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𝗞𝟮 𝗱'𝗜𝗻𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼: 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹'𝗜𝗺𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗗𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗲𝗮𝗹𝘁àIl 16 gennaio 2021 ha segnato un momento indimenticabile nella storia d...
16/01/2026

𝗞𝟮 𝗱'𝗜𝗻𝘃𝗲𝗿𝗻𝗼: 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹'𝗜𝗺𝗽𝗼𝘀𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲 𝗗𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗥𝗲𝗮𝗹𝘁à

Il 16 gennaio 2021 ha segnato un momento indimenticabile nella storia dell'alpinismo mondiale. Dieci alpinisti nepalesi, guidati da Nirmal "Nims" Purja, hanno conquistato la vetta del K2 durante l'inverno, realizzando un'impresa che sembrava impossibile. Con questa salita è finalmente caduto l'ultimo baluardo: il K2 era infatti l'unica montagna sopra gli 8000 metri ancora inviolata nella stagione più spietata dell'anno, quella in cui il freddo e i venti superano ogni limite umano.Questa non era una sfida individuale, ma un capolavoro di collaborazione.

Alpinisti provenienti da diverse spedizioni hanno scelto di unire le forze, mettendo da parte competizioni personali per affrontare insieme condizioni estreme e ostacoli imprevisti. Alle 17:00 ora locale, quando i dieci uomini hanno toccato la vetta, hanno dimostrato che l'unità e la determinazione possono trasformare l'impossibile in realtà, che la montagna si conquista non da soli, ma insieme.Ma c'è un dettaglio che trasforma questa storia da epica a leggenda: Nirmal "Nims" Purja ha raggiunto il K2 senza ossigeno supplementare. Mentre i suoi compagni affrontavano la "zona della morte" con i supporti respiratori, Nims respirava l'aria a 8.611 metri dove l'ossigeno è solo un terzo rispetto al livello del mare sostenuto da una preparazione straordinaria e un'audacia fuori scala. Questo gesto ha aggiunto una dimensione nuova all'intera impresa, trasformando una conquista già eccezionale in una testimonianza dei veri limiti della resistenza umana.

L'impatto di quel 16 gennaio si estende ben oltre il semplice record. Per la prima volta, il mondo ha riconosciuto pienamente il ruolo decisivo dei climbers nepalesi nell'alpinismo contemporaneo. Non più supporto secondario, ma protagonisti assoluti: erano loro a guidare, loro a decidere, loro a scrivere una delle pagine più gloriose della storia delle montagne. Questa salita ha spazzato via vecchie gerarchie, ridisegnando il panorama dell'alpinismo mondiale.Il K2 d'inverno non è più un "impossibile" ma una nuova frontiera. Quel 16 gennaio ha insegnato una lezione semplice e profonda: i veri limiti non sono quelli che la montagna impone, ma quelli che decidiamo di accettare. Dieci uomini hanno guardato la montagna più temuta del pianeta negli occhi durante il suo periodo più letale e hanno scelto di vincere. E il mondo intero ha imparato da quella vittoria.

📸 Credit: Facebook Nirmal Purja

16/01/2026
Val di Funes 😍 😍 Credit foto 📸:
16/01/2026

Val di Funes 😍 😍
Credit foto 📸:

Le Tre Cime di Lavaredo 😍 Credit foto 📸: Vincenzo  Lofiego
16/01/2026

Le Tre Cime di Lavaredo 😍
Credit foto 📸: Vincenzo Lofiego

Il Rifugio Antermoia  😍😍Credit foto 📷  Perina Dalsaso
16/01/2026

Il Rifugio Antermoia 😍😍
Credit foto 📷 Perina Dalsaso

𝗩𝗮𝗹𝗮𝗻𝗴𝗮 𝗮 𝗜𝘀𝗰𝗵𝗴𝗹 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗱𝗮𝘁𝘀𝗰𝗵𝗴𝗿𝗮𝘁𝗯𝗮𝗵𝗻: 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮, 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼Una valanga a lastroni si è staccata...
16/01/2026

𝗩𝗮𝗹𝗮𝗻𝗴𝗮 𝗮 𝗜𝘀𝗰𝗵𝗴𝗹 𝘃𝗶𝗰𝗶𝗻𝗼 𝗮𝗹 𝗣𝗮𝗿𝗱𝗮𝘁𝘀𝗰𝗵𝗴𝗿𝗮𝘁𝗯𝗮𝗵𝗻: 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗮, 𝗿𝗶𝗰𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼

Una valanga a lastroni si è staccata nei pressi dell’impianto Pardatschgratbahn, a Ischgl, nel Tirolo austriaco. Le squadre di soccorso hanno recuperato questa mattina il corpo di una vittima, anche se il distacco sarebbe avvenuto con ogni probabilità nella giornata di ieri. Le ricerche proseguono per verificare se altri sciatori possano essere rimasti intrappolati sotto la neve: ore decisive, in cui ogni dettaglio conta.A rendere questa tragedia ancora più inquietante è il contesto in cui è maturata. In zona il pericolo valanghe era indicato a grado 3 su 5, “considerevole”: non il livello massimo, non un segnale di stop assoluto, ma quella fascia di rischio tipica dell’inverno alpino che molti frequentatori della montagna conoscono e, spesso, ritengono gestibile.

Eppure basta poco per far saltare l’equilibrio: vento in quota, temperature rigide, accumuli localizzati. La neve cambia in fretta, e non sempre ciò che “sembra ok” lo è davvero.La montagna, del resto, non aspetta il momento giusto. Non si adatta ai programmi, non premia la fretta, non negozia con l’esperienza. Ischgl è una località affermata, organizzata, frequentata da migliaia di persone ogni stagione, e proprio per questo l’idea che “qui è tutto sotto controllo” rischia di diventare una trappola mentale. Non è un’accusa alla sicurezza: è la natura stessa della montagna invernale, dove anche scenari noti possono trasformarsi in pochi istanti.

Mentre si attendono aggiornamenti e l’esito delle verifiche su eventuali altri coinvolti, resta una verità che torna, dura, ogni volta: il rischio non si elimina, si gestisce. Servono rispetto, preparazione, lettura attenta delle condizioni e la consapevolezza che il margine d’incertezza non sparisce mai. Per chi ama la montagna è una lezione difficile, ma necessaria: l’equilibrio tra passione e prudenza non è un dettaglio, è la differenza tra una giornata qualunque e una tragedia.

𝗟𝗶𝘀𝗮 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝘇𝘇𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗲 𝘃𝗼𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗼𝗱𝗶𝗼: 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗿𝗶𝗻𝘁 𝗱𝗶 𝗥𝘂𝗵𝗽𝗼𝗹𝗱𝗶𝗻𝗴, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗶 𝗽𝗼𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶La Coppa del ...
16/01/2026

𝗟𝗶𝘀𝗮 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗼𝘇𝘇𝗶 𝘁𝗼𝗿𝗻𝗮 𝗲 𝘃𝗼𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝗼𝗱𝗶𝗼: 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗽𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗽𝗿𝗶𝗻𝘁 𝗱𝗶 𝗥𝘂𝗵𝗽𝗼𝗹𝗱𝗶𝗻𝗴, 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗶𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗶 𝗽𝗼𝗱𝗶 𝘀𝘁𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶

La Coppa del Mondo di biathlon a Ruhpolding continua a sorridere all'Italia. Dopo il secondo posto straordinario della staffetta femminile di ieri, arriva un altro risultato di spessore: Lisa Vittozzi chiude al terzo posto nella sprint femminile di 7,5 km, confermandosi una delle atlete più importanti della stagione azzurra.La sappadina trentacinquenne ha disputato una gara quasi perfetta al poligono, chiudendo con il tempo di 19'21"4, a soli 11,7 secondi dalla vincitrice svedese Hanna Oeberg.

La francese Lou Jeanmonnot ha concluso al secondo posto, a 7,5 secondi. Per Vittozzi è stata una prova di grande velocità sia nella serie a terra che in quella in piedi, esattamente quello che serviva per rimanere in lotta con le migliori atlete del circuito mondiale.Il podio di Ruhpolding rappresenta un momento di particolare significato: è il quinto podio stagionale per Lisa, il secondo raggiunto a titolo individuale dopo la vittoria nell'inseguimento di Hochfilzen. Una ripartenza formidabile per chi, nei mesi scorsi, ha dovuto affrontare un'assenza lunghissima dalle competizioni. Rientrata con il brivido della vittoria a dicembre, Vittozzi sta dimostrando di essere tornata a pieno regime, compatta mentalmente e fisica mente competitiva.

In chiave classifica generale, Vittozzi continua a muoversi bene: è nona con 369 punti, mentre nella specialità della sprint occupa la settima posizione con 173 punti. Dorothea Wierer, l'altra azzurra in gara, ha chiuso invece al 17º posto, rimanendo comunque in corsa per l'inseguimento di domani.

Credit foto 📷 Italia Team

𝗗𝘂𝗲 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗩𝗮𝗹𝘀𝘂𝗴𝗮𝗻𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗦𝟰𝟳La Strada Statale 47 della Valsugana è tornata a esse...
16/01/2026

𝗗𝘂𝗲 𝗰𝗲𝗿𝘃𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗩𝗮𝗹𝘀𝘂𝗴𝗮𝗻𝗮: 𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗴𝗲𝗱𝗶𝗮 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗦𝟰𝟳

La Strada Statale 47 della Valsugana è tornata a essere teatro di una tragedia silenziosa. Due cervi sono stati investiti all’altezza dello svincolo per Barco: un incidente che, oltre il fatto in sé, racconta una storia più ampia e sempre più urgente, quella della convivenza difficile tra fauna selvatica e infrastrutture umane. I vigili del fuoco hanno ripulito la carreggiata, il Corpo forestale ha provveduto alla rimozione delle carcasse. Ma resta una domanda che torna ogni volta, identica e irrisolta: quanti altri animali continueranno a pagare il prezzo della nostra velocità?In montagna, gli incidenti con la fauna non sono episodi isolati né semplici fatalità. Sono il risultato di una realtà con cui stiamo facendo i conti solo ora: cervi, caprioli, orsi non riconoscono i confini che tracciamo su una mappa. Le loro rotte attraversano boschi, vallate e, inevitabilmente, le nostre strade.

Quando quel passaggio si incrocia con un’auto in movimento, l’esito è quasi sempre lo stesso: impatto, sofferenza, morte. La Valsugana non è un caso a parte: in tutto l’arco alpino episodi simili si moltiplicano stagione dopo stagione.Quello che colpisce, spesso, è la rapidità con cui questi eventi scivolano via. Un titolo di cronaca, poche righe al telegiornale, poi il silenzio. Eppure dietro ogni animale investito c’è una storia di dolore e c’è anche un segnale che riguarda tutti: un ecosistema che si frammenta, corridoi naturali interrotti, habitat sempre più compressi. Vigili del fuoco e Corpo forestale fanno il loro lavoro con puntualità, ma è un lavoro che, proprio per questo, sono costretti a ripetere troppo spesso.

La domanda, allora, non dovrebbe fermarsi a “cosa è successo?”, ma spostarsi su “come facciamo a evitare che succeda ancora?”. Passaggi faunistici, corridoi ecologici, segnaletica più efficace, riduzione della velocità nei tratti a rischio: le soluzioni esistono e sono già note. Dipende dalla volontà di metterle in pratica, con costanza e visione. Perché la montagna non è un territorio da conquistare, ma uno spazio da condividere anche quando questo significa cambiare abitudini, rallentare, e accettare che non siamo gli unici a doverci muovere.

𝗙𝗿𝗮𝗻𝘇𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝗯ù 𝗱𝗶 𝗪𝗲𝗻𝗴𝗲𝗻: 𝗹'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝟭𝟯 𝗮𝗻𝗻𝗶Giovanni Franzoni ha rotto il ghiaccio. A ve...
16/01/2026

𝗙𝗿𝗮𝗻𝘇𝗼𝗻𝗶 𝘀𝗽𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗶𝗹 𝘁𝗮𝗯ù 𝗱𝗶 𝗪𝗲𝗻𝗴𝗲𝗻: 𝗹'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝟭𝟯 𝗮𝗻𝗻𝗶

Giovanni Franzoni ha rotto il ghiaccio. A ventiquattro anni, il talento di Manerba del Garda ha firmato il suo primo successo in Coppa del Mondo conquistando il supergigante di Wengen con una prestazione di assoluto dominio. Un risultato che suona come liberazione per lo sci alpino italiano al maschile, che attendeva un trionfo nella mitica Lauberhorn da ben tredici anni, quando Christof Innerhofer si impose in discesa nel 2013.La vittoria di Franzoni porta con sé il peso e il significato di una stagione che, finalmente, ha regalato all'Italia la sua prima affermazione. Dopo aver raccolto quattro podi tra discesa, supergigante e gigante, il settore maschile azzurro ha trovato la vetta proprio sulla pista più iconica delle Alpi, dove il ventiquattrenne ha letteralmente fatto il vuoto sulla "S finale", interpretando quella sezione come solo i veri fuoriclasse sanno fare.

Non è una coincidenza: Franzoni aveva già dimostrato il suo feeling con Wengen dominando entrambe le prove della discesa nei giorni precedenti.Il balzo in classifica generale della specialità è immediato: terzo posto alle spalle del dominatore Marco Odermatt e di Vincent Kriechmayr, con lo svizzero oggi fermato al quarto posto. Un posizionamento che proietta Franzoni verso la discesa di domani con i favori del pronostico, nella speranza di raddoppiare un fine settimana straordinario. Nel frattempo, l'Italia incide un'altra pagina della sua storia nei supergiganti: con questo trionfo sale a venti successi complessivi nella specialità, con ben tredici atleti diversi che hanno vestito il tricolore sul gradino più alto del podio.

𝗟𝗮 𝗣𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗢𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮: 𝗨𝗻 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗧𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗦𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗖𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗗𝗼𝗹𝗼𝗺𝗶𝘁𝗶La pista Ornella ad Arabba rappresenta una de...
16/01/2026

𝗟𝗮 𝗣𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗢𝗿𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮: 𝗨𝗻 𝗣𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗧𝗲𝗰𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗦𝘂𝗴𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗖𝘂𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗗𝗼𝗹𝗼𝗺𝗶𝘁𝗶

La pista Ornella ad Arabba rappresenta una delle discese più affascinanti e panoramiche del comprensorio sciistico, un perfetto equilibrio tra sfida tecnica e godibilità paesaggistica. Questo tracciato rosso di media difficoltà parte da Porta Vescovo, a circa 2.478 metri, e regala agli sciatori una vista impareggiabile sulla maestosa Marmolada, la Regina delle Dolomiti. L’inizio della pista presenta un primo muro stretto e impegnativo, che col passare delle ore può diventare ghiacciato e irregolare a causa del traffico e delle condizioni della neve.

Per chi non si sente sicuro, è consigliabile spostarsi sulla variante a destra, un percorso più dolce e protetto che conduce alla stazione intermedia di Pescoi, dove la discesa si fa più fluida.Proseguendo, la pista Ornella si apre su un muro di pendenza costante e morbida, ideale per eseguire curve ampie e godersi una sciata armoniosa con la neve ben mantenuta. Poco più avanti, il percorso passa accanto alla pista nera Sourasass e alla variante Raccordo Ornella-Sourasass, dove gli sciatori più esperti possono scegliere di affrontare una sfida superiore.

Questa sezione, protetta da reti di sicurezza, guida quindi verso la parte finale della pista: una picchiata a pendenza sostenuta che riporta direttamente verso gli impianti di risalita di Arabba, con un suggestivo panorama sul Gruppo del Sella che rende ogni curva un momento di puro piacere.La pista Ornella, meno frequentata delle celebri nere come Fodoma, offre un'opportunità unica per chi desidera una discesa tecnica ma meno estrema, rappresentando un perfetto connubio tra adrenalina e sicurezza.

È la scelta ideale per sciatori di livello intermedio che vogliono vivere l’esperienza autentica del Sellaronda lasciandosi guidare dalla bellezza naturale delle Dolomiti, senza rinunciare a un percorso divertente e ben curato. Una vera gemma nascosta nel cuore del comprensorio Arabba/Marmolada, pronta a incantare chi la scopre.

Credit foto 📷 SkiMania.it

𝗭𝗶𝗹𝗹𝗲𝗿𝘁𝗮𝗹 𝗔𝗿𝗲𝗻𝗮, 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝘀𝗼 𝗮𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗰𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝘃𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗺𝗮𝗶: 𝟭𝟱𝟬 𝗸𝗺 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗧𝗶𝗿𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗦𝗮𝗹𝗶𝘀𝗯𝘂𝗿𝗴𝗵𝗲𝘀𝗲La ...
16/01/2026

𝗭𝗶𝗹𝗹𝗲𝗿𝘁𝗮𝗹 𝗔𝗿𝗲𝗻𝗮, 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗱𝗶𝘀𝗼 𝗮𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮𝗰𝗼 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗹𝗮 𝗻𝗲𝘃𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗺𝗮𝗶: 𝟭𝟱𝟬 𝗸𝗺 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘁𝗿𝗮 𝗶𝗹 𝗧𝗶𝗿𝗼𝗹𝗼 𝗲 𝗶𝗹 𝗦𝗮𝗹𝗶𝘀𝗯𝘂𝗿𝗴𝗵𝗲𝘀𝗲

La Zillertal Arena rappresenta uno dei comprensori sciistici più versatili e affascinanti dell'Austria. Incastonata tra la Valle dello Zillertal tirolese e il Pinzgau salisburghese, questa area sciistica offre un'esperienza invernale completa che accontenta sia i principianti che gli sciatori esperti. Con un'altitudine compresa tra i 580 e i 2.500 metri, la neve è garantita per l'intera stagione, trasformando il comprensorio in una destinazione ideale per chi cerca affidabilità e continuità sulle piste.Il territorio mette a disposizione degli appassionati 150,1 chilometri di piste e 3 chilometri di skiroute, serviti da ben 52 impianti di risalita che permettono di muoversi agevolmente tra i diversi settori.

Ma la Zillertal Arena non è solo sci: gli snowpark professionali, le piste SkiMovie interattive e i photopoint sparsi per il comprensorio aggiungono un tocco di modernità e divertimento. Per chi preferisce restare connesso, gli hotspot WLAN gratuiti disseminati in tutto il territorio garantiscono la possibilità di condividere i propri momenti migliori in tempo reale.Quello che distingue veramente questa area sciistica è l'attenzione rivolta alle famiglie e a chi desidera un'esperienza più rilassata.

Accanto alle sfide agonistiche delle piste più impegnative, i principianti e i bambini trovano spazi accoglienti e piste didattiche perfette per imparare. La varietà delle proposte garantisce che ogni membro della famiglia trovi qualcosa di adatto alle proprie capacità e interessi, rendendo le giornate sulle piste indimenticabili per tutti.Quando il sole inizia a calare e la stanchezza inizia a farsi sentire, la Zillertal Arena sa come regalare ancora emozioni forti. L'Arena Coaster offre una corsa adrenalinica tra i boschi, mentre la celebre pista da slittino del Gerlosstein, lunga sette chilometri, rappresenta il finale perfetto di una giornata on the slopes.

Con queste attrazioni e una proposta sciistica così varia, il comprensorio austriaco si afferma come una destinazione che unisce prestazioni sportive, sicurezza meteo e intrattenimento per tutti: il mix ideale per una vacanza invernale indimenticabile.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶: 𝗧𝗼𝗺𝗮𝘀 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗘𝗴𝗴𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝗣𝗮𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝗮Un po' freddo, ma la bellezza d...
16/01/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗿𝗲𝗱𝗱𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶: 𝗧𝗼𝗺𝗮𝘀 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗵𝗶𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗾𝘂𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗲 𝗘𝗴𝗴𝗲𝗿 𝗶𝗻 𝗣𝗮𝘁𝗮𝗴𝗼𝗻𝗶𝗮

Un po' freddo, ma la bellezza della natura non ha eguali. Tomas Franchini sulla Torre Egger, la vetta più affascinante del massiccio del Fitz Roy in Patagonia. Questa montagna è celebre per le sue pareti verticali di granito rosa e le condizioni climatiche estreme, venti oltre i 100 km/h, temperature polari e tempeste improvvise, che la rendono una vera sfida per gli alpinisti più esperti. Non è la più alta della zona, ma forse la più bella e la più impegnativa dal punto di vista tecnico, con vie leggendarie che hanno scritto la storia dell'alpinismo mondiale.

Quando guardi questa foto scattata da Francesco Salvaterra, vedi l'essenza pura dell'arrampicata estrema: nessun glamour, solo la ricerca genuina di superare i propri limiti e toccare qualcosa di grande. Franchini, con il suo sorriso gelato e lo sguardo determinato, incarna perfettamente lo spirito di chi sfida uno dei monumenti naturali più iconici della Terra.

Credit foto 📷 Francesco

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Via O. Via 164
Turin
10127

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