13/08/2026
Dell’ di ieri avevo letto qualcosa, ma, lo ammetto, non avevo approfondito più di tanto.
Siamo andati a con tutt’altro programma: mangiare in un ristorante cinese e poi bighellonare e sdraiarci sui prati di .
Verso le 17:30, però, sento un signore anziano parlare con due signore.
Dice che era venuto a Regent’s Park proprio per vedere l’eclissi.
E lì mi si accende la lampadina.
“Perché non andare a vederla da un punto più alto?
E perché non provare a farci anche un ?”
Dopo una visita al vicino Queen Elizabeth II Gardens ( ), ci incamminiamo verso .
Strada facendo comincio finalmente ad informarmi.
Scopro che il Sole non va osservato a occhio n**o, che i normali occhiali da sole non proteggono e che anche per fotografarlo occorrono precauzioni specifiche.
Io, naturalmente, non avevo né occhialini né filtro per lo smartphone.
Arrivati a Primrose Hill, una sorpresa: la collina era letteralmente tappezzata di persone.
Una marea umana.
Salire sulla cima era praticamente impossibile, così comincio a circumnavigarla alla ricerca di un punto con meno gente, senza alberi o edifici davanti e con una visuale libera verso il tramonto.
E intorno era uno spettacolo: migliaia di persone con gli occhialini, macchine fotografiche, a fare pic-nic.
Qualcuno aveva perfino escogitato soluzioni con scatole di cartone e 🤔 scolapasta di alluminio.
Appoggio il mio S25 Ultra su di un mini cavalletto. e parte il primo time-lapse.
Guardo il risultato attraverso il desktop 🤦🏻♂️ una ca**ta.
Il Sole è praticamente una palla bianca bruciata e dell’eclissi si capisce poco .. anzi niente.
Poi succede qualcosa che non avevo previsto .. qualcuno obietterà "il mio solito c**o" .
Passano alcuni ragazzi indiani, vedono che sto cercando di fotografare l’eclissi e, forse mossi a compassione, mi regalano un filtro solare per smartphone.
Lo posiziono davanti alle fotocamere del Samsung.
Non perfettamente, come scoprirò dopo.
Ma stavolta succede qualcosa.
La luce cambia, il disco solare prende forma e la Luna comincia finalmente a comparire davanti al Sole.
Il secondo girato è decisamente migliore.
Non perfetto: qualche errore nel posizionamento del filtro lascia anche un evidente alone luminoso intorno al Sole.
Ma stavolta l’eclissi si vede davvero.
A casa recupero il filmato, lo taglio, correggo colori, contrasto e saturazione e cerco di ti**re fuori il meglio possibile da quelle immagini.
Alla fine mi ritrovo con 40 secondi di video.
Non è una produzione della NASA.
Non è neppure un time-lapse astronomico da manuale.
Però quel che contano sono i ricordi.
E grazie a quegli indiani che passando hanno appoggiato quel filtro davanti al mio smartphone come per dire "usa questo" sono riuscito a portarmi a casa il mio ricordo dell’eclissi di Londra del 12 agosto 2026.
Forse è proprio questo il bello di certe giornate.
Non sono quelle che cerchi di organizzare e programmare nel miglior modo possibile.
Sono quelle che, a un certo punto, decidono di sorprenderti.