23/06/2024
Ancora sulle imminenti (e fondamentali) elezioni francesi, con l'avanzata della destra radicale, e sul ruolo giornalismo.
Riporto qui un articolo che, premetto, non condivido in alcuni aspetti, ma che mi pare, ciò non di meno, estremamente interessante.
Il direttore e ideatore di AOC, una rivista culturale francese ricca di spunti, Sylvain Bourmeau, annuncia di aver contravvenuto alla sua regola (autoimposta) di non firmare articoli (se non le interviste) per mettere la faccia in un editoriale (in una rivista che cerca di evitarli) in cui mette sotto accusa, esplicitamente, il giornalismo politico francese, accusandolo di aver di fatto favorito l'ascesa del Rassemblement National di Marine Le Pen e Jordan Bardella.
Per farlo, indica quattro bias, propri, secondo l'autore (che è un giornalista) di quella che ritiene essere una "ideologia professionale" spesso non esplicitata.
C'è molto della prospettiva francese (politique politicienne e gauchisme), in questa critica, ma credo vada letta senza pregiudizi, perché costringe, chi fa il mestiere del giornalista, a interrogarsi su tanti automatismi. Di cui magari si può restare convinti, ma per cui occorre, oggi più che mai, rendere ragione al pubblico. Non esplicito qui la mia opinione, mi occorre tempo per elaborare in merito.
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Les journalistes politiques votent rarement pour le Rassemblement national. Comment alors expliquer qu’ils contribuent activement, et depuis de très longues années, à la montée en puissance de l’extrême droite ? En analysant un ensemble de biais caractéristiques de leur pratique profession...