Sport24h

Sport24h Sport24h.it nasce dall’idea che ogni disciplina sportiva è portatrice di un sistema di valori, emozioni e linguaggio unici.

Contrariamente alla narrazione imperante: non esistono i fatti separati dalle opinioni (in questo ci sentiamo un po’ eretici).

Ha un’energia sorridente negli occhi Fabrizio e la dolcezza della sua speciale barca, di quei tipi che non stanno mai fe...
21/04/2026

Ha un’energia sorridente negli occhi Fabrizio e la dolcezza della sua speciale barca, di quei tipi che non stanno mai fermi. Con naturalezza però. Ti guarda e sembra già un po’ più in là, oltre la stanza, oltre la serata, oltre perfino il Naviglio. Fabrizio Tellarini è così. In Canottieri Milano, durante un incontro letterario legato a Invictus, è arrivato con quella sua aria serena e insieme accesa, da uomo che sa raccontare una sfida come se non la fosse affatto. Come se fosse il disegno di casa sua. Un po' è così la sua Talìa. la sua barca. Potresti perfino pensare che sia un tipo strano, nel senso migliore del termine. Perché non è comune ciò che fa e non è comune soprattutto il modo in cui lo fa. Di atleti estremi ne hai incontrati... pensi a Dean Karnazes, the ultramarathon man, pensi anche di recente all'estremo freddo delle discese spericolate di Federico Colli e prima ancora Messner con il racconto dei suoi Ottomila... Pensi alla donna più avventurosa e affascinante nella sua semplicità che gira mondo e montagne, cime, per lo più in solitaria, la meravigliosa Eloise Barbieri... fra le renne! Ma lui, questo Tellarini, ha qualcosa in più: una leggerezza profonda, una calma viva, quasi divertita, che ti fa capire subito due cose. La prima: niente lo ferma. La seconda: si diverte davvero un mondo.

Il suo mondo è fatto soprattutto di acqua, di remi, di solitudine, di testa da allenare e da concentrare. E anche di una disciplina mentale che spiazza. Nella piacevole serata fra pizza e birra alla Canottieri Milano, Tellarini spiega anche questo: che dormire, in certe condizioni estreme, diventa quasi un di più. Che si può imparare a gestire il riposo con la mente, con una meditazione che va molto oltre il "tuo normale", fino a sostituire ore di sonno, soprattutto evitando quello mal fatto. Roba da ascoltare e rimanere lì, sospesi tra stupore e curiosità. Roba da farti ve**re voglia, almeno per un attimo, di nasconderti da qualche parte sulla sua barca e partire con lui.

La barca si chiama Talìa ed è già un racconto. Il nome scelto da Tellarini viene dal verbo siciliano taliari, che significa guardare, osservare, ammirare. Un guardare profondo, attento, stupito. A te, in realtà, Talìa, evoca più che il nome di una barca, quello di un vento. Oppure di una stella buona. Di sicuro ha qualcosa di dolce anche nella forma, quasi da delfino, di profilo, sì, pur essendo costruita per affrontare una delle prove più dure che il mare possa proporre.

UN’OCEANICA SFIDA IN SOLITARIA

Talìa è arrivata in anteprima nel cortile della Canottieri Milano, in Alzaia Naviglio Grande 260, dove resterà visibile fino al 30 aprile. È l’imbarcazione con cui Fabrizio Tellarini prenderà parte alla Atlantic Rowing Race, presentata come World’s Toughest Row, una traversata oceanica che da Gomera, in Spagna, porta fino ad Antigua, nel Centro America. In tutto sono 3.000 miglia marine, oltre 5.500 chilometri, nel cuore dell’Atlantico.

Prodotta nei cantieri olandesi di Ocean Rowing Company, Talìa è una barca a remi in puro carbonio lunga 7,44 metri. Pesa 200 chilogrammi da vuota, ma arriverà a sfiorare i 400 al momento della partenza con equipaggiamento e viveri. È un mezzo concepito per resistere, ma anche per isolare, proteggere, accompagnare. A bordo trovano posto pannelli solari, batterie, impianto di desalinizzazione, cabine stagne a prua e a poppa per le brevi pause di sonno, deriva mobile e strumenti per comunicare in mezzo all’oceano. Una sintesi estrema di essenzialità e tecnologia, pensata per una navigazione stimata in circa 50 giorni.

All’edizione 2026 risultano iscritti 43 equipaggi provenienti da tutto il mondo, con imbarcazioni da uno a cinque rematori. Tellarini, classe 1959, socio della Canottieri Milano da anni, partirà da solo. Ingegnere di professione, appassionato di canottaggio ma anche di sci alpinismo, vela e corsa sulle lunghe distanze, non è nuovo alle imprese estreme in solitario. Ha già partecipato due volte, nel 1996 e nel 2000, alla regata velica da Plymouth a Newport, attraverso l’Atlantico.

«Voglio coniugare la mia passione per il mare con quella per il canottaggio», ha spiegato Tellarini. «Avrei fatto volentieri la Atlantic Race con altri amici di Canottieri Milano, ma abbiamo sperimentato che l’allenamento all’Atlantico richiede troppo tempo».

LA CANOTTIERI MILANO E IL CORAGGIO DI UN NUOVO CAPITOLO

La sua impresa è anche un capitolo speciale per la Canottieri Milano, realtà che in 136 anni di storia ha formato campioni mondiali e olimpici nel più classico degli sport del remo. In questa sfida estrema, individuale e oceanica, il club ritrova però intatto il proprio dna. Il presidente Stefano Rossi lo ha detto con chiarezza: «Quando Fabrizio ci ha raccontato la sua sfida ho subito pensato che il suo spirito interpreta perfettamente quello della Canottieri Milano e di tutti i suoi soci e i suoi atleti che dal 1890 portano con fierezza i colori sociali. Fabrizio li porterà in …

Ha un’energia sorridente negli occhi Fabrizio e la dolcezza della sua speciale barca, di quei tipi che non stanno mai fermi. Con naturalezza però. Ti guarda e

Giacomo Perini riceve finalmente il bronzo di Parigi 2024 dopo il ricorso vinto al TAS. Si chiude una lunga vicenda nel ...
21/04/2026

Giacomo Perini riceve finalmente il bronzo di Parigi 2024 dopo il ricorso vinto al TAS. Si chiude una lunga vicenda nel canottaggio paralimpico italiano.

Bergamo, oggi, è molto più di una città che ospita una granfondo. È un sistema complesso e coerente in cui mobilità pubb...
21/04/2026

Bergamo, oggi, è molto più di una città che ospita una granfondo. È un sistema complesso e coerente in cui mobilità pubblica, ciclabilità e infrastrutture dialogano tra loro, costruendo un modello urbano avanzato. La BGY Airport Granfondo si inserisce esattamente in questo contesto, diventando non solo evento sportivo, ma acceleratore culturale e laboratorio reale di comportamenti sostenibili.

Nel primo episodio dello speciale podcast SportJam dedicato alla BGY Airport Granfondo, un incontro con Enrico Felli - presidente di Atb Bergamo - offre una chiave di lettura precisa: la mobilità del futuro non è una somma di mezzi, ma un sistema integrato.

Un ecosistema urbano che funziona

La “B” di ATB non è solo Bergamo, ma sempre più “bike”. Il dato è strutturale: il servizio di bike sharing si è evoluto fino a diventare parte integrante del trasporto pubblico locale. Oggi il sistema conta decine di stazioni diffuse capillarmente e una flotta in crescita, con un utilizzo che ha superato i 200 mila noleggi annui, registrando un incremento del 30%. Non è un fenomeno episodico. È un cambio culturale.

Secondo Felli, il punto di svolta è arrivato nel post-pandemia, quando il rapporto tra cittadini e bicicletta è cambiato radicalmente, anche grazie alla diffusione delle e-bike. «La bicicletta assistita è democratica», si potrebbe sintetizzare. Permette a tutti di pedalare, annulla le differenze di prestazione e amplia il raggio d’azione, rendendo accessibili distanze e percorsi prima impensabili. Questo ha effetti diretti sul tessuto urbano: la bicicletta non è più solo sport o tempo libero, ma mezzo quotidiano, anche per andare al lavoro.

BGY Airport Granfondo: evento che cambia i comportamenti

Dentro a questa trasformazione si colloca la BGY Granfondo Airport, che ATB sostiene non solo come sponsor, ma come partner strategico. La manifestazione diventa un’esperienza immersiva: strade chiuse al traffico, sicurezza garantita, percorsi accessibili anche alle biciclette assistite. Un dettaglio tutt’altro che secondario: l’introduzione di tracciati più brevi e l’apertura alle e-bike allarga la platea e rafforza il carattere inclusivo dell’evento. Non più solo competizione, ma partecipazione.

Per Felli, la granfondo è «un modo concreto per avvicinare le persone alla bicicletta». In termini tecnici, è un dispositivo di attivazione comportamentale: consente ai cittadini di sperimentare una città diversa e, di conseguenza, di modificare persino abitudini consolidate.

L’aeroporto come nodo strategico

Il modello bergamasco trova una sintesi simbolica e funzionale nell’aeroporto di Aeroporto di Milano Bergamo Orio al Serio, uno dei pochi in Europa collegato direttamente alla città da una pista ciclabile. Qui e proprio su questa strada pedalabile si realizza un concetto chiave: intermodalità reale.

Un ciclista può arrivare in aeroporto pedalando, mentre chi non ha una bici può utilizzare il trasporto pubblico e poi accedere al sistema di sharing. È una continuità fisica e culturale tra mobilità urbana e mobilità globale.

ATB rafforza questa integrazione con politiche incentivanti: agevolazioni per studenti, integrazione tariffaria tra abbonamenti e bike sharing, sviluppo continuo delle stazioni. Il risultato è un ecosistema in cui autobus, biciclette e micro-mobilità convivono senza conflitto.

Una visione europea, radicata nel territorio

Bergamo si posiziona così come un laboratorio urbano di scala europea. Non per dimensione, ma per qualità del modello. La mobilità gratuita o incentivata, l’integrazione dei servizi, la diffusione della cultura ciclistica sono elementi tipici delle città più avanzate del continente.

https://open.spotify.com/episode/1aMaGfw1ujS1vNEOlm5Dl5?si=1-Pe8IdJR5mn1fDvuuDcTA&t=0&pi=xnaOLhqEQ56Or

Ma si aggiunge anche un fattore identitario: il ciclismo come cultura del territorio. La bicicletta diventa strumento di scoperta, turismo lento, relazione con il paesaggio. Non a caso, lo stesso presidente di ATB racconta una passione personale evoluta verso il viaggio e l’esplorazione, più che verso la performance.

In questo senso, la BGY Airport Granfondo non è solo un evento, ma un nodo narrativo: collega sport, mobilità e identità urbana. Mette in relazioni professionalità e personalità. In comune valori.

Bergamo pedala, ma soprattutto dimostra che pedalare può essere una scelta sistemica, sostenibile e replicabile. Un modello che altre città osservano, e che qui è già realtà.

Vai allo speciale BGY GF AIRPORT QUI. Pronto ad atterrare in un mondo che pedala?

Bergamo, oggi, è molto più di una città che ospita una granfondo. È un sistema complesso e coerente in cui mobilità pubblica, ciclabilità e infrastrutture

Editoriale sui Laureus Awards 2026: dubbi sui vincitori, l’assenza di Pogačar e un premio sempre più lontano dallo spiri...
21/04/2026

Editoriale sui Laureus Awards 2026: dubbi sui vincitori, l’assenza di Pogačar e un premio sempre più lontano dallo spirito di Mandela.

I due riconoscimenti più importanti dei Laureus World Sports Awards 2026 vanno ai campioni del tennis. Premi anche per F...
21/04/2026

I due riconoscimenti più importanti dei Laureus World Sports Awards 2026 vanno ai campioni del tennis. Premi anche per F1, calcio e golf

Il Giro d’Italia 2026 scatta dalla Bulgaria con tre tappe tra Mar Nero, città storiche, strade spettacolari e gran final...
20/04/2026

Il Giro d’Italia 2026 scatta dalla Bulgaria con tre tappe tra Mar Nero, città storiche, strade spettacolari e gran finale nella capitale Sofia.

Matteo Zurloni finalmente si prende anche il titolo italiano e punta alla stagione di Coppa. Tra le donne prima gioia pe...
20/04/2026

Matteo Zurloni finalmente si prende anche il titolo italiano e punta alla stagione di Coppa. Tra le donne prima gioia per Agnese Florio.

Sorteggiato il tabellone dell'ATP Madrid che propone l'interessante caccia al record di Sinner. Il cammino degli italian...
20/04/2026

Sorteggiato il tabellone dell'ATP Madrid che propone l'interessante caccia al record di Sinner. Il cammino degli italiani in gara e dove seguire le partite.

Paula Blasi, catalana di 23 anni, conquista la vittoria più prestigiosa della sua stagione imponendosi in solitaria alla...
19/04/2026

Paula Blasi, catalana di 23 anni, conquista la vittoria più prestigiosa della sua stagione imponendosi in solitaria alla Amstel Gold Race Ladies Edition. Ottimo anche il sesto posto di Karlijn Swinkels, che completa una giornata straordinaria per UAE Team ADQ. Si tratta di uno dei successi più significativi nella giovane storia del team.La corsa, lunga 158,1 km da Maastricht a Valkenburg, si è rivelata intensa e nervosa sin dalle prime fasi. Le cinque atlete della squadra sono rimaste costantemente nelle posizioni di testa, protagoniste dell’azione. Silvia Persico, Mavi Garcia, Karlijn Swinkels ed Eleonora Gasparrini hanno lavorato in perfetta sinergia, rispondendo a ogni attacco e mantenendo il controllo della gara.L’azione decisiva prende forma a poco più di 20 chilometri dall’arrivo, prima del penultimo passaggio sul Cauberg. È qui che Paula Blasi lancia il suo attacco: inizialmente affiancata da Nienke Vinke (Team SD Worx – Protime), la sp****la trova poi lo spunto decisivo per rimanere sola al comando e involarsi verso il traguardo.Blasi aumenta progressivamente il proprio vantaggio, superando il minuto sul gruppo inseguitore. La sua diventa una cavalcata trionfale che si conclude a Valkenburg, dove taglia il traguardo a braccia alzate, incredula per una vittoria di enorme valore. Alle sue spalle, a 27 secondi, si piazza Kasia Niewiadoma (CANYON//SRAM zondacrypto), seguita da Demi Vollering (FDJ United – SUEZ). A 43 secondi arriva il gruppo principale, con Karlijn Swinkels sesta.Al termine della gara, Paula Blasi ha dichiarato: “Credo che questa sia la corsa più bella della mia vita, quindi sono molto felice di questa vittoria. È stata una giornata incredibile, con un ritmo altissimo e continui cambi di velocità. Non conoscevo bene questa corsa e a un certo punto mi sentivo anche in difficoltà, tanto che mi sono scusata con le mie compagne. Ma loro mi hanno aiutata tantissimo, invitandomi a restare calma e a rimanere davanti con loro. La comunicazione tra noi è stata fondamentale. Ho cercato di dare tutto per restare nelle prime posizioni e poi sono stata coraggiosa – e anche un po’ fortunata – nel scegliere il momento giusto per attaccare. Da lì ho creduto fino alla fine, senza pensare a nulla se non a spingere al massimo. È stata una giornata pazzesca.”

Photo credits:

Paula Blasi, catalana di 23 anni, conquista la vittoria più prestigiosa della sua stagione imponendosi in solitaria alla Amstel Gold Race Ladies Edition.

La sconfitta in finale non rovina una bella settimana del romano che trova anche il tempo di scherzare con il team nel d...
19/04/2026

La sconfitta in finale non rovina una bella settimana del romano che trova anche il tempo di scherzare con il team nel discorso di fine torneo.

Il vincitore morale di questa Amstel Gold Race 2026 può essere l’italiano Marco Frigo, protagonista di una prova generos...
19/04/2026

Il vincitore morale di questa Amstel Gold Race 2026 può essere l’italiano Marco Frigo, protagonista di una prova generosa e continua, sempre dentro la corsa e capace di interpretarla con coraggio fino all’ultimo chilometro. Nel finale il giovane italiano, Mirko Amato proprio per la sua generosa atleticità, prova anche a sorprendere il gruppetto inseguitore con un’azione anticipata per giocarsi il podio, ma viene ripreso e chiude decimo.

Prima però bisogna applaudire il vincitore degno di un’edizione tonda tonda della corsa classica delle Ardenne: Remco Evenepoel, che su queste strade ha confermato tutta la sua statura e la forma del periodo. Si capiva che avrebbe venduto cara la pelle in una corsa che sente particolarmente e che - parole del campione - considera appena sotto il livello delle Monumento. Il belga ha corso con lucidità e determinazione, imponendo forza e ritmo nei momenti decisivi e costruendo il successo nella fase centrale e finale della gara.

Evenepoel torna a sorridere: è uno dei corridori più completi del ciclismo contemporaneo: campione del mondo in linea nel 2022, più volte campione del mondo a cronometro e doppio oro olimpico ai Giochi di Parigi 2024, sia nella prova in linea sia nella cronometro. In carriera ha già conquistato una Vuelta a España (2022) e due Liegi-Bastogne-Liegi (2022 e 2023), risultati che ne definiscono il profilo tra i grandi protagonisti delle corse di un giorno e delle grandi gare a tappe.

Il rapporto con questa corsa non è così scontato: nel 2025 era già salito sul podio, più o meno stessi protagonisti, ma adesso arriva il successo, il primo nella Amstel Gold Race 2026.

La 60ª edizione della Amstel Gold Race 2026, prova del UCI WorldTour, si è sviluppata su circa 257 chilometri da Maastricht a Berg en Terblijt, lungo un percorso nervoso e selettivo, scandito da una sequenza continua di muri nel Limburgo olandese, tra cui Cauberg, Geulhemmerberg e Bemelerberg, decisivi nel disegno tattico della corsa.

La gara si è accesa nella seconda metà con diversi tentativi da lontano, fino alla selezione operata nel circuito finale con il Cauberg complice nella facoltà dei secondi di distacco dei fuggitivi. Tra i protagonisti anche Frigo, a lungo nel vivo dell’azione e capace di restare tra i migliori nella fase decisiva. Evenepoel ha fatto la differenza nel momento chiave, aumentando il ritmo sui tratti più esigenti e portando via l’azione decisiva, mentre alle sue spalle si è formato il gruppo inseguitore dove si è definito anche il piazzamento dell’italiano.

Ordine d’arrivo

1 Remco Evenepoel (Red Bull – BORA – hansgrohe) 5h59’40’’, 2 Mattias Skjelmose (Lidl – Trek) a 0’01’’, 3 Benoît Cosnefroy (UAE Team Emirates – XRG) a 1’59’’, 4 Romain Grégoire (Groupama – FDJ) s.t., 5 Emiel Verstrynge (Alpecin–Deceuninck) s.t., 6 Mauro Schmid (Team Jayco AlUla) s.t., 7 Mauri Vansevenant (Soudal Quick-Step) s.t., 8 Albert Philipsen (Lidl – Trek) s.t., 9 Ewen Costiou (Groupama – FDJ) s.t.; 10 Marco Frigo (Israel – Premier Tech) s.t.

Il vincitore morale di questa Amstel Gold Race 2026 può essere l’italiano Marco Frigo, protagonista di una prova generosa e continua, sempre dentro la corsa e

Nessuna conferma ufficiale sul possibile stop di Alcaraz a Roma o Roland Garros. Da dove nascono le voci, il nodo polso ...
19/04/2026

Nessuna conferma ufficiale sul possibile stop di Alcaraz a Roma o Roland Garros. Da dove nascono le voci, il nodo polso e gli effetti sul ranking ATP.

Indirizzo

Via Girolamo Savonarola 19
Rome
00195

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Sport24h pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Sport24h:

In evidenza

Condividi