28/12/2025
La prima volta che Brigitte Bardot si scoprì una sensibilità e soprattutto una determinazione animalista fu durante le riprese di quello che sarebbe rimasto il suo ultimo film, Colinot l’alzasottane. «Sul set c’era una capretta e la proprietaria mi ha detto “si sbrighi a finire la sua scena, perché domenica è la comunione di mio nipote e dobbiamo farla allo spiedo”. Ho subito comprato quella creatura e l’ho portata con me, attaccata a una corda, nell’hotel a cinque stelle». Nel 1953 Brigitte aveva mostrato l’ombelico sulla spiaggia di Cannes, durante il Festival, indossando il bikini appena inventato dall’ingegnere automobilistico Louis Réard. Fu il suo primo scandalo. Vent’anni dopo, la Bardot fece scalpore facendo entrare una capra nella sua camera d’albergo. «Quel giorno ho preso la decisione di smetterla con il cinema e di aiutare gli animali. Era il giugno 1973, avevo 38 anni».
Brigitte Bardot in quell’occasione ha cambiato vita, e all’esistenza successiva è rimasta fedele. L’impegno animalista cominciato allora è rimasto assoluto, una missione che ha preso tutto il tempo e il denaro della diva del cinema francese. Anche la Madrague, la villa a Saint-Tropez sulla quale Gunter Sachs nel 1966 aveva lanciato in elicottero centinaia di rose, è stata donata alla Fondazione Brigitte Bardot per la tutela degli animali. Nel 1977 BB ha compiuto il primo viaggio per sensibilizzare il mondo alla causa animalista: sulla banchisa del Canada, nel golfo del Saint-Laurent, si è fatta fotografare accanto ai bébé foca destinati a essere massacrati con tre colpi di arpione. Dopo una lunga battaglia, la caccia agli esemplari nati da pochi giorni è stata finalmente proibita, una delle poche vittorie di BB. Oggi, a 84 anni, Brigitte Bardot continua la sua lotta. 👉 Leggi l'intervista completa di Stefano Montefiori sul Corriere: trovi il link nel primo commento