Visione Imprenditoriale

Visione Imprenditoriale La communtiy di riferimento per chi fa impresa. Ogni giorno approfondimenti sul business.

Un volo partito con circa 40 minuti di ritardo è costato caro ai vertici di Japan Airlines. La presidente e amministratr...
19/06/2026

Un volo partito con circa 40 minuti di ritardo è costato caro ai vertici di Japan Airlines.
La presidente e amministratrice delegata Mitsuko Tottori ha deciso di rinunciare al 30% del proprio stipendio per due mesi dopo un episodio che ha coinvolto alcuni membri dell’equipaggio.

Secondo quanto emerso dalle verifiche interne, due assistenti di volo avevano superato i limiti di alcol consentiti dalla compagnia il giorno prima della partenza, causando problemi nelle procedure di controllo e il conseguente ritardo del volo.

La decisione della CEO di assumersi personalmente la responsabilità dell’accaduto ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica e mostra una cultura aziendale molto diversa da quella a cui siamo abituati in Europa.
Nel frattempo, il Ministero dei Trasporti giapponese ha chiesto alla compagnia un piano per evitare che situazioni simili possano ripetersi.

Se hai mai prenotato un tavolo online, probabilmente hai usato TheFork almeno una volta. Da oggi, però, l’app passa uffi...
18/06/2026

Se hai mai prenotato un tavolo online, probabilmente hai usato TheFork almeno una volta.
Da oggi, però, l’app passa ufficialmente sotto il controllo di American Express, che l’ha acquistata da Tripadvisor per ben 700 milioni di dollari.

Ma perché una società di carte di credito vuole comprare un’app per prenotare ristoranti?
La risposta è semplice: più persone prenotano e pagano nei locali, più occasioni ci sono per utilizzare i suoi servizi.
Una strategia che permette ad American Express di rafforzare la propria presenza nel settore della ristorazione e di crescere ancora di più in Europa.

Per chi utilizza TheFork, almeno per ora, non cambia nulla: l’app continuerà a funzionare come sempre, con gli stessi servizi e le stesse modalità di prenotazione.

Dietro questa operazione c’è però una tendenza sempre più evidente: grandi aziende e piattaforme digitali stanno unendo servizi diversi per creare ecosistemi sempre più completi e fidelizzare i propri clienti.

C’è una nuova finestra temporale strettissima che l’economia italiana sta rischiando di sprecare, intrappolata nei propr...
17/06/2026

C’è una nuova finestra temporale strettissima che l’economia italiana sta rischiando di sprecare, intrappolata nei propri labirinti autorizzativi.
Il nostro Paese siede su un potenziale inespresso enorme: oltre 150 GW di progetti legati all’energia rinnovabile già pronti, ma paralizzati dalla burocrazia.

Dal punto di vista macroeconomico, ci troviamo in un momento di convergenza irripetibile. L’attuale livello del prezzo del gas ha generato un effetto collaterale strategico: ha reso lo sviluppo delle energie rinnovabili talmente conveniente da potersi sostenere sulle sole logiche di mercato, azzerando la necessità di incentivi. Le rinnovabili, oggi, convengono economicamente.

Ma il tempismo è tutto e la politica industriale non ammette ritardi. Occorre un cambio di passo radicale per svincolare le autorizzazioni e fornire al tessuto produttivo strumenti concreti di competitività. Un ruolo sempre più importante potrebbe essere svolto anche dai PPA (Power Purchase Agreement): contratti a lungo termine che permettono alle imprese consumatrici di blindare i costi, garantendosi la fornitura di energia a condizioni vantaggiose e mettendosi al riparo dalla volatilità.

C’è, infine, un tema cruciale di tenuta del Sistema Paese: ci stiamo avvicinando alla fase in cui gli effetti propulsivi del PNRR andranno fisiologicamente ad esaurirsi. Per scongiurare una frenata, l’Italia ha disperato bisogno di nuovi driver per il PIL.

La finestra per agire, però, non resterà aperta all’infinito. Il momento di investire è adesso, prima che le dinamiche energetiche portino ad una discesa del prezzo all’ingrosso, modificando le attuali condizioni di vantaggio.
Sbloccare questi 150 GW non è solo una questione ambientale: è la mossa industriale decisiva per ridurre la nostra dipendenza dall’estero e rimettere in moto il Paese.

In vista dei Mondiali 2026, la FIFA ha imposto la rimozione o la copertura di tutti i marchi non partner ufficiali prese...
16/06/2026

In vista dei Mondiali 2026, la FIFA ha imposto la rimozione o la copertura di tutti i marchi non partner ufficiali presenti negli stadi ospitanti. Tra questi anche il celebre Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, che per tutta la durata del torneo non può esporre il nome del brand di abbigliamento.

La risposta di Levi’s ha però attirato l’attenzione di esperti di marketing e utenti sui social. L’azienda ha coperto la scritta “Levi’s” con un telo bianco, ma ha lasciato perfettamente riconoscibile la celebre forma “batwing”, la sagoma iconica del logo che da decenni identifica il marchio. Il risultato? Pur senza mostrare il nome, tutti hanno continuato a riconoscere immediatamente il brand.

Non contenta, Levi’s ha deciso di spingersi oltre. Nelle ultime ore ha cambiato anche la propria immagine profilo sui social, sostituendo il logo tradizionale con la versione “oscurata” mostrata sullo stadio. Una mossa ironica che ha trasformato un obbligo imposto dalla FIFA in un’enorme operazione di visibilità gratuita.

La vicenda sta facendo il giro del web ed è già stata definita da molti osservatori una vera “masterclass di branding”. Perché quando un marchio riesce a essere riconosciuto anche senza il proprio nome, significa che ha raggiunto uno dei livelli più alti di notorietà possibile. E paradossalmente, nel tentativo di nasconderlo, la FIFA potrebbe aver reso il logo Levi’s ancora più famoso.

Apple starebbe preparando una delle più importanti rivoluzioni strategiche degli ultimi anni nel settore iPhone. Secondo...
15/06/2026

Apple starebbe preparando una delle più importanti rivoluzioni strategiche degli ultimi anni nel settore iPhone. Secondo numerose indiscrezioni provenienti dalla catena di fornitura asiatica, il colosso di Cupertino avrebbe deciso di abbandonare il tradizionale lancio unico autunnale per adottare un calendario distribuito su due momenti distinti dell’anno. La novità potrebbe entrare in vigore già con la generazione iPhone 18 prevista nel 2026.

La strategia prevederebbe un debutto autunnale dedicato ai modelli più avanzati, come le versioni Pro e l’atteso iPhone pieghevole, mentre i modelli standard e quelli più accessibili arriverebbero nella primavera successiva. L’obiettivo sarebbe quello di evitare la sovrapposizione di prodotti sempre più numerosi e garantire maggiore visibilità commerciale a ciascun dispositivo.
Gli analisti ritengono che questa scelta consentirebbe ad Apple di mantenere alta l’attenzione del mercato durante tutto l’anno, replicando in parte un approccio già adottato da alcuni concorrenti del settore.

Una distribuzione più equilibrata dei lanci potrebbe inoltre favorire la gestione della produzione e migliorare l’impatto delle campagne marketing sui singoli modelli.
Se confermata, la nuova organizzazione rappresenterebbe il cambiamento più significativo nella tabella di marcia degli iPhone degli ultimi quindici anni.

Apple punta così a sostenere la crescita di una gamma sempre più ampia, preparando il terreno all’arrivo di nuove categorie di prodotto e rafforzando la propria presenza nei segmenti premium e innovativi del mercato tecnologico.

14/06/2026

Di giorno sembrava un semplice cartellone pieno di paletti di legno.

Di notte, invece, succedeva qualcosa di sorprendente.

Grazie a un preciso studio di luci, ombre e prospettive, i paletti proiettavano sul pannello la sagoma del Conte Dracula, facendo apparire il celebre vampiro soltanto dopo il tramonto. Proprio come nella leggenda.

La campagna fu realizzata nel 2020 per promuovere la serie Dracula della BBC e Netflix. L’idea era tanto semplice quanto geniale: utilizzare un principio fisico reale — la proiezione delle ombre — per trasformare completamente il messaggio pubblicitario senza ricorrere a schermi, animazioni o effetti speciali.

Durante il giorno il pubblico vedeva soltanto decine di paletti insanguinati. Con l’arrivo della sera, però, l’illuminazione faceva emergere la silhouette del vampiro, nascosta all’interno della struttura. Un effetto ottenuto grazie al posizionamento millimetrico degli elementi e allo studio delle traiettorie della luce.

L’installazione, realizzata a Londra e Birmingham, diventò virale in tutto il mondo e vinse numerosi premi internazionali nel settore pubblicitario

La dimostrazione che, a volte, per creare una campagna memorabile non servono tecnologie futuristiche.

L’economista Franco Modigliani, premio Nobel per l’economia, ha sottolineato una grande verità: il talento imprenditoria...
13/06/2026

L’economista Franco Modigliani, premio Nobel per l’economia, ha sottolineato una grande verità: il talento imprenditoriale degli italiani è straordinario, ma spesso ostacolato da un sistema politico e amministrativo inefficiente. Se l’Italia riuscisse a valorizzare davvero le sue risorse umane e creative, potrebbe essere una delle nazioni più forti al mondo. Un pensiero che ancora oggi fa riflettere.

Cosa ne pensate?

In Italia ci sono 89 miliardari, ma quasi due su tre non hanno costruito la propria fortuna partendo da zero.Secondo gli...
12/06/2026

In Italia ci sono 89 miliardari, ma quasi due su tre non hanno costruito la propria fortuna partendo da zero.

Secondo gli ultimi dati elaborati da UBS, il 64% dei miliardari italiani ha ereditato il proprio patrimonio, una quota nettamente superiore alla media mondiale, che si ferma al 36%. Un dato che colloca l’Italia tra i Paesi in cui il peso delle grandi eredità è più rilevante nella formazione delle grandi ricchezze.

La fotografia si inserisce all’interno di quello che gli economisti chiamano ormai “The Great Wealth Transfer”, il grande trasferimento di ricchezza tra generazioni. Secondo UBS, nei prossimi 15 anni verranno trasferiti a livello globale almeno 5.900 miliardi di dollari dai miliardari ai loro eredi. E una parte significativa di questa ricchezza riguarderà anche l’Italia.

Il dato italiano riapre un dibattito che da anni divide economisti e politica: quanto conta oggi il merito nella creazione della ricchezza e quanto invece il patrimonio familiare di partenza?

Negli ultimi mesi il tema è tornato al centro dell’attenzione anche per il dibattito sull’imposta di successione. Secondo un’analisi Reuters, l’Italia applica una delle tassazioni sulle eredità più basse tra le principali economie sviluppate e raccoglie circa 1 miliardo di euro l’anno da questa imposta, contro i 21 miliardi della Francia e i 9 miliardi della Germania.

I sostenitori dell’attuale sistema ritengono che il patrimonio già tassato non debba essere colpito nuovamente al momento del passaggio generazionale. Chi propone una riforma, invece, sostiene che una maggiore tassazione delle grandi eredità potrebbe contribuire a ridurre le disuguaglianze e favorire la mobilità sociale.

Il dato racconta comunque una particolarità italiana: mentre a livello globale oltre sei miliardari su dieci hanno costruito autonomamente la propria fortuna, nel nostro Paese accade l’opposto.

La crescita di Revolut in Italia continua a sorprendere. La banca digitale ha superato quota 5 milioni di clienti nel no...
10/06/2026

La crescita di Revolut in Italia continua a sorprendere. La banca digitale ha superato quota 5 milioni di clienti nel nostro Paese, entrando tra le prime cinque realtà bancarie italiane per numero di utenti. Un traguardo che conferma come sempre più persone stiano abbandonando il modello tradizionale della banca fisica per gestire il proprio denaro direttamente dallo smartphone.

Nata inizialmente come soluzione per viaggiatori e pagamenti all’estero, Revolut si è progressivamente trasformata in un conto utilizzato nella vita di tutti i giorni. Oggi milioni di italiani la usano per fare acquisti, ricevere lo stipendio, effettuare bonifici, accantonare risparmi e persino investire. Nel corso del 2025, i clienti italiani hanno movimentato oltre 50 miliardi di euro attraverso la piattaforma, registrando una crescita del 78% rispetto all’anno precedente.

A crescere non sono state soltanto le transazioni. I depositi dei clienti sono aumentati del 74%, mentre gli stipendi accreditati sui conti Revolut hanno segnato un incremento del 117%. Numeri che suggeriscono un cambiamento importante nelle abitudini finanziarie degli italiani: per molti utenti l’app non rappresenta più un conto secondario da utilizzare occasionalmente, ma è diventata il conto principale per la gestione quotidiana delle proprie finanze.

Quando si parla di Revolut come “quinta banca italiana”, però, è importante fare una precisazione. Il riferimento riguarda esclusivamente il numero di clienti e non dimensioni patrimoniali, rete di filiali o peso nel sistema bancario nazionale. Il dato racconta comunque una trasformazione profonda del settore: sempre più persone cercano servizi semplici, immediati e completamente digitali, in grado di racchiudere in un’unica applicazione conto corrente, carta, pagamenti, cambi valuta, risparmi e investimenti.

Il risiko bancario italiano è entrato in una nuova fase. E potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri della finanz...
08/06/2026

Il risiko bancario italiano è entrato in una nuova fase. E potrebbe ridisegnare completamente gli equilibri della finanza nazionale.

Banco BPM ha infatti proposto a Banca Monte dei Paschi di Siena una fusione che darebbe vita a un colosso con una capitalizzazione superiore ai 50 miliardi di euro, destinato a diventare il secondo gruppo bancario italiano per dimensioni.

L’operazione viene presentata come una “fusione tra pari” e, secondo Banco BPM, potrebbe generare oltre 1,1 miliardi di euro di sinergie annue e circa 6 miliardi di utile netto a regime.

Ma mentre il mercato cercava di capire quale sarebbe stata la risposta di Monte dei Paschi, è arrivata una mossa a sorpresa.

Intesa Sanpaolo avrebbe deciso di reagire preparando una controffensiva insieme a BPER Banca e al gruppo assicurativo Unipol. Secondo Reuters e Financial Times, Intesa ha già approvato una proposta da circa 30,6 miliardi di euro per acquisire Monte dei Paschi, aprendo di fatto una vera e propria guerra bancaria.

Dietro questa battaglia non c’è soltanto Monte dei Paschi.Il vero obiettivo strategico riguarda anche Mediobanca e la partecipazione in Assicurazioni Generali, asset considerati fondamentali per il controllo dei futuri equilibri della finanza italiana. Dopo l’acquisizione di Mediobanca da parte di MPS nel 2025, Siena è diventata infatti uno dei nodi centrali del sistema bancario nazionale.

La partita ha anche una forte valenza politica.

Da tempo il Governo guarda con favore alla nascita di un nuovo grande polo bancario italiano capace di affiancare i due giganti del settore, Intesa Sanpaolo e UniCredit. Proprio per questo ogni operazione viene osservata con particolare attenzione sia a Roma sia dalle autorità europee.

Quello che fino a pochi mesi fa sembrava un normale processo di consolidamento si sta trasformando in uno dei più grandi scontri finanziari degli ultimi anni. E il risultato finale potrebbe cambiare non solo il volto delle banche italiane, ma anche gli equilibri del capitalismo nazionale.

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Rome

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