IF, il racconto dei festival

IF, il racconto dei festival IF, il racconto dei festival è la prima rivista online bimestrale interamente dedicata al mondo dei festival. IF è un magazine ideato da ItaliaFestival

18/09/2026

Un festival può essere un'astronave?

Atterra su un territorio, illumina tutto per pochi giorni, poi riparte. E cosa resta, quando si spengono i riflettori?

Se lo chiede Andrea Margaritelli, ideatore di Seed. Perché esistono comunità nate a tavolino, per rispondere a un bando, che si dissolvono appena finiscono i fondi.

L'errore, dice, è scambiare il mezzo per il fine.

Un vero festival non è un cantiere temporaneo. È una costruzione in divenire, con le fondamenta radicate nel territorio: non mette solo i corpi uno accanto all'altro, ma unisce i corpi e le menti.

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo su ifmagazine.org

16/09/2026

A cosa sei disposto ancora a credere?

Parigi, La Villette. Uno spettatore consegna il proprio telefono al protagonista e, per qualche minuto, quell'oggetto smette di sembrare privato.

Per un secolo il lettore del pensiero aveva chiesto di nascondere una parola. Oggi restituisce ciò che il pubblico ha già raccontato a una macchina.

Il mentalismo ha cambiato maschera. Prima il buio delle sedute spiritiche, poi il turbante, poi l'ironia dei comedy club. Dal turbante all'algoritmo.

Perché oggi si mettono in scena le condizioni in cui siamo disposti a credere che qualcuno possa leggerle.

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Raffaele De Ritis su ifmagazine.org

14/09/2026

Può un teatro non firmare i suoi spettacoli?
A Monticchiello succede da sessant'anni. Da sessant'anni non ci sono nomi nelle locandine, nei pieghevoli, nei programmi di sala. L'autodramma è "della gente di Monticchiello".

Ogni estate il paese porta in piazza una storia che nasce da sé stesso. Prima le assemblee, il confronto, le paure, le urgenze. Poi la scrittura, discussa tutti insieme.

Qui l'autore non possiede l'opera. Il regista non è l'unico depositario della visione. Lo spettacolo appartiene alle persone che lo costruiscono.
Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Manfredi Rutelli su ifmagazine.org.

11/09/2026

Da dove può nascere un progetto culturale?

Non serve per forza una grande infrastruttura. A volte basta un cortile.

Barcellona, estate 2024. Anna deve affrontare tre settimane di radioterapia. Il suo amico Elies le propone un'idea insolita: accompagnare quelle settimane con una serie di concerti, nel cortile di casa.

Arrivano musicisti, pubblico, persone che fino a quel momento non si conoscevano. Intorno ad Anna si forma una comunità.

Si chiama Radio Pati.

Perché uno spazio cambia, quando qualcuno comincia ad abitarlo in un modo nuovo.

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Manuel Trenado su ifmagazine.org

07/09/2026

Cosa resta di una comunità che dura tre giorni?

Ci penso ora, ripercorrendo un viaggio in corriera attraverso la Campania. Un autista con il berretto d'ordinanza, i passeggeri che si aggiungono e si perdono lungo la strada.

La costa, poi le vallate, infine il silenzio del casertano.

Una scuola di provincia che si riempie in un istante. Donne che danzano le proprie storie in una palestra di Avellino.

Erano comunità fugaci. Si sono fatte, e disfatte. Eppure sono ancora qui, nella memoria: come possibilità, e come occasioni forti dello stare tra persone.

Se vuoi continuare la lettura dell'articolo di Giacomo Pedini, puoi farlo su ifmagazine.org

04/09/2026

Chi ha il diritto di raccontare una comunità?
A Londra, dal 2011, prova a rispondere Shubbak: in arabo, "finestra". È il più importante festival britannico dedicato agli artisti dell'area SWANA, Asia sud-occidentale e Nord Africa.

Una finestra aperta su storie plurali, spesso assenti dal panorama europeo.

Ma qui la comunità non è un luogo armonioso: è fatta di differenze, di attriti, a volte di conflitto. E il conflitto, dice la direttrice Alia Alzougbi, non è un fallimento. È il segno di una partecipazione vera.

Restituire la voce a chi, troppo spesso, viene raccontato dagli altri.

E tu che ne pensi?
Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Claudia Ippolito su ifmagazine.org

03/09/2026

Cosa succede a una comunità quando le si tolgono i suoi spazi di adunanza?
Se lo chiede Maria Paola Zedda, scrivendo da Yogyakarta, dove una scena artistica costruisce ogni giorno le proprie forme di resistenza.
Ma la domanda riguarda anche noi. Perché in Italia, negli anni recenti, alcuni festival hanno smesso di essere semplici cartelloni: sono diventati luoghi di convocazione. Spazi dove fermarsi, discutere, immaginare insieme.

La comunità, allora, non è qualcosa che si ha. È qualcosa che si fa.
Appare, chiama, a volte scompare. Ma è sempre pronta a rispondere.

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Maria Paola Zedda su ifmagazine.org

02/09/2026

Perché continuiamo a guardare al passato con nostalgia?
I nostri feed ci invitano a rimpiangere ieri, come se fosse sempre stato un tempo migliore. Ma si può ricordare anche con il corpo ed è tutta un'altra cosa.

Lo dimostra Von, la coreografia di Daniele Albanese, tornata in scena a OperaEstate undici anni dopo il debutto. Due danzatori attraversati da forze invisibili: magnetismi immaginari che attraggono e respingono. Corpi che cambiano di continuo, diventano apparizioni, frammenti di vite passate.

Perché in fondo, dice Albanese, siamo tutti mostri. Per "fortuna".

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Francesco Fazzi su ifmagazine.org

28/08/2026

Cosa accade quando degli sconosciuti imparano insieme un linguaggio fatto di gesti?

Se lo chiede da trent'anni Virgilio Sieni. Quest'anno la risposta è arrivata dalla Valle del Belice.
Quattro comuni, cinquantotto anni dopo il terremoto che li distrusse: Gibellina, Salemi, Santa Ninfa, Salaparuta. Comunità vicine, eppure mai davvero connesse.

Il progetto Cerimonia le ha messe in relazione. Oltre cento persone, un unico rito collettivo.
Corpi diversi che, insieme, si riconoscono e si ritrovano come una grande comunità.

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Elisa Frasson su ifmagazine.org

26/08/2026

Può un luogo custodire così tanta sofferenza?
A Collegno, alle porte di Torino, c'è una lavanderia. Prima era una residenza di campagna, poi monastero, infine manicomio. Qui si lavavano novantasettemila capi al mese.

Oggi, in quegli stessi spazi, si danza. Una sala teatrale, sale prove, una corte, un parco.
Dove i corpi venivano irrigiditi, oggi tornano liberi.
Un luogo pieno di possibilità inespresse: così è stato definito. Perché niente, qui, viene rimosso. Semmai si impara ad aggiustare il futuro.

Se vuoi scoprire di più, leggi l'articolo completo di Stefano Tommasini su ifmagazine.org

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Rome

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