15/06/2026
🔔EVENTI/ UNA “FESTA DI POPOLO” A RIVELLO 🏘 IL PAESE CELEBRA IL CENTENARIO DELLA NUOVA STATUA🙏DI SANT’ANTONIO CON CERIMONIE RELIGIOSE E CIVILI 🖼️UN SEMINARIO SU RITI E CULTI, UNA MOSTRA FOTOGRAFICA ecc.✍Cento anni fa, la notte tra il 13 e il 14 giugno del 1926, un incendio – causato dalle “candele, piegatesi per il troppo calore” bruciò l’addobbo e la statua di Sant’Antonio. I danni furono limitati dalla presenza dei fedeli della compagnia di Papasidero, in sosta, nel pronao del convento, per il pellegrinaggio al santuario di Novi Velia. Stando a quanto narrano le cronache, l’allarme scongiurò altri danni (all’epoca non c’erano né acquedotto né corrente elettrica). In seguito una commissione, civico-religiosa, s’impegnò a rifare l’antica statua venerata da ben mezzo millennio…
👨👩👧👦Un secolo dopo la comunità parrocchiale di Rivello – guidata da don Mario Tempone - ha voluto celebrare l’evento con una serie di cerimonie sacre e iniziative civili degne di nota. La chiesa, annessa al convento edificato nel 1514, ha ospitato la tradizionale tredicina con un “predicatore” ad ogni messa vespertina.
🎤Tra queste un interessante seminario sulla devozione antoniana a Rivello “La tradizione tra i riti del culto e il il culto dei riti”, che ha coinvolto studiosi di livello nazionale e locale che ha contribuito alla conoscenza dell’identità culturale del posto sia cittadini che ospiti.
📷 Di estremo interesse la mostra iconica e fotografica – allestita nel coro ligneo cinquecentesco dietro l’altare maggiore, sul quale era poggiata una reliquia ottocentesca del Taumaturgo di Padova. “La tradizione tra memoria e futuro” con in primo piano la possente effige annerita, sopravvissuta al rogo di 100 anni fa. Poi una serie di fotogrammi sulle feste, fiere e processioni; cente votive, devozione e custodi della tradizione; dolci scatti di infanti consacrati alla protezione del Santo, luoghi ed immagini della fede… Quadri del monastero, di stampe, ultimi monaci, cortei religiosi, zampognari, persino un presepe con il convento in miniatura.
🧰Un patrimonio di memoria storica che si aggiunge ai tesori già custoditi nel tempio, con decorazioni barocche, pale di altare, l’organo a canne del ‘700… Al visitatore non sfuggono gli affreschi del pronao e quelli conservati nel chiostro, come nella sala dell’Ultima Cena – opera di Giovanni e Girolamo Todisco da Abriola – così è degna di attenzione la ca****la della Madonna del Carmine (il cui polittico è conservato nel Palazzo Lanfranchi a Matera). Ad impreziosire il luogo i ricami di Maria, la sacrista, che con le “mani rosa” cesella ancora manufatti di rara fattura in bella vetrina (tovaglie, centrini ecc.).
⛪Tra le colonne del pronao , in stile durazzo catalano, le cinte ex foto dei fedeli che attendono l’arrivo del lungo corteo processionale nel caratteristico centro storico. Il profumo dei tigli e dei ceri accesi accoglie la nuova statua coi portatori, canti e preghiere, insieme al piccolo simulacro coi bambini che sorreggono sul capo, con le donne, cinti di candele di varia misura e fattura, offerti al santo patavino (giunti in mattinata dalle contrade).
❤ Una partecipazione corale – come ha tenuto a sottolineare il parroco – grato a quanti hanno collaborato per dare al centenario una valenza di riscoperta di radici e di condivisione cristiana. Una festa di popolo. “Un popolo che, "con un cuore solo e un'anima sola", ha dato senso, forza e bellezza a questa festa.” Al Comitato, il Comune, l’Arma dei Carabinieri, i volontari – anziani e giovani - che sono custodi della tradizione e seme per il futuro.