03/01/2026
CRANS-MONTANA, IL CORAGGIO DI UN CALABRESE NELLA NOTTE DELLA TRAGEDIA
Momenti di puro terrore e grande umanità quelli vissuti nella notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, dove un incendio scoppiato all’interno del locale Le Constellation ha trasformato una festa in una tragedia. Tra i primi a intervenire c’è Paolo Campolo, 55 anni, analista finanziario italiano ( CALABRESE) con cittadinanza svizzera, residente dal 2023 a pochi metri dal bar.
Campolo ha raccontato di aver visto le fiamme sprigionarsi dalle finestre intorno all’1.20. Poco dopo, la telefonata della figlia: “Papà, c’è stato un incendio, ci sono tanti feriti”. La giovane, arrivata da Ginevra, non era ancora entrata nel locale: un ritardo che, come sottolinea il padre, le ha probabilmente salvato la vita. Il fidanzato, invece, si trovava all’interno ed è riuscito a uscire per pochi istanti, riportando ustioni gravissime. Ora è ricoverato a Basilea.
Senza attendere l’arrivo dei soccorsi, Campolo è sceso in strada con un estintore, rendendosi subito conto che il vero pericolo non erano più le fiamme, ma il fumo denso e l’assenza di ossigeno. “Dentro non si respirava, era una trappola”, ha spiegato. Cercando un accesso alternativo, ha raggiunto una porta sul retro, probabilmente un’uscita di emergenza, bloccata dall’interno. Dietro il vetro, corpi a terra.
Con l’aiuto di un altro uomo, intervenuto dopo aver sentito il boato, è riuscito a sfondare la porta a mani n**e. Quando l’ingresso ha ceduto, diversi ragazzi gli sono letteralmente caduti addosso: erano vivi, molti ustionati, alcuni coscienti, altri no. “Mi imploravano di aiutarli”, ha raccontato, ricordando le urla in diverse lingue, anche in italiano.
Senza fermarsi, Campolo ha continuato a estrarre i giovani uno dopo l’altro, trascinandoli fuori e affidandoli ai primi soccorsi improvvisati. “Pensavo solo che avrebbero potuto essere i miei figli”, ha detto. Il locale, molto frequentato da minorenni, non offriva altre vie di fuga sul retro, rendendo la situazione ancora più drammatica.
Accanto all’orrore, però, è emersa anche la solidarietà: diversi bar della zona si sono trasformati in punti di primo soccorso, offrendo aiuto ai feriti in attesa delle ambulanze.
Una notte che resterà impressa nella memoria di Crans-Montana e che racconta, nel mezzo della tragedia, il coraggio e l’istinto di chi non ha voltato lo sguardo dall’altra parte.
Il Faro Della Calabria