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03/09/2026

Iniziare ad allenarsi è relativamente facile. Continuare a farlo per mesi è molto più difficile. Succede a settembre, dopo le vacanze, ma anche a gennaio o alla vigilia dell’estate: si parte con programmi ambiziosi, allenamenti frequenti e l’obiettivo di recuperare rapidamente il tempo perduto. Dopo poche settimane, però, l’entusiasmo diminuisce e l’attività fisica torna lentamente ai margini della giornata.

Il problema spesso non è la mancanza di tempo. È il modo in cui si comincia. Uno degli errori più comuni è considerare l’allenamento come una sorta di compensazione per un periodo di inattività o per qualche eccesso a tavola. Da qui nascono programmi troppo impegnativi, frequenze difficili da sostenere e aspettative di risultati immediati. Un approccio che può funzionare per qualche settimana, ma raramente costruisce un’abitudine duratura.

La costanza, infatti, dipende soprattutto dalla capacità di inserire il movimento nella propria vita senza trasformarlo nell’ennesimo obbligo.

L’allenamento migliore è quello che si riesce a ripetere

Per mantenere un’attività fisica nel tempo occorre innanzitutto scegliere qualcosa che sia compatibile con i propri orari, con il livello di preparazione e, soprattutto, con le proprie preferenze.

Patricia Sala, Master Trainer di Brooklyn Fitboxing Italia, sintetizza così il concetto: «Inizia con qualcosa che ti piace, non con ciò che pensi di dover fare. Non trasformerà la tua vita in una settimana, ma trovare un’attività che hai voglia di ripetere è l’unica cosa che sostiene davvero l’abitudine».

È un principio semplice, ma spesso trascurato. Un programma teoricamente perfetto serve a poco se viene abbandonato dopo un mese. Al contrario, anche un’attività meno strutturata può produrre benefici importanti quando viene praticata con regolarità.

Correre, andare in bicicletta, nuotare, allenarsi in palestra, praticare uno sport di squadra o seguire una disciplina fitness: la scelta conta meno della continuità.

Il coinvolgimento aiuta la costanza

Negli ultimi anni hanno trovato spazio anche attività che cercano di affiancare allo sforzo fisico una componente ludica, musicale o di gruppo. L’obiettivo è rendere l’allenamento meno ripetitivo e aumentare il coinvolgimento.

La fitboxing, per esempio, alterna colpi al sacco ed esercizi funzionali seguendo un ritmo musicale. Altre discipline utilizzano circuiti, sfide, esercizi di coordinazione o forme di allenamento collettivo. Il principio è comune: durante l’esercizio l’attenzione non viene concentrata esclusivamente sulla fatica, ma anche sull’esecuzione del gesto, sul ritmo, sulla coordinazione e sull’interazione con gli altri.

Per alcune persone questo elemento può fare la differenza. L’attività fisica smette di essere soltanto qualcosa “da fare” per mantenersi in forma e diventa anche uno spazio di decompressione rispetto alla giornata di lavoro.

Meglio partire piano che fermarsi presto

L’altro errore frequente riguarda i carichi. Dopo un periodo di inattività si tende a voler recuperare rapidamente, aumentando contemporaneamente durata, intensità e numero degli allenamenti. È invece più efficace costruire gradualmente una routine. Due o tre appuntamenti settimanali realmente sostenibili possono essere più utili di un programma quotidiano destinato a essere abbandonato.

Lo stesso vale per gli obiettivi. Perdere peso, migliorare la forma fisica o aumentare la prestazione richiede tempo. Nelle prime settimane il risultato più importante è un altro: riuscire a trasformare l’allenamento in un appuntamento normale della propria settimana. Solo successivamente diventa utile intervenire su intensità, durata e qualità del lavoro.

La vera sfida, quindi, non è trovare la motivazione per iniziare. È scegliere un’attività che continui a occupare uno spazio nel calendario quando l’entusiasmo iniziale sarà terminato. Perché l’allenamento più efficace non è necessariamente quello più duro. È quello che si riesce a fare ancora tra sei mesi.

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Sabato 5 settembre torna il torneo benefico della Fondazione IEO-MONZINO. Con Raffaella Reggi, tennis, visite senologiche gratuite e raccolta fondi per la ricerca sui tumori femminili

Canottieri Milano vive lo sport oltre il risultato e sabato 5 settembre torna a farlo ospitando la sesta edizione di «Una Racchetta per la Vita», il torneo benefico della Fondazione IEO-MONZINO ETS ideato dalla dr.ssa Viviana Galimberti, direttrice della Divisione di Senologia Chirurgica dell’Istituto Europeo di Oncologia.

Sport e prevenzione saranno al centro di una giornata dedicata alla salute delle donne e al sostegno concreto alla ricerca medico-scientifica. Un appuntamento che trova nella storica società milanese una sede coerente con la sua identità: oltre 135 anni nel cuore dello sport e una lunga storia nella quale attività sportiva, educazione, inclusione, benessere e responsabilità sociale sono cresciuti insieme.

Tennis e solidarietà per sostenere la ricerca

Sui campi della Canottieri Milano si sfideranno medici, pazienti, ex pazienti, sostenitori e appassionati di tennis in un torneo di doppio misto.

Dopo l’apertura dello scorso anno alla partecipazione maschile, resta confermata la formula con donne e uomini insieme in campo, uniti dallo stesso obiettivo: sostenere la ricerca sui tumori femminili e promuovere la cultura della prevenzione.

Il ricavato dell’iniziativa sarà destinato al Bando Progetti di Ricerca «Follow the Pink», promosso dalla Fondazione IEO-MONZINO ETS, per finanziare progetti dedicati ai tumori femminili e sviluppare nuove strategie di prevenzione, diagnosi e cura.

Dalle 10 alle 17 visite senologiche gratuite

Accanto al torneo, dalle 10 alle 17 sarà possibile effettuare visite senologiche gratuite offerte dallo staff dello IEO, un’opportunità concreta dedicata alla prevenzione e alla diagnosi precoce.

«Ogni edizione di Una Racchetta per la Vita è una nuova occasione per scendere in campo insieme a favore della prevenzione e della ricerca. La partecipazione di tante persone rende questa giornata speciale: ogni presenza, ogni partita e ogni gesto di solidarietà contribuiscono a sostenere il lavoro dei nostri ricercatori e a diffondere un messaggio fondamentale, quello dell’importanza della diagnosi precoce», dichiara la dr.ssa Viviana Galimberti.

Canottieri Milano, oltre 135 anni nel cuore dello sport

La collaborazione con IEO-MONZINO si inserisce nella lunga storia della Canottieri Milano e nella sua attenzione alla funzione sociale dello sport. Una società che, in oltre 135 anni di attività, ha accompagnato generazioni di sportivi e continua ad affiancare alla pratica e alla cultura sportiva progetti dedicati alla salute, all’inclusione e alla comunità.

«Siamo felici di collaborare anche quest’anno con lo Ieo – dice il presidente della Canottieri Milano Stefano Rossi –. Lo sport è importante per tenerci in forma, ma Una Racchetta per la Vita ci ricorda anche l’importanza di una costante prevenzione per proteggere la nostra salute».

Raffaella Reggi ancora protagonista

A guidare con entusiasmo anche questa edizione sarà Raffaella Reggi, ex tennista di fama internazionale, giornalista e medaglia olimpica, presenza storica dell’iniziativa fin dalla prima edizione.

Reggi accompagnerà le sfide sul campo con la sua esperienza e la sua passione. Al termine dell’evento, partecipanti e ospiti si ritroveranno per un momento conviviale in musica e per la tradizionale premiazione delle coppie partecipanti.

Come partecipare

Per partecipare al torneo è necessario iscriversi compilando il form online.

Per prenotare le visite senologiche gratuite è possibile scrivere entro il 31 agosto a [email protected].

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