da vere e proprie recessioni. Sarebbe quindi un
errore considerare chiusa la partita soltanto perché le borse continuano a salire.
I mercati stanno scommettendo su uno scenario favorevole, ma la storia insegna che gli effetti delle grandi crisi si manifestano spesso proprio quando l'attenzione degli investitori si è già spostata altrove. Proprio per questo motivo, adesso conviene osservare i mercati con curiosità ma anche con una certa dose di prudenza: è questa una delle “lezioni giuste” della storia dei mercati.
- daniele feretti

17/06/2026

Canale dell Manica, fregata russa spara colpi di avvertimento vicino ad imbarcazione britannica
Tanto tuono che piovve. Secondo quanto riportato dai media britannici, la fregata russa Admiral Grigorovich, che scortava un gruppo di petroliere riconducibili alla Russia nelle acque internazionali del Canale della Manica, ha sparato colpi di avvertimento dopo l’avvicinamento con uno yacht battente bandiera britannica. In questo modo i russi hanno “gentilmente” chiesto agli inglesi di allontanarsi.
Secondo quanto riportato dai media britannici, i colpi sono stati sparati a meno di 500 metri dall’imbarcazione senza riportare danni a cose o persone.
Questo incidente arriva una manciata di giorni dopo che le forze speciali britanniche, nel medesimo tratto di mare, ha abbordato e sequestrato la Smyrtos, una petroliera battente bandiera camerunese che secondo Starmer sarebbe collegata alla "flotta ombra" russa, intenta a raggiungere l'Atlantico dal porto di Ust-Luga. In seguito al sequestro il Ministero della Difesa britannico ha diffuso le immagini dell'abbordaggio, girate in perfetto stile hollywoodiano, mostrando militari armati fino ai denti intenti a perquisire la petroliera.

LINGUAGGIO DEL CORPO TRA GRANDI DELLA TERRA (2A PARTE )Analizziamo in modo approfondito e completo il linguaggio del cor...
17/06/2026

LINGUAGGIO DEL CORPO TRA GRANDI DELLA TERRA (2A PARTE )

Analizziamo in modo approfondito e completo il linguaggio del corpo e le micro-espressioni dei due leader politici presenti nell'immagine "Screenshot". La scena cattura un momento di altissima intensità comunicativa non verbale, strutturandosi su un netto contrasto di stili e posture.

1. Giorgia Meloni: L'assertività e il gesto di precisione
La leader italiana occupa la parte sinistra del frame, mostrandosi di profilo. La sua postura e la sua gestualità proiettano una forte energia, focalizzata sul convincimento dell'interlocutore.

Il gesto della puntualizzazione (Precision Grip): L'elemento visivo più potente è la posizione della mano destra. Il pollice e l'indice sono ravvicinati a formare una sorta di cerchio, mentre le altre dita rimangono sollevate verso l'alto. Nella psicologia della comunicazione non verbale, questo è un "gesto illustratore di precisione". Equivale a livello metaforico a tenere in mano un oggetto piccolissimo ed estremamente prezioso; viene utilizzato inconsciamente quando si vuole sviscerare un concetto andando dritti al punto, puntualizzando un dettaglio cruciale senza lasciare spazio a interpretazioni superficiali.

Prossimità fisica e inclinazione: Nonostante la notevole differenza di statura fisica rispetto a Trump, la figura di Meloni non appare affatto subordinata. È protesa in avanti, riducendo lo spazio interpersonale (la zona prossemica). Questo indica assenza di timore reverenziale, determinazione e la volontà di "agganciare" l'attenzione dell'interlocutore in modo totale.

La veemenza culturale come risorsa: L'uso della mano per accompagnare la parola, tipico della cultura espressiva italiana, viene qui declinato in chiave di leadership diplomatica. Non è una gestualità caotica, ma un evidenziatore visivo che serve a dare ritmo, enfasi e solidità scientifico-argomentativa a ciò che sta dicendo.

2. Donald Trump: L'ascolto analitico e la valutazione guardinga
Il leader statunitense si trova sulla destra, con il busto parzialmente orientato di tre quarti. Solitamente abituato a dominare la scena con gesti larghi o posture imponenti, in questo frangente adotta una configurazione corporea di "ricezione critica".

Lo sguardo laterale e la testa inclinata: Trump non guarda Meloni frontalmente, ma inclina leggermente il capo verso il basso e di lato, osservandola con la coda dell'occhio. Questa specifica postura indica che sta prestando una fortissima attenzione uditiva e visiva. Sta "pesando" l'interlocutrice, elaborando le informazioni e misurando la fermezza di chi gli sta parlando (come se stesse ascoltando una spiegazione o un resoconto cruciale).

La micro-espressione delle labbra serrate: Le labbra sono chiuse in una linea sottile e tesa, con gli angoli della bocca leggermente rivolti verso il basso. Nel volto di Trump, questo schema esprime concentrazione, scetticismo controllato o valutazione analitica. Non c'è una chiusura emotiva totale (il corpo non è girato dall'altra parte), ma segnala che non sta concedendo un assenso facile: sta registrando la determinazione di Meloni con un atteggiamento guardingo, tipico di chi valuta la forza negoziale della controparte.

Postura statica di contenimento: Le spalle sono leggermente contratte e le braccia rimangono vicine al corpo. Questo indica che ha interrotto qualsiasi altra azione o movimento per focalizzarsi unicamente sulle parole dell'interlocutrice, lasciando a lei – in questo preciso secondo – il monopolio dell'energia comunicativa della scena.

3. La dinamica del rapporto in questo momento
L'interazione visibile in "Screenshot " non mostra una dinamica formale o distaccata, ma un forte magnetismo comunicativo e un ingaggio diretto.

Tra i due si crea una sinergia asimmetrica molto interessante: da un lato c'è l'autenticità espressiva e la precisione chirurgica di Meloni, che usa il corpo per dare massima autorevolezza alle sue puntualizzazioni; dall'altro c'è il rispetto guardingo di Trump, il quale, colpito dall'intensità dell'approccio, mette da parte la sua consueta esuberanza fisica per calibrare e pesare la solidità della leader che ha di fronte. È l'istantanea di un confronto politico serrato, dove il potere non viene imposto dalla stazza fisica, ma dalla forza della determinazione non verbale.

LINGUAGGIO DEL CORPO TRA I GRANDI DELLA TERRA (1A PARTE)  Esaminiamo il linguaggio del corpo dei tre protagonisti per ca...
17/06/2026

LINGUAGGIO DEL CORPO TRA I GRANDI DELLA TERRA (1A PARTE)

Esaminiamo il linguaggio del corpo dei tre protagonisti per capire come si struttura questa dinamica:

1. Friedrich Merz: Segnali di tensione o riflessione profonda
Il leader tedesco Friedrich Merz mostra una postura fortemente codificata dal punto di vista analogico:

La mano alla gola (Gesto di protezione/Autoconsolamento): Portare la mano verso il collo o la gola è un segnale inconscio di vulnerabilità o disagio. La gola è una zona sensibile; toccarsi in quel punto (o sistemarsi il colletto/la cravatta) indica spesso che la persona si trova in una situazione di forte stress emotivo, incertezza o che sta affrontando un argomento particolarmente complesso e delicato.

Le braccia parzialmente conserte: L'altro braccio è piegato sul petto a sostenere il gomito, creando una parziale barriera fisica.

Sguardo basso: Merz non guarda Trump negli occhi in questo istante, ma tiene lo sguardo rivolto verso il basso, segno di profonda concentrazione o di un momento di difficoltà nel formulare il pensiero.

2. Donald Trump: Dominanza e incalzo
Rispetto all'immagine precedente, qui il ruolo di Trump è invertito:

Postura ravvicinata e protesa: Trump è molto vicino a Merz, con il corpo orientato direttamente verso di lui e il mento leggermente sollevato.

Sguardo fisso: Osserva Merz in modo diretto e ravvicinato. Questa combinazione (prossimità fisica e sguardo fisso mentre l'altro guarda in basso) esprime una posizione di forte dominanza comunicativa nell'interazione bilaterale in quel preciso secondo.

3. Giorgia Meloni: L'attesa strategica ("In agguato")
La posizione di Meloni (vista di spalle) descrive perfettamente l'intenzione di voler intervenire non appena lo scambio si sarà concluso:

La postura "ancorata" e simmetrica: È posizionata esattamente al centro, di fronte a entrambi, con le braccia leggermente larghe o appoggiate. Questa stabilità corporea indica che non ha alcuna intenzione di allontanarsi; ha preso possesso del suo spazio fisico e sta "presidiando" l'area.

La testa orientata verso la conversazione: Pur non facendo parte attivamente del dialogo in questo esatto momento, la sua testa è orientata verso di loro. Sta monitorando attentamente la conversazione, analizzando i tempi comunicativi (i "turni di parola") per capire quando si aprirà lo spazio ideale per inserirsi e riprendere il filo del discorso con Trump, proprio come avevi notato.

Sintesi della scena
Lo "Screenshot cattura un momento di transizione. Merz si trova in una posizione di momentanea difesa o riflessione bloccata sotto lo sguardo di Trump, mentre Meloni adotta una postura di attesa attiva e assertiva. Non è una figura di sfondo esclusa, ma un terzo attore che osserva la dinamica, pronta a subentrare non appena la tensione tra i due interlocutori principali troverà un punto di rottura o di fine naturale.

Bonelli perde la causa contro L'Avvocato dell'Atomo Europa Verde aveva chiesto 52 mila euro a Luca Romano, noto divulgat...
17/06/2026

Bonelli perde la causa contro L'Avvocato dell'Atomo

Europa Verde aveva chiesto 52 mila euro a Luca Romano, noto divulgatore pro-nucleare, per averli definiti "irresponsabili" e "imbecilli".

Il tribunale di Roma respinge tutto e condanna il partito alle spese: le critiche erano legittime e fondate su fonti tecnico-scientifiche

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