10/06/2026
Rivolte a Belfast: i patrioti scendono in piazza contro l’immigrazione incontrollata
Belfast, 10 giugno 2026 – Nella notte tra il 9 e il 10 giugno, violenti disordini hanno scosso diverse aree della capitale nordirlandese. Centinaia di patrioti, prevalentemente lealisti unionisti, sono scesi in strada per protestare dopo il brutale accoltellamento di un residente locale da parte di un uomo sudanese. Il video dell’aggressione, in cui l’aggressore ha tentato anche di decapitare la vittima, ha fatto rapidamente il giro dei social e ha acceso la rabbia di chi da tempo denuncia i fallimenti della politica migratoria britannica.
Auto date alle fiamme, cassonetti incendiati e scontri con la polizia hanno segnato una notte di tensione in quartieri come Shankill Road e altre zone lealiste. I manifestanti, che si definiscono patrioti, chiedono maggiore sicurezza per le comunità locali e un’inversione di rotta rispetto a un’immigrazione di massa che sta mettendo a rischio la coesione sociale e la vita quotidiana dei cittadini britannici.
Il premier Keir Starmer ha condannato fermamente gli episodi di violenza, definendo i responsabili “teppisti” e ribadendo la linea di tolleranza zero verso chi infrange la legge. Al contempo, l’attacco iniziale è stato da lui stesso descritto come “sickening” e “horrific”.
Queste proteste arrivano in un contesto di crescente insofferenza verso una gestione dell’immigrazione percepita come troppo permissiva, che ha già portato a episodi simili in altre parti del Regno Unito. I patrioti di Belfast hanno voluto lanciare un segnale chiaro: la sicurezza dei propri concittadini viene prima di tutto.