11/09/2026
«Secondo me dovrebbero vederlo tutti».
Ghali ha scelto Venezia per assistere alla proiezione di Naza, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor in concorso alla Mostra, senza passare da red carpet o appuntamenti mondani. L’artista, da anni vicino alla causa palestinese, ha spiegato di essere arrivato al Lido soltanto per vedere il film.
Prima di andare via, ha ribadito il motivo della sua presenza: «Sono venuto a Venezia per vedere Naza, a titolo personale. Secondo me dovrebbero vederlo tutti».
Poco dopo, sui social, ha affidato un messaggio ancora più diretto: «L'arte è ancora capace di superare qualsiasi silenzio e qualsiasi censura. Nella speranza che le testimonianze della verità non finiscano invano, è importante che tutti guardino questo documentario. Dopo mezza vita passata nelle scuole, ritengo sia necessario che maestri e professori trovino spazio per approfondire quello che sta succedendo in Palestina e nel Medio Oriente sistematicamente ormai da decenni. Non esitate a chiedere cose ai vostri insegnanti, soprattutto a quelli di storia».
La proiezione ha scatenato una reazione enorme in Sala Grande: il pubblico è rimasto in piedi per 25 minuti, dando vita alla standing ovation più lunga della Mostra del 2026 e, secondo quanto riportato, la più lunga mai vista al Festival di Venezia. Durante gli applausi sono comparse molte bandiere palestinesi e libanesi, mentre i due registi apparivano visibilmente commossi.
Il primato precedente apparteneva a La voce di Hind Rajab, presentato alla Mostra nel 2025, che aveva raccolto 22 minuti di applausi.
Prodotto dalla sezione documentari del Guardian, Naza è stato girato in segreto nell’arco di tre anni e raccoglie le testimonianze di 24 ex membri dell’intelligence e dell’esercito israeliano. Il titolo riprende il termine “NAZA”, usato nel film come acronimo legato alla stima delle vittime civili considerate possibile “danno collaterale” nelle operazioni aeree.
Yuval Abraham e Rachel Szor avevano già lavorato insieme a No Other Land, il documentario realizzato con Basel Adra e Hamdan Ballal, premiato con l’Oscar nel 2025.