Incultura

Incultura E-zine dell'Istituto di formazione SIEB (Seminari Internazionali Eric Berne) con sedi in Italia e Spagna

A vent’anni dalla sua scomparsa, una biografia ripercorre le gesta e la personalità complessa di Ambrogio Fogar, figura ...
15/06/2026

A vent’anni dalla sua scomparsa, una biografia ripercorre le gesta e la personalità complessa di Ambrogio Fogar, figura che ha incarnato lo spirito di avventura e la sete di conoscenza in un’epoca di grandi cambiamenti. Velista ed esploratore nonché conduttore televisivo nel 1984, di “Jonathan – Dimensione Avventura”, una trasmissione che influenzò le seguenti stimolando il desiderio di viaggiare e conoscere in tanti giovani di allora.
Fogar è stato molto più di un semplice esploratore: è stato un simbolo di audacia, di libertà e di voglia di vivere. Lorenzo Grossi, con il suo libro “Ambrogio Fogar. Le mille straordinarie vite dell’ultimo grande sognatore” (Infinito Edizioni, 2025), ci parla di libertà e di un Ulisse insaziabile. Il “supereroe in carne e ossa”, come disse l’amico Guido Meda, è legato ad una impresa in particolare: il giro del mondo in solitario compiuto nel 1974 a bordo del “Surprise”; il secondo uomo in assoluto a portarlo a termine da Est a Ovest, ovvero contro le correnti e i venti dominanti.

CI SCRIVE UNA LETTRICE PUGLIESE, GIOVANE DONNA DI 26 anni con esperienze in Olanda, le sue spontanee riflessioni sul con...
11/06/2026

CI SCRIVE UNA LETTRICE PUGLIESE, GIOVANE DONNA DI 26 anni con esperienze in Olanda, le sue spontanee riflessioni sul concetto di libertà e su come abbia dovuto reinterpretare tale concetto crescendo in un clima di antagonismi acritici. Ha intitolato la sua lettera IL PENSIERO (a)CRITICO e così la riproponiamo

Gentile Direttore,
in un periodo storico come questo nel quale chiunque si prende lo spazio di parole senza porre alcuna attenzione alle modalità e alle parole, gradirei approfondire proprio il concetto di libertà. Ci stavo pensando tra me e me in questi giorni poi ho impugnato la penna (in realtà mi sono messa a digitare).
Fino ai 20 anni ho vissuto in una condizione apparentemente idilliaca: in qualsiasi confronto ho sempre saputo da che parte stare, fiera di dimostrare la mia coerenza.
Frequentavo il liceo artistico, un luogo che si distingueva dagli altri istituti per molti aspetti e dove la libertà d’espressione assumeva le forme più disparate e dove tutti si auto-dichiaravano, ossessivamente, promotori della diversità.
Finendo poi per essere fatti con lo stampino.
Dopo aver lasciato quelle mura punti di vista non aderenti alle regole a me familiari hanno messo in dubbio le mie certezze. Il velo di Maya è stato dunque squarciato: l’uomo nutre un esistenziale desiderio di appartenenza che muta a
seconda dell’età, del luogo in cui vive, del contesto socio-familiare e oggi anche dei media.
Cosa serve allora per far parte di qualcosa?
Sicuramente delle somiglianze: una o più caratteristiche che accomunano degli individui. Queste possono essere di varia natura: particolarità fisiche, caratteriali o ideologiche. Ed è proprio qui che la questione si complica.
Quando più persone credono nelle stesse idee non si accontentano semplicemente di gioire di questa comunanza. Creano delle strutture gerarchizzate che trasformano le somiglianze in delle sorte di requisiti di ammissione al gruppo e regole su cui basano la propria vita.
Estremizzazione di tale comportamento sono gli "-ismi", movimenti nati essenzialmente da disagi di natura ideologica ed emotiva che, attraverso il loro Manifesto, raccontano una sola verità evitando la grande fatica di ricercarla sempre altrove. "Femminismo", "sessismo", "maschilismo", "razzismo", "ambientalismo", "complottismo", "qualunquismo", "comunismo", "fascismo" "opinionismo" e via dicendo.
Ecco IL PENSIERO (A)CRITICO
Che fine ha fatto, dunque, il senso della misura? Il "in medio stat virtus"dei latini.
Nessuno è più in grado di analizzare i contesti e tutti parlano per partito preso. E intendo nel senso letterale del termine. Di fatto i temi spinosi, utilizzati strategicamente per indirizzare il dibattito odierno, governano il nostro vocabolario che, nel frattempo, si è impoverito e ha inaridito le argomentazioni.
La regola principale di questo subdolo gioco è una: organizzare l’opinione pubblica in fazioni diametralmente opposte come guelfi-ghibellini, interisti-milanisti, eliminando tutte quelle correnti moderate che, consapevoli della complessità della realtà, trovano il giusto nel mezzo, nel saper mediare. Una guerra, soprattutto ideologica, è più facile da combattere quando gli
schieramenti son due.
Ho potuto infatti constatare che il meccanismo funziona così: a seconda del vocabolo che decidi di utilizzare durante un discorso articolato, ti sarà "democraticamente" imposto un colore politico il quale sarà l’unico elemento considerato per definirti come persona.
Proviamo a vedere se sono stata chiara.
Se dico famiglia? Bravi, sono di destra!
Se dico patriarcato? Questa è facile, sono di sinistra!
Se dico tradizioni? Ambigua ma più tendente a destra..
Potrebbe sembrare una citazione di Gaber ma, a quanto pare, noi e il famoso "Signor G" stiamo semplicemente vivendo un simile stallo sociale in un periodo storico differente. A dire il vero quasi tutta la discografia di Gaber si sovrappone perfettamente ai nostri tempi.
Alleniamo quindi il pensiero critico (non ipercritico) e facciamo lo sforzo di ricercare sempre la verità senza accontentarci delle informazioni che ci vengono offerte dai mezzi più veloc e pressanti, come social media e televisione. La società è attualmente affetta da una resistente malattia sistemica che riguarda la libertà, la quale viene confusa con il diritto di poter fare e dire tutto ciò che si vuole senza limiti né conseguenze.
In ogni nazione, in periodi storici differenti e per motivazione varie, gli uomini hanno faticato per conquistare i propri diritti. Le generazioni venute dopo hanno beneficiato di quelle conquiste ignorando i contesti che le hanno generate.
Ne sono un esempio le relazioni sentimentali odierne. Noto infatti attorno a me una forte precarietà data dall’assenza di rispetto che l’uno dovrebbe all'altro e che genera una sfiancante e incoerente gara di potere tra uomo e donna.
Se è vero che gli anni 60 e il movimento del femminismo hanno generato conquiste e una certa libertà laddove la donna non ne aveva, oggi quella libertà d’azione in quanto partecipanti alla società si è trasformata talora in individualismo sfrenato e talvolta in opportunismo. Non è mio intento fare una lezione di storia, tantomeno corrisponde alle mie competenze, ma vorrei fare una riflessione in quanto donna e osservatrice.
Per anni si è lottato contro la visione della donna come mero ruolo materno e riproduttivo rivendicando la libertà di lavoro e di indipendenza. Lotta nata in una società diversa da quella attuale dove si pretendeva che la donna fosse esclusivamente la custode del focolare rinunciando a qualsiasi altra forma di affermazione di sé. Oggi fortunatamente la situazione è cambiata e le donne
sono più libere di scegliere il proprio destino indipendentemente dalla figura maschile. Spesso però, l’urgenza di poter rivendicare l’autodeterminazione porta molte donne a delegittimare la figura maschile del proprio valore: “Non ho bisogno di un uomo, mi basto da sola” “Gli uomini senza le donne non sono niente”. Come se, nel XXI secolo, non fossimo in grado di accettare la cordialità della complementarietà e la tenerezza di condividere la propria vita con un partner.
Non è negli slogan che ci ripetono negli schermi che troviamo il rispetto per noi stesse. Dobbiamo saper andare oltre quello, la società si aspetta da noi donne perchè ieri, oggi e domani non hanno mai la stessa forma ma noi si.
Ringraziando per l’attenzione, le porgo i miei più cordiali saluti.
Enza Palumbo

05/06/2026

Zelensky scrive a Putin: «Incontriamoci e finiamo questa guerra». Lo zar: «Venga a Mosca quando vuole». Trump: «Sarebbe bello se si incontrassero»
LUPUS IN FABULA (o LUPI?)

LETTERA DEL PRESIDENTE SIEB PER I 30 ANNI COMPIUTI DALL'ISTITUTO SIEB. IN ARRIVO EVENTI CELEBRATIVI, CULTURALI ED EDITOR...
05/06/2026

LETTERA DEL PRESIDENTE SIEB PER I 30 ANNI COMPIUTI DALL'ISTITUTO SIEB. IN ARRIVO EVENTI CELEBRATIVI, CULTURALI ED EDITORIALI.

Trani, 5 Giugno 2026.

Cari Amici, Soci, e simpatizzanti,
colgo l’occasione per salutarVi tutti e ringraziarVi per l’apporto diversificato che ognuno di Voi ha apportato all’Istituto e/o alla e-zine INCULTURA.

Il 18 ottobre 2026 cade il trentennale della fondazione del SIEB. Abbiamo preso atto con soddisfazione di tale traguardo ed abbiamo programmato una serie di iniziative coi Soci operanti nella Redazione di INCULTURA:

- edizione di FOTOLIBRO con storia per immagini del SIEB dalla fondazione;

- pubblicazione in cartaceo e formato elettronico degli ATTI del SIMPOSIO SU Intelligenza Artificiale (edizione 2) che si è svolto con successo il 16 Maggio u.s. dopo l’espletamento dell’annuale e tradizionale Corso 101 sulla Comunicazione Berniana;

- celebrazione mediatica su INCULTURA (che il 17 Novembre 2026 celebra 23 anni di Reg. testata ma in realtà nasce nel 2000 ed ha 26 anni di attività) ed eco su pagina FB e X ecc;

- progetto FOTOANTIQUA rivolto alle generazioni digitaliche: mostra di apparecchiature fotografiche d’epoca dalle analogiche alle digitaliche (luogo in definizione) e storia delle immagini fissate dalla nascita della fotografia (200 anni): è infatti del 1826 la prima foto della storia allorchè il francese Joseph Nicéphore Niépce catturò fotochimicamte la prima immagina permanente (un'eliografia), immortalando una veduta dalla sua finestra a Le Gras; si rifletta, ci vollero circa 8 ore di esposizione alla luce

-comunicazione del nuovo Consiglio Direttivo SIEB (dopo modifiche statutarie d’obbligo cui provvederà l’attuale CD in carica).

Seguiranno - come da lavori del Comitato di Redazione INCULTURA - iniziative culturali e formative in Trani, a partire dal mese di Novembre c.a. (titolo provvisorio dell’evento commemorativo: La Memoria del Futuro); a seguire programmazione e calendario laboratori SIEB da Febbraio 2027 con argomenti topici (analisi dei giochi berniani, analisi dei giochi e copioni aziendali, comunicazione empatica, emozioni e meditazione mindfullness, decontaminazione, criminologia, antropologia ecologica ecc).

Dunque ci aspettano molte possibilità di incontro. A presto

Il Presidente e direttore didattico dr Achille Miglionico

Allora 🇮🇹
02/06/2026

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Grande ITALIA Grande PRESIDENTE 🇮🇹
02/06/2026

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02/06/2026

🇮🇹Oggi 2 giugno, 80esimo anniversario della Repubblica, l'anniversario del referendum che sancì la democrazia parlamentare🇮🇹�🇮🇹A Roma la tradizionale parata militare tradizionale lungo via dei Fori Imperiali e il sorvolo delle Frecce Tricolori🇮🇹🇮🇹🇮🇹�🇮🇹Via alle 9,10 con l'uscita di Mattarella dal Quirinale con il corteo presidenziale🇮🇹

Illuminante intervista su come sia cambiata la guerra e su come difendersi dagli aggressori con il minimo sforzo economi...
01/06/2026

Illuminante intervista su come sia cambiata la guerra e su come difendersi dagli aggressori con il minimo sforzo economico per il massimo risultato difensivo e deterrente.

Mikhail Kokorich, il patron di Destinus: «Dal fronte ai sistemi di difesa, questo conflitto cambia tutto. Per me è una battaglia di valori»

30/05/2026

Grande Federico II

Indirizzo

Corso Matteo Renato Imbriani 103/a
Trani
76125

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