02/05/2026
TRACCE, LE VOCI CHE RESTANO DEL TERREMOTO IN FRIULI: FUORI ORA
"Mario, Mario". C’è la voce di una donna che nessuno ha mai, veramente, sentito. Non è il boato del terremoto, non il crollo delle stoviglie, è la voce di una madre, strozzata dalla paura. Sono due sillabe gridate nel buio di una casa che trema, in un Friuli che in cinquantanove secondi smette di essere quello di prima. Mario è Mario Garlatti, un ragazzo di diciotto anni che la sera del 6 maggio del 1976, quando la terra inizia a tremare, sta trasferendo su cassetta la sua canzone preferita dei Pink Floyd.
E da quel braccetto che salta, da quel vinile, l'onda sonora diventa onda sismica che si carica fino a concentrarsi in un punto. Un punto di tensione che sale su fino alla luna, al " “Dark Side of the Moon” dei Pink Floyd.
Nelle tragedie la luce va e viene, a intermittenza, finché non si spegne del tutto.
E dopo le scosse restano solo le "Tracce".
✍ di Giuseppe Parisi, cura editoriale Daniela Larocca.
Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti, musiche originali editing e montaggio Francesco Imbriaco.
🎙️Ascoltalo ora sul nostro sito, su Spotify e su tutte le piattaforme audio. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e Nord Est Multimedia, in collaborazione con Credifriuli.