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Corsica Viva - "L' eco del tirreno", è un Blog/Giornale (italofono) di divulgazione culturale, politico, linguistico, storico e musicale fondato da italiani per sensibilizzare l'italia sulla causa corsa e sulla sua splendida cultura.

21/05/2026
LA BATTAGLIA DI PONTE NOVUL' 8 Maggio è un giorno assai importante per il popolo corso e per tutti coloro che credono ne...
08/05/2026

LA BATTAGLIA DI PONTE NOVU

L' 8 Maggio è un giorno assai importante per il popolo corso e per tutti coloro che credono nell' autodeterminazione dei popoli, nella libertà di governare in casa propria professando le proprie tradizioni senza chiedere "permesso" a nessuno! Ma soprattutto per coloro che vogliono esseri liberi di comunicare e pensare con la lingua dei propri "Avi", senza VERGOGNA e senza sentirsi in COLPA verso nessuno e tanto meno verso un governo straniero che invade la tua casa.
Uno straniero che ti dice che da oggi "tu, non sei piu tu!" Uno straniero che ti da un altro nome, un' altra lingua e un' altra bandiera!

Beh, oggi è la ricorrenza della battaglia di "Ponte Novu", dove, tra l' 8 e il 9 Maggio del 1769, gli indipendentisti, guidati dal Generale Pasquale Paoli "U Babbu di a Patria", combatterono con estremo sacrificio e grande senso dell' onore e di LIBERTA', contro i granadieri francesi di Luigi XV guidati dal Conte di Vaux. La battaglia, terminata il 9 Maggio segnò purtroppo la fine dell' Indipendenza e l' iniziò dell' OCCUPAZIONE ILLEGALE DELLA FRANCIA!!!
Si, La Corsica p***e la sua indipendenza ma solo sulla carta, perchè nello spirito, mai furono domi! mai s' inginocchiarono e mai lo fecero negli anni a ve**re!

Certo, dopo 260 di Occupazione e colonizzazione, alcuni effetti di tale "sconsiderata" manovra coloniale, si possono notare in quanto il francese è divenuta la lingua madre di molti isolani, ma ciò non toglie che i corsi NON SONO FRANCESI E MAI LO SARANNO!
I CORSI SONO CORSI E MORIRANNO TALI! Quindi, non importa per quanti anni la Francia, si illuderà di governare il popolo corso.. Presto la vendetta di Paoli si manifesterà come non mai.

L' altro giorno abbiamo ricordato la nascità del' FLNC, del suo operato e i suoi 50 Anni di dure e grandi battaglie. Abbiamo ricordato quel maledetto 5 Maggio dove, per una malsana decisione (di sfondo economico e di "mala-amministrazione"), portò il crollo della tribuna Nord di Furiani portando alla morte 19 persone!
Insomma, il punto è:
non importa quante volte puo cadere un popolo, non importa quante volte ha dovuto soffrire per raggiungere dei risultati, l' importante è che resti "COESO"!
"COESO E UNITO FINO ALLA VITTORIA E FINO ALLA LIBERAZIONE!

Corsica Viva - L' Eco del Tirreno augurà a tutti i corsi un buon auspicio e tanta solidarietà per la resilienza e per le dure prove che ha saputo dimostrare di superare in questi ultimi secoli.

VIVA CORSICA NAZIONE
VIVA U POPULU CORSU E
VIVA LA LIBERTA'

Corsica Viva - L' Eco del Tirreno

Versione "Wesh Wesh" ;):

Le 8 mai est un jour extrêmement important pour le peuple corse et pour tous ceux qui croient en l'autodétermination des peuples, en la liberté de gouverner chez soi en professant ses propres traditions sans demander de "permission" à personne ! Mais surtout pour ceux qui veulent être libres de communiquer et de penser dans la langue de leurs "Aïeux", sans HONTE et sans se sentir COUPABLES envers quiconque, et encore moins envers un gouvernement étranger qui envahit votre maison. Un étranger qui vous dit qu'à partir d'aujourd'hui "toi, tu n'es plus toi !" Un étranger qui vous donne un autre nom, une autre langue et un autre drapeau !
​Eh bien, aujourd'hui est l'anniversaire de la bataille de "Ponte Novu", où, entre le 8 et le 9 mai 1769, les indépendantistes, guidés par le Général Pasquale Paoli "U Babbu di a Patria", combattirent avec un sacrifice extrême et un grand sens de l'honneur et de la LIBERTÉ, contre les grenadiers français de Louis XV menés par le Comte de Vaux. La bataille, qui s'est terminée le 9 mai, a malheureusement marqué la fin de l'Indépendance et le début de l'OCCUPATION ILLÉGALE DE LA FRANCE !!! Oui, la Corse a perdu son indépendance, mais seulement sur le papier, car dans l'esprit, ils n'ont jamais été domptés ! Jamais ils ne se sont agenouillés et jamais ils ne le feront dans les années à venir !
​Certes, après 260 ans d'Occupation et de colonisation, certains effets de cette manœuvre coloniale "inconsidérée" se font remarquer dans la mesure où le français est devenu la langue maternelle de nombreux insulaires, mais cela n'enlève rien au fait que les Corses NE SONT PAS FRANÇAIS ET NE LE SERONT JAMAIS ! LES CORSES SONT CORSES ET MOURRONT EN TANT QUE TELS ! Ainsi, peu importe pendant combien d'années la France s'illusionnera de gouverner le peuple corse... Bientôt, la vengeance de Paoli se manifestera comme jamais auparavant.
​L'autre jour, nous avons rappelé la naissance du FLNC, son action et ses 50 ans de dures et grandes batailles. Nous avons rappelé ce maudit 5 mai où, par une décision malsaine (sur fond économique et de "mauvaise administration"), s'est produit l'effondrement de la tribune Nord de Furiani, entraînant la mort de 19 personnes ! Bref, le point est le suivant : peu importe combien de fois un peuple peut tomber, peu importe combien de fois il a dû souffrir pour atteindre des résultats, l'important est qu'il reste "COHÉRENT" ! "COHÉRENT ET UNI JUSQU'À LA VICTOIRE ET JUSQU'À LA LIBÉRATION !"
​Corsica Viva - L'Eco del Tirreno souhaite à tous les Corses de bons auspices et beaucoup de solidarité pour la résilience et pour les dures épreuves qu'ils ont su démontrer surmonter au cours de ces derniers siècles.

​VIVA CORSICA NAZIONE
VIVA U POPULU CORSU
VIVA LA LIBERTÀ

​Corsica Viva - L'Eco del Tirreno

L' 8 Maggio è un giorno assai importante per il popolo corso e per tutti coloro che credono nell' autodeterminazione dei...
08/05/2026

L' 8 Maggio è un giorno assai importante per il popolo corso e per tutti coloro che credono nell' autodeterminazione dei popoli, nella libertà di governare in casa propria professando le proprie tradizioni senza chiedere "permesso" a nessuno! Ma soprattutto per coloro che vogliono esseri liberi di comunicare e pensare con la lingua dei propri "Avi", senza VERGOGNA e senza sentirsi in COLPA verso nessuno e tanto meno verso un governo straniero che invade la tua casa.
Uno straniero che ti dice che da oggi "tu, non sei piu tu!" Uno straniero che ti da un altro nome, un' altra lingua e un' altra bandiera!

Beh, oggi è la ricorrenza della battaglia di "Ponte Novu", dove, tra l' 8 e il 9 Maggio del 1769, gli indipendentisti, guidati dal Generale Pasquale Paoli "U Babbu di a Patria", combatterono con estremo sacrificio e grande senso dell' onore e di LIBERTA', contro i granadieri francesi di Luigi XV guidati dal Conte di Vaux. La battaglia, terminata il 9 Maggio segnò purtroppo la fine dell' Indipendenza e l' iniziò dell' OCCUPAZIONE ILLEGALE DELLA FRANCIA!!!
Si, La Corsica p***e la sua indipendenza ma solo sulla carta, perchè nello spirito, mai furono domi! mai s' inginocchiarono e mai lo fecero negli anni a ve**re!

Certo, dopo 260 di Occupazione e colonizzazione, alcuni effetti di tale "sconsiderata" manovra coloniale, si possono notare in quanto il francese è divenuta la lingua madre di molti isolani, ma ciò non toglie che i corsi NON SONO FRANCESI E MAI LO SARANNO!
I CORSI SONO CORSI E MORIRANNO TALI! Quindi, non importa per quanti anni la Francia, si illuderà di governare il popolo corso.. Presto la vendetta di Paoli si manifesterà come non mai.

L' altro giorno abbiamo ricordato la nascità del' FLNC, del suo operato e i suoi 50 Anni di dure e grandi battaglie. Abbiamo ricordato quel maledetto 5 Maggio dove, per una malsana decisione (di sfondo economico e di "mala-amministrazione"), portò il crollo della tribuna Nord di Furiani portando alla morte 19 persone!
Insomma, il punto è:
non importa quante volte puo cadere un popolo, non importa quante volte ha dovuto soffrire per raggiungere dei risultati, l' importante è che resti "COESO"!
"COESO E UNITO FINO ALLA VITTORIA E FINO ALLA LIBERAZIONE!

Corsica Viva - L' Eco del Tirreno augurà a tutti i corsi un buon auspicio e tanta solidarietà per la resilienza e per le dure prove che ha saputo dimostrare di superare in questi ultimi secoli.

VIVA CORSICA NAZIONE
VIVA U POPULU CORSU E
VIVA LA LIBERTA'

Corsica Viva - L' Eco del Tirreno

Sè tù passi pè isse sponde
Pensa à salutà la croce
Qui sò cascati ’antichi
Cantendu à alta voce
Pè difende a libertai
Contr’à u francese feroce.

Il 5 maggio del 1976 segna una "divisione" definitiva nella storia contemporanea della Corsica. Quella notte non nacque ...
05/05/2026

Il 5 maggio del 1976 segna una "divisione" definitiva nella storia contemporanea della Corsica. Quella notte non nacque solo una sigla, ma un nuova metodologia e paradigma del conflitto tra l'isola e lo Stato francese:

Il termine che ne derivò fuori fu magnifico e leggendario"! ovvero:
Le "Notte Blu"... Il "Big Bang" del FLNC​ 🧨​

​Nella notte tra il 4 e il 5 di maggio del 1976, la Corsica fu scossa da una serie coordinata di esplosioni. Fu l'esordio del "Front de Libération Nationale de la Corse (FLNC)", o meglio:
FRONTU DI LIBERAZIONE NAZIUNALISTA CORSU, nato dalla fusione del "Fronte Paesanu Corsu di Liberazione (FPCL)" e di "Ghjustizia Paolina".

​Le Operazioni:
In poche ore vennero portati a termine circa 20 attentati dinamitardi
(da qui derivante il termine "Notti Blu" per via delle esplosioni simultanee ").
​Gli Obiettivi non furono civili, ma i simboli di quello che l'organizzazione definiva "colonialismo francese":
- uffici pubblici - caserme della Gendarmeria - depositi fiscali a Bastia, Ajaccio, Porto Vecchio e Corte.
​Fu fatto esplodere anche un aereo della compagnia Air France all'aeroporto di Ajaccio a scopo puramente simbolico.

Il Manifesto del 1976: Le Rivendicazioni
(sotto le foto dei tre manifesti postati, troverete la traduzione in didascalia):

​Contemporaneamente alle bombe, vennero distribuiti volantini con il "manifesto" del fronte, che si articolava su punti precisi:
1. Diritto all'autodeterminazione e indipendenza nazionale.
2. Riconoscimento del popolo corso (negato dalla Costituzione francese).
3. De-colonialismo: espulsione dei "coloni" francesi e controllo delle terre (lotta contro la speculazione edilizia sulle coste).
4. Ufficialità della lingua corsa

Operazioni e Strategie (1976 - anni 2000)​
​Da quella notte, l'attività del FLNC non si è mai fermata, attraversando diverse fasi:

​Anni '70 - '80: La Lotta di Liberazione
Le "Notti Blu" divennero un appuntamento ricorrente (anche centinaia di esplosioni in una sola notte).
L'obiettivo era rendere "costosa" la presenza francese in Corsica.

​1982: Lo Stato francese concede uno "Statuto Particolare", ma per il FLNC è insufficiente. La violenza sale di intensità.

​Anni '90: La Guerra Fratricida
Il periodo più buio. Il fronte si spacca (Canale Storico vs Canale Abituale).
Iniziano gli scontri interni tra patrioti che causano decine di morti.
È il momento in cui l'ideale si sporca con il controllo del territorio e dei racket.

​1998: L'Omicidio Érignac (sulla pagina in un Post, vi ho lasciato un Film su Netflix da vedere assolutamente, che racconta proprio di questo periodo storico, ovvero "Gli Anonimi", anche se vi potrà sembrare non del tutto veritiero, comunque è sempre utile per capire quanta tensione si respirasse)

detto questo, continuiamo...
..Sebbene non rivendicato ufficialmente dall'FLNC (ma da un gruppo scissionista legato ad esso), l'assassinio del Prefetto Claude Érignac segna il punto di non ritorno e scatena una repressione durissima da parte di Parigi.

La Strategia dei Beni, non delle Persone
​Il FLNC ha sempre dichiarato (pur con drammatiche eccezioni) di voler colpire i beni materiali (immobili, banche, infrastrutture turistiche) per sabotare l'economia coloniale, evitando di colpire fisicamente i civili, politica ribadita in quasi tutti i loro comunicati ufficiali. E marcie di solidarietà per il prefetto, furono fatte o nate spontaneamente dalla gente, marciando a passo funebre e indignati, per le strade delle città corse.

La fine della lotta armata (2014) e la rinascita

​2014: L'FLNC annuncia ufficialmente la deposizione delle armi per favorire il processo politico.

​Oggi: Negli ultimi anni (2021-2023), nuove sigle che richiamano l'FLNC sono riemerse, citando la mancata attuazione degli accordi sull'autonomia e la continua pressione demografica francese sull'isola.

"A LIBERTA' O A MORTE"
Questo è lo slogan che dal 1976 chiude ogni loro comunicato, un richiamo diretto alle rivoluzioni del passato e all'anima di un'isola che non ha mai smesso di sentirsi nazione.

Corsica Viva - L' Eco del Tirreno

Eccolo qui! il 5 MAGGIO!!! Una data non importante per l'Isola ma IMPORTANTISSIMA!!!Oggi, oltre la nascita del "FLNC" ch...
05/05/2026

Eccolo qui! il 5 MAGGIO!!! Una data non importante per l'Isola ma IMPORTANTISSIMA!!!
Oggi, oltre la nascita del "FLNC" che parleremo nel prossimo post che arriverà dopo di questo, vi è una ricorrenza assai dolorosa.

La Catastrofe di Furiani

Tutto iniziò Il 5 Maggio del 1992 durante la semifinale della coppa di Francia tra lo Sporting Club Bastia e l' Olympique de Marseille (all' epoca la piu forte di Europa!).

Per ospitare l' evento e l' aflusso di tifosi, la dirigenza decise di demolire la vecchia tribuna Nord e costruire al suo posto una tribuna provvisoria di metallo in tempi record ovvero in soli 8 giorni.

pochi minuti prima del calcio d' inizio, la parete superiore della struttura metallica alta quanto un palazzo di sei piani con 10.000 spettatori, oscillò violentamente, crollando su se stessa causando, purtroppo, la morte di 19 persone e 2.300 feriti.

Corsica Viva si stringe oggi ai parenti, gli amici e conoscenti di tutte le vittime del tragico disastro.

Corsica Viva - L' Eco del Tirreno

TRADUZIONE DEL POST DELLA PAGINA:Pour que la france ne nous vole pas notre identitéPiccola Premessa:Di solito le traduzi...
03/05/2026

TRADUZIONE DEL POST DELLA PAGINA:
Pour que la france ne nous vole pas notre identité

Piccola Premessa:
Di solito le traduzioni automatiche non rendono giustizia ai post di lingua straniera, come nel caso di adesso con il francese, lingua dei nostri "amatissimi" cugini d'oltre alpe 😁😉.
Quindi abbiam pensato che, dato che è un post scritto da veri corsi che parla di una situazione, o meglio "della situazione" sulla Corsica attuale, valeva assolutamente la pena di dedicarci un post. Che aiuta sicuramente a far capire chi, non vive e non conosce l'isola, l'anima, lo spirito e la grandezza dei corsi e della Corsica stessa.

"Il popolo Corso sembra disunito oggi?"

​1. Politicamente
​Esistono diverse sensibilità: autonomisti, indipendentisti, nazionalisti moderati, non-nazionalisti... Non tutti vedono il futuro della Corsica allo stesso modo.

​2. Socialmente e generazionalmente
• ​Gli anziani hanno conosciuto una Corsica diversa, più rurale, più unita.
• ​I giovani vivono su un'isola più moderna e connessa, ma anche più fragile economicamente. Questo crea talvolta un divario di visione.

​3. Economicamente
​Il costo della vita, la difficoltà nel trovare alloggio, la mancanza di opportunità stabili... tutto ciò tende la società e divide le priorità.

​4. Sulla difesa dell'identità
​Molti vogliono difendere la lingua, la cultura, la terra.
Ma non c'è sempre accordo su come farlo:
• ​Servono leggi specifiche?
• ​Bisogna essere più fermi o più aperti?
• ​Bisogna puntare sulla lingua o sull'economia?

​Nonostante tutto, resta qualcosa di solido:
Quando c'è un dramma, un'ingiustizia, o quando la Corsica viene colpita, i corsi si stringono immediatamente l'un l'altro. L'unità si vede meno nel quotidiano, ma riappare subito quando è in gioco l'essenziale. È un popolo che litiga, ma che non si abbandona mai.

"​Da dove vengono le divisioni tra i Corsi?"
​A) La storia
La Corsica è sempre stata un luogo di resistenza, ma anche di dibattiti interni. Fin dai tempi di Paoli, ci sono stati diversi filoni: più aperti, più conservatori, più radicali, più diplomatici... Questa diversità esiste ancora.
​B) La politica moderna
Con autonomisti, indipendentisti, moderati e chi vuole restare nel sistema attuale... inevitabilmente le visioni si scontrano.
​C) I problemi economici
Il costo degli alloggi, i salari bassi, il lavoro stagionale, la difficoltà nel trovare un contratto a tempo indeterminato (CDI)... Tutto ciò crea frustrazione e talvolta oppone gli interessi degli uni a quelli degli altri.
​D) Il rapporto con la tradizione

Alcuni vogliono preservare rigorosamente le tradizioni e la lingua. Altri vogliono modernizzare, aprire, mescolare. Due sensibilità che non si annullano, ma che a volte si urtano.

"​Come potrebbero ridursi queste divisioni?"
​A) Una vera politica per la lingua corsa
Se tutti parlassero la lingua, l'unità si rafforzerebbe naturalmente. È uno dei punti di forza più potenti.
​B) Più lavoro stabile sull'isola
Se i giovani possono restare e costruire la propria vita qui, si allentano enormemente le tensioni.
​C) Un progetto comune chiaro
A prescindere dalla sensibilità politica, ciò che avvicina i corsi è la volontà di proteggere: la terra, la cultura, i paesaggi, la dignità. Un progetto comune che unisca riduce i litigi.
​D) Meno rivalità interne
La divisione indebolisce sempre un popolo. Quando ognuno accetta che gli altri abbiano una visione diversa, ma lo stesso amore per la Corsica, l'unità diventa più forte.

"​I Corsi sono più uniti di prima?"
​Sì e no.
​Più uniti su certi punti
​Oggi, la maggior parte dei corsi concorda su basi solide:
• ​La protezione della terra.
• ​La lotta contro la speculazione.
• ​Il rispetto della cultura e dell'identità.
• ​La necessità di preservare la lingua. Su questi temi c'è una vera coscienza collettiva, più che in passato.
​Meno uniti su altri
• ​I dibattiti politici sono diventati più divisi.
• ​Esistono ancora alcune rivalità locali (villaggi, clan, movimenti).
• ​I giovani e gli anziani non vedono sempre le cose allo stesso modo.
​Quindi l'unità esiste, ma non è totale. È un popolo forte, ma che si esprime molto, il che può dare l'impressione di divisione.

"​Come l'esterno influenza l'unità del popolo"
​A) L'economia esterna
L'isola dipende molto dalla Francia: importazioni, turismo, lavori stagionali. Questo crea talvolta un senso di ingiustizia e rafforza certe prese di posizione.
​B) La pressione immobiliare
I prezzi che arrivano dall'esterno dividono:
• ​Alcuni vogliono più fermezza per proteggere le terre.
• ​Altri pensano che bisogna restare aperti per far girare l'economia.
​C) Lo sguardo rivolto verso i Corsi
Quando la Corsica viene criticata dall'esterno, spesso questo rafforza l'unità interna. I corsi si compattano subito di fronte a quello che percepiscono come una mancanza di rispetto.
​D) Le influenze culturali
Internet, i social, le nuove mode... Questo avvicina i giovani al resto del mondo, ma può anche allontanarli da certe tradizioni, creando un divario con gli anziani.

"​Cosa potrebbe cambiare davvero la situazione?"
​A) Una politica forte per l'alloggio
Prezzi contenuti, terreni protetti e priorità ai residenti. È forse QUESTA la chiave più importante.
​B) La rinascita della lingua
Se un'intera generazione parla e vive in corso, si crea automaticamente un popolo più solido. La lingua è il cemento.
​C) Uno sviluppo economico equilibrato
Meno precarietà stagionale, più mestieri stabili: agricoltura, digitale, servizi, ambiente... Un popolo che può vivere a casa propria è un popolo più calmo, più unito.
​D) Una visione comune
Non c'è bisogno di essere tutti d'accordo politicamente.
Ma un obiettivo condiviso come:
"Proteggere la Corsica e permettere ai corsi di vivere qui dignitosamente" unisce tutti quanti.

Foto e Post:
ripresa dalla pagina
"Pour que la france ne nous vole pas notre identité"

Un grazie a voi
Corsica Viva - L' Eco del Tirreno

L’IDENTITÀ DI UNA NAZIONE: SALVATORE VIALE E LA FORZA DELLA LINGUA CORSA ​Spesso si sente parlare della lingua corsa con...
03/05/2026

L’IDENTITÀ DI UNA NAZIONE:
SALVATORE VIALE E LA FORZA DELLA LINGUA CORSA

​Spesso si sente parlare della lingua corsa con superficialità, come se fosse solo un riflesso di altre culture o un semplice dialetto senza storia. Per rispondere a chi non conosce la realtà dei fatti, non servono polemiche, ma prove concrete. E la prova più importante ha un nome: SALVATORE VIALE

​Chi era Salvatore Viale?
​Salvatore Viale (Bastia, 1787–1861) è il padre della letteratura corsa.
Era un uomo di legge e un grande studioso, rispettato persino dall'Accademia della Crusca in Italia. In un'epoca in cui la Corsica stava cambiando, Viale capì che per difendere l'anima dell'isola bisognava scriverne la storia e le tradizioni, dando alla lingua del popolo la stessa importanza delle grandi lingue europee.

​Il carattere dei corsi: "L' ANIMA GUERRIERA"
​Nella sua opera più famosa, A Dionomachia (1817), Viale descrive perfettamente come sono fatti i corsi:
persone schiette, coraggiose e che non amano ricevere ordini da nessuno.
Anche se ha scritto questi versi in un italiano elegante, il messaggio è chiarissimo:
LA CORSICA HA UN' IDENTITÀ PROPRIA E FIERA!.

​Ecco un pezzo fondamentale dell'opera:

​"Voi non sapete che la gente corsa
ha il core in mano e la parola in bocca;
non è come la volpe o come l’orsa,
che morde e sgraffia chiunque la tocca;
ma è schietta e generosa, e nella borsa
non tien la chiave, e se il bisogno scocca,
dà tutto il suo; né mai di forestiero
chiuse la porta al desinare o al pero.
​È gente che se s’ama, s’ama fiso;
se s’odia, s’odia a morte, e non s’infinge;
porta il cor sulla fronte e nel sorriso,
e la parola il pensier vero dipinge.
Non sa di cortigian l’arti e l’avviso,
né per timor la libertà restringe;
ama la patria, e per la patria è pronta
a far di sangue ogni nemica impronta.
​Ella sdegna le leggi, e non le cura,
se non son fatte per il proprio bene;
vive nel suo costume, e la natura
guida ogni moto che nel sen ritiene.
È povera di beni, ma è sicura
di non portar di servitù catene;
e se la vedi in vista un po’ severa,
è perché in petto ha l’anima guerriera."

​La lingua corsa: molto più di un dialetto

​Viale fece anche una cosa rivoluzionaria:
raccolse i canti che la gente dell'isola si tramandava a voce da secoli e li pubblicò in lingua corsa originale. Dimostrò così che il corso non era un "italiano parlato male", ma una lingua vera, capace di esprimere dolore e sentimenti profondi.
​Nel celebre "Vocero di Niolo", il lamento di una sorella per il fratello, la lingua corsa mostra tutta la sua potenza:

​"Aju da fa l’ultimu sforzu,
Pa cantà la me’ delizia,
Chì m’anu spentu lu sole,
È m’anu fattu un’ingiustizia;
M’anu tombu u mo’ fratellu,
È m’anu messu in la tristizia.
​Oh! quantu era bellu in piazza,
Cù lu so’ fucile in manu!
Pareva un veru liò,
Quand’ellu andava in lu pianu;
Ognunu chì lu guardava,
Dicia: «Chì bellu cristianu!»
​Avia l’ochji di culore,
È la barba ricciuluta;
Quand’ellu parlava ellu,
La ghjente stava muta;
Oghje la sorte hè cambiata,
È la me’ gioia hè perduta.
​Lu mo’ caru fratellucciu,
Quale hè chì t’ha fattu male?
Chì t’ha tiratu lu colpu,
È t’ha fattu lu funale?
Oh! chì la so’ manu sia
Di piombu è di focu fatale!
​Avà ti portanu in chjesa,
In quella cascia di legnu;
Ti portanu à lu sepulcru,
In quellu locu di sdegnu;
Ma la to’ memoria cara,
In lu mo’ core ha lu so’ regnu.
​Addiu, caru fratellucciu,
Fiore di la me’ speranza;
Lu to’ sangue grida vendetta,
È ne faremu l’abbastanza;
Fin chì campu in issu mondu,
Un n’averaghju altra usanza."

​In conclusione
​Salvatore Viale ci insegna che l'identità di un popolo non si discute: si vive e si protegge.
La Corsica ha sempre avuto la sua voce e la sua dignità. Chi prova a sminuire la cultura corsa o la sua lingua, semplicemente non conosce la ricchezza della sua storia letteraria.

Di Redazione Corsica Viva - L' Eco del Tirreno

01/05/2026

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