The Venice Observer

The Venice Observer Venezia raccontata senza filtri da un team di giornalisti veneziani e non.

Dopo la tolleranza zero dell'assessore Pesce, tolleranza zero mai vista, in compenso abbiamo assistito al "presidio zero...
26/07/2026

Dopo la tolleranza zero dell'assessore Pesce, tolleranza zero mai vista, in compenso abbiamo assistito al "presidio zero" e ad un aumento vertiginoso dei reati, arriva il "pugno duro" dell'attuale vicesindaca, mica pugnette come avrebbe detto un certo comico, ma nei fatti, in un'inerzia quasi totale, la situazione precipita velocemente e non sembra esserci un'inversione di tendenza.
Rialto è diventato terreno di scontro per bande di spacciatori, praticamente un Bronx ante litteram.
Accoltellamenti e rapine sono oramai all'ordine del giorno, direi che l' incapacità di dare una singola risposta utile è conclamata e per come la vedo io irreversibile.
L'incapacità di garantire la sicurezza in una città di poco più di 46.000 residenti è semplicemente imbarazzante, capisco che in metropoli come Milano, Roma e Napoli sia difficile ma siamo a Venezia una città che alla fine è un'isola con un ponte di accesso.
Incompetenza? Lassismo istituzionale? Non saprei fatto sta che i veneziani, e anche molti turisti, non si sentono più sicuri tra calli, campi e campielli.
I duecento vigili? Spieghino prima dove troveranno le risorse perché parliamo di milioni di euro, mica bruscolini o soldi del Monopoli.
Ciliegina sulla torta la dichiarazione del tenore "Io non c'ero e se c'ero dormivo". Quale "leggerezza del passato"? Ricordo sommessamente all'assessore che del "passato", seppure con mansioni diverse, faceva parte anche lei e che, dati alla mano, dodici anni fa la situazione non era certo questa ma per alcuni, a corto di soluzioni, la colpa è sempre di quelli prima.

23/07/2026

Dopo aver lasciato Venezia tra le polemiche lo yacht dell'ambasciatore americano Fertitta ha attraccato sulle rive a Trieste paralizzando lo struscio dei triestini sulle Rive presidiate da un imponente schieramento di forze dell'ordine atte a garantire privacy e tranquillità.
L'arrivo a Trieste dopo una sosta a Bibione per permettere alla figlia di Fertitta una visita al luna park e anche qui lo spiegamento di forze per garantire la sicurezza è stato notevole.
Ovviamente tutti i costi dei dispositivi di sicurezza sono a carico dello stato italiano e quindi ricadranno sui contribuenti.

Il rio Novo è uno dei milioni di problemi irrisolti di Venezia, un continuo sfrecciare di natanti che provocano inquinam...
22/07/2026

Il rio Novo è uno dei milioni di problemi irrisolti di Venezia, un continuo sfrecciare di natanti che provocano inquinamento atmosferico e rumore, il tutto nella totale inerzia del Comune che fa un po' come le tre scimmiette.
A fronte dei continui esposti dei residenti, arrivati da tempo all'esasperazione, il tribunale ordina quindi l'effettuazione di controlli fonometrici sistematici e il Comune cosa fa? Si oppone con il chiaro intento di continuare ad ignorare il problema, e i residenti assordati dal rumore e soffocati dagli scarichi dei natanti.

Enfatizzato da un quotidiano il gesto del sindaco che ha, giustamente, allontanato uno dei tanti cafoni che girano per V...
21/07/2026

Enfatizzato da un quotidiano il gesto del sindaco che ha, giustamente, allontanato uno dei tanti cafoni che girano per Venezia bevendo spritz dai bicchieri di plastica che puntualmente si ritrovano sparsi ovunque quando non finiscono in laguna.
Fin qui tutto bene, giusto dare spazio al gesto del neo sindaco, anche se non riesco a capire come sia potuto accedere al ponte il cafone spritzettaro visti i serratissimi controlli e le interminabili file che hanno dovuto sorbirsi anche i residenti della Giudecca. Sicuramente una svista dei solerti stewards.
Grande risalto al gesto del sindaco ma neanche una riga sul delirio alcolico delle orde che nel frattempo avevano invaso Venezia, ubriachi a torso n**o, alcuni vomitanti, che da Strada Nova puntavano decisi verso Accademia, Rialto e San Marco, un autentico abominio sul quale non è stata versata una goccia di inchiostro.
Che il quotidiano in questione abbia sempre simpatizzato per la parte che da oltre undici anni governa Venezia non è certo un mistero ma fare cronaca è sicuramente un'altra cosa.

Il primo Redentore dell'era Venturini sarà sicuramente ricordato come un misto di improvvisazione e inadeguatezza su tut...
19/07/2026

Il primo Redentore dell'era Venturini sarà sicuramente ricordato come un misto di improvvisazione e inadeguatezza su tutti i fronti.
Una Venezia ostaggio di ubriachi molesti, cafoni e orde barbariche le cui scorrerie hanno costretto molti veneziani in casa, praticamente murati vivi.
Ubriachi, più che molesti a torso n**o (il regolamento comunale lo vieterebbe ma il regolamento comunale di Venezia oramai è carta straccia), già nel tardo pomeriggio, come già scritto ieri mi è stato inviato materiale per poter fare un documentario e, vista la mole di materiale, non sarà un corto come preannunciato in un post precedente.
Servizi di trasporto essenziali, come i collegamenti verso la Giudecca, ridotti o addirittura sospesi, per calli, campi e campielli spazzatura ovunque con cestini, i pochi che ci sono, strabordati e quasi sommersi.
In sintesi un delirio imbarazzante gestito in modo assolutamente fallimentare come sempre.
Benvenuti nell'era Brugnarini.

PS evitiamo commenti idioti del tipo "non è vero, siete voi zecche rosse che..." Primo perché non sono di sinistra e secondo perché ho prove documentali di quello che scrivo.

Giovanni Veronese

Cuori limpidi:"Tu non mi ascolti, te lo posso dire? Tu non mi ascolti (bestemmia). Non hai capito, tu non capisci un c.....
14/05/2025

Cuori limpidi:

"Tu non mi ascolti, te lo posso dire? Tu non mi ascolti (bestemmia). Non hai capito, tu non capisci un c.... ! Mi stanno domandando anche a me che tu domandi soldi. Tu non ti rendi conto, rischi troppo (audio disturbato)... tu non mi stai ascoltando"...

È il 17 marzo 2023 e quella nel virgolettato è la trascrizione riportata nel libro Palude Venezia (ed. Il Nordest Libri) di una telefonata intercorsa tra l'ex assessore alla mobilità, poi condannato per corruzione in atti contrari ai doveri d'ufficio, con l'aggravante della stipula di contratti, a tre anni e dieci mesi, e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro sul quale pende una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione.
A parlare è Luigi Brugnaro e la telefonata avviene circa un anno e quattro mesi prima del fatidico 16 luglio 2024 quando l'inchiesta Palude Venezia sfocia in arresti, sequestri e avvisi di garanzia, com'è possibile che in poco meno di un anno e quattro mesi un sindaco non prenda provvedimenti nei confronti di un assessore anche solo sospettato di chiedere tangenti?
Il buon senso, ma soprattutto la legge, avrebbero richiesto la rimozione dell'assessore dall'incarico e la denuncia alle autorità competenti.
Al di là della trivialità della conversazione il contenuto dell'intercettazione è estremamente curioso perché non si capisce se è un invito a smettere subito oppure un invito ad essere più prudente, quel "Rischi troppo" potrebbe essere interpretato come "Devi rischiare meno?", chi ha chiesto al sindaco se l'assessore "domandava soldi"? "Tu non mi ascolti [...] non hai capito!", potrebbe essere interpretato come un precedente ammonimento, ignorato dall'assessore, per le stesse ragioni? Se così fosse si potrebbe presumere che il sistema "Boraso", come qualcuno lo ha definito, fosse conosciuto da chi ha riferito al sindaco delle richieste di danaro e dal sindaco stesso.
In un'altra intercettazione di una telefonata tra il sindaco Luigi Brugnaro e l'assessore Renato Boraso il sindaco esordisce con: "Pensa prima di parlare, soprattutto al telefono, c'è gente che come me che shhhh (come a voler fare il segno del silenzio, annota la GdF) [...] ricordati, la gente parla [...] e di te hanno parlato tanto [...] te l'ho già detto un'altra volta".
Ovviamente siamo nel campo delle ipotesi e spetterà alla magistratura appurare i fatti in un eventuale processo dopo che Gip e Gup avranno fatto il loro dovere e vale la presunzione di innocenza fino a prova contraria.

L'inchiesta Palude Venezia sembra arrivata al suo naturale epilogo con la richiesta di rinvio a giudizio del sindaco Bru...
12/05/2025

L'inchiesta Palude Venezia sembra arrivata al suo naturale epilogo con la richiesta di rinvio a giudizio del sindaco Brugnaro e dei suoi più stretti collaboratori con l'accusa di corruzione.
Per il momento il diretto interessato non commenta e rimangono in silenzio anche i dirigenti dei partiti che sostengono sindaco e giunta, mentre sui social da più parti si chiedono le dimissioni di tutta l'amministrazione.
Qualora si vada a processo, e la cosa è quasi certa a meno di colpi di scena abbastanza improbabili, ovviamente sarebbe quantomeno strano, se non improprio, che un sindaco sotto processo continui a rimanere in carica con tutti i rischi che questo potrebbe comportare per la regolarità delle incombenze amministrative.
Qualora vi fossero le dimissioni, o una eventuale sfiducia, lo scenario sarebbe quello di un commissariamento e di successive elezioni in tempi abbastanza brevi.

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