26/08/2026
🥬 La lattuga dei Sassaresi… e il caffè
Nel 1834 un giornale milanese scrisse, con una certa ironia, che a Sassari si faceva poco uso di caffè perché«in sua vece si mangiavano le lattughe».
Una battuta, certo. Ma dietro c'era un'abitudine realmente curiosa.
Qualche decennio più tardi, Alberto La Marmora, nel suo Itinerario dell'isola di Sardegna, raccontò la particolare passione dei Sassaresi per la lattuga coltivata negli orti intorno alla città.
Era una lattuga non riccia, lunga circa trenta centimetri, stretta, dolce e molto acquosa. E veniva mangiata in modo piuttosto insolito: cruda, appena raccolta, senza olio e senza aceto.
In primavera, soprattutto nelle domeniche tra aprile e maggio, uomini, donne e bambini si recavano negli orti in compagnia e ne mangiavano in quantità sorprendenti. La Marmora descrive quasi una gara a chi ne consumasse di più.
Ma c'era anche un'altra ragione per cui la lattuga era particolarmente apprezzata: era adatta al periodo di Quaresima.
La Marmora racconta infatti di aver visto a Iglesias persino alcuni canonici mangiare lattuga durante il digiuno quaresimale. Essendo ricchissima d'acqua, veniva considerata, secondo l'antica distinzione alimentare, quasi alla stregua di un alimento liquido: liquida non frangunt, cioè i liquidi non interrompono il digiuno.
Ecco allora che la lattuga diventa qualcosa di più di un semplice ortaggio: un alimento stagionale, povero e rinfrescante, ma anche un vero rito della primavera sassarese, legato agli orti, alle passeggiate domenicali e alla Quaresima.
E quella frase del giornale milanese del 1834 acquista tutto un altro sapore.
I Sassaresi il caffè lo bevevano eccome — tanto che il medico Gioacchino Umana protestò pubblicamente contro l'articolo.
Ma la lattuga… quella sì che a Sassari aveva una reputazione speciale. 😄
Caffè o lattuga? Nel dubbio, a Sassari c'erano buoni motivi per scegliere entrambi.