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Firstimpression Fotografo / Videomaker

19/07/2017

Passalacqua mi ha offerto l'opportunità di girare un video che raccontasse qualcosa riguardo l'azienda e la loro passione per il caffè.
Lavorare per loro è stato, oltre che un onore, soprattutto un piacere dato che la sensazione è stata quella di filmare nella fabbrica di Babbo Natale.

Detto questo, buona visione!

La musica è stata composta da Gianluca Farullo alias fratello.

09/07/2017

Orgoglioso di aver realizzato un piccolo promo per questo bellissimo libro del dott. Tommaso Montini.

👋🏻🎥
09/05/2017

👋🏻🎥

06/05/2017
We’re only young and naive stillWe require certain skillsThe mood it changes like the windHard to control when it begins...
06/05/2017

We’re only young and naive still
We require certain skills
The mood it changes like the wind
Hard to control when it begins

Sam 🇺🇸
http://www.firstimpressionlab.com/

Quando cammino la sera, quando è tardi e le persone sono a ricaricarsi davanti ai loro schermi luminosi, vedo la città.L...
05/05/2017

Quando cammino la sera,
quando è tardi e le persone sono a ricaricarsi davanti ai loro schermi luminosi,
vedo la città.
La realtà si spoglia dai suoi abitanti e festeggia accendendosi a festa.
Le luci illuminano il suo corpo di ferro e cemento, rozzo e mutilato, così com’è stato lasciato.
I palazzi rivelano le proprie cicatrici al neon che spezzano l’oscurità.
Ed io le vado a cercare seguendo gli angoli delle strade, passando tra canyon di palazzi e percorrendo torrenti di luci fosforescenti.
Siamo dei piccoli operai in un enorme centrale elettrica che non dorme mai.
Una realtà che aspetta di spogliarsi per far festa.

Shooting in occasione dell'uscita del primo singolo di Luca Maria.Domani sera sulla sua pagina 👾 🖖
28/04/2017

Shooting in occasione dell'uscita del primo singolo di Luca Maria.
Domani sera sulla sua pagina 👾 🖖

Spesso scatto una foto per rendere speciale un momento che in realtà non lo è.Compongo l'immagine a mio piacimento e nas...
04/04/2017

Spesso scatto una foto per rendere speciale un momento che in realtà non lo è.
Compongo l'immagine a mio piacimento e nascondo dettagli fuori l’inquadratura.
Tolgo alla scena la sua riottosa estraneità e la faccio mia.

Come fanno i ricordi, metto a fuoco una piccola porzione dei miei amici, delle ricreazioni, le discese in skate, delle sue labbra, del suo odore, attratto dal bagliore delle luci e scatto.
Tolgo al passato quello che non è mio.

Tutto il resto rimane fuori.

www.firstimpressionlab.com

Era il compleanno dei miei 13 anni.Sapevo che da lì ad un anno avrei finalmente compiuto 14 anni.Non so perché ma nella ...
02/04/2017

Era il compleanno dei miei 13 anni.
Sapevo che da lì ad un anno avrei finalmente compiuto 14 anni.
Non so perché ma nella mia mente era chiaro che, raggiunto quel traguardo, sarei diventato grande.

“Grande”.

Mia madre preparò la torta alle fragole e con i miei compagni di classe giocai nel mio giardino a ruba bandiera.

Passarono alcuni anni.

Il mattino dopo il compleanno dei miei 18 anni mi svegliai e non sentii nessuna sensazione particolare.
Mi guardai allo specchio e nei miei occhi vidi i miei 13 anni.
Mi tagliai la peluria sulle guance, mangiai gli avanzi della torta e mi misi a studiare storia.

Passarono altri anni, il mio corpo cambiava.

La sera dei miei 25 anni passeggiavo per la periferia di Roma.
Io adoro la periferia.
È lo sgabuzzino della città, dove nascondere le cose “brutte”.
È il posto di passaggio con pochi fronzoli dove c’è lo stretto indispensabile per la sopravvivenza di chi ci vive.

I 20 anni sono la periferia della vita, pensai.

Ad un passo dal centro, dalle grandi cose.
Di li a poco spunteranno in lontananza i grandi monumenti, i palazzi adorni e la frenesia della gente che correrà a lavoro.
Qualcuno inizia a chiedere indicazioni per il tuo futuro, per il Colosseo, per il tuo matrimonio o la fontana di Trevi.

Ieri sera giravo per una zona indefinita di Roma Sud/Ovest.
Ad un certo punto dovetti ammettere a me stesso di essermi perso.

Mi accostai, scesi dalla macchina e vidi davanti a me una specie di casa abbandonata con delle serrande chiuse al di sotto.

È facile perdersi nella periferia della vita, senza grandi monumenti, senza punti di riferimento, solo piccole cose: un benzinaio, una serranda chiusa, un bar malandato; solo chi ci vive può capire dove si trova o dove sta andando.

Ho preso la macchina fotografica in mano e ho pensato ai miei amici, ai miei genitori, alle persone intorno a me con una mappa in mano da anni cercando freneticamente di arrivare a Piazza del Popolo.
Al centro.
Alla poltrona in salotto sulla quale sedersi, ti**re un sospiro fine giornata ed avere davanti a se tutto chiaro.
Poter dire: “Sono grande ora”.

Ho scattato una foto.

Questa foto sono i miei 14 anni. È la mattina dei miei 18 anni. È la mia periferia. Sono i miei 27 anni.

Self portrait 31/03/2017 / www.firstimpressionlab.com

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