Giulia Palmerston

Giulia Palmerston Da barista a imprenditrice 💧
Guido mamme ambiziose a lanciare un’attività online autonoma ✨
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29/07/2026

“Abbi pazienza.”
“Vedrai che con il tempo le cose miglioreranno.”
“Sei ancora giovane.”
“Hai un lavoro fisso, tienitelo stretto.”

E tu ci credi, perché sei abituata a dare il massimo.
Arrivi al lavoro con il sorriso anche quando hai dormito poche ore.
Accetti di coprire un turno all’ultimo minuto perché sai che, se c’è bisogno, puoi fare la differenza.
Esci dal locale stanca, ma trovi comunque le energie per occuparti di tuo figlio, della casa e di tutto il resto.
E continui a pensare che, se ti impegni ancora un po’, prima o poi qualcosa cambierà.

Io sono stata quella donna per oltre 15 anni.

Per tanto tempo ho pensato che, continuando a lavorare bene, la mia vita sarebbe cresciuta nella stessa direzione del mio impegno.
Poi ho capito che non era una questione di lavorare di più, era una questione di iniziare a costruire qualcosa di allineato alla donna che stavo diventando.

Ed è forse per questo che sei qui.

Perché anche tu sei una donna che non si tira indietro davanti alle responsabilità, che continua a imparare e a crescere, anche quando nessuno glielo chiede.
Che vuole essere presente per la propria famiglia, ma senza rinunciare ai propri sogni.
Che non vuole semplicemente arrivare a fine mese.

Vuole costruire una vita di cui essere davvero orgogliosa.

Io non credo che tu stia cercando una scorciatoia, credo che tu stia cercando un’opportunità all’altezza della donna che sei.

Perché se hai la disciplina di alzarti prima di tutti, lavorare nei weekend, prenderti cura della tua famiglia e continuare comunque a investire su te stessa…allora il problema non è la tua capacità.

È trovare un posto in cui quella capacità possa finalmente essere valorizzata.

Se ti sei riconosciuta in queste parole, penso che in questo profilo ti sentirai a casa. ❤️

☕️

03/07/2026

Da quando sono diventata mamma, ci sono cose che non riesco più a guardare con gli stessi occhi, cose che per anni avevo considerato “parte del lavoro”.

Abbiamo normalizzato il fatto di dover chiedere il permesso per essere presenti alla recita di nostro figlio, l’idea di aspettare il foglio dei turni per capire quando potremo organizzare la nostra vita.
Abbiamo normalizzato il chiamare “giorno libero” una giornata dedicata a recuperare tutto quello che non siamo riuscite a fare durante la settimana o il sentirci in colpa quando nostro figlio si ammala, perché la prima preoccupazione diventa capire come incastrare il lavoro.
Abbiamo normalizzato il festeggiare Natale, i compleanni e gli anniversari quando il turno lo permette, invece che quando il cuore lo desidera.
E forse la cosa più pericolosa di tutte…
Abbiamo normalizzato il convincerci che questa sia semplicemente la vita adulta.
Ma è davvero così?
Ho sempre lavorato con impegno e so cosa significhi dare il massimo, ma a un certo punto ho capito che non volevo più costruire una vita in cui il mio tempo fosse sempre una conseguenza delle decisioni di qualcun altro.
Volevo costruire qualcosa che fosse anche mio, un progetto che ogni giorno mi permettesse di creare valore destinato a crescere nel tempo.
Un progetto che mi restituisse ciò che, per me, aveva iniziato ad avere il valore più grande.
La possibilità di scegliere di esserci, di rallentare quando serve, di accompagnare mio figlio a un torneo senza dover chiedere il permesso, di tenerlo a casa quando ha bisogno di me senza vivere con l’ansia del turno.
Di sapere che ogni ora che investo nel mio lavoro sta costruendo anche qualcosa che appartiene alla mia famiglia, non solo il futuro di qualcun altro.

Perché, alla fine, la domanda che ha cambiato la mia vita è stata:
“Come posso fare in modo che tutto l’impegno che metto ogni giorno costruisca anche la vita che desidero vivere?” ❤️

11/06/2026

Quando è stata l'ultima volta che hai deciso tu come sarebbe stata la tua settimana?
Per anni la mia vita era scandita da turni, mattino, pomeriggio, weekend lavorati, festività lavorate.
E ogni settimana iniziava nello stesso modo..aspettando che qualcun altro decidesse quando avrei lavorato, quando sarei stata a casa e quanto tempo avrei avuto per mio figlio e mio marito.

Per oltre 15 anni ho lavorato come barista e mi piaceva anche molto, ma a un certo punto ho capito una cosa.
Potevo diventare sempre più competente e preziosa per il locale, ma non diventavo mai più libera.
E allora mi sono fatta una domanda.

Se continuo così per altri 5 anni...cosa cambierà davvero?

Perché potevo continuare a lavorare, a fare turni, a essere la migliore dipendente possibile..ma la mia vita avrebbe continuato a dipendere dalle decisioni di qualcun altro.

Così ho iniziato a costruire qualcosa in parallelo.
Perché avevo capito che lavorare tanto non era più sufficiente: volevo iniziare a creare qualcosa che mi appartenesse davvero.

Ho scelto un progetto legato al benessere, alla prevenzione e alla sostenibilità.
Valori che facevano già parte della mia vita.
L'ho costruito un passo alla volta, mentre continuavo a lavorare.

E oggi quella scelta mi ha permesso di vivere una quotidianità completamente diversa.
Più presente, più intenzionale, più allineata ai valori con cui voglio crescere mio figlio.

E la cosa che amo di più è che oggi posso aiutare altre donne a fare lo stesso percorso.

Se sei una mamma che lavora nella ristorazione e senti che la tua vita continua a essere scandita dai turni di qualcun altro... scrivimi CAMBIO

Ti racconto il percorso che mi ha portata, dopo 15 anni come barista, a costruire qualcosa di diverso, più allineato ai miei valori e alla vita che desideravo vivere ❤️

Non è per tutte, ma potrebbe essere esattamente la possibilità che stavi cercando per iniziare a costruire qualcosa di tuo

11/06/2026

1 - Credevo che desiderare qualcosa di diverso significasse non essere abbastanza grata.
Che se avevo un lavoro, una routine e una vita che funzionava, avrei dovuto semplicemente esserne felice.
Ora penso che puoi amare la tua vita e sentire comunque che sei cresciuta oltre la versione che l'ha costruita.

2 - Credevo che fosse troppo tardi.
Perché quando fai lo stesso lavoro per tanti anni, inizi quasi a convincerti che quella sia la tua identità.
Non dicevo: "Faccio la barista.” ma "Sono una barista."
E quando un'identità diventa così radicata, inizi a credere che tutto il resto appartenga agli altri.
Alle persone più giovani, più preparate, più tecnologiche, più intraprendenti, a tutti tranne che a te.

3 - Credevo che avrei dovuto avere tutte le risposte prima di iniziare.
Sapere esattamente come sarebbe andata, essere sicura di non sbagliare, sentirmi pronta.
Ma la verità è che le decisioni che cambiano una vita raramente arrivano con tutte le istruzioni incluse e aspettare di sentirsi pronta spesso è solo un modo elegante per rimandare.

4 - Credevo che il problema fosse la mancanza di capacità..guardavo tutto quello che non sapevo fare, ma non vedevo tutto quello che avevo già imparato nella vita.
Essere mamma, gestire una casa, lavorare per anni a contatto con le persone, affrontare problemi ogni giorno come se tutte quelle competenze non contassero.

5 - Credevo che il prezzo più alto fosse provare e fallire.
Oggi credo che il prezzo più alto sia non provare affatto, perché il fallimento fa male si..ma c'è una domanda che fa molto più male.
Quella che arriva quando ti chiedi:
"E se avessi ascoltato quella vocina dentro di me?"
"E se ci avessi almeno provato?"

Credo che la maggior parte delle donne non sia bloccata dalla mancanza di opportunità, ma dalle storie che si racconta da così tanto tempo da averle scambiate per verità.
E spesso tutto cambia quando trovi il coraggio di mettere in discussione una di quelle storie ❤️
Per questo ho registrato un video di 10 minuti in cui racconto il percorso che mi ha portata a costruire qualcosa di diverso, più allineato ai miei valori e alla vita che desideravo vivere.
Se vuoi guardarlo scrivimi CAMBIO

09/06/2026

Perché sono spesso le stesse mamme che investono nella propria crescita anche quando nessuno glielo chiede.
Quelle che comprano un libro invece di una borsa, che leggono qualche pagina prima di dormire anche dopo una giornata piena, che ascoltano un podcast mentre guidano, cucinano o sistemano casa.
Quelle che si fanno domande che gli altri non si fanno, che si interessano di salute, prevenzione, benessere, educazione, crescita personale e libertà.
Quelle che non accettano automaticamente il "si è sempre fatto così".
Quelle che cercano continuamente modi per migliorare la propria vita e quella della propria famiglia.

E forse la cosa più bella è che spesso queste donne non si rendono nemmeno conto di quello che stanno insegnando ai propri figli..perché quando tuo figlio ti vede leggere un libro sul divano, studiare qualcosa che ti appassiona o ti sente parlare di un'idea nuova che hai scoperto non gli stai insegnando solo ad amare la lettura.
Gli stai insegnando che imparare non finisce quando esci da scuola, che una persona può continuare a crescere per tutta la vita, a essere curioso, a pensare con la propria testa, a non smettere mai di evolversi.

Credo che molte persone sottovalutino il valore di questa caratteristica.
Perché il mondo cambia continuamente, le professioni cambiano, le opportunità cambiano, le competenze cambiano, ma le persone che continuano a imparare trovano sempre un modo per crescere insieme al cambiamento.

Forse è anche per questo che le donne che costruiscono vite straordinarie hanno spesso qualcosa in comune.
Non smettono mai di essere studentesse.
Comprano libri invece di scuse.
Studiano mentre gli altri si lamentano.
Investono nella propria mente mentre gli altri aspettano che qualcosa cambi.
E hanno già una delle qualità più preziose che una persona possa avere oggi:
la volontà di imparare continuamente.

Perché alla fine la qualità della tua vita, delle tue relazioni, della tua salute e delle opportunità che riesci a creare raramente supera la qualità della persona che stai diventando.

E sono curiosa...qual è il libro che ti ha lasciato qualcosa che porti ancora con te oggi? ❤️





06/06/2026

Credo che molte mamme farebbero più attenzione a quello che entra nella casa dei propri figli se sapessero davvero cosa c'è dietro certe "normalità".
Quando sono diventata mamma ho iniziato a informarmi come mai prima e più imparavo, più mi rendevo conto che molte delle cose che consideriamo normali non sono necessariamente le migliori opzioni disponibili.
Così ho iniziato a cambiare alcune abitudini.

🥦 Ho iniziato a scegliere cibo biologico e locale.
Perché quello che i nostri figli mangiano oggi diventa letteralmente il corpo che avranno domani.

🍭 Ho eliminato il più possibile gli zuccheri raffinati.
Perché non voglio aspettare che il problema si presenti per iniziare a farmi domande.

🚿 Ho installato un filtro per la doccia che rimuove il cloro.
Perché la pelle è il nostro organo più esteso e che i bambini hanno una pelle ancora più delicata della nostra.

💧 Ho scelto una soluzione diversa per l'acqua che beviamo.
Perché se l'acqua è la sostanza che introduciamo più spesso nel nostro corpo, per me ha senso darle attenzione.

🏡 Ho eliminato gran parte dei prodotti chimici che utilizzavo per la pulizia della casa.
Perché i bambini passano le giornate negli ambienti che creiamo per loro.

Faccio questo perché credo che la prevenzione inizi molto prima dei sintomi e perché, da mamma, preferisco farmi una domanda in più oggi che avere un rimpianto in più domani ❤️

Sei d'accordo con me?





04/06/2026

All'inizio l'ho fatto per una motivazione etica, sentivo che non potevo continuare a dire di amare gli animali e allo stesso tempo ignorare quella realtà, ma col tempo mi sono resa conto che quella decisione riguardava molto più del cibo.

Mi aveva insegnato una cosa fondamentale: iniziare a farmi domande.
Da dove arriva ciò che consumo?
Quale impatto ha sull'ambiente?
Quali conseguenze ha sulla mia salute?
Quale mondo sto contribuendo a costruire con le mie scelte quotidiane?

Da quel momento ho iniziato a guardare tutto con occhi diversi, non solo quello che mettevo nel piatto, ma anche quello che mettevo sulla pelle, i prodotti che usavo in casa, le abitudini che avevo sempre dato per scontate.
Perché quando inizi a fare una scelta consapevole...raramente ti fermi lì.
Inizi a cercare coerenza e credo che le donne più consapevoli siano proprio così.

Non fanno le cose perché "si è sempre fatto così".
Si informano, valutano, investono in soluzioni migliori quando ne trovano una.
Anche se richiede uscire dalla normalità, anche se gli altri non capiscono.

E sai qual è la parte più assurda?
Che l'ultima cosa su cui ho sviluppato consapevolezza è stata l'acqua.
L'elemento che consumiamo più di qualunque altra cosa ogni giorno.
Passavo tempo a leggere etichette alimentari, a scegliere prodotti più sostenibili, a ridurre sprechi, eppure continuavo a portare a casa bottiglie di plastica senza farmi troppe domande.

Finché un giorno mi sono chiesta: se sto cercando di costruire uno stile di vita più sano e più sostenibile...ha senso ignorare proprio ciò che entra nel mio corpo più volte al giorno?

Quella domanda ha cambiato tutto.
Perché mi ha portata a scoprire una soluzione che oggi mi permette non solo di eliminare completamente le bottiglie di plastica da casa mia, ma anche di sostituire tutti i prodotti per la casa che utilizzavo quotidianamente.
Il punto non è diventare perfetti, ma continuare a farsi domande..perché ogni volta che una donna sceglie di diventare più consapevole, smette di vivere in automatico e inizia a costruire una vita più allineata ai propri valori ❤️




31/05/2026

In questi giorni era particolarmente stanco.
Più sensibile, più bisognoso di rallentare, di stare a casa, di recuperare energie.
Così ho deciso di tenerlo con me.
Abbiamo passato la mattina insieme in cucina, a sgusciare fave, chiacchierare e ridere.
Quelle cose semplici che spesso sembrano piccole...finché non ti fermi davvero a viverle.

A un certo punto mi ha guardata e mi ha detto:
"Mamma, sono contento che adesso fai questo lavoro perché così posso stare di più con te."

E lì mi si è fermato tutto per un attimo, perché lui non stava parlando di lavoro, non stava parlando di soldi.
Stava parlando di presenza, del fatto che oggi, quando sente il bisogno di rallentare, io posso esserci, del fatto che non devo sempre correre a cercare di incastrarmi con i turni di mio marito o trovare qualcuno a cui lasciarlo.
Del fatto che posso ascoltare quello che mi sta comunicando senza dover immediatamente pensare a come fare se non sta bene.
E mentre lo ascoltavo, ho pensato a quante volte noi adulti ignoriamo i segnali che invece i bambini ascoltano così bene.
Quando sono stanchi, si fermano.
Quando hanno bisogno di recuperare, rallentano.
Quando hanno bisogno di presenza, la cercano.

Noi invece continuiamo ad andare avanti, ci diciamo che recupereremo nel weekend, nelle ferie o più avanti, ma il benessere non funziona così.
La salute si costruisce quando smettiamo di considerare il riposo un lusso e iniziamo a considerarlo una necessità.

Se anche tu sogni una vita in cui non dover scegliere continuamente tra ciò che conta e ciò che devi fare...
Una vita in cui tuo figlio possa dirti "ho bisogno di te" e tu possa ascoltarlo senza che la prima preoccupazione sia il lavoro, il turno o come organizzarti...
Una vita in cui la presenza non sia qualcosa da rimandare alle ferie, ma faccia parte della tua quotidianità...
Scrivimi la parola PRESENZA in DM.
Ti invierò il video in cui ti mostro il percorso che mi ha permesso di costruire tutto questo e perché oggi sempre più donne stanno scegliendo di creare qualcosa di proprio senza rinunciare a ciò che conta davvero ❤️




Indirizzo

Verona

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