Passione Psicologia - Alessandro Mazzoli - Psicologo

Passione Psicologia - Alessandro Mazzoli - Psicologo Alessandro Mazzoli, psicologo e
autore di Passione Psicologia Podcast
Colloqui in studio a Vigevano e online
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Venerdì sera torniamo a parlare di letteratura, ma soprattutto di ciò che la letteratura riesce a rivelare di noi.Al pro...
22/09/2026

Venerdì sera torniamo a parlare di letteratura, ma soprattutto di ciò che la letteratura riesce a rivelare di noi.

Al prossimo incontro degli Istrici di Carta partiremo da “La mite” di Fëdor Dostoevskij per entrare nella psicologia dei suoi protagonisti: il silenzio, il bisogno di controllo, la vulnerabilità nascosta dietro la superiorità e la difficoltà di riconoscere davvero l’altro.

Da qui apriremo alcuni confronti con “La sonata a Kreutzer” di Lev Tolstoj: due opere diverse, attraversate da una domanda comune.

Quanto vediamo davvero la persona che amiamo e quanto, invece, vediamo ciò che abbiamo proiettato su di lei?

Ne parleremo insieme ad Alberto Merlano.

Venerdì 25 settembre 2026, ore 21 - Astrolabio, via Riberia 14 - Vigevano

Vi aspetto.



Astrolabio

Questa poltrona è nel mio studio.Ogni settimana accoglie storie molto diverse tra loro.Qualcuno vi si siede perché sta a...
16/09/2026

Questa poltrona è nel mio studio.
Ogni settimana accoglie storie molto diverse tra loro.

Qualcuno vi si siede perché sta attraversando un momento difficile.
Qualcun altro non saprebbe indicare un problema preciso: sa soltanto che il modo in cui sta vivendo non gli basta più.
Ripeto spesso una frase a chi incontro: “iniziare un percorso psicologico è un atto di vitalità”.

Lo penso davvero.

Decidere di occuparsi di sé significa che, accanto alla fatica, è ancora presente una spinta che non si è arresa. Qualcosa che continua a desiderare, a fare domande, a cercare una forma diversa per la propria vita.

Conoscersi, però, non significa necessariamente trovare risposte rassicuranti. A volte significa accorgersi di quanto abbiamo vissuto cercando di corrispondere alle aspettative degli altri. Significa incontrare desideri trascurati, contraddizioni, parti di noi che abbiamo tenuto a distanza perché difficili da conciliare con la vita che ci siamo costruiti.

Per questo l’inizio di un percorso mi interessa particolarmente.

C’è una persona che entra, si siede su quella poltrona e comincia a raccontare ciò che conosce della propria storia. Ma insieme a quella storia, quasi sempre, ce n’è un’altra che ancora non conosce.

Forse la vitalità sta proprio lì: nel sentire che la propria vita non è ancora una storia già scritta.

È possibile richiedere una seduta secondo le seguenti modalità:
via mail scrivendo a: [email protected]
via telefono o WhatsApp al seguente numero: +39 348 2916736

Dott. Alessandro Mazzoli
Psicologo clinico e del cambiamento

A volte la vita che abbiamo costruito continua a funzionare. Eppure, non ci corrisponde più nello stesso modo.Può accade...
13/09/2026

A volte la vita che abbiamo costruito continua a funzionare. Eppure, non ci corrisponde più nello stesso modo.

Può accadere nel lavoro, nelle relazioni, dopo una perdita, davanti a una scelta. Oppure senza che sia facile indicare un motivo preciso.

Non sempre si tratta di tornare a stare come prima. Può trattarsi di capire che cosa sta cambiando.

Alessandro Mazzoli
Psicologo clinico a Vigevano
Colloqui in studio e online

Due matrimoni, due tragedie, due uomini che raccontano.Ma quanto riescono davvero a vedere la donna che hanno accanto? È...
09/09/2026

Due matrimoni, due tragedie, due uomini che raccontano.
Ma quanto riescono davvero a vedere la donna che hanno accanto?

È da questa domanda che partirà il mio intervento al prossimo incontro del gruppo di lettura Istrici di Carta, venerdì 25 settembre.

Questa volta metteremo in dialogo due testi straordinari della letteratura russa dell’Ottocento: “La mite” di Fëdor Dostoevskij e “La sonata a Kreutzer” di Lev Tolstoj.

Insieme ad Alberto Merlano proveremo a entrare nelle relazioni raccontate dai due autori.

A me spetterà soprattutto il compito di guardarle da una prospettiva psicologica: il silenzio, la gelosia, il desiderio, la ferita narcisistica, il bisogno di controllo, ma anche quella difficoltà molto umana di riconoscere l’altro come qualcuno che non ci appartiene e che non possiamo conoscere fino in fondo.

Mi interessa soprattutto una questione: in entrambi i racconti sono gli uomini a prendere la parola e a raccontare la donna. Ma la stanno davvero raccontando o, attraverso di lei, stanno soprattutto raccontando se stessi?

Da qui proveremo a costruire un profilo psicologico dei personaggi, cercando somiglianze e differenze. Lasciando, come sempre, che siano i testi ad aprire il confronto.

Vi aspetto venerdì 25 settembre alle ore 21 presso Astrolabio in via Riberia 14 a Vigevano



Astrolabio

Perché il silenzio non proteggeIl DDL Valditara sull’educazione affettiva e sessuale pone una questione che non riguarda...
07/06/2026

Perché il silenzio non protegge

Il DDL Valditara sull’educazione affettiva e sessuale pone una questione che non riguarda solo la scuola, ma il modo in cui una comunità adulta sceglie di accompagnare i propri ragazzi dentro il territorio delicato del corpo, del desiderio, del consenso e della relazione.

L’educazione affettiva e sessuale non è un’intrusione nella famiglia ma può rappresentare uno spazio di vitalità, di conoscenza e di prevenzione.

Se la scuola tace, quel vuoto non resta vuoto: viene riempito dai social, dalla pornografia, dalla disinformazione, dal gruppo dei pari, spesso senza alcun filtro educativo.

Il rischio di questo provvedimento è considerare l’educazione sessuo-affettiva come un contenuto da temere e sorvegliare, invece che come una dimensione essenziale della crescita da comprendere e da accompagnare.

Ma ciò che viene rimosso non scompare. Torna come confusione, vergogna, paura del corpo e, soprattutto, nell’incapacità di riconoscere il limite dell’altro.

Educare all’affettività non significa sostituirsi alle famiglie, significa aiutare i ragazzi a dare un nome a ciò che vivono.

Perché il silenzio non protegge.

Il silenzio lascia soli.


Questa mattina ho avuto il piacere di partecipare all’incontro “Quando la forza non basta. Dalla cultura della deterrenz...
31/05/2026

Questa mattina ho avuto il piacere di partecipare all’incontro “Quando la forza non basta. Dalla cultura della deterrenza alla convivenza” all’Auditorium San Dionigi di Vigevano.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e agli organizzatori di Una Comunità che Desidera per aver creato uno spazio di dialogo autentico su temi tanto complessi quanto necessari.

Per me è stato particolarmente significativo parlare di aggressività, odio e costruzione del nemico. Sono temi che riguardano la vita collettiva, ma che nascono sempre da qualcosa di profondamente umano: il rapporto con le nostre paure, le nostre ferite e le parti di noi che facciamo più fatica a riconoscere.

Porto con me la ricchezza del confronto con gli altri due relatori: don Luca Pedroli, docente del Pontificio Istituto Biblico di Roma e Andrea Macario di Emergency.






Domenica 31 maggio alle ore 10 sarò all’Auditorium San Dionigi di Vigevano per un incontro che sento molto vicino e part...
27/05/2026

Domenica 31 maggio alle ore 10 sarò all’Auditorium San Dionigi di Vigevano per un incontro che sento molto vicino e particolarmente attuale.
Parleremo di aggressività, odio, conflitto e convivenza.
Temi difficili, ma oggi necessari.
Il titolo del mio intervento sarà:
“Custodire l’aggressività, prevenire l’odio: il compito della comunità”
Proverò a condividere una riflessione che mi accompagna da tempo: aggressività e odio non sono la stessa cosa.
L’aggressività appartiene alla vita. L’odio nasce invece quando perdiamo la possibilità di riconoscere nell’altro qualcosa che ci riguarda profondamente.
Credo che una comunità diventi davvero umana non quando elimina il conflitto, ma quando riesce a pensarlo, contenerlo e trasformarlo senza costruire nemici.
Sarà un piacere dialogare con il dott. Luca Pedroli del Pontificio Istituto Biblico e con un rappresentante di Emergency, all’interno del percorso “Una Comunità che Desidera”.
Se vorrete esserci, mi farà piacere incontrarvi.


Ieri sera ho partecipato al gruppo di lettura Istrici di Carta presso l’Associazione Astrolabio.Come sempre, è stata un’...
11/04/2026

Ieri sera ho partecipato al gruppo di lettura Istrici di Carta presso l’Associazione Astrolabio.

Come sempre, è stata un’esperienza molto bella e interessante.

Abbiamo approfondito insieme Abbiamo sempre vissuto nel castello di Shirley Jackson, un romanzo capace di stimolare riflessioni profonde sulla psiche, sull’isolamento e su quelle zone d’ombra che abitano ogni comunità.

Questa sera avrò il piacere di partecipare al gruppo di lettura Istrici di Carta, per condividere alcune riflessioni  su...
10/04/2026

Questa sera avrò il piacere di partecipare al gruppo di lettura Istrici di Carta, per condividere alcune riflessioni sul romanzo “Abbiamo sempre vissuto nel castello” di Shirley Jackson.

Ne parleremo, oggi, venerdì 10 aprile alle ore 21 presso l’Associazione Astrolabio, in via Riberia 14 a Vigevano.

È un romanzo affascinante e inquieto, che ci accompagna nei territori dell’isolamento, dei legami familiari e di quelle ombre che talvolta attraversano le comunità e le relazioni umane.

Per me sarà un piacere ritrovarmi ancora una volta in questo spazio di confronto che, incontro dopo incontro, sta diventando sempre più stimolante. Avremo modo di dialogare sul libro e sulle domande che la letteratura sa accendere dentro di noi.

L’ingresso è libero e si può partecipare anche senza aver letto il romanzo.

Se vi va di condividere questo tempo di riflessione, vi aspettiamo.

La mostra “Rothko a Firenze” è bellissima.Per Mark Rothko il silenzio non è assenza, ma spazio vivo. È la forma più aute...
23/03/2026

La mostra “Rothko a Firenze” è bellissima.

Per Mark Rothko il silenzio non è assenza, ma spazio vivo.

È la forma più autentica di dialogo tra l’opera e lo spettatore.

Un dialogo che non passa dalle parole, ma dall’esperienza diretta, quasi corporea.

Non c’è nulla da spiegare.

È proprio lì che avviene l’incontro più profondo: il silenzio dell’opera incontra la nostra anima.






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