Anna Puchkina Coaching

Anna Puchkina Coaching Professional Mindset & Business coach

Exponential Coaching per innovatori e visionari.

La prima persona che un founder deve licenziare quando l’azienda cresce è se stesso.Non dall’azienda.Dal ruolo che ha ri...
24/08/2026

La prima persona che un founder deve licenziare quando l’azienda cresce è se stesso.

Non dall’azienda.

Dal ruolo che ha ricoperto fino a quel momento.

È una delle frasi meno piacevoli che dico agli imprenditori con cui lavoro. Perché quel ruolo non è stato un errore.

È stato proprio ciò che ha permesso loro di costruire l’azienda.

Sono stati i primi a vendere.

Hanno controllato personalmente la qualità.

Hanno risolto problemi che nessun altro sapeva ancora gestire.

Hanno preso decisioni velocemente, spesso senza avere tutte le informazioni.

E proprio grazie a questa capacità l’azienda è arrivata fino a un certo livello.

Poi qualcosa cambia.

Il passaggio più difficile è accettare che alcune attività nelle quali ha costruito competenza, sicurezza e riconoscimento non appartengano più al suo nuovo ruolo.

Non puoi diventare il leader del livello successivo continuando a proteggere integralmente l’identità che ti ha portato a quello precedente.

Ogni crescita richiede anche una fine.

La fine di alcune responsabilità.

La fine della necessità di essere sempre quello che risolve.

La fine dell’idea che il tuo valore dipenda dal numero di problemi che riesci a gestire personalmente.

La domanda, quindi, non è soltanto:

“Che cosa devo iniziare a fare per crescere?”

È anche:

“Quale parte del mio ruolo deve terminare perché l’azienda possa raggiungere il livello successivo?”

Ho approfondito i cinque passaggi di questa trasformazione nell’articolo che trovi in bio ☝️

C’è una frase che, in certe stanze, continua a ricevere più rispetto di quanto meriti:«Dormo quattro ore a notte».Viene ...
23/08/2026

C’è una frase che, in certe stanze, continua a ricevere più rispetto di quanto meriti:

«Dormo quattro ore a notte».

Viene pronunciata quasi sempre con un misto di orgoglio e rassegnazione. Il messaggio implicito è chiaro: porto più responsabilità, sopporto più pressione, lavoro mentre gli altri dormono.

Per molto tempo il mondo del business ha trattato questa capacità di resistere come una prova di leadership. Sveglia alle cinque, agenda piena, caffè al posto della pausa e la convinzione che rallentare significhi perdere terreno.

Il problema emerge raramente nell’immediato.

Il leader continua a partecipare alle riunioni, rispondere ai messaggi e prendere decisioni. Dall’esterno appare perfettamente operativo. Poi comincia a interrompere più spesso, interpreta una domanda come una contestazione, ritorna sulle decisioni già prese e sceglie la soluzione più familiare perché non possiede più la lucidità necessaria per sostenere quella più complessa.

La stanchezza, nel frattempo, riceve un nome più elegante: intensità.

Quando lavoro sull’architettura mentale di imprenditori e CEO, osservo anche il significato attribuito al riposo. Per alcuni rappresenta tempo sottratto alla crescita. Per altri crea una sensazione ancora più scomoda: se posso fermarmi e il business continua, forse non sono indispensabile quanto pensavo.

A quel punto il problema supera la gestione dell’agenda. Tocca identità, controllo e valore personale.

Puoi aggiungere un’altra routine mattutina, un integratore, una tecnica di produttività o un nuovo sistema per organizzare meglio le ore. Ma se la tua struttura mentale continua a chiederti di dimostrare il tuo valore attraverso l’esaurimento, utilizzerai ogni strumento per correre ancora di più.

Dormire poco non ti rende più ambizioso. Svegliarti alle cinque non garantisce decisioni migliori e non costruirà ricchezza al posto tuo.

La qualità della leadership si vede anche quando nessuno applaude il sacrificio: nella capacità di proteggere lo stato mentale dal quale dipendono decisioni che coinvolgono capitale, persone e anni di lavoro.

Prima o poi ogni azienda finisce per pagare il modo in cui il suo leader ha trattato il proprio cervello. Solo che quella voce non compare separatamente nel bilancio.

A volte diciamo di volere una vita diversa, ma continuiamo a prendere le stesse decisioni di sempre. E allora non è il d...
19/08/2026

A volte diciamo di volere una vita diversa, ma continuiamo a prendere le stesse decisioni di sempre. E allora non è il desiderio a essere debole. È la nostra quotidianità che sta ancora costruendo la persona di ieri. Questo è uno dei principi centrali: il risultato non nasce soltanto da ciò che fai, ma dall’identità che rende naturali certe azioni e quasi impossibili le altre. Se lavori soltanto sul comportamento, prima o poi il vecchio sistema riprende il controllo.

Diciamocelo chiaramente.Tutti gli imprenditori sono un po’ fuori dagli schemi.Perché una persona “normale” raramente sce...
18/08/2026

Diciamocelo chiaramente.

Tutti gli imprenditori sono un po’ fuori dagli schemi.

Perché una persona “normale” raramente sceglie volontariamente l’incertezza, il rischio, la responsabilità verso altre persone e un’idea in cui, a volte per molto tempo, non crede nessuno tranne lei.

Un imprenditore lo fa.

Guarda qualcosa che ancora non esiste e, per qualche motivo, è convinto di riuscire a crearlo.

E penso che sia proprio questa forma di “anormalità” interiore a diventare spesso la base di una grande crescita.

Il problema nasce dopo.

A un certo punto, il modo di pensare che ti ha portato fin qui non basta più per il livello successivo del business.

Continui a volere di più, ma le tue decisioni, le tue reazioni, le tue convinzioni e i tuoi schemi iniziano a limitarti più del mercato o dei concorrenti.

Ed è qui che comincia il lavoro più interessante.

Ti**re fuori ancora di più ciò che hai già dentro, eliminare i limiti interni e imparare a pensare al livello della tua prossima dimensione.

Se anche tu hai sempre sentito di essere un po’ diverso dagli altri, forse siamo sulla stessa strada.

Da settembre iniziamo a lavorare sulla cosa più importante.

La tua crescita esponenziale.

Fammi sapere nei commenti: anche tu hai sempre avuto la sensazione di essere un po’ fuori dal coro? 👇

17/08/2026

Spesso si commette l’errore di pensare che investire nella propria formazione sia un costo a favore di qualcun altro. La verità è radicalmente diversa: ogni euro speso per la propria evoluzione è, a tutti gli effetti, un investimento diretto su se stessi. Non si sta pagando un percorso, si sta acquistando una versione migliore della propria vita.

Questa consapevolezza trasforma completamente l'approccio alla crescita personale, trasformando la spesa in una responsabilità verso il proprio potenziale. Scegliere di mettere se stessi al primo posto, prima di ogni altra priorità, rappresenta forse la decisione più significativa e trasformativa che chiunque possa prendere. Chi è pronto a sbloccare la propria crescita esponenziale troverà qui sotto le risorse giuste per iniziare subito questo percorso fondamentale.

17/08/2026

Sperare che la vita migliori da sola, senza un intervento consapevole sul proprio mindset, è come aspettarsi di diventare campioni di sci senza aver mai messo piede sulla neve. Eppure, è esattamente la trappola in cui cadono in molti, aspettando passivamente una trasformazione che non arriverà mai per caso.

Anna Puchkina svela la dura verità dietro la crescita personale: spesso ignoriamo i segnali che il destino ci invia per spingerci verso il cambiamento. Vedere amici che iniziano un percorso di consapevolezza o trovarsi di fronte a situazioni complesse non è un caso, ma un richiamo a lavorare su se stessi. Restare bloccati nella solita routine, con gli stessi pensieri limitanti, è una scelta che impedisce ogni evoluzione. È tempo di smettere di aspettare l’ispirazione improvvisa e iniziare a costruire attivamente il proprio successo.

16/08/2026

Spesso ci si chiede: sto dando energia alla mia paura o sto alimentando la mia missione? La risposta a questa domanda è il confine sottile tra rimanere fermi e trasformare radicalmente la propria vita.

Anna Puchkina condivide un momento di profonda riflessione sulla sua esperienza personale, svelando un retroscena che ha cambiato tutto: l'investimento, apparentemente azzardato di 5.000 euro, fatto all'inizio del suo percorso. Nonostante il timore iniziale, la certezza di aver scelto la strada giusta si è rivelata la chiave di volta. Quella che sembrava una spesa impossibile è diventata la decisione migliore della sua vita, innescando un cambiamento totale nel modo di pensare, agire ed essere.

Una lezione potente per chiunque si senta bloccato e stia aspettando il momento giusto per iniziare a puntare davvero su se stesso.

16/08/2026

Perché molti rimangono intrappolati nello stesso loop infinito, aspettando un cambiamento che sembra non arrivare mai? La risposta è scomoda ma necessaria: i cambiamenti non accadono per caso, ma vengono creati attivamente.

Anna Puchkina svela una verità brutale ma fondamentale sul percorso di crescita personale. Molti sono convinti che il successo debba arrivare prima, sacrificando tutto il proprio tempo nel lavoro e rimandando la propria evoluzione interiore a un ipotetico dopo. È una trappola mentale: senza un cambio radicale di mindset, lavorare più duramente porta solo a risultati identici. Il vero successo non è la causa della crescita, ma la sua diretta conseguenza.

Un'analisi lucida per chi sente di essere bloccato e vuole finalmente capire come rompere gli schemi.

15/08/2026

Trasformare un obiettivo ambizioso in un successo stratosferico non è un miracolo, è questione di metodo. Quando l’obiettivo iniziale era raddoppiare il fatturato mensile, nessuno si aspettava di vederlo quasi triplicato, eppure i risultati sono arrivati fin dal primo incontro.

Non si tratta solo di numeri: questa testimonianza racconta di una trasformazione profonda. Grazie a un lavoro mirato sul mindset, l'impulsività ha lasciato spazio a una gestione strategica delle emozioni e delle azioni, portando a una crescita che va ben oltre il business. Come spesso accade, quando si sblocca la mentalità corretta, tutto il resto segue a ruota: persino il benessere fisico ha beneficiato di questo nuovo equilibrio, con 7 kg persi e una ritrovata serenità. Un cambio di passo che dimostra quanto il giusto supporto possa realmente cambiare le regole del gioco.

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