11/09/2026
Accade che Meta viene processata e patteggia una multa salata per avere favorito, con il design delle sue app, la dipendenza compulsiva nei minori. Non so se è chiaro.
Accade che il collettivo Autistici/Inventati che esisteva da decenni deve chiudere perché viene inserito nella lista delle organizzazioni terroristiche negli Usa, perché parte del mondo Antifascista utilizzava i loro servizi.
Accade che in Germania, in Sassonia, nelle elezioni federali c’è un vero e proprio plebiscito per AFD, partito neonazista. Sì. Va chiamato proprio così, plebiscito, anche se a qualcuno può dare fastidio.
È la vittoria schiacciante di una sola forza politica, riconosciuta e rispettata da varie fasce della società tedesca.
La situazione è grave. Qui come altrove. Se, oltre l’attività politica, anche la comunicazione e la programmazione culturale appare svenduta ai valori più individualisti del neoliberismo.
Tabula rasa, e ripartire dall’ABC. Noi faremo così con i nostri libri e i nostri eventi futuri. Un percorso di autocritica radicale sembra necessario, su ogni tema.
Tempo fa il Danno ci ha detto una cosa che ci ha aperto la testa, nella sua semplicità: la sinistra si differenzia dalla destra per una cosa, che la destra dice no, questa cosa non mi piace e quindi la voglio eliminare. La sinistra invece dovrebbe dire: come la gestiamo?
Cosa ci inventiamo per gestire quello che questo tempo ci pone di fronte nelle sue tante crisi? Come ci liberiamo dal classismo che permea ogni attività della sinistra
ormai anche involontariamente?
La questione di Meta e di Autistici parlano di un enorme vuoto culturale. Prima di tutto parla di mancanza di coscienza politica nell’utilizzo di internet.
Viviamo costantemente agganciati a un mondo privatizzato, veicolando contenuti nei modi e nei tempi che altri, padroni del nostro tempo, scelgono. Sarà un tema questo, o no?
C’entra con Afd? Sì. Perché c’entra con il modo di leggere il mondo
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