Fuochi D'appennino

Fuochi D'appennino Questo progetto nasce da un desiderio profondo: riscoprire e far rivivere le autentiche feste di una volta.

In un mondo che corre sempre più veloce, noi scegliamo di fermarci per celebrare quelle tradizioni che per secoli hanno unito il nostro territorio

Parlando di fuochi, stasera ci sarà quello di Poggio  Lavarino, un grande falò per l'ascensione. Fremono i preparativi, ...
22/05/2026

Parlando di fuochi, stasera ci sarà quello di Poggio Lavarino, un grande falò per l'ascensione. Fremono i preparativi, si inizia a cuocere sulla brace e le persone si radunano

15/05/2026

Il fiore di maggio è già alle nostre spalle. Altre feste e altri fuochi ci aspettano. Vogliamo viverle insieme a voi e a tutti gli amici e le amiche che amano il nostro territorio, le nostre tradizioni, la musica che ci fa ballare, il cibo saporito e il buon vino.

🔥Questa pagina diventa FUOCHI D'APPENNINO.

Seguitela, seguiteci: troveremo ancora il modo di stare bene insieme!

Il maggio è una festa di fuoco, e proprio in un fuoco si è conclusa, chissà ognuno avrà visto una forma o una figura div...
09/05/2026

Il maggio è una festa di fuoco, e proprio in un fuoco si è conclusa, chissà ognuno avrà visto una forma o una figura diversa in quelle fiamme, ma quella è una cosa personale. Ringraziamo Agnese Cascioli per le bellissime e suggestive foto, Filippo Filipponi e Mario Polia per la loro profonda passione per i nostri territori, agriturismo Fiore per averci sfamato e ultimo, ma non ultimo per importanza, il nostro bardo Luciano Monceri. Ora però basta, un'altra canzone è iniziata, una canzone antica che parla di morte e di rinascita, il fuoco scoppietta allegro e sopra di esso solo la luna piena e le stelle. È ora di rimettersi in cammino, grazie per averlo iniziato con noi.

Ba***re la terra. Batterla forte. E far sposare gli alberi, nutrire i morti e ridere di gioia, far nascere nuove vite. M...
01/05/2026

Ba***re la terra. Batterla forte. E far sposare gli alberi, nutrire i morti e ridere di gioia, far nascere nuove vite. Mangiare i semi. Una festa, una tragedia.

Qual è il filo rosso che lega Eleusi e Feneo a un piccolissimo e appartato borgo della Valnerina nel Nursino? Cosa mescola le tradizioni nel periodo più critico dell’anno solare tra la Grecia e l’Appennino? Cosa rende irresistibile anche nella modernità l’attrazione per la notte più magica e tragica: quella del 30 aprile?

L’eco dei misteri celebrati ad Eleusi, a pochi chilometri da Atene, ha attraversato i secoli e i millenni. Da Eleusi si tornava cambiati. Per questo a Eleusi hanno guardato in tanti, prima da Roma e poi dalla Firenze rinascimentale.

A Eleusi, o verso altri misteri ancora più antichi, si andava in processione, una processione gioiosa e gaudente di carri, di donne discinte, di musici e di attori. E in una delle tappe di questo cammino i sacerdoti di Demetra, indossata la maschera della dea, battevano il terreno con i bastoni, forte. Come per inviare un messaggio al Regno di sotto. Un rito simile si ripeteva, fino a pochi anni fa nella chiesa di Logna e in altri luoghi del Nursino, con gli abitanti del posto che battevano il pavimento con bastoni di legno nella notte del Venerdì Santo, come ad invocare anch’essi l’apertura di una porta.

Perché si celebrano ancora questi riti? Si fa così, perché s’è sempre fatto, ti rispondono se glielo chiedi. Non sanno perché, ma qualcosa dentro di loro lo sa.

Continua 👇👇👇

I riti e i misteri del 30 aprile da Eleusi all'Appennino

29/04/2026

Prove tecniche per la location del concerto del 30 aprile a Macerino, Acoustrings con Luciano Monceri 😅😉

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Terni

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