Francesco Menghini

Francesco Menghini Street Photographer & Storyteller. Racconto storie reali attraverso immagini

Lavoro anche con aziende creando contenuti

👉 I miei lavori su Instagram
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Siamo così abituati a guardare il mondo nel suo insieme che abbiamo smesso di notarne i dettagli più intimi. È qui che e...
18/05/2026

Siamo così abituati a guardare il mondo nel suo insieme che abbiamo smesso di notarne i dettagli più intimi.

È qui che entra in gioco Marcus Cederberg, uno dei maestri del minimalismo urbano contemporaneo.

Il suo terreno di caccia è la città, ma Cederberg non fotografa il caos delle strade, il traffico o la folla.

Il suo occhio si concentra su frammenti piccolissimi ed isolati: una singola finestra su una facciata sterminata, una linea perfetta d'ombra su un muro color pastello, un dettaglio architettonico che tutti gli altri calpesterebbero senza guardare.

Nelle sue composizioni il "vuoto" non è un'assenza di soggetti, ma diventa il soggetto stesso.

Le tonalità tenui, l'ordine geometrico e la pulizia radicale delle sue immagini creano una sensazione di calma e di pulizia mentale quasi terapeutica.

Cederberg distilla la realtà per ricordarci che, spesso, la complessità nasconde solo distrazione, mentre la verità abita nella semplicità.

La particolarità del successo di Marcus Cederberg sta nel modo in cui ha conquistato il mondo dell'arte: partendo da Instagram.

In un'epoca in cui tutti i fotografi cercavano di riempire lo schermo con quanti più elementi possibili per catturare l'attenzione dell'algoritmo, lui ha iniziato a pubblicare porzioni di immagini completamente vuote e geometriche.

La reazione del pubblico è stata incredibile. La griglia del profilo è diventata un'estensione della sua visione geometrica, dimostrando quello che nel marketing visivo chiamiamo visual stopping power: in un flusso continuo di caos, l'unico modo per farsi notare davvero è offrire un angolo di totale, geometrico silenzio.

Oggi le sue opere sono esposte nelle gallerie di tutto il mondo, nate dall'idea che un pixel isolato possa valere più di un intero panorama.

La fotografia, in fondo, è l'arte di saper isolare la realtà affinché si allinei alla propria visione.

Nella sua ricerca del dettaglio, la pazienza di Cederberg trova la geometria perfetta, trasformando un frammento di cemento in un’architettura di emozioni senza tempo.

Buona visione

Dicono che la macchina fotografica migliore sia quella che hai sempre con te. Ed è vero.Questi sono cinque scatti che ho...
15/05/2026

Dicono che la macchina fotografica migliore sia quella che hai sempre con te.

Ed è vero.

Questi sono cinque scatti che ho realizzato ieri pomeriggio, semplicemente camminando per Roma.

Non ho usato attrezzatura pesante o reflex costose: ho usato solo il mio iPhone.

La Street Photography non è una questione di pixel o di lenti, ma di occhio, di tempismo e di luce.

È la capacità di vedere la straordinarietà nel quotidiano, di catturare un’ombra perfetta o un riflesso che dura un battito di ciglia.

Per questo ho creato Street Foto Academy, il corso completo dalla A alla Z per imparare a scattare fotografie autentiche ed emozionanti direttamente con il tuo smartphone.

Dopo il successo del lancio, abbiamo chiuso le vendite per finalizzare gli aggiornamenti, ma finalmente ci siamo:

STREET FOTO ACADEMY RIAPRE IN EVERGREEN IL 1° GIUGNO.

È il momento di smettere di “fare foto” e iniziare a “scrivere con la luce”.

Ci vediamo in strada!

C'è chi scatta per documentare e chi scatta per astrarre. Franco Fontana appartiene alla seconda categoria, quella dei v...
12/05/2026

C'è chi scatta per documentare e chi scatta per astrarre. Franco Fontana appartiene alla seconda categoria, quella dei visionari.

Modenese di nascita ma cittadino del mondo, Fontana ha trasformato il paesaggio in geometria pura.

La sua particolarità?

La capacità di cancellare il superfluo. Nelle sue foto non vedi solo campi di grano o palazzi, vedi linee, piani cromatici e contrasti così netti da sembrare dipinti.

Ha reso il colore il vero e unico protagonista della scena, portando la fotografia italiana verso un minimalismo che prima non esisteva.

Per lui, fotografare significa "rendere visibile l'invisibile". Non importa cosa hai davanti, importa come lo sezioni con lo sguardo.

Si racconta che, agli inizi della sua carriera, Fontana presentò i suoi lavori a un importante critico dell'epoca.

Questi, vedendo quei colori così saturi e quelle forme così astratte, rimase interdetto e gli disse che "quella non era fotografia".

Fontana, con la sicurezza che lo ha sempre contraddistinto, non cambiò stile. Continuò a cercare quella "linea dell'orizzonte" perfetta finché il mondo intero non si accorse che aveva ragione lui: aveva appena inventato un nuovo linguaggio universale.

La fotografia è l'arte di saper interpretare la realtà affinché si allinei alla propria visione.

In ogni suo scatto, la pazienza di Fontana ha incontrato la luce perfetta, trasformando un semplice paesaggio in un’architettura di emozioni senza tempo.

Fare Street Photography per me significa soprattutto imparare a osservare quello che ci circonda senza troppe pretese.In...
09/05/2026

Fare Street Photography per me significa soprattutto imparare a osservare quello che ci circonda senza troppe pretese.

In questa serie di scatti ho cercato di raccontare la quotidianità così come l’ho vista.

Spesso mi chiedete come gestisco i colori: la verità è che cerco di toccarli il meno possibile.

La color correction deve essere leggera, quasi invisibile. Mi serve solo a dare una piccola sistemata alla luce o a far emergere un dettaglio che altrimenti andrebbe perso.

Se si esagera con i filtri o con l’editing, si rischia di perdere quel sapore di “verità” che solo la strada sa darti.

Il bello è proprio lì: in quel perfetto equilibrio tra quello che c’era davanti all’obiettivo e un piccolo tocco personale, senza mai stravolgere la realtà.

La fotografia, in fondo, è l’arte di saper aspettare che la realtà si allinei alla propria visione. In questi scatti, la pazienza ha incontrato la luce giusta, trasformando un semplice istante di passaggio in un’architettura di emozioni senza tempo

A volte, togliere il colore è l’unico modo per vedere davvero. In questa scatto ho voluto giocare con i contrasti estrem...
05/05/2026

A volte, togliere il colore è l’unico modo per vedere davvero. In questa scatto ho voluto giocare con i contrasti estremi.

Il bianco e nero non è una scelta estetica, ma una necessità narrativa: serve a isolare l’essenziale dal caos urbano.

Guardate come la luce taglia lo spazio, creando lame bianche che guidano l’occhio lungo le linee diagonali delle rampe.

Ma la tecnica, da sola, è solo esercizio. La magia accade quando entra in scena il soggetto.

In quel preciso istante, una figura attraversa la lama di luce. Quel cappello bianco non è solo un accessorio, è il punto focale che accende l’intera composizione.

Senza quella presenza umana, avremmo solo una bella geometria di ombre; con lei, abbiamo una storia. Un momento sospeso, un passaggio, un’emozione.

La ricetta di questa foto? La composizione… le linee che guidano l’occhio dello spettatore; la luce… il chiaroscuro che scolpisce la profondità; il soggetto… l’elemento che trasforma lo spazio in un racconto.

La fotografia è l’arte di saper aspettare che la realtà si allinei alla propria visione.

In questo scatto, la pazienza ha incontrato la luce perfetta, trasformando un semplice istante di passaggio in un’architettura di emozioni senza tempo.

Cristina de Middel non è solo una fotografa, è una visionaria che ha deciso di rompere il giocattolo della "verità" foto...
04/05/2026

Cristina de Middel non è solo una fotografa, è una visionaria che ha deciso di rompere il giocattolo della "verità" fotografica per ricostruirne uno più divertente e profondo.

Se segui il mio lavoro, sai quanto amo chi non si accontenta della superficie, e lei è la regina di questo approccio.

Sp****la di origine, Cristina ha iniziato come fotoreporter tradizionale, ma si è presto stancata di documentare la realtà così com’è.

Ha capito che la fotografia può mentire per dire la verità. Il suo stile mescola realtà e finzione, usando scenografie, costumi e una narrazione concettuale che sfida ogni pregiudizio.

Le sue immagini sono vibranti, sature, quasi surreali. Usa il colore non come semplice decorazione, ma come un linguaggio per trasportarci in mondi che sembrano usciti da un sogno (o da un incubo sarcastico).

Non scatta foto, costruisce mondi.

Il suo capolavoro, The Afronauts, nasce da una storia vera ma dimenticata: nel 1964, lo Zambia cercò di avviare un programma spaziale per mandare dieci persone e un gatto sulla Luna.

Nessuno prese sul serio quel sogno, ma Cristina sì. Invece di cercare foto d'archivio che non esistevano, ha messo in scena il programma spaziale usando materiali poveri: tute fatte di stoffa africana e caschi fatti di bocce di vetro.

Il risultato? Un'opera così potente da farla entrare in Magnum Photos, di cui oggi è addirittura Presidente.

Perché la amo?

Perché Cristina de Middel ci insegna che non serve l'attrezzatura della NASA per arrivare sulla Luna, serve la capacità di immaginare l'impossibile.

Buona visione

Il 25 aprile a San Lorenzo con gli Unbelieveboys non è stato solo un concerto, ma un’esplosione di energia pura. Orgogli...
02/05/2026

Il 25 aprile a San Lorenzo con gli Unbelieveboys non è stato solo un concerto, ma un’esplosione di energia pura.

Orgoglioso di presentarvi questi scatti: ho cercato di fermare nel tempo l’anima di un gruppo pazzesco e di amici veri.

Scorri per sentire il rumore. 📸💀

C’è chi guarda la strada e vede solo confusione. E poi c’è Aniruddha Guha Sarkar.Membro del leggendario collettivo iN-PU...
30/04/2026

C’è chi guarda la strada e vede solo confusione. E poi c’è Aniruddha Guha Sarkar.

Membro del leggendario collettivo iN-PUBLiC, Sarkar non è solo un fotografo: è un poeta della realtà urbana.

Mentre molti di noi cercano lo scatto "pulito", lui si tuffa nel cuore pulsante di Nuova Delhi e ne estrae frammenti di un’armonia impossibile.

Il suo stile è un gioco ipnotico di ombre profonde e geometrie improvvise. Sarkar ha il dono raro di saper usare la luce non solo per illuminare, ma per nascondere.

Le sue immagini sono fatte di silenzi visivi in mezzo al rumore della città; usa il colore come se fosse un pennello, trasformando un banale vicolo in una tela espressionista.

Non cerca il momento "divertente". Cerca la verità. Che sia il volto di un lavoratore o un riflesso su una pozzanghera, la sua street photography è cruda, onesta e terribilmente umana.

Si dice che Sarkar possa passare ore nello stesso identico angolo di strada, quasi immobile, mentre il mondo gli scorre intorno frenetico.

Una volta gli chiesero come facesse a trovare sempre l’attimo perfetto in mezzo a quel delirio.

La sua risposta è una lezione per tutti noi che impugniamo un iPhone o una reflex: "Non sono io che cerco la foto. Io aspetto solo che la realtà si stanchi di nascondersi."

Questa è la vera Street Photography: non è velocità, è pazienza infinita. È imparare a sparire per lasciar parlare il mondo. ❤️🥰✌🏼

Un pilastro che divide il mondo. A sinistra, la scala ripida che accetta la sfida dell’ascesa, gradino dopo gradino, ver...
28/04/2026

Un pilastro che divide il mondo. A sinistra, la scala ripida che accetta la sfida dell’ascesa, gradino dopo gradino, verso la luce.

A destra, la staticità di ciò che resta fermo.

Il bianco e nero per cancellare il superfluo e raccontare l’essenziale: il contrasto tra l’ombra che ci portiamo dietro e la chiarezza dell’obiettivo da raggiungere.

Quella Luna nel cielo è la meta. Perché ogni salita è un viaggio verso se stessi, e la bellezza sta nel coraggio di non restare a guardare dal basso.

Un gradino alla volta. 💪

Queste non sono solo belle foto.Sono prove.Prove che non serve una macchina fotografica da migliaia di euro per creare i...
27/04/2026

Queste non sono solo belle foto.

Sono prove.

Prove che non serve una macchina fotografica da migliaia di euro per creare immagini che restano.

Tutti gli scatti che vedi qui sono stati realizzati con un iPhone.

Ma c’è una cosa che li accomuna davvero: non è la qualità; non è la luce nè il dispositivo.

È lo sguardo.

La capacità di riconoscere una scena un attimo prima che succeda.

È esattamente questo il punto.

Perché puoi avere lo stesso telefono, camminare nella stessa strada…e non vedere nulla.

Ed è da qui che nasce Street Photo Academy

Un percorso per insegnarti a smettere di scattare a caso e iniziare a fotografare con intenzione.

Anche con il tuo iPhone.

⏳ Ultime ore disponibili!
Chiudo tutto stasera alle 23:59

Dopo non sarà più acquistabile.

Se vuoi iniziare davvero, questo è il momento.

📲 Link nel primo commento

Ben Lowy è uno di quei fotografi che non si limita a documentare. Entra dentro le storie.Nel Darfur, in Sudan, milioni d...
25/04/2026

Ben Lowy è uno di quei fotografi che non si limita a documentare. Entra dentro le storie.

Nel Darfur, in Sudan, milioni di persone sono state costrette a fuggire.

Villaggi distrutti. Famiglie spezzate. Un viaggio lungo e devastante verso il Chad.

Quelli che una volta erano territori tribali
sono diventati enormi campi profughi.

Tende di plastica. Fango e fame.

Una crisi umanitaria enorme, di quelle che il mondo spesso dimentica.

E queste immagini?

Non sono state scattate con una macchina da migliaia di euro.

Ma con un iPhone.

Questo perché il punto non è la fotocamera.

È essere lì. Capire cosa sta succedendo e ricordare il momento.

Ed è esattamente da qui che nasce Street Foto Academy. Un percorso per insegnarti non solo a scattare, ma a vedere davvero.

👉 Anche con il tuo iPhone.

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Rome

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