12/06/2026
𝗪𝗲𝗶𝘀𝘀𝗺𝗶𝗲𝘀, 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝗹𝗲𝗻𝗮 𝗯𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗩𝗮𝗹𝗹𝗲𝘀𝗲: 𝘂𝗻 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗱𝗮 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝗦𝗮𝗮𝘀𝘁𝗮𝗹 𝗲 𝗶𝗹 𝗦𝗲𝗺𝗽𝗶𝗼𝗻𝗲
Nelle Alpi Pennine svizzere, tra la valle di Saas e la valle del Sempione nel Canton Vallese, il Weissmies si staglia per oltre 500 metri al di sopra dei suoi vicini più prossimi, dominando il paesaggio con quella calotta sommitale interamente glaciale che i valligiani hanno sempre chiamato con un nome semplice e preciso. In dialetto vallesano "Weissmies" significa letteralmente "muschio bianco", e il nome racconta tutto: la vetta ghiacciata vista da lontano assomiglia a un manto biancastro che ricopre la roccia come una coltre organica. È la cima più elevata del cosiddetto trio del Sempione, che comprende anche il Lagginhorn e il Fletschhorn, e raggiunge i 4.023 metri di quota nella misura storica, scesi di recente a 4.017 a causa della fusione progressiva della calotta glaciale sommitale.
La prima ascensione avvenne nell'agosto del 1855 per opera delle guide locali Jakob Christian Häusser e Peter Josef Zurbriggen, che salirono per il Triftgrat, lo sperone sudoccidentale che costituisce ancora oggi la via normale. La conquista fu accompagnata da una polemica caratteristica dell'epoca: le guide che non avevano partecipato alla salita non credevano che la vetta fosse stata davvero raggiunta, finché non seguirono le orme dei due sulla neve e trovarono le tracce di chi era stato in cima prima di loro. La via normale è classificata PD, con pendenze sul ghiacciaio fino a 40 gradi, e permette di salire in giornata da Saas-Grund grazie alla funivia che porta fino a Hohsaas a 3.100 metri, riducendo il dislivello residuo a circa mille metri.
Dal punto di vista del panorama, pochi quattromila delle Alpi possono competere con ciò che il Weissmies offre dalla vetta. Lo sguardo spazia dal Lago Maggiore alla Capanna Margherita sul Monte Rosa, dalla catena del Mischabel con il Dom, il Täschhorn e il Nadelhorn, fino al Cervino e alle Graie dall'altro lato. L'itinerario alterna terreno pianeggiante, creste glaciali, crepacci e seracchi in un ambiente ad alta quota che non perdona gli errori ma regala a chi lo percorre con attenzione un'esperienza alpinistica difficile da dimenticare.
Credit foto 📷 Istragram busno_87