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L'indignato Il Buongiorno si vede dal mattino e noi vogliamo regalarvi degli splendidi "buongiorno" Le Notizie che gli altri non vi fanno vedere in tempo reale

"Era una donna speciale, una moglie presente e una mamma straordinaria."Con queste parole, cariche di dolore e amore, An...
19/08/2026

"Era una donna speciale, una moglie presente e una mamma straordinaria."

Con queste parole, cariche di dolore e amore, Andrea Osele ricorda sua moglie Isabella Endrizzi, scomparsa il giorno di Ferragosto dopo una lunga malattia. Aveva 51 anni e il prossimo 25 novembre ne avrebbe compiuti 52.

Ricercatrice alla Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige, Isabella aveva dedicato la sua carriera alle scienze sensoriali, studiando la percezione del cibo e la formazione dei gusti alimentari.

Ma prima di tutto, per la sua famiglia, era una moglie e una mamma amorevole. Solare, appassionata della vita all'aria aperta e dello sci, lascia un ricordo profondo in tutte le persone che l'hanno conosciuta.

Sposata con Andrea da vent'anni, lascia tre figli: Elena, 16 anni, Sara, 12, e Loris, 9.

Anche i colleghi della Fondazione si sono stretti attorno alla famiglia, ricordandone la passione per la ricerca, la determinazione e le qualità umane.

Un grande abbraccio alla sua famiglia e a tutte le persone che le hanno voluto bene. ❤️

Quella di domenica 16 agosto doveva essere una normale giornata di lavoro. Paolo Lettieri, appena 18 anni, era salito su...
18/08/2026

Quella di domenica 16 agosto doveva essere una normale giornata di lavoro. Paolo Lettieri, appena 18 anni, era salito sul suo scooter per raggiungere il Lido Azzurro, dove lavorava come bagnino. Un tragitto quotidiano che, purtroppo, si è trasformato in tragedia.

Il drammatico incidente è avvenuto a Torre Annunziata, in via Avallone, nella zona alle spalle dello stadio Giraud. Per cause ancora da chiarire, lo scooter guidato dal giovane si è scontrato con un’automobile. L’urto è stato violentissimo e i soccorsi, arrivati sul posto, non hanno potuto fare nulla per salvargli la vita. Il personale del 118 ha constatato il decesso del ragazzo.

Adesso spetterà ai Carabinieri ricostruire con precisione quanto accaduto, chiarendo la dinamica dello schianto e verificando eventuali responsabilità.

Paolo aveva soltanto 18 anni e un futuro ancora tutto da costruire. Lavorava come bagnino e quella mattina stava semplicemente raggiungendo il suo posto di lavoro. La notizia della sua morte ha profondamente colpito le comunità di Torre Annunziata e Boscotrecase, dove il giovane era conosciuto.

Una vita appena iniziata, spezzata durante un tragitto che avrebbe dovuto essere come tanti altri.

Una giovane vita spezzata improvvisamente, a soli 26 anni. Maria Piovani aveva davanti a sé tanti progetti, viaggi da vi...
17/08/2026

Una giovane vita spezzata improvvisamente, a soli 26 anni. Maria Piovani aveva davanti a sé tanti progetti, viaggi da vivere e persone a cui continuare a dedicare tempo ed energie. Il 9 agosto, però, un drammatico incidente stradale avvenuto in Svizzera ha interrotto per sempre il suo cammino.

Originaria di Roma, Maria si era trasferita a Milano, dove lavorava come project manager per Jakala. Nel suo ambiente professionale era conosciuta come una ragazza preparata, scrupolosa e appassionata del proprio lavoro. La carriera, tuttavia, rappresentava soltanto una parte della sua vita: Maria aveva sempre coltivato una forte attenzione verso gli altri e un profondo senso di solidarietà.

Il volontariato, infatti, l’aveva accompagnata fin da giovanissima. Da bambina era entrata a far parte degli Scout Agesci e, crescendo, aveva continuato a mettere a disposizione degli altri il proprio tempo, impegnandosi in particolare con l’AIPD – Associazione Italiana Persone Down.

Tra le sue grandi passioni c’erano anche i viaggi. Maria amava scoprire posti nuovi e vivere esperienze lontano da casa, ma c’era un luogo al quale era particolarmente legata: il Trentino. Qui tornava spesso anche per trascorrere del tempo con la nonna Edith e qui si sentiva profondamente legata alle montagne.

La tragedia si è consumata il 9 agosto nel comune svizzero di Schiers, nel Cantone dei Grigioni. Maria viaggiava in automobile insieme a un’amica e al fidanzato di quest’ultima quando, secondo quanto ricostruito, un’altra vettura avrebbe invaso la corsia opposta mentre procedeva a forte velocità.

L’impatto è stato devastante. Maria ha perso la vita e con lei è morto anche il fidanzato dell’amica che si trovava alla guida dell'auto. Gli occupanti dell’altra vettura avrebbero invece riportato ferite lievi.

Il 14 agosto, a Povo, familiari, amici e persone che l’avevano conosciuta si sono riuniti per accompagnare Maria nel suo ultimo viaggio. È stato scelto proprio il Trentino per la sua sepoltura: quella terra alla quale era tanto affezionata e quelle montagne che avevano rappresentato per lei un luogo speciale.

È lì che Maria riposerà, circondata idealmente dai luoghi che aveva amato e dal ricordo di chi aveva condiviso con lei un pezzo di strada.

Una giornata di lavoro tra i vigneti di famiglia si è trasformata in una tragedia a Diano d’Alba, nel cuore delle Langhe...
16/08/2026

Una giornata di lavoro tra i vigneti di famiglia si è trasformata in una tragedia a Diano d’Alba, nel cuore delle Langhe. Lucia Casavecchia, giovane di appena 22 anni e da poco laureata, ha perso la vita in un drammatico incidente avvenuto mentre si trovava nei campi insieme allo zio.

Secondo quanto ricostruito, la ragazza stava lavorando tra i filari in via Santa Croce quando, per cause che dovranno essere accertate, il trattore condotto dallo zio si è ribaltato. Il mezzo agricolo ha travolto Lucia, lasciandole purtroppo senza scampo.

L’allarme è stato immediato e sul posto sono arrivati i sanitari del 118 insieme ai vigili del fuoco, ai carabinieri e agli ispettori dello Spresal dell’Asl Cn2. Nonostante l’intervento dei soccorritori, ogni tentativo di salvare la 22enne si è rivelato inutile.

La dinamica esatta dell’incidente resta al centro degli accertamenti. Gli investigatori stanno cercando di comprendere cosa abbia provocato il ribaltamento del trattore. Tra gli elementi presi in considerazione figurano la conformazione e la pendenza del terreno, oltre all'eventualità di una manovra che potrebbe aver fatto perdere stabilità al mezzo. Saranno inoltre verificate le condizioni di sicurezza dell’area in cui si è verificata la tragedia.

La morte di Lucia ha colpito profondamente una famiglia conosciuta nel territorio e da generazioni legata al mondo del vino. La giovane aveva da poco concluso il proprio percorso universitario al Politecnico e davanti a sé aveva progetti e un’intera vita da costruire.

Lucia apparteneva infatti alla famiglia Casavecchia, nome storico della viticoltura delle Langhe. La Cantina Casavecchia, portata avanti oggi dai fratelli Marco e Luca, rappresenta una tradizione familiare che affonda le proprie radici in oltre un secolo di attività.

Una tragedia improvvisa che ha spezzato a soli 22 anni la vita di una giovane donna e che lascia nel dolore i suoi familiari e quanti la conoscevano.

Una mattina d’estate si è trasformata in tragedia sulle strade del Trentino. Cristiano Maino aveva appena 21 anni quando...
15/08/2026

Una mattina d’estate si è trasformata in tragedia sulle strade del Trentino. Cristiano Maino aveva appena 21 anni quando ha perso la vita in un drammatico incidente avvenuto il 13 agosto a Villa Banale, nel territorio comunale di Stenico.

Erano circa le 7.30 e il giovane stava viaggiando in sella al suo scooter. All’altezza dell’hotel Bellavista si è verificato lo scontro con un camion utilizzato per la raccolta dei rifiuti. Secondo le prime informazioni, ancora in fase di accertamento, il mezzo pesante stava svoltando a sinistra per raggiungere un’area ecologica quando sarebbe avvenuto l’impatto.

Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è quella che Cristiano stesse effettuando un sorpasso proprio nel momento della manovra del camion. Dopo l’urto, il 21enne è finito violentemente sull’asfalto, perdendo il casco e riportando gravissime conseguenze alla testa.

L’intervento dei soccorritori è stato immediato, ma ogni tentativo di salvarlo si è purtroppo rivelato inutile. Cristiano è morto sul luogo dell’incidente.

Spetterà ora alla Polizia Locale delle Giudicarie ricostruire con precisione la dinamica e chiarire le circostanze che hanno portato allo scontro.

La notizia ha profondamente colpito Arco, città in cui Cristiano viveva e dove aveva scelto di impegnarsi anche nella vita pubblica. Alle ultime elezioni comunali si era infatti candidato con la lista Arco Fucina Comune.

Proprio dalla lista civica è arrivato uno dei messaggi di cordoglio più sentiti, con il pensiero rivolto soprattutto ai genitori e alla famiglia del ragazzo: davanti alla perdita di un figlio, hanno sottolineato, trovare parole capaci di alleviare un dolore così grande è quasi impossibile.

Anche la sindaca Arianna Fiorio ha manifestato la propria vicinanza ai familiari, facendosi interprete del dolore di un’intera comunità sconvolta dalla morte di un ragazzo di appena 21 anni.

Una notte drammatica sulle strade di Torino si è trasformata in tragedia. Mattia Masiero, appena 22 anni, ha perso la vi...
14/08/2026

Una notte drammatica sulle strade di Torino si è trasformata in tragedia. Mattia Masiero, appena 22 anni, ha perso la vita in un grave incidente mentre si trovava in sella alla sua moto.

L’impatto si è verificato poco dopo la mezzanotte nella zona del Drosso. Secondo le prime ricostruzioni, nell’incidente sarebbero rimaste coinvolte due motociclette che stavano viaggiando nella stessa direzione. I soccorsi sono arrivati rapidamente sul posto, ma ogni tentativo di salvare Mattia si è purtroppo rivelato inutile.

Nello schianto è rimasto seriamente ferito anche un altro giovane motociclista, un ragazzo di 20 anni residente a Druento. Trasportato d’urgenza al Cto di Torino in codice rosso, avrebbe riportato diversi traumi e si trova ricoverato con prognosi riservata.

Adesso spetterà alla Polizia Stradale fare piena luce su quanto accaduto. Gli agenti stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari per ricostruire i momenti che hanno preceduto l’impatto e stabilire le cause dell’incidente.

Tra gli aspetti ancora da chiarire c’è anche l’eventualità che i due motociclisti si conoscessero e stessero percorrendo insieme lo stesso tragitto. Saranno però soltanto gli accertamenti degli investigatori a permettere di definire con precisione la dinamica di una notte conclusasi nel modo più tragico.

Una carriera trascorsa lontano dai riflettori, tra indagini delicate, criminalità organizzata, latitanti e testimonianze...
13/08/2026

Una carriera trascorsa lontano dai riflettori, tra indagini delicate, criminalità organizzata, latitanti e testimonianze difficili da dimenticare. Felicetta Serpico, conosciuta da tutti come Licia, è stata una delle pioniere della presenza femminile nella Polizia di Stato.

Il suo percorso comincia nel 1986, quando termina il primo corso di formazione destinato alle poliziotte. A Napoli entra in questura e diventa una delle prime donne operative: inizialmente lavora sulle Volanti, poi approda alla Squadra mobile, occupandosi prima di omicidi e successivamente della ricerca dei latitanti.

La svolta arriva nel 1992, quando viene trasferita a Padova alla Direzione investigativa antimafia. In Veneto resterà per quasi trent'anni, fino al 2021, anno in cui il vice capo della Polizia Raffaele Grassi la chiama a Roma. Dal primo luglio, invece, per lei è iniziata ufficialmente la pensione.

Il contrasto alla mafia ha segnato profondamente la sua vita professionale. "Sono figlia della strage di Capaci", raccontò in un documentario Rai del 2021. In quel filmato, però, il suo volto non venne mai mostrato: di lei si potevano scorgere soltanto un orecchino, una collana di perle e i capelli che le scendevano lungo la schiena.

Le radici del suo impegno risalgono ancora più indietro, alle manifestazioni contro la camorra nell'entroterra irpino, alla figura del vescovo Antonio Riboldi e a quella frase scandita dagli studenti: "Ciro Cirillo ce l'ha insegnato, la camorra è nello Stato".

A Padova Serpico si trova ad affrontare l'espansione verso Nord di camorra e 'ndrangheta. Le organizzazioni criminali puntavano anche sugli imprenditori in difficoltà, attraverso estorsioni e prestiti a interessi usurari. Una delle indagini più importanti culmina il 14 aprile 2011 con l'operazione Aspide: 27 persone vengono arrestate e dalle investigazioni emergono 135 imprenditori vittime di usura, due sequestri di persona e 61 episodi di lesioni. Fu proprio Licia ad accogliere negli uffici della Dia il primo testimone che contribuì a far partire l'inchiesta.

Di quella vicenda conserva ancora oggi un legame particolare: quello con la figlia di un supertestimone, una ragazza che non voleva essere costretta ad abbandonare la propria città, gli amici e la scuola. "Ho sempre cercato di non farmi coinvolgere emotivamente nelle indagini ma in questo caso ho mantenuto un rapporto con lei, ci scriviamo ogni tanto, so che si è laureata".

Anche le minacce hanno fatto parte del suo lavoro. Durante un'udienza davanti alla Corte d'Assise di Verona, un camorrista si rivolse a lei in napoletano stretto dicendo: "Aì passa tant'uai". Il presidente del tribunale comprese che qualcosa non andava e le chiese spiegazioni. Serpico, senza scomporsi, replicò: "Signor giudice, non si preoccupi, mi ha augurato tanta fortuna". L'uomo sarebbe poi stato condannato a sei anni.

Conclusa la lunga esperienza nella Polizia, per Licia Serpico si apre ora un nuovo capitolo. A Roma intende dedicare tempo e impegno al sociale, proseguendo in un certo senso una missione che ha accompagnato tutta la sua vita.

Un'attenzione particolare continuerà a essere rivolta alla memoria delle vittime del dovere, tema sul quale ha lavorato a lungo. Tra le figure a cui si è dedicata maggiormente c'è quella di Emanuela Loi, l'agente di Polizia uccisa nella strage di via D'Amelio. Un modo per continuare a custodire la memoria di chi ha pagato con la vita il proprio servizio allo Stato.

Un viaggio verso il mare, programmato per trascorrere qualche ora di spensieratezza insieme agli amici, si è concluso ne...
12/08/2026

Un viaggio verso il mare, programmato per trascorrere qualche ora di spensieratezza insieme agli amici, si è concluso nel modo più tragico. Alessandro Terrazzini, appena 18 anni, ha perso la vita all’alba in un incidente stradale mentre viaggiava sul suo scooter.

Il giovane si trovava nella zona di Masone e stava percorrendo via Francesco Bacone in direzione Modena a bordo di uno scooter 125. Secondo le prime ricostruzioni, lungo un tratto rettilineo della strada Alessandro avrebbe improvvisamente perso il controllo del mezzo per ragioni che dovranno ancora essere chiarite.

Lo scooter ha terminato la propria corsa contro il muro di recinzione di una cantina sociale. Un impatto violentissimo che, purtroppo, non gli ha lasciato scampo.

L’allarme è scattato nelle prime ore del mattino e i soccorritori sono arrivati sul luogo dell’incidente poco dopo le 5.30. Nonostante l’intervento dei sanitari, per il diciottenne non è stato possibile fare nulla.

Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia Locale di Reggio Emilia, impegnati negli accertamenti necessari per ricostruire nel dettaglio quanto accaduto e comprendere le cause che hanno portato il ragazzo a perdere il controllo dello scooter.

Secondo le informazioni emerse nelle prime ore, Alessandro aveva davanti a sé una giornata che avrebbe dovuto essere completamente diversa. Era infatti diretto verso il mare, probabilmente in Romagna o nelle Marche, dove avrebbe dovuto raggiungere alcuni amici e trascorrere insieme a loro una giornata.

Un progetto semplice, quello di un ragazzo di 18 anni, interrotto tragicamente lungo la strada nelle prime ore del mattino.

La speranza di ritrovare Daniele Congedi sano e salvo si è spenta nel modo più doloroso. Il 28enne, di cui non si avevan...
11/08/2026

La speranza di ritrovare Daniele Congedi sano e salvo si è spenta nel modo più doloroso. Il 28enne, di cui non si avevano più notizie da domenica mattina dopo il suo allontanamento da Ugento, è stato trovato senza vita nella tarda serata di ieri.

Il corpo del giovane si trovava lungo la strada provinciale che collega Ugento a Racale, parzialmente nascosto dalla vegetazione. Poco distante è stata individuata anche la bicicletta con la quale Daniele era uscito di casa, risultata danneggiata.

La sua scomparsa aveva fatto immediatamente scattare l'allarme. Non vedendolo rientrare e non riuscendo ad avere sue notizie, i familiari avevano chiesto aiuto e le ricerche erano iniziate con la speranza che il 28enne potesse essere rintracciato e riportato presto a casa.

Purtroppo, con il passare delle ore, è arrivata la scoperta che ha trasformato l'attesa della famiglia in una tragedia.

Adesso sarà necessario fare piena luce su quanto accaduto. Secondo una prima ricostruzione, che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti degli investigatori, Daniele potrebbe essere stato investito da un'automobile. L'ipotesi al vaglio è che il conducente del veicolo possa essersi successivamente allontanato senza fermarsi a prestare soccorso.

Sul luogo del ritrovamento sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri e il magistrato di turno. Gli accertamenti dovranno permettere di ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto e chiarire ogni aspetto della vicenda.

Per i familiari di Daniele sono ore di dolore indescrivibile. Quella iniziata come una corsa contro il tempo, accompagnata dalla speranza di poterlo riabbracciare, si è conclusa con la notizia che nessuna famiglia vorrebbe mai ricevere.

Ora, accanto al dolore per la perdita di un ragazzo di appena 28 anni, resta soprattutto la necessità di capire esattamente cosa sia successo lungo quella strada e di fare completa chiarezza sulla sua morte.

Una tragica notizia ha colpito l’Arma dei Carabinieri e la comunità della provincia di Sondrio. Alessandro Giannetti, 42...
10/08/2026

Una tragica notizia ha colpito l’Arma dei Carabinieri e la comunità della provincia di Sondrio. Alessandro Giannetti, 42 anni, carabiniere in servizio al Radiomobile di Sondrio, è morto al Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, dove era ricoverato in condizioni gravissime dopo un drammatico incidente in moto.

Il militare era rimasto coinvolto nello schianto nel tardo pomeriggio di giovedì lungo la strada provinciale 15 della Valmalenco, a pochi chilometri da Sondrio. Vista la gravità delle ferite e delle ustioni riportate, era stato immediatamente trasferito in elicottero a Milano. Nonostante gli sforzi dei medici, Giannetti è morto nella notte tra venerdì e sabato.

Originario di Fontana Liri, in provincia di Frosinone, da tempo aveva costruito la propria vita a Castione, dove abitava insieme alla famiglia. All’interno dell’Arma era conosciuto e stimato. La passione per le due ruote lo accompagnava da anni: era infatti considerato un motociclista esperto e aveva anche un passato da pilota.

Secondo quanto ricostruito, Giannetti stava viaggiando in sella a una moto di grossa cilindrata in direzione di Sondrio quando, arrivato all’ultimo tornante della SP 15, nella zona di Campoledro, avrebbe perso il controllo del mezzo.

La moto si è schiantata violentemente contro un muro e successivamente è stata proiettata verso una cancellata. Proprio in quei terribili istanti il veicolo ha preso fuoco e le fiamme hanno avvolto il carabiniere.

Tra i primi ad accorgersi della gravità della situazione è stato Marco Faldarini, poliziotto della Questura di Sondrio, che in quel momento si trovava casualmente tra le vetture rimaste ferme a causa del fumo e delle fiamme. Anche lui stava viaggiando verso il capoluogo.

Faldarini è immediatamente sceso dalla propria auto e, una volta compreso cosa fosse accaduto, ha cercato di soccorrere Giannetti. Ha recuperato una coperta dalla vettura nel tentativo di spegnere le fiamme e ha provato a liberare il militare rimasto sotto la moto.

Un intervento coraggioso durante il quale lo stesso poliziotto è rimasto ustionato e intossicato a causa dei fumi.

Per Alessandro Giannetti, purtroppo, le conseguenze dell’incidente si sono rivelate troppo gravi. Dopo il trasferimento d’urgenza al Niguarda e il ricovero nel Centro Ustioni, il carabiniere di 42 anni si è spento nella notte tra venerdì e sabato.

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