Lumen Siracusae

Lumen Siracusae Progetto di: Amel Mokni. Un cuore antico e un viaggio d’arte tra santi martiri e leggende perdute Siracusa, una città immortale.

Quante volte preferiamo il silenzio invece delle parole?Forse c’è qualcuno a cui vorresti dire qualcosa da tempo e magar...
06/09/2026

Quante volte preferiamo il silenzio invece delle parole?
Forse c’è qualcuno a cui vorresti dire qualcosa da tempo e magari continui a rimandare perché non sai come andrà o perché il silenzio sembra più semplice.
Gesù oggi ci invita a non lasciare che tutto finisca senza aver almeno provato a parlare e a fare un passo verso l’altro quando quel rapporto per noi conta ancora.
A volte basta una parola sincera detta al momento giusto per riaprire uno spazio che sembrava chiuso.
«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
Forse mentre leggi hai già pensato a qualcuno.
Santa domenica. 🤍🙏

27/08/2026
27/08/2026

Tredici.
Vigilate itaque, quia nescitis diem neque horam. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora.
Il Vangelo di oggi (Matteo 24, 42-51) parla di un servo lasciato a custodire una casa. Non sa quando tornerà il padrone. Può scegliere due strade: restare fedele al suo compito ogni giorno, con costanza, oppure approfittare dell’attesa per pensare solo a sé, rimandando ciò che conta, trattando con leggerezza chi gli è stato affidato.
Vegliare non è avere paura della fine. È tenere il cuore sveglio: verso chi si ama, verso chi si è promesso qualcosa, verso le porte che si sono aperte e non si possono richiudere fingendo di non ricordare.
Santa Lucia portava la luce quando altri sceglievano di non vedere.
Tredici.
Non sappiamo quando. Ma sappiamo come vogliamo trovarci… pronti ad essere visti per come siamo davvero.

E oggi, mentre la mia città festeggia Ferragosto, io rimango in riflessione, con il volto rivolto verso il cielo, a pens...
15/08/2026

E oggi, mentre la mia città festeggia Ferragosto, io rimango in riflessione, con il volto rivolto verso il cielo, a pensare a Te, o Madre Celeste, che oggi celebriamo assunta in Cielo. E sono grata.
Grata per il Tuo sì a Dio, nostro Signore. Grata per esserti affidata a Lui. Grata per aver vissuto nella grazia, custodendo nel cuore una fiducia così grande. Insegnami ad avere la stessa fiducia.
Restami accanto quando esito, accompagnami quando mi sento smarrita, aiutami a riconoscere la luce anche nei giorni in cui faccio più fatica a vederla. Oggi, nella festa della Tua Assunzione, voglio affidarti le persone a cui voglio bene. Quelle che fanno parte della mia vita, quelle che porto con me ogni giorno e anche quelle che, per ragioni diverse, sono più lontane. Le affido alla Tua protezione, al Tuo sguardo di Madre, perché possano sentirsi accompagnate nei momenti difficili, consolate nelle loro fragilità e mai sole lungo il loro cammino. E poi affido a Te anche me, Maria. Le mie fragilità, le mie speranze, i miei silenzi e tutto ciò che soltanto Tu e Dio conoscete davvero.

Oggi il mio sguardo è rivolto a Te. 🤍

Lumen Siracusae ricorda2 AgostoSant’Eusebio di Vercelli nacque in Sardegna nel IV secolo e, dopo essersi trasferito a Ro...
02/08/2026

Lumen Siracusae ricorda
2 Agosto
Sant’Eusebio di Vercelli nacque in Sardegna nel IV secolo e, dopo essersi trasferito a Roma, arrivò in Piemonte, dove divenne il primo vescovo di Vercelli.
Eusebio ebbe un’idea particolare: riunì i sacerdoti della sua diocesi in una comunità, vivendo insieme a loro quasi come in un monastero. Fu una delle prime esperienze in Occidente in cui la vita monastica venne unita al ministero sacerdotale. Ma la parte più difficile della sua storia arrivò quando si oppose all’arianesimo e difese la piena divinità di Cristo. La sua posizione gli costò cara: venne condannato all’esilio e mandato prima in Palestina, poi in Cappadocia e infine in Egitto. Dopo anni trascorsi lontano dalla sua terra riuscì a tornare a Vercelli e continuò la sua missione fino alla morte. C’è poi un’antica tradizione che lega il suo nome a uno dei luoghi mariani più importanti d’Italia: il Santuario di Oropa. Secondo la tradizione fu proprio Eusebio, tornando dall’Oriente, a portare con sé la devozione alla Madonna che ancora oggi viene venerata nel santuario. Le sue reliquie sono custodite nella Cattedrale di Vercelli, che porta il suo nome, e Sant’Eusebio è oggi patrono principale del Piemonte. Un uomo nato su un’isola del Mediterraneo, costretto ad attraversare terre lontane per difendere la propria fede e diventato, secoli dopo, patrono di un’intera regione.
Che Sant’Eusebio possa proteggere il Piemonte e accompagnare tutti coloro che oggi portano il suo nome. 💙

Lumen Siracusae ricorda10 Maggio C’è una forza antica che attraversa i secoli; prima ancora delle nostre tradizioni, mag...
10/05/2026

Lumen Siracusae ricorda
10 Maggio
C’è una forza antica che attraversa i secoli; prima ancora delle nostre tradizioni, maggio era il mese di Artemide. Molti la ricordano come la dea della caccia, ma il suo ruolo più era quello di restare accanto alle donne. Il mito narra che, appena nata, aiutò la madre Latona a dare alla luce il fratello Apollo. In quel momento, la cacciatrice divenne la prima alleata di ogni madre. È affascinante pensare come la forza “selvaggia” si mette al servizio della vita che nasce.
Secoli dopo, quella stessa energia di protezione l’abbiamo ritrovata in Maria, la nostra amata Madre celeste. Due epoche diverse, unite da un solo spirito che non smette di accompagnare, proteggere e benedire.
A chi dona la vita, a chi la difende, a tutte le madri di ieri e di oggi: Buona Festa della Mamma. 💙

04/04/2026

Il dolore di Maria… 

03/04/2026

27/02/2026

Lumen Siracusae ricorda: 27 febbraio 1943
Mentre molti guardano Sanremo o altri programmi, io voglio ricordare i caduti in guerra: civili, bambini, donne e anziani, soldati. 🕯️
Siracusa li ricorda nelle pietre, nel vento al calar della sera.
A loro va il nostro grazie, per il coraggio, per la vita lasciata qui. Oggi noi viviamo con più sicurezza anche grazie a loro.

Ad Antiochia di Siria, vivevano due cristianiNiceforo e Saprizio. Un giorno, litigarono pesantemente. Niceforo, col temp...
27/02/2026

Ad Antiochia di Siria, vivevano due cristiani
Niceforo e Saprizio. Un giorno, litigarono pesantemente.
Niceforo, col tempo, mandò persone a chiedere perdono per lui, poi andò lui stesso presentandosi davanti a Saprizio chiedendo scusa. Saprizio rifiutò. Quando arrivò la persecuzione, Saprizio venne arrestato e portato verso l’esecuzione. Niceforo corse dietro al corteo, si fece largo tra la gente e lo raggiunse. Si gettò a terra davanti a lui e chiese perdono davanti a tutti. Saprizio tirò dritto. A pochi passi dalla fine, Saprizio ebbe paura e rinnegò la fede. I soldati lo lasciarono andare. Niceforo fece un passo avanti e disse di essere cristiano e fu ucciso.
Il perdono è un gesto di protezione per l’anima. Il rancore indebolisce la fede, e proprio nel momento del bisogno l’umiltà ci rende saldi. Non ci può essere unione con Dio se prima non c’è pace con il fratello.

Indirizzo

Syracuse
96100

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