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Nanuk il grande vagabondo solitario (Inuit)

10/05/2026

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03/05/2026

AGGIORNAMENTO GIORNO 42: IL GIORNO DOPO. POLEMICHE E DUBBI. MENTI SOSPETTOSE. UN TIMONE. TIMMY E IL TRACCIAMENTO

Questo post non era previsto.

Che ci sarebbero state polemiche a rilascio avvenuto si era capito fin da venerdì, nel momento in cui Timmy stava per lasciare la chiatta e poi era tornato indietro blocandosi a prua.

A maggior ragione la polemica è salita fino al cielo quando si è capito che il rilascio era avvenuto senza che nessuno lo vedesse.

Il nostro modo di commentare però è legato al basarsi sui fatti.
Ci siamo imposti di avere sempre dei dati da mostrare o almeno delle fonti accreditate altrimenti è meglio tacere.

Il nostro è un approccio razionalistico scientifico.
Le nostre considerazioni invece sono frutto di lunghi confronti che facciamo tra noi.

Gli anni che stiamo vivendo, purtroppo, sono infestati da fake news e teorie del complotto. Ciò accade per un semplice motivo: siamo sempre più bombardati da una mole di informazione che spesso il nostro cìervello fa fatica a gestire.

Il fatto di essere, evulozionisticamente parlando, delle "menti sospettose" (vi consigliamo il saggio "Menti sospettose. Perché siamo tutti complottisti" di Rob Brotherton che vi aiuterà a comprendere questi tempi complessi) ci porta spesso a fare ragionamenti che ci confondono invece di illuminarci.

Nel caso di Timmy i dubbi sono più che leciti perché, sul finale, non c'è stata la copertura di informazioni che ci aspettavamo, inoltre alcuni episodi molto discutibili hanno aggravato la situaizone.

Adesso c'è quindi molto caos.

Visto l'enorme affetto che abbiamo ricevuto da chi ha letto i nostri report in questi giorni, oggi ci siami sentiti però in dovere di provare a darvi almeno un timone per cercare di orientarvi nella tempesta.

Ricordate che 1 minuto dopo che questo post sarà pubblicato potrebbe essere già "vecchio".

Per facilitare il tutto abbiamo pensato di dividere l'aggironamento di oggi in notizie certe, incerte, e senza alcun fondamento.

Non è un metodo perfetto (anzi!), ma il migliore che ci è venuto in mente.

COSA SAPPIAMO DI CERTO

1) Sappiamo ovviamente che Timmy non è più nella chiatta

2) Sappiamo che tra quando Timmy è entrato nella chiatta e quando è partito per il viaggio verso il mare del Nord, all'interno del team è avvenuta una grossa frattura.
Questo è provato dal fatto che sia Sergio Bamberen che la dottoressa veterinaria Tonnies sono stati esclusi dal team del viaggio. Purtoppo non sappiamo molto altro perché loro stessi non ci hanno aiutato a capire bene, rilasciando post molto sibillini, ma poco chiari.

3) Sappiamo che nel viaggio fino al rilascio non era stato previsto un portavoce per gli aggiornamenti. Questo è u po' strano perché in un evento così mediatico qualcuno avrebbe dovuto essere responsabile dei rapporti con i media.

4) Sappiamo di certo che i due multimilionari che hanno finanziato il progetto ieri sera hanno preso le distanze dall'azione di rilascio di Timmy, lo hanno fatto con un post pubblico molto "inqueitante" che vi riportiamo nei commenti.

5) Sappiamo per certo che fino a venerdì sera Timmy era vivo e vegeto.

COSA SAPPIAMO DI INCERTO

1) Quasi sicuramente quando venerdì Timmy statva per uscire e poi è tornato inditero, sono state usate delle corde.
Abbaimo rivisto fotogramma per fotogramma quei momenti e si, sembra proprio che il gommone abbia delle funi che stanno tirando per la coda Timmy.

In realtà le corde compaiono più chiaramente in un altro fotogramma (in questo caso indubbio, l'immagine è chiara) ma sembra che sia solo un tentativo di legare Timmy e che fallisca.

In generale si tratta comunque di un passaggio incerto perché il video è fatto con il drone e ci sono molte alterazioni d'immagine quindi questa cosa attualmente per quanto molto probabile non può essere inserita nelle fonti certe.

Anche di questo vi mettiamo una foto nei commeti.

Non è chiaro a cosa servivano le corde.
Servivano ad aiutarlo a girarsi? Forse.
E se anche avessero deciso di trascinare Timmy fuori per la coda (pratica vietata da almeno 50 anni che rischia di spezzare la colonna vertebrale ai cetacei) come avrebbero poi fatto a sganciare le funi?
Avrebbero lasciato Timmy in mare aperto con una corda legate alla coda?
Non sembra molto credbile anche se nel mondo se ne vedono così tante...

2) Siamo incerti sui dai del gps.
Ieri Bild ha affermato che i dati stavano arrivando, ma in modo frammentario. Lo ha confermato poco fa anche Sergio Bamberen dicendo che Timmy è vivo e nuota nella direzione giusta.
Che i dati siano frammentari è normale perché il gps in mare non ha un tracciamento costante, nelle profondita il segnale si perde.
Di contro però il minsitro Till Backhaus ieri è parso molto arrabbiato di non avere notizie.

Evidentemente, ancora una volta si capisce che c'è stato un grande scollamento tra chi ha portato il viaggio verso il Mare del Nord a termine e chi ha salito Timmy nella chiatta.
Le informazioni tra i due gruppi non passano o non sono volutamente fatte passare.

3) Non è certo che il cetaceo filmato subito dopo il riaslcio, (quello che nuotava in mare aperto e che pareva in compagnia di altri cetacei) fosse Timmy.
Le fonti sono contrstanti anche qui.

4) Non è certo chi degli esperti fosse convolto nelle fasi di uscita di Timmy. Questa è una cosa molto confusa che andrebbe chiarita il pirma possibile.
Chi ha gestito il rilascio in mare?
Come?
Vogliamo saperlo.

COSA NON SAPPIAMO

1) Non sappiamo la versione dell'equipaggio del Fortuna B e del Robin Hood. Per ora da loro non trapela nulla, solo una presunta lettera (non ancora mostrata) che dice che il rilascio è avvenuto con tutte le parti coinvolte.
Eppure sono proprio loro che potrebbero chiarire i tanti dubbi.
Immaginiamo che a breve ne saperemo di più.

2) Non sappiamo come è avvenuto il rilascio.
Attualmente non ci sono registrazioni video disponibili al pubblico. In molti sostengono che sono state usate delle corde e che Timmy è stato trascinato fuori usando il Robin Hood.
Ciò ovviamente sarebbe gravissimo, avrebbe potuto uccidere Timmy, anche se, come abbiamo visto Timmy pareva non potersi girare nella chiatta e quindi si era arrivati aun punto morto.
Se però le corde fossero state davvero usate si torna al problema del loro utilizzo. Come sono state sgnaciate? Con sganciamento a distanza?
Possibile, ma molto rischioso e poco probabile.

3) Non sappiamo lo stato di saluite di Timmy.
In gran parte era molto difficilmente valutabile, ma va anche detto che nei giorni di viaggio, proprio perché mancava un portavoce, abbiamo saputo davvero poco.
Certo è che venerdì lo abbiamo visto tutti, Timmy pareva piuttosto attivo.

Ora tutto questo post "pi***ne" è in realtà inevitabilmente parziale e purtroppo, ci rendiamo conto, in alcuni accrescerà ulterirmente i dubbi.

Ci pare però che il fatto che ci sia qualcosa di poco chiaro, ormai lo abbiamo capito tutti, quindi non crediamo che saranno queste righe a peggiorare la situaizone.

Per concludere, in molti ci avete chiesto che idea ci siamo fatti noi. Grazie per la stima, ma anche noi navighiamo a vista.
È molto probabile che Timmy sia stato rilasciato in un modo poco ortodosso, ma non è detto che questo lo abbia danneggiato necessariamente.

È davvero troppo presto per dirlo e non ha troppo senso giocare agli investigatori. Siamo convinti che merita aspettare che le informazioni inquinate si sedimentino e poi cercare di capire meglio, tanto di sicuro nel prossimi giorni ne sapremo di più.
Ricordiamoci anche che era la prima volta che si faceva una cosa del genere, quindi le incertezze erano quasi di deafault.

Ovviamente nel frattempo ognuno è libero di cercare, pensare, riflettere. Se avete informazioni o cose interessanti, taggatemi pure (come già alcuni stanno facendo) ci aiuterà molto a capire meglio.

È comunque ragionevole pernsare che Timmy stia bene?
Si lo è!

Ricordate inoltre (lo diciamo sempre per i nuovi) che non siamo esperti di balene, ma solo attivistti appassionati di storie di animali che provano a lottare per salvarne alcuni.

E tra noi non c'è neppure Nosrtradamus...

Francesco

02/05/2026
01/05/2026

L'ultimo canto di una cornamusa echeggia sull'Isola di Sanday; il Mare del Nord prova a riprendersi sua figlia, attraverso l'abbraccio di una risacca.

Distesa sopra un letto di alghe, una balenottera minore vomita un relitto antropico e poi muore, poco a poco.

Il suo stomaco è lacerato, l'acqua riempie i polmoni;
non è più in grado di muoversi.

Lei è denutrita,
stanca,
inquinata.

Gravida.

Dentro di lei c'è un feto che inizia a decomporsi.

Una madre vittima dell'indifferenza,
di chi fa finta di non vedere,
di chi sta zitto e fermo,
mentre tutto il resto spurga
il marciume che affonda negli oceani.

Una madre che contiene una vita marcia;
una madre che invece di partorire il proprio cucciolo, si incastra tra le maglie di una trappola mortale.

Come un grosso parassitoide in via di sviluppo, distrugge e ostruisce il tratto gastrointestinale; impedisce al suo ospite di alimentarsi, finché non sarà pronto a emergere dalla bocca, dopo aver divorato e distrutto gli ultimi sforzi riproduttivi... di una madre.

Le ultime note di una cornamusa echeggiano sull'isola di Sanday; il Mare del Nord prova a riprendersi le sue due figlie.

🌻

Riferimenti e crediti:

[1] Hebridean Whale and Dolphin Trust
[2] Scottish Marine Animal Strandings Scheme

Coraggio Timmy è ora di andare
01/05/2026

Coraggio Timmy è ora di andare

AGGIORNAMENTO GIORNO 40 (TRA LE 14 E LE 15): LA CHIATTA È APERTA!! TIMMY SEMBRA NON VOLER USCIRE....

Immaginiamo che coloro che più hanno seguito questa storia stiano guardando la diretta.

Per chi non potesse guardarla però, vi aggiorniamo sul fatto che da circa 20 minuti la chiatta è aperta.

Timmy però sembra non voler uscire.

Sono momenti molto concitati quindi rimandiamo le nostre conseiderazioni a più tardi....

Francesco

Potete seguire la diretta qui 👉 https://www.youtube.com/watch?v=HQ6Tq4LMG9E

24/04/2026

🇮🇹 Quanto vale una vita?

Come essere umani ci siamo evoluti meno aggressivi in senso istintivo rispetto agli animali, ma abbiamo potenziato l’aggressività strategica e compiuto eccidi e devastazioni.

Ma è davvero un nostro diritto estinguere una specie anche se è causa di conflitti?

La stessa forza che ci rende in grado di distruggere, però può, elevarci e farci essere poeti, artisti, inventori. Abbiamo tra le mani la possibilità di scegliere come vivere e chi essere.

Forse, ora e più che mai, viviamo in una epoca in cui è necessario aprirsi all’ascolto e al dialogo, evitare di usare la natura (e quindi gli orsi e i lupi) come pretesto per nuove ostilità, smetterla di sprecare risorse e creatività per l’eliminazione e la distruzione e adoperarle per rinnovare un rapporto di rispetto verso l’altro.

Coesistere vuol dire non solo comprendere a fondo che abitiamo in un luogo che rappresenta cose diverse per abitanti diversi, animali umani e non, ma anche che siamo tutti esseri fragili e dipendenti, nessuno escluso.

Come diceva Edward Wilson “Quando le specie scompaiono per mano nostra, buttiamo via parte della storia della Terra. Ogni specie è unica, un esemplare emerso dopo una lunga lotta di migliaia o milioni di anni, il meglio del meglio, uno specialista dell’ambiente in cui vive.”

L’orso e La formica..

🇬🇧 How much is a life worth?

As human beings, we have evolved to be less instinctively aggressive than other animals, yet we have enhanced our capacity for strategic aggression, carrying out massacres and devastation.

The very force that enables us to destroy, however, can also elevate us, allowing us to become poets, artists, and inventors. We hold in our hands the possibility to choose how to live and who to be.

But do we truly have the right to drive a species to extinction, even when it is the source of conflict?

Perhaps now more than ever, we live in a time in which it is essential to open ourselves to listening and dialogue, to avoid using nature — and thus bears and wolves — as a pretext for further hostility, and to stop wasting resources and creativity on destruction, instead directing them towards renewing a genuine relationship of respect for others.

Coexisting does not simply mean understanding that we inhabit a place which holds different meanings for different inhabitants, both human and non-human, but also recognising that we are all fragile and interdependent beings, without exception.

As Edward Wilson observed, “When species disappear at our hands, we throw away part of Earth’s history. Each species is unique, the outcome of a struggle lasting thousands or millions of years, a specialist finely adapted to the environment in which it lives.”

L’orso e La formica

Words Elisabetta Tosoni
Photo © Umberto Esposito / Bruno D'Amicis
All rights reserved worldwide

24/04/2026

AGGIORNAMENTO: GIORNO 33 (POMERIGGIO): TIMMY/HOPE SEMBRA ABBASTANZA AGITATA, SI ATTENDE IL VIA LIBERA AL PIANO DEL CANALE

Ci rendiamo conto che la fotografia sia quasi identica a quella di questa mattina, ma possiamo assicurarvi che le cose sono un po' cambiate.

Timmy/Hope sembra più agitata ma naturalmente non sappiamo dire se sia un buon segno oppure no.

Un nuovo super esperto sarebbe arrivato sul posto, ma francamente non si è ancora capito quale sia il ruolo di tutti questi esperti.

Nella realtà stiamo semplicemente aspettando che il Ministro dell'Ambiente Till Backhaus approvi il progetto del canale. Ricordo comunque che per finrilo occorreranno almeno un paio di giorni.

Nel frattempo la ZDF ha detto che ci sono ancora speranze per salvare Timmy/Hope anche se sempre meno persone credono a questa cosa.

In ogni caso il finanziatore del piano di salvataggio Walter Gunz è stato chiaro: "andremo avanti fino alla fine".

Ha poi riconosciuto che sicuramente alcuni errori sono stati fatti, ma anche detto che con il senno di poi tutto appare più chiaro.
È chiaro che si tratta di una mezza rispsota alle accuse fatte neio giorni scorsi dalla Wallace.

Vi ricordiamo che il nuovo piano prevede la creazione di un canale lungo oltre 110 metri.
Timmy poi verrebbe poi trasportato nell'Oceano Atlantico utilizzando una sorta di chiatta che, a differenza di ieri, sembra tornata in gioco.

In Germania l'attenzione resta molto alta, ci auguriamo che ci siano, fra tutte queste persone, almeno alcune in grado di pensare al fatto che ogni giorno milioni di animali vengono uccisi per finire nelle nostre tavole, che nel mondo ogni anno sono circa 2000 i cetacei che si areanano.

Molti di questi lo fanno per colpa di reti da pesca fantasma.

Proprio come quasi sicuramente è successo a Timmy/Hope.

Francesco

Se volete potete seguire la diretta qui -> https://www.youtube.com/watch?v=LPVhzcjGsjc

Pazzi 🤬
23/04/2026

Pazzi 🤬

E' bastato un sussulto dei cacciatori per far ritirare l’emendamento che prevedeva una distanza minima di 300 metri per sparare vicino ad agriturismi e fattorie didattiche
❗Siamo arrivati al punto che neanche la sicurezza dei cittadini e la quiete delle attività turistiche contano più davanti alla smania di uccidere.
❗ È una capitolazione politica totale, un segnale inquietante che conferma la direzione del DDL 1552: il Governo decide di fare un altro passo indietro, rinunciando a porre limiti sensati persino dove ci sono bambini, turisti e animali allevati a fini educativi.
😑 Il ritiro di questo emendamento dimostra che nel DDL 1552 non c'è spazio per la convivenza civile, ma solo per le pretese di chi vuole sparare ovunque.

Leggi l'articolo di
https://www.ilfattoquotidiano.it/.../distanze.../8361865
di Alberto Marzocchi "Raddoppiare la distanza entro cui è vietato cacciare da agriturismi e aziende agricole, le doppiette insorgono e la proposta (assennata) viene ritirata"

www.abolizionecaccia.it


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