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La Piazza Rossoblù La Piazza Rossoblù è una testata giornalistica regolarmente registrata presso il Tribunale di Taranto

Direttore responsabile: Giuseppe Giordano
Editore: Associazione culturale no profit "La Rinascita ionica"

Alzi la mano chi, dopo questo turno di campionato, ha voglia di ridere e scherzare sul nostro Taranto? La situazione è p...
22/12/2025

Alzi la mano chi, dopo questo turno di campionato, ha voglia di ridere e scherzare sul nostro Taranto? La situazione è pesante, se non pesantissima. Dopo la sconfitta rimediata contro l'Unione Calcio Bisceglie, l’idea era che questa squadra non fosse capace di beneficiare nemmeno dell’uomo in più. Oggi, questi timori si sono confermati.
Mai come quest’anno la squadra gioca a fare l’illusionista.
L' approccio alla gara è stato da manuale: voglia, sudore e rabbia nell' andare su ogni pallone.
Poi De Simone e Konatè, da veri galantuomini inglesi, decidono di concedersi un thè in area di rigore. Ne esce una traiettoria strana che, dopo il tocco del giocatore dello Spinazzola, colpisce il malcapitato Rizzo, che mette a referto un’autorete.
Gianni giustamente si arrabbia visto che il thè si prende alle cinque e non alle tre del primo pomeriggio; se la prende con il povero De Simone, dimenticandosi che doveva essere Konatè a spazzare la palla sulla luna!
La reazione è buona, Losavio, migliore in campo, segna un gran gol e rimette tutto in equilibrio.
Lo Stadio Italia di Massafra comincia a infuocarsi, convinto di vincere la partita con largo scarto.
E invece no, signori miei! Di nuovo il Taranto illusionista!
Contro una squadra che non fa neanche chissà quali barricate, non facciamo un tiro in porta. Loiodice, ormai prevedibilissimo, compie sempre la stessa giocata; Aguilera ha imparato da Vukoja il tocco di suola invece di provare a strazzare la rezza, Losavio ci mette tanto impegno ma nessuno lo supporta, Russo non diventa indolente soltanto perché è appena arrivato.
L' espulsione comminata al difensore biancoblu, sul cui accento Giuann si inturtogghia, non cambia il film della partita. Gli unici veri pericoli li crea Derosa. Ci rendiamo conto? Un terzino sinistro!
Quasi a fine partita, Gianni ci strappa la risata: “Zampa prova la sortita offensiva ma non riesce a mettere la sua impronta!” e direi che con questa chiosa può andare in archivio la Risata di questa settimana.
Il -9 dalla vetta ci proietta verso gli stramaledetti playoff e verso la Coppa Italia di categoria.
Pagni, a fine intervista, augura a tutti Buon Natale.
Caro direttore, non so lei, ma quest'anno, vista anche la categoria in cui siamo finiti, avremmo voluto fare un Natale con meno malesangue. L’unica nota positiva è la solidità economica della società.
Sembra facile parlare ora che i buoi sono scappati dalla stalla, ma il cambio della guida tecnica non ci ha mai convinto, non per il mister in sé ma per la continuità che va data a un progetto. Avremmo desiderato terribilmente essere smentiti ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. L’idea di stravolgere la squadra, francamente, non ha davvero troppa logica. Probabilmente, sarebbe stato meglio puntellarla e inserire qualche pedina per risolvere soprattutto quelli che erano i problemi della vecchia gestione in fase difensiva.
È comunque il momento che anche i calciatori che scendono in campo si assumano le proprie responsabilità. Probabilmente, l’arrivo di Loiodice ha convinto più di qualcuno che questo campionato lo avremmo vinto in carrozza e, anche solo inconsciamente, ha deciso di smettere di giocare o di mordere le caviglie. Nessuna categoria ti regala nulla! Che sia Serie A o che sia Eccellenza!
Buon Natale a tutti e speriamo che Babbo Natale porti, ai calciatori rossoblù una ritrovata grinta e la voglia di dare riscatto a questa città, ma soprattutto a chi decide ai piani alti della società la forza di restituire dignità ad un progetto tecnico iniziato tra mille difficoltà

Taranto – N. Spinazzola: chiacchiere e distintivo di Nicola Savino, foto Fabio MitidieriCampionato, addio. La prima cons...
21/12/2025

Taranto – N. Spinazzola: chiacchiere e distintivo di Nicola Savino, foto Fabio Mitidieri

Campionato, addio. La prima considerazione dopo il deludente pareggio del Taranto contro la Nuova Spinazzola è che, salvo improbabili crolli contemporanei di tre squadre (che peraltro finora hanno mostrato qualità elevate) la promozione in serie D tramite la vittoria del girone è diventata utopia. Il Bisceglie è +9, il Brindisi a +7, il Canosa a +3: fine delle trasmissioni. Per salire di categoria bisognerà percorrere altre strade, non meno impervie e trafficate.

Il 2025 è davvero un “annus horribilis” per la società rossoblù e per una tifoseria delusa e amareggiata. Ma questa è la realtà e con questa bisogna fare i conti. Già la sconfitta contro l’Unione Bisceglie aveva sollevato legittime perplessità, adesso lo stop interno contro una formazione appena volenterosa certifica che, nonostante i numerosi arrivi e le altrettanto numerose partenze, i problemi non solo non sono stati risolti, ma si sono addirittura aggravati. E la gestione di Panarelli ha evidentemente acuito le difficoltà: è un dato di fatto che non può essere taciuto. E non perché si vuole destabilizzare l’ambiente, ma solo perché sono le prestazioni a determinare verità non contestabili.

Non c’è una formazione base, non c’è un modulo di riferimento, non c’è purtroppo e soprattutto gioco. E questo è il limite maggiore. Dopo il pareggio interno col Novoli, che costò la panchina a Danucci, il Taranto ha vinto a Taurisano giocando male per 80 minuti e poi capovolgendo il risultato con una serie di giocate dei singoli. Quindi lo 0-0 interno contro il Brindisi, la vittoria a Gallipoli (anche lì prestazione abbastanza deprimente), la sconfitta contro l’Unione e infine l’ultimo punto ottenuto che sancisce la definitiva uscita dal giro-promozione diretta.

Tra i problemi irrisolti, il più grave riguarda il reparto difensivo. La Nuova Spinazzola va a segno nell’unica azione messa in piedi in quasi 100 minuti di gioco. Zampa perde malamente palla sulla trequarti, Colonna va sul fondo e crossa basso; Konate nel tentativo di liberare svirgola malamente e serve Ricchiuti che la tocca verso la porta, il pallone supera De Simone, sbatte su Rizzo e finisce nel sacco. Un altro gollonzo come tanti altri incassati quest’anno. Forse invece di puntare su centrocampo e attacco, spendendo anche risorse importanti, bisognava pensare a puntellare la difesa…

La reazione si materializza con il pareggio di Losavio ben servito da Vukoja in una delle pochissime azioni lineari di tutta la gara. Il resto è confusione, nervosismo, errori (anche banali): mai una triangolazione, mai un’idea precisa di come affrontare e superare un avversario che pure quando rimane in dieci (Ripanto fuori per doppia ammonizione) riesce anche con un po’ di fortuna a resistere. Le occasioni non mancano, ciò che manca è l’istinto del killer. L’esordiente Russo (da destra) e Loiodice (dall’altra parte) qualche buon pallone in mezzo riescono pure a metterlo, ma non c’è niente da fare.

Quando sta per scadere l’ultimo minuto di recupero, la palla buona capita sui piedi di Loiodice: conclusione forte, ma centrale; Liso si esalta e devia in angolo. Poi ci sono solo i fischi e le contestazioni. È vero, per lasciare l’Eccellenza ci sono altre strade, a partire dalla Coppa Italia e quindi diventa decisivo il confronto di giovedì 8 gennaio contro il Gallipoli che va battuto per poter giocare la finale regionale contro il Bisceglie capolista.

Se davvero si vuole tenere in piedi la stagione, bisogna correre nuovamente ai ripari. Perché è di tutta evidenza che le cose non vanno e c’è necessità di frenare una deriva che rischia di vanificare tutti gli innegabili sforzi economici fin qui sostenuti.

Per la rubrica "A mente fredda" l'analisi del match UC Bisceglie - Taranto a cura di Gianluigi Lippo- Foto dal WebCON LE...
20/12/2025

Per la rubrica "A mente fredda" l'analisi del match UC Bisceglie - Taranto a cura di Gianluigi Lippo-
Foto dal Web

CON LE SPALLE AL MURO

I fantasmi delle trasferte del Taranto sono tornati e sono venuti fuori dalla nebbia come gli zombie nei migliori film thriller. La partita contro la seconda squadra di Bisceglie era una partita ostica, lo si sapeva alla vigilia, l'Unione Calcio ha messo in difficoltà tutte le migliori squadre ed era quinta in classifica; e infatti la squadra azzurro stellata ha fatto la sua partita, intensa, compatta e concentrata dimostrando anche un paio di individualità interessanti. Chi è mancato è stato il Taranto; la squadra di Panarelli giochicchia dalla difesa fino ai trenta metri e poi si perde in una sterilità imbarazzante. Giocate in velocità, scambi di prima nello stretto al limite dell'area, "dai-e-vai" in profondità, dribbling nell'uno-contro-uno, tiri da fuori area, tutte cose inesistenti da parte di giocatori che hanno queste giocate nelle loro corde; cose che servirebbero per scardinare difese compatte e combattive, soprattutto dopo aver letteralmente regalato un gol a inizio partita e un altro a inizio secondo tempo, il manuale perfetto del suicidio calcistico.
Le vittorie di Taurisano e Gallipoli hanno mascherato prestazioni insufficienti ma giustificate dalla necessità dei tre punti, ovviamente la fortuna non sempre gira dalla nostra parte e quando commetti due ingenuità difensive per andare in svantaggio.
L'impostazione mentale alla partita è quella di una squadra che pensa di vincere giocando a ritmi lenti ma che sbatte il muso contro densità, intensità del pressing e furbizia di squadre abituate a giocare in questa categoria. Il Taranto ritrovi la rabbia di inizio campionato, quella rabbia che ha portato una squadra con Imoh, Malltezi, Sourè, Etchegoyen ad essere prima in classifica; non si può pensare che giocatori abituati a categorie anche di molto superiori all'Eccellenza non abbiano la capacità mentale di capire cosa serve per vincere le partite.
Il capitolo delle individualità è anche più deprimente se vogliamo. L'emblema del disastro è il capitano Loiodice, a Bisceglie imbarazzante, con gesti tecnici sbagliati da principiante, mai un uomo saltato, compreso il quarantenne Loseto esterno sinistro avversario, mai un tiro pericoloso, mai una giocata smarcante. Altra delusione, dopo il.bion esordio di Gallipoli, è stato Trombino; mai al tiro, mai importante nelle azioni offensive e tanti errori da matita rossa. L'ingresso di Aguilera non può essere la bacchetta magica che risolva tutti problemi offensivi, serve mettere in condizioni gli attaccanti di avere palloni giocabili; invece in area arrivano cross lenti, altissimi e spesso oltre il secondo palo.
Le fiammate degli ultimi dieci minuti, in piena disperazione, hanno portato bene a Taurisano e Gallipoli, ma una squadra che vuole vincere il campionato e che, come dice Panarelli, vuole comandare il gioco, deve avere la capacità di capire che serve molto di più per ottenere gli obiettivi che, a parole, si sono prefissati.
Da oggi non si può più sbagliare e visto che questo gruppo reagisce con rabbia quando è messo con le spalle al muro si spera che quella rabbia, tradotta in intensità di gioco, venga fuori fin dal primo minuto.

Ennesima sconfitta per il Taranto che si perde nella nebbia del Ventura di Bisceglie. Stavolta a beneficiare della sconf...
19/12/2025

Ennesima sconfitta per il Taranto che si perde nella nebbia del Ventura di Bisceglie. Stavolta a beneficiare della sconfitta dei rossoblù è l’Unione Calcio Bisceglie, che fa un favore ai cugini dell'altra squadra della città, capolista del girone. Saranno proprio i tifosi nerazzurri i protagonisti di giornata. Si presentano al Ventura in mille, fumano duecento si*****te a testa, che, insieme ai fumogeni, infittiscono la nebbia, propizia per i padroni di casa.
Infatti su calcio piazzato, De Simone non vede clamorosamente la palla che gli passa accanto e la squadra di casa deposita in rete facilmente.
Il Taranto, a questo punto, inizia ad attaccare, principalmente con Hadsziosmanovic, che instaura un bel rapporto di amicizia con i tifosi avversari.
Al minuto 22, il difensore dell’UC Bisceglie appoggia distrattamente il gomito sul malcapitato Hadziosmanovic. L' arbitro clamorosamente non concede il rigore.
Loiodice si fa ammonire dopo aver detto decantato tutta la novena natalizia.
Il Taranto piange. Sorride invece, il Ds dell’AS Bisceglie, Dammacco, detto "risatina" per via di quelle fatte dopo aver detto che la sua squadra vince senza favori arbitrali.
Dopo trentadue minuti di gioco, anche Loiodice cade in area ma l’arbitro anche questa volta ha dimenticato il fischietto nello spogliatoio. Il gol, a nostro parere regolare, annullato ad Azzio certifica il riposino pomeridiano del guardalinee durante il match.
Le dichiarazioni di Ladisa in settimana non hanno sortito gli effetti sperati.
Il secondo tempo inizia come era iniziato il primo: l'Unione fa il gol pronti via.
Panarelli esulta, manda un messaggino a Morea; "Bravo, come Taurisano!".
Stavolta, però, il Taranto non riesce a ribaltarla. Losavio illude acorciando le distanze, ma i calciatori di casa iniziano ad accusare malori ogni tre per due e l' abilità di Loiodice di crossare sempre arcuato sul secondo palo, dove non c è nessuno posizionato, fa il resto.
Il -7 di fine giornata è pesante da mandare giù. La squadra è molto forte nei singoli ma appare senza gioco e scollegata nei reparti. L’amalgama non si vede sui banconi del calciomercato, Ladisa non può acquistarla e ci vuole tempo per crearla.
La speranza è che la sosta natalizia serva alla squadra per fare gruppo, restituendoci ad inizio anno un Taranto nuovo in grado di compiere il miracolo a fine aprile.

Taranto, a Bisceglie tonfo letale di Nicola Savino foto dal Web.Lo spettro di un campionato buttato via (o quanto meno f...
19/12/2025

Taranto, a Bisceglie tonfo letale di Nicola Savino foto dal Web.

Lo spettro di un campionato buttato via (o quanto meno fortemente compromesso) si materializza a Bisceglie, dove la sconfitta (2-1) contro l’Unione relega il Taranto a 7 punti dalla vetta (occupata dall’altro Bisceglie), con in mezzo il Brindisi (a +5) e il Canosa che vincendo a Massafra si piazza in terza posizione, L’infrasettimanale prenatalizia, insomma, si trasforma in una autentica debacle, le cui conseguenze potrebbero rivelarsi assai serie e preoccupanti sull’intera stagione.

La squadra rossoblù gioca poco e male; incassa due gol da avanspettacolo; mostra limiti d’ogni genere in tutti i reparti e soprattutto non dà mai la sensazione di possedere le qualità per imporsi. I padroni di casa, peraltro, masticano calcio semplice, anche scolastico, ma lo fanno bene e soprattutto con continuità. Si ha sempre la sensazione, nelle patite esterne, che gli altri si esprimano meglio con fraseggi a centrocampo che invece difettano in casa ionica dove ci si affida quasi sempre ai lanci lunghi o alle invenzioni dei singoli. Ecco, dopo questa gara, balza agli occhi un’evidenza lampante: manca un progetto tecnico complessivo. La conseguenza è aver messo insieme tante individualità (peraltro molto costose), anche di elevato livello qualitativo (persino eccessivo per la categoria), che però non riescono ad essere squadra.

È persino difficile, anche per chi (come chi scrive) ne ha viste tante e a tutti i livelli, trovare un filo logico nell’ultima esibizione (si fa per dire). Errori marchiani pure in appoggi elementari, pochissime e confusissime idee, nervosismo debordante in qualsiasi circostanza: Loiodice che, da capitano, riesce a farsi ammonire per proteste ne è l’esempio più lampante. In campo regna sovrano il disorientamento e di conseguenza il disordine, come troppo spesso è accaduto quest’anno soprattutto nei confronti esterni.

Il discorso va allargato inevitabilmente alla guida tecnica: Panarelli – va detto – non si sta mostrando all’altezza delle aspettative di una piazza che difficilmente potrebbe sopportare un altro anno in Eccellenza, per di più con uno stadio all’avanguardia. Certe scelte appaiono francamente incomprensibili: perché, ad esempio, non schierare dall’inizio Corallini sull’out sinistro (al posto di Derosa) liberando un posto a centrocampo da affidare ad Incerti? Perché insistere con una coppia di centrali (Di Paolantonio e Vukoja) che filtra poco ed è in costante difficoltà, per di più senza proporsi in costruzione con costanza?

Alla fine, si sceglie sempre la strada di affidarsi alle invenzioni di Hadžiosmanović (che però sparisce sistematicamente dopo i primi 45’) e di Loiodice che, quando non è in giornata, diventa irritante e indisponente nella continua ricerca del numero ad effetto. In avanti Trombino vaga senza meta e senza costrutto: qualche buon cross arriva pure, ma non c’è mai nessuno pronto alla deviazione. Nel grigiore generale, si può salvare Losavio che quanto meno ci mette generosità e che ha il merito di riaprire la gara.

Ma i dolori maggiori arrivano dalla difesa, in costante affanno di fronte ad avversari tutt’altro che trascendentali. I gol subiti ne sono l’immagine più emblematica: sul primo, un cross basso dalla bandierina attraversa tutta l’area piccola senza che nessuno intervenga a spazzare e con l’aggravante di permettere a Caputo di arrivare all’altezza del secondo palo e insaccare indisturbato. Ancora peggio si riesce a fare sulla seconda segnatura: c’è un pallone che vaga in area e i difensori non riescono a buttarlo via fino a quando arriva sui piedi di Ramos che infila la rete. Bastava un calcione per allontanare il pericolo ed evitare il gol. Vi sono responsabilità evidenti dei singoli e dell’intero reparto. Roba da oratorio (con tutto il rispetto) ...

In mezzo, la reazione del Taranto appare inconsistente: ci sarebbe un possibile rigore ai danni di Hadžiosmanović (il fallo è evidente, resta solo da stabilire se dentro o fuori area) e un gol annullato allo stesso terzino che crossa basso nell’area piccola, Trombino è in fuorigioco che sarebbe ininfluente ma si inserisce sulla traiettoria, disorientando il portiere e dunque la sua posizione diventa attiva, Per il resto il taccuino rimane inesorabilmente vuoto. Troppo poco, davvero troppo poco.

Il primo tiro arriva a metà ripresa con una rasoiata dal limite di Incerti deviata in angolo, poi il gol di Losavio riapre il cuore alla speranza di ribaltare la situazione, com’era accaduto nei 10 irripetibili minuti di Taurisano Le occasioni, per quanto confuse, arrivano, ma le conclusioni risultano imprecise. La più grossa capita sui piedi di Loiodice che tira male consentendo al portiere di deviare in angolo. Anche in questo caso, troppo poco per riagguantare risultato e partita.

D’altronde, quando si incassano 20 gol in altrettante uscite, è molto complicato ambire a particolari sogni di gloria. I miracoli accadono raramente e quello di Taurisano non può che essere unico nell’arco di un campionato. Urgono riflessioni serie sull’intero progetto, anche sull’allenatore. Perché errare è umano, ma perseverare è ancor più grave.

Per la rubrica "A mente fredda" l'analisi del match Gallipoli - Taranto a cura di Gianluigi Lippo-  Foto Fabio Mitidieri...
16/12/2025

Per la rubrica "A mente fredda" l'analisi del match Gallipoli - Taranto a cura di Gianluigi Lippo- Foto Fabio Mitidieri

UNA NUOVA RIPARTENZA

Il nuovo Taranto di Pagni e Panarelli torna da Gallipoli con qualche certezza in più; una rosa più corposa, soprattutto in mediana, la tenuta difensiva e una buona intesa offensiva. Per il momento non è molto, i rossoblù non sono stati esaltanti, anzi, ma almeno non si è rischiato mai di capitolare come nelle precedenti trasferte. La rivoluzione del mercato porta muscoli, centimetri ed esperienza a centrocampo ma la sfortuna si accanisce e dopo pochi minuti Zampa deve abbandonare, la sua mancanza si sentirà; Di Paolantonio resta una certezza e rimane sul pezzo per tutta la partita, Incerti deve ancora ambientarsi mentre Marino fa quello che può, corre e sbuffa ma va in difficoltà anche contro il Gallipoli. La manovra sembra poco fluida e si arriva ai venti metri più con strappo individuali. Ci vorrà l'intuizione di Panarelli per togliere quelli meno incisivi e mettere tecnica e muscoli tra centrocampo e attacco; il resto lo fa la stanchezza del Gallipoli che abbassa il ritmo del pressing e concede qualche errore di troppo che alla fine i rossoblù sfruttano.
Vittoria importante per la classifica ma ancora di più per la consapevolezza di questo gruppo che potenzialmente non ha rivali nel girone ma sconta una fragilità mentale che lo porta a dare tutto negli scontri diretti e a sottovalutare altri avversari; pur non creando grossi problemi a De Simone, il Gallipoli nel primo tempo ha tenuto testa al Taranto.
In difesa l'innesto di Rizzo e il recupero di Konate hanno dato sicurezza a tutto il reparto; Corallini ha fatto il compitino, ma in certe partite serve dare qualcosa in più e osare. A centrocampo bene Di Paolantonio che sta tornando il leader di inizio campionato, Incerti deve inserirsi nei meccanismi mentre Vukoja ha fatto valere la sua tecnica contro un avversario stanco. La novità arriva dal fronte offensivo dove Loiodice non è al massimo e si vede, nel primo tempo si mangia un gol che non deve mangiarsi ma nel finale realizza grazie a un bell'assist di Trombino; proprio la coppia Trombino-Aguilera è sembrata essere più incisiva per tecnica e stazza rispetto alla presenza di Losavio, sembrato un po' sottotono.
Si torna subito in campo per un infrasettimanale impegnativo, la squadra deve dimostrare di essersi assestata e di avere sempre voglia di vincere. La società sembra avere le idee chiare e Pagni ha portato più equilibrio nelle scelte di mercato; esperienza, tecnica e fisico non mancano, ora servirà intensità e voglia di vincere. Gli ingredienti ci sono tutti per un piatto ricco da gustare nel finale di stagione.

Sembra che l'avvicendamento in panchina di Panarelli abbia reso il Taranto brutto ma vincente in trasferta. Prima del Ta...
15/12/2025

Sembra che l'avvicendamento in panchina di Panarelli abbia reso il Taranto brutto ma vincente in trasferta. Prima del Taurisano, infatti, la squadra non vinceva fuori casa dalla temibilissima trasferta di Massafra. In questa giornata, affrontava a domicilio il Gallipoli. La squadra salentina annoverava in rosa un team di calciatori spagnoli, tra cui anche Mbappe. In realtà, non sappiamo quale sia o come si scriva il suo nome reale ma Giuann ha alluso per tre-quattro volte al fuoriclasse francese per nominare probabilmente Bonoha, non capiamo come sia possibile ma ce ne faremo una ragione....
La tattica del Ds del Gallipoli è chiara: ingaggiare giocatori spagnoli per insultare in modo comprensibile gli avversari del Toma Maglie, tutti argentini.
Nel primo tempo, Zampa non fa in tempo a mettere le zampe in eccellenza che subito gli fanno capire cosa significa la categoria: botta alla testa e speriamo che si riprenda il prima possibile, anche perché Marino non brilla in campo.
Al minuto ‘16, Loiodice, come in uno shoot-out di Kings, si invola davanti al portiere, ma lo avvisano che non va al mondiale e allora lo sbaglia per non farsi convocare e continuare a prendere soldi dai Ladisa.
Nel secondo tempo, entrano De Rosa e Vukoja, con il primo che fa subito capire a Loiodice di essere in Eccellenza. Stoppa la palla e se la trascina a due metri di distanza.
Per fortuna entra anche San bomber Aguilera. Al minuto ’75, una sua sponda permette a Trombino di involarsi sulla fascia e mettere la palla per Loiodice che, con il mignolo destro, stavolta insacca. Lo stesso Trombino si invola verso la porta avversaria e per poco non sigla il 2-0, il difensore gallipolino salva sulla linea il suo tentativo.
Peccato, tutti avremmo voluto sentire Gianni urlare “Trombino l’ha messa dentro!”, e invece no abbiamo sentito “il Taranto ancora in vantaggio per 1-0 contro il Nardò”. Abbiamo capito, i paesi del Salento non sono il suo forte. Serve un ripasso di geografia!
Al minuto ’90, invece, Aguilera mostra a tutti perché sentivamo la sua mancanza e segna il gol del 2-0.
La mano di Panarelli si inizia a vedere, il Taranto sembra aver perso qualcosa dal punto di vista del gioco, che con Danucci era senz’altro arrembante, preferendo maggiore equilibrio in campo. Al di là delle critiche per la mancanza di gioco, tutte le partite sono finali e ci piacerebbe vincerle tutte con un gol al ‘93.
La sofferenza di novanta minuti per questa maglia non ci fa paura, abbiamo patito ben altre sofferenze la scorsa stagione e non solo. Per amore della maglia, siamo sempre qua!

Taranto - Gallipoli, quanta fatica di Nicola Savino foto Fabio Mitidieri.Il Taranto passa a Gallipoli (2-0) con una pres...
14/12/2025

Taranto - Gallipoli, quanta fatica di Nicola Savino foto Fabio Mitidieri.

Il Taranto passa a Gallipoli (2-0) con una prestazione che non si può certo definire esaltante. Anzi, per larghi tratti gioca un calcio confuso, senza idee, involuto e decisamente poco produttivo. Le tante novità in formazione evidentemente si fanno sentire soprattutto nella fase di costruzione, tanto che il mediocre Gallipoli riesce a tenere il campo con sufficiente disinvoltura e a limitare al minimo sindacale i pericoli per la porta difesa da Menendez.

Conviene partire dallo schieramento iniziale per analizzare la gara. Panarelli lancia subito nella mischia l’attaccante Trombino e i centrocampisti Incerti e Zampa che si schierano sui fianchi del regista Di Paolantonio. Tra i pali si rivede De Simone, mentre l’altra casella under viene occupata da Corallini schierato sul versante difensivo sinistro. Il resto del reparto arretrato vede Hadžiosmanović a destra, con Rizzo e Konate centrali. In avanti il (presunto) “tridente delle meraviglie” con Loiodice e Losavio a supportare la punta centrale Trombino. Troppe novità in contemporanea? Difficile dare una risposta definitiva, resta il fatto che la manovra rossoblù appare piuttosto asfittica. E comunque dopo una manciata di minuti si fa male Zampa che è costretto ad uscire, lasciando il posto a Marino.

Il match potrebbe cambiare subito verso quando, al 16’, Loiodice approfitta di un errore dei salentini per involarsi e presentarsi da solo davanti al portiere: conclusione da dimenticare e pericolo scampato per il Gallipoli che comincia a tessere le sue piacevoli trame con un buon palleggio a centrocampo, ma senza alcun tipo di sbocco in avanti. Il tasso tecnico dei tanti spagnoli in formazione evidentemente si fa sentire. Il gioco del Taranto è prevedibile: Losavio e Loiodice non sono in giornata e non producono giocate degne di nota, anzi in certi frangenti appaiono addirittura irritanti. A centrocampo Marino non incide, Di Paolantonio stenta a prendere in mano le redini del gioco; qualcosa in più fa Incerti, la cui prova è sicuramente promettente.

Nonostante un’evidente supremazia territoriale, i rossoblu stentano a creare occasioni pulite. Un gol annullato a Marino per fuorigioco e un paio di velleitarie conclusioni dalla distanza sono lo specchio di 45 minuti in cui domina la confusione. Il riposo giunge propizio per cercare di riordinare le idee e trovare spunti di ottimismo sulla partita e sul prosieguo della stagione.

Ma la ripresa offre lo stesso canovaccio. Anzi è il Gallipoli a sfiorare la segnatura con una conclusione dalla distanza di Sansò ben controllata da De Simone. Panarelli cerca di correre ai ripari con tre cambi in contemporanea: fuori Incerti, Corallini e Marino; dentro Vukoja, Labianca e Derosa. Non cambia molto almeno all’inizio, ma è l’ingresso di Aguilera al posto di un deprimente Losavio a dare finalmente la svolta quando l’incubo del pareggio comincia a prendere pericolosamente corpo. In mezzo al campo il bosniaco porta un po’ di brio e vivacità e così anche le punte hanno finalmente qualche pallone giocabile.

Il gol che sblocca la gara arriva da un recupero a centrocampo di Vukoja che la serve ad Aguilera, la cui “spizzata” di testa apre il campo a Trombino: cross basso sul secondo palo e conclusione vincente di Loiodice. Immenso sospiro di sollievo che si trasforma in rabbia quando l’ex Igea Virtus riesce a divorarsi un gol fatto: con il portiere lontano dai pali riesce a sparare sull’unico difensore piazzato sulla linea di porta. I tentativi del Gallipoli di creare qualche pericolo restano nel limbo delle buone intenzioni e poi, in pieno recupero ci pensa Aguilera (al decimo gol in maglia rossoblu) a chiudere definitivamente i conti ancora su assist di Trombino.

Finisce (quasi) in gloria e una forte sensazione di aver scampato il pericolo di incappare nell’ennesimo pareggio. Il dato da sottolineare è che il Taranto, nella seconda gara consecutiva, esce con la rete inviolata. La speranza è che l’inserimento dei nuovi sia veloce e produca risultati probanti, con l’ulteriore prospettiva che prevede l’ingaggio di almeno un altro paio di elementi (Pagni docet). Intanto ciò che è certo è che si torna in campo giovedì e si gioca contro l’Unione Calcio Bisceglie: e lì ci sarà poco da scherzare.

Per la rubrica "A mente fredda" l'analisi del match Taranto-Brindisi  a cura di Gianluigi Lippo- Foto Fabio MitidieriGRA...
08/12/2025

Per la rubrica "A mente fredda" l'analisi del match Taranto-Brindisi a cura di Gianluigi Lippo-
Foto Fabio Mitidieri

GRANITICHE CERTEZZE E SOLIDE DIFFICOLTÀ.

Nel derby più atteso di questo campionato il Taranto era chiamato a riscattare un filotto di prestazioni imbarazzanti culminate con la vittoria di Taurisano negli ormai famosi dieci minuti di follia, il Brindisi dal canto suo doveva confermare la solidità ma anche cercare uno scatto da leader per dimostrare di essere all'altezza delle sue ambizioni. Per entrambe la missione è stata raggiunta a metà, il Brindisi è risultato compatto e impenetrabile, ma impalpabile in attacco mentre il Taranto ha giocato una partita finalmente intensa e di qualità ma con scarsa incisività. Per la squadra di Panarelli ci sono delle attenuanti non da poco, l'infortunio di Aguilera ha privato i rossoblù dell'unica punta centrale attualmente in rosa, lasciando l'arduo compito a Losavio di fare il punto di riferimento offensivo pur non avendo e le caratteristiche.
Come detto, i rossoblù giocano con maggiore intensità nel pressing e anche nelle giocate ma vengono insabbiati dalla solidissima fase difensiva dei brindisini, non per niente la miglior difesa del campionato. L'apporto dei centrocampisti in fase offensiva è evidente, il baricentro è più alto e le distanze sono finalmente più corte, così i biancazzurri trovano difficoltà nelle ripartenze mentre nella metà campo rossoblù i difensori sono concentrati e precisi. Insomma, una prestazione di squadra che lascia ben sperare, una reazione che il pubblico dello stadio Italia si aspettava, ovviamente sperando di vedere tanta voglia e qualità anche nelle seguenti partite.
Finalmente bene anche Labianca, l'under ha giocato una decina di metri più avanti rispetto al solito ed è risultato più efficace arrivando anche ad avere forse la palla più pericolosa di tutto il match nel secondo tempo. Corallini ha confermato di essere un ottimo under e ha anche rischiato qualche discesa in più in fase offensiva, coperto da un ottimo Derosa.
A centrocampo Di Paolantonio è stato assistito da un incontrista come Marino (e non da Vukoja, più portato a costruire e meno a rincorrere) e questo ha dato maggiore solidità nel filtro in mediana.
La fase offensiva, come detto, è sembrata condizionata negativamente dall'infortunio di Aguilera, unico attaccante da area di rigore potenzialmente capace di sfruttare i cross dalle fasce; quest'assenza ha influito anche sulla prestazione di Loiodice e Losavio costretti dalla densità difensiva brindisina a spazi strettissimi e raddoppi continui.
La parola passa ora al mercato, la squadra va completata con un elemento per reparto e un paio di under; il campionato è lungo ma i giocatori devono trovare un amalgama che non è scontata. Il campionato ha accorciato la classifica con la sconfitta della capolista e ora si arriva al periodo decisivo in entrambe le competizioni. Servirà qualità nelle giocate, intensità nel pressing e compattezza tattica, tutte virtù che questa squadra ha dimostrato di avere quando è libera mentalmente; la ricetta di Panarelli è il lavoro, è ora di mettere in condizione il mister di avere i giocatori per costruire la squadra che dovrà affrontare i mesi decisivi della stagione.

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