10/09/2026
Arriva al cinema il 10 settembre il film documentario “Un giorno senza donne” di Pamela Hogan.
Il giorno senza donne fu il 24 ottobre 1975.
Quel giorno le donne islandesi non andarono a lavorare, né svolsero il lavoro casalingo o di cura. Il 90% delle donne partecipò allo sciopero, incluse le donne che vivevano in campagna.
Questo costrinse diversi settori a chiudere durante tutta la giornata. Niente servizio telefonico, i giornali non furono stampati perché le compositrici tipografiche erano in maggioranza donne. I teatri chiusero perché le attrici si rifiutarono di lavorare. Anche le scuole chiusero. E gli asili.
I voli furono cancellati dal momento che non c’erano le assistenti di volo ed i dirigenti di banca dovettero lavorare come cassieri.
25.000 donne si riunirono nel centro di Reykjavík.
Lo sciopero durò fino alla mezzanotte, momento in cui le compositrici tipografiche tornarono a lavoro per far uscire i giornali. Che parlavano solo dello sciopero.
L’anno successivo, il parlamento islandese approvò una legge per garantire l’uguaglianza di diritti.
Il “Giorno Libero” (come è passato alla storia) aprì la strada per l’elezione di Vigdís Finnbogadóttir, la prima donna al mondo eletta Presidente della Repubblica.
Il 24 ottobre 1975 cambiò la storia di quel paese.
Al centro del documentario c’è la forza di quel gesto collettivo. E Björk con il brano finale sui titoli di coda composto per l’occasione.
“Un giorno senza donne” trasforma un fatto storico in un film capace di ricordare la capacità delle donne di cambiare il mondo quando solo scelgono di agire insieme.
Il 1975 è qui.
Le parole e i racconti delle protagoniste sulla discriminazione sulle donne sono terribilmente attuali. Labodif ringrazia Pamela Hogan e quelle donne, una per una, che hanno dato prova di cosa significa un paese in cui le donne anché solo per un giorno si fermano.
Noi gratissime a voi, madri e sorelle islandesi, oggi come allora. Stiamo lavorando per cambiare la realtà anche sulla vostra scia.