10/09/2026
QUANDO L’INVIDIA POLITICA DIVENTA “LA QUALUNQUE”
Dalla manifestazione scolastica ai condizionatori: pur di attaccare il Sindaco, tutto diventa un pretesto
Pierfranco Bruni, nel suo articolo dedicato al “pensiero deriso” delle ideologie, offre una chiave di lettura severa ma illuminante: esiste un’invidia che non aspira a migliorarsi, ma desidera soltanto impedire all’altro di riuscire. «Non vuole salire: vuole che l’altro cada».
Esiste, infatti, anche un’invidia politica: l’incapacità di riconoscere un risultato, un’iniziativa o persino un normale gesto istituzionale, perché ammetterne il valore significherebbe mettere in discussione la narrazione costruita contro chi amministra.
È ciò che sta accadendo da troppo tempo a Trinitapoli.
Una parte delle opposizioni, accompagnata dai consueti amplificatori del malcontento, non valuta più quello che viene fatto. Prima individua il bersaglio e poi cerca l’accusa da rivolgergli. Non conta il contenuto dell’iniziativa: conta che a promuoverla sia il sindaco Francesco Di Feo o la sua Amministrazione.
L’ultimo esempio è la polemica costruita intorno all’apertura dell’anno scolastico.
Prima della manifestazione avevano già emesso la sentenza: un “comizio”, una “passerella”, una “platea obbligata” di bambini, addirittura una sorta di adunata elettorale.
La manifestazione si è poi regolarmente svolta come un momento di festa, accoglienza e condivisione tra studenti, famiglie, docenti, dirigente scolastica, Amministrazione e comunità cittadina.
Non potendo più alimentare la polemica preventiva, hanno immediatamente cercato un nuovo argomento. Questa volta sono diventati protagonisti i condizionatori.
È stato estrapolato un breve passaggio dell’intervento del Sindaco e trasformato nell’ennesimo video sarcastico. Sono state scomodate la “sauna forzata”, le allucinazioni, i colpi di calore e persino la caricatura di “Cetto La Qualunque”.
Siamo passati da Cetto La Qualunque alla polemica sulla qualunque.
La cosa politicamente più singolare è che lo stesso gruppo rivendica di avere chiesto, oltre un anno fa, la climatizzazione delle aule scolastiche. Se quella proposta era giusta quando veniva formulata dall’opposizione, perché dovrebbe diventare improvvisamente ridicola quando il Sindaco manifesta la volontà di realizzarla?
Un’opposizione seria avrebbe potuto dire: “Bene, anche noi lo avevamo proposto; adesso vigileremo affinché venga realizzato”.
Invece no. Bisogna contemporaneamente rivendicare la paternità dell’idea e deridere chi si assume l’impegno di concretizzarla. Questo dimostra che il problema non sono i condizionatori, la programmazione o il benessere degli studenti. Il problema è sempre e soltanto Francesco Di Feo.
Naturalmente nessuno pensa di collocare letteralmente “un condizionatore per ogni bambino”. È una caricatura costruita attraverso un titolo volutamente deformante. Il significato dell’intervento era evidente: lavorare affinché le aule possano essere progressivamente dotate di adeguati sistemi di climatizzazione, assicurando condizioni migliori agli studenti e al personale scolastico.
Installare impianti negli edifici pubblici non significa comprare qualche apparecchio e appenderlo a una parete. Sono necessarie verifiche tecniche sulla capacità degli impianti elettrici, valutazioni energetiche, progettazione, individuazione delle risorse, procedure amministrative e coordinamento con le esigenze delle scuole.
L’Amministrazione affronterà anche questo obiettivo con atti concreti, programmazione e responsabilità. Non con i meme e neppure con le caricature.
La verità è che tanto clamore nasce dal fastidio prodotto dai risultati raggiunti dall’Amministrazione Di Feo.
Le scuole sono state rinnovate, sistemate e rese più accoglienti. Sono stati eseguiti lavori nelle aule e negli ambienti scolastici, interventi di muratura e opere per contrastare le infiltrazioni. È stata rifatta e sistemata la segnaletica orizzontale e verticale, con particolare attenzione alle strade e agli attraversamenti in prossimità dei plessi.
A tutto questo si aggiungono la cura del verde, la pulizia delle aree circostanti, le disinfestazioni e una maggiore attenzione alla sicurezza, alla visibilità e all’accessibilità degli ingressi scolastici.
Questi sono i fatti. Ed è proprio la forza dei fatti a generare insofferenza e rancore in chi rimane prigioniero della propria invidia politica.
Occorre ristabilire la verità anche rispetto al Liceo “Dell’Aquila-Staffa”, impropriamente utilizzato per costruire una contrapposizione con l’Istituto comprensivo.
Il sindaco Francesco Di Feo si è recato al Liceo ogni anno per incontrare e salutare gli studenti. Non lo ha fatto necessariamente durante il primo giorno di lezione, per comprensibili esigenze organizzative e di calendario. Sarà così anche quest’anno: il Sindaco visiterà regolarmente il Liceo in una giornata successiva.
Non esiste alcuna contrapposizione tra il Liceo e l’Istituto comprensivo. Esiste soltanto il tentativo dell’opposizione di inventarla, mettendo le scuole cittadine l’una contro l’altra pur di costruire una polemica.
Il meccanismo utilizzato è ormai evidente: se il Sindaco partecipa, cerca visibilità; se non partecipa, è distante. Se parla, fa un comizio; se tace, fugge. Se propone la climatizzazione delle aule, diventa Cetto La Qualunque; se non la propone, viene accusato di non avere ascoltato l’opposizione. Se interviene, fa propaganda; se non interviene, manca la programmazione.
Questa non è opposizione. È un sistema costruito affinché qualsiasi comportamento possa essere comunque condannato.
Fabbrica del Futuro non chiede applausi e non pretende silenzi. Chiede che il confronto avvenga sui fatti, sulle proposte e sui risultati. La critica è legittima e necessaria, ma utilizzare bambini, scuole e insegnanti per produrre quotidianamente sarcasmo e rancore non migliora la città.
Trinitapoli non ha bisogno di una politica che speri nella caduta dell’avversario. Ha bisogno di una politica capace di contribuire alla crescita della comunità.
Chi vuole contestare, contesti. Chi ritiene di avere idee migliori, le presenti. Ma chi rivendica una proposta non può deridere il Sindaco quando decide di raccoglierla e trasformarla in un impegno amministrativo.
Non è necessario applaudire Francesco Di Feo. Sarebbe però utile smettere di fischiare Trinitapoli ogni volta che prova a camminare.
FABBRICA DEL FUTURO