02/06/2026
Come Il Reggimento Sassari Marciò 300km — Per NON Arrendersi Ai Tedeschi
Vi siete mai chiesti perché negli archivi militari italiani esista un vuoto inspiegabile riguardo ai giorni tra l'11 e il 25 settembre del 43? Perché centinaia di soldati sardi scomparvero dalle liste ufficiali per poi riapparire settimane dopo, in luoghi dove non avrebbero dovuto trovarsi? e soprattutto perché i tedeschi annotarono nei loro rapporti la parola Gespenster, fantasmi, riferendosi a uomini che avevano già dato per catturati.
Nel fondo del Bundeschive di Friburgo, tra le carte polverose dell'operazione Axe, giace un documento datato 18 settembre 1943. Il foglio porta il timbro della seconda divisione paracadutisti tedesca e una nota a margine scritta a matita, quasi il leggibile. Tradotta, recita così: "Colonna italiana non identificata, avvistata presso il valico, nessun contatto, si muovono di notte, stimati 300 uomini armati.
300 uomini armati in marcia verso sud attraverso un territorio che i tedeschi controllavano con posti di blocco ogni 15 km. Com'è possibile che nessuno li abbia fermati? L'odore di polvere da sparo alleggiava ancora tra le rovine di Porta San Paolo, quando il generale Francesco Zani riunì gli ufficiali superstiti della divisione Sassari.
Era la mattina dell'11 settembre e Roma aveva smesso di combattere. I granatieri si erano arresi, i carristi dell'ariete giacevano tra le carcasse fumanti dei loro mezzi, ma nelle stanze del comando divisionale, illuminato da candele perché l'elettricità era saltata da ore, qualcosa di diverso stava accadendo.
Un tenente colonnello del 151º reggimento, il cui nome compare cancellato con inchiostro nero in tutti i documenti successivi, si alzò in piedi. disse poche parole che nessun verbale ufficiale ha mai registrato. Eppure tre veterani intervistati separatamente negli anni 80 hanno riferito la stessa frase con variazioni minime, una frase che conteneva le parole Sardegna, bandiere e mai.
Cosa disse esattamente quell'ufficiale? Gli archivi tacciono, ma quello che accadde nelle ore successive parla da solo. Mentre le altre unità italiane consegnavano le armi ai tedeschi, secondo gli accordi firmati dal generale Calvi di Bergolo, gruppi di soldati sardi cominciarono a scomparire. Non disertori.
Le diserzioni vengono registrate, punite, ricordate. Questi uomini semplicemente cessarono di esistere nei documenti. I ruolini della Sassari per quei giorni mostrano anomalie che nessuno storico ha mai saputo spiegare. Nomi cancellati e poi riscritti. Date di morte seguite da annotazioni illeggibili. Un sergente maggiore risulta morto il 10 settembre e promosso il 12.
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