24/08/2026
A margine del Progetto di "Riqualificazione e messa in sicurezza del Water Front" del Comune di Sapri.
Non intendo esprimere un giudizio aprioristicamente contrario all’intervento di waterfront approvato dall’Amministrazione comunale. Ritengo, tuttavia, che il dibattito su un’opera così importante debba essere l’occasione per interrogarsi più ampiamente sulle strategie necessarie a garantire la sicurezza dell’abitato di Sapri, soprattutto alla luce degli eventi meteorologici sempre più intensi che si stanno verificando negli ultimi anni.
La domanda che mi pongo è, dunque, se la messa in sicurezza del paese possa essere affidata esclusivamente all’intervento previsto sul waterfront oppure se sia necessario affrontare, contestualmente, altre criticità del territorio che possono rappresentare una seria minaccia per l’abitato.
In particolare, credo che meriti una valutazione approfondita la sistemazione del bacino idrico a monte del paese. Si potrebbe prendere in considerazione, ad esempio, la realizzazione di un canale scolmatore capace di intercettare e convogliare le acque provenienti dai tre canali — San Francesco, Incecco e quello della Piazza — che, come è noto, in occasione di precipitazioni particolarmente intense possono determinare allagamenti all’interno dell’abitato.
L’ipotesi potrebbe essere quella di raccogliere queste acque e indirizzarle direttamente verso il torrente Brizzi, evitando così che il loro percorso attraversi il centro abitato. Naturalmente, un intervento di questa portata richiederebbe uno studio idraulico approfondito e una progettazione adeguata, ma potrebbe rappresentare una soluzione strutturale per ridurre sensibilmente il rischio di allagamenti.
A questo intervento potrebbe essere associata la sistemazione del torrente Brizzi, valutando la possibilità di abbassarne l’alveo mediamente di circa 2,50 metri, fino a recuperare, per quanto tecnicamente possibile, il livello del suo antico alveo naturale. In questo modo si aumenterebbe la capacità di deflusso del corso d’acqua, consentendo alle acque di raggiungere il mare senza dover attraversare l’abitato e contribuendo, quindi, a una sua maggiore sicurezza.
Un’operazione di questo genere potrebbe avere, inoltre, un’ulteriore conseguenza positiva. L’eventuale abbassamento dell’alveo del Brizzi produrrebbe una considerevole quantità di materiale. Qualora gli studi e le analisi tecniche ne confermassero la compatibilità con l’ambiente e con le caratteristiche della spiaggia, tale materiale potrebbe essere utilizzato, attraverso idonee e consolidate tecniche di ripascimento e di difesa costiera, per ottenere un significativo arretramento della linea di costa rispetto alla situazione attuale.
Un ampliamento della spiaggia, opportunamente progettato e realizzato, potrebbe infatti contribuire ad allontanare dalla strada statale l’energia e l’impeto delle onde durante le mareggiate, riducendo il rischio che il moto ondoso si riversi direttamente sull’infrastruttura e sulle aree urbanizzate.
Non si tratta, quindi, di contrapporre queste considerazioni al progetto di waterfront già approvato, né di formulare una critica preconcetta alle scelte dell’Amministrazione. Si tratta, piuttosto, di proporre una riflessione più ampia e di chiedersi se, di fronte alle trasformazioni climatiche in atto, non sia necessario adottare una strategia complessiva di messa in sicurezza del territorio.
L’esperienza di questo inverno ha mostrato ancora una volta quanto gli eventi meteorologici estremi possano mettere a rischio l’abitato e le sue infrastrutture. I cambiamenti climatici ci impongono di considerare con sempre maggiore attenzione fenomeni che, fino a qualche decennio fa, potevano apparire eccezionali e che oggi rischiano di diventare sempre più frequenti e intensi.
Questa riflessione nasce anche dall’esperienza maturata nel corso della mia attività amministrativa, quando ho avuto la responsabilità di guidare il Comune e ho potuto confrontarmi direttamente con le problematiche del territorio e con la necessità di programmare interventi capaci di guardare non soltanto alle esigenze del presente, ma anche a quelle delle generazioni future.
Il mio auspicio, pertanto, è che questa proposta possa contribuire ad alimentare un confronto serio, aperto e costruttivo. Il tema non dovrebbe essere soltanto quello di valutare un singolo progetto, ma quello, più generale e importante, di individuare una strategia complessiva per rendere Sapri più sicura, più resiliente e maggiormente preparata ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici.
È in questa prospettiva, e con spirito esclusivamente propositivo, che intendo offrire queste considerazioni all’attuale dibattito politico e amministrativo della città.
F.M.Aita