07/08/2026
Continua la nostra raccolta di parole ed espressioni napoletane. Ogni termine racconta un frammento di storia, tra etimologie sorprendenti e significati che ancora oggi fanno parte del nostro modo di parlare.
🟡 Riscenziello è lo svenimento, la convulsione che viene a qualcuno quando si sente poco bene. Viene dal latino descensus (caduta, discesa). Il termine in napoletano abbraccia due sfaccettature distinte, richiamando sia le convulsioni che i capricci dei bambini. In entrambi i casi, la parola si lega al concetto di spasmo, che può manifestarsi come sintomo patologico o come espressione di comportamento infantile. Questa doppia sfumatura del termine evidenzia la connessione tra le convulsioni, spesso di natura involontaria e patologica, e i capricci, espressione più lieve di uno spasmo emotivo, rappresentando entrambi aspetti della complessa gamma di reazioni umane, soprattutto nei bambini.
🟡 Sbariare si dice quando qualcuno è preso da un’instancabile attività senza senso. Deriva dall’italiano svariare che significa, appunto, non stare mai fermi. Questo verbo viene utilizzato per descrivere l'atto di dedicarsi all'ozio e alla distrazione, perdendo tempo senza tener conto degli impegni o dei pensieri seri. È un termine associato a chi ama prendersela comoda, a uno scansafatiche, o a coloro che, al contrario, dopo un periodo di intenso lavoro, sentono la necessità di staccare la spina e concedersi momenti di relax o attività più svaganti.
🟡 Latrina deriva dal latino latrina, che è una forma contratta di lavatrina. All'inizio, i Romani usavano lavatrina per indicare un lavatoio o un luogo dove ci si lavava. Con il passare del tempo, il termine è diventato un eufemismo per indicare lo spazio destinato ai bisogni corporali. Oggi indica un locale igienico, spesso rustico o pubblico, oppure, in senso figurato, un luogo molto sporco.
Grazie sempre a .esposito per le sue meravigliose foto 💚