100% Rap

100% Rap Pagina dedicata alla musica rap e a tutto ciò che orbita attorno a essa. Contatti IG: https://www.instagram.com/enrico.cravanzola/ Youtube http://goo.gl/0lU8zP
(3)

Il nostro obiettivo è principalmente quello di far conoscere gli artisti emergenti della scena hip hop italiana al grande pubblico,oltre al compito di far (ri)ascoltare vecchi e nuovi capolavori del rap italiano e non solo. P.S. Non pubblicizziamo pagine di alcun tipo.* -fra

08/05/2019

Facebook è un social network defunto, saltuariamente qualcuno mi dice: «Ehi, ma perché non crei una pagina Instagram?».

Io lo farei anche, il punto però è che essendo allergico ai meme cosa potrei postare? Foto di dischi a ripetizione? Citazioni? Il mio 🍑?

Non so, la cosa non mi convince 🤔

100% Rap
08/05/2019

100% Rap

Cibo per la mente n.33

- Ghiaccio e magma (Santiago, 2012)
- Platoon (Oliver Stone, 1986)
- It was written (Nas, 1996)
- Pensieri (Marco Aurelio, 170-180 d.c.)

#ciboperlamente

100% Rap
08/05/2019

100% Rap

#Pillolarap n. 26

«Aspetta il sonno come il cinico che cerca l'uomo, dentro la ragione cerca il buio con una lanterna».

Una traccia liricamente molto interessante nell'ultimo album di Murubutu "Tenebra è la notte" (2019) è indubbiamente "L'uomo senza sonno". Il pezzo in questione si ispira al film omonimo diretto da Brad Anderson - in lingua originale "The Machinist" - e magistralmente interpretato da Christian Bale (2004).
Impreziosita dalla strofa di un ottimo MezzoSangue, la canzone, ricca di spunti di riflessione, tratta il tema mai banale dell'insonnia (disturbo di cui soffre lo stesso Professor Mariani).

La prima strofa narra di un certo Jackie, probabilmente un personaggio (protagonista) inventato dallo stesso Murubutu, che in un giorno come un altro rincasa nel tardo pomeriggio e una volta a letto, non riuscendo a cadere fra le braccia di Morfeo, viene tramortito dal silenzio assordante della notte. Il lento scorrere di quest'ultima è scandito da rumori per lui fastidiosissimi come il ticchettio delle lancette di orologi e segnali acustici che tuonano nella sua abitazione una volta ogni sessanta minuti. Ricorre anche a soluzioni farmacologiche per dormire, tuttavia la sua insonnia pare essere ineluttabile.
In un verso vengono anche citati dei vetri rotti, riconducibili ad una fiala che va in frantumi, oppure a Jackie che rompe un orologio o una specchio.
Ossessionato da pensieri tutt'altro che positivi, il protagonista tenta anche di impegnare il tempo scrivendo versi su un taccuino, ma in cuor suo sa che l'unica via per risolvere il proprio conflitto interiore sta nel fatale gesto estremo, il suicidio.

Murubutu parlando del brano: «È ispirato a The Machinist, un noir interpretato da Christian Bale uscito qualche anno fa. È un film che credo abbia reso attuali molti argomenti "dostoevskiani". Le mie canzoni spesso si riferiscono ad un’opera di traverso, questo film era piaciuto molto anche a Mezzosangue. Ho pensato fosse il rapper perfetto per affrontare la tematica lotta con i fantasmi, un altro dei capisaldi della letteratura russa».

La seconda strofa, a cura del rapper col passamontagna, si apre con una deliziosa citazione a Diogene di Sinope (412-323 a.c.), noto ai più come Diogene "il Cane", fondatore della scuola cinica. Stando agli scritti a noi pervenuti, un bel giorno Diogene, nonostante la luce, uscì in strada brandendo una lanterna, rispondendo a chiunque gli domandasse il perché della sua azione nel seguente modo: «Cerco l'uomo!». L'uomo oggetto della ricerca doveva a vere alcune caratteristiche particolari, quali? Vivere serenamente, secondo la sua reale natura, infischiandosene di regole e convenzioni sociali. Tra l'altro, a Diogene era stata dedicata una canzone dello stesso Murubutu vecchia di una decina d'anni ("Diogene di Sinope e la scuola cinica").
Tornando a noi, MezzoSangue con i suoi versi paragona la ricerca infruttuosa e folle di Diogene, a quella di un insonne verso il tanto agognato riposo, facendo intendere che il poveretto in questione non riuscirà a sconfiggere il proprio disturbo.
L'insonne di cui parla Mezzo - non è specificato se si tratti ancora di Jackie oppure no - ha dei pesi sulla coscienza troppo importanti; rimorsi, paranoie, rimpianti e delusioni varie non sono suoi alleati e gli impediscono quindi di chiudere gli occhi.
«...enclave dell'inconscio e i suoi pensieri bui», l'inconscio del malcapitato è attorniato da pensieri negativi, tetri quanto la notte.
Passano le ore, ormai l'oscurità ha lasciato posto al giorno, l'insonne è in affanno ma riesce finalmente a mettere da parte le sue preoccupazioni e a concedersi un po' di riposo. Non ci è dato sapere se questo sarà eterno - suicidio - oppure solo temporaneo.

Grazie per l'attenzione e buona notte.

-

Tenebra è la notte: https://amzn.to/2Ou83ny
The Machinist: https://amzn.to/2JIX0s1
L'uomo senza sonno: https://youtu.be/Gtq1v1tYU2U
Intervista: https://bit.ly/2B5LOyX
La lanterna di Diogene: https://amzn.to/2HL56ia

100% Rap
08/04/2019

100% Rap

#Pillolarap n.44

«L'industria fa sempre un po' paura perché ne hai visti pochissimi uscire illesi. Cioè, sul lungo periodo ne hai visti tantissimi cadere e tantissimi essere tritati da quella roba lì (l'industria, ndr), sbagliare una mossa e perdersi del tutto. Non lo so, (...) prima non c'erano tanti posti dove poter andare a parlare di musica, c'erano alcune vetrine in cui ti veniva detto: "Vacci perché la gente ti vede e puoi avere più successo". Il punto è che in alcune vetrine tu hai da guadagnare a starci, in altre no. Io non nego che a un certo punto è anche stata una nostra strategia decidere di non andare praticamente da nessuna parte. (...) Io sono uno di quelli che in televisione fatica ad andarci, non mi piacciono quei tempi, perché ci sono stato, c'ho anche lavorato, e so che (...) nello schermo vedi tanta simpatia che poi in realtà dietro non c'è, quando arrivi in quei posti non ti si fila magari dietro nessuno e poi in quel momento in cui si accende la telecamera il presentatore diventa amico tuo. Io queste cose un po' le soffro. No? La recita, il finto divertito. In italia (...) ti invitavano non per parlare di musica, non per fare musica, ti invitavano per fare la scimmietta ammaestrata.

(...)

Devi fare i conti con quello che hai detto. Avendo noi comunque detto certe cose, preso in qualche modo una posizione... Per dire, io la musica mia non la andrò mai a imbruttire per farla piacere a più persone, non la andrò mai a sporcare volutamente perché penso che questo mi farà vendere di più. Allora capisci che a un certo punto, come disse Kaos in una famosa intervista: "Conta tanto quello che hai fatto quanto quello che non hai fatto". Il non essere andati in certi posti o l'aver detto no a certe cose magari ci ha giovato».

Danno Colle Der Fomento

Grazie per l'attenzione.

-

Video-intervista: https://youtu.be/Hb9ShifrGXA
Adversus: https://amzn.to/2GLDxlK

08/03/2019
16 BARRE Feat SLAINE - HUMAN CORRUPTION'S CHRONICLES

16 BARRE Feat SLAINE - HUMAN CORRUPTION'S CHRONICLES

HUMAN CORRUPTION'S CHRONICLES Brano inedito di 16 Barre in collaborazione con SLAINE from LA COKA NOSTRA. si ringrazia Bost per le grafiche e Maelle per il c...

100% Rap
08/03/2019

100% Rap

#Pillolarap n.12

«Tu mi avveleni i testi, fai come Caterina
Medici e de' Medici, canti e cantaridina.
Cantarella negli anelli tra i nottambuli,
col veleno vado a nozze quindi spara al cuore
come a Rasputin»

Quanto riportato sopra è contenuto nella canzone "Poison" di Axos, appartenente al disco "Mitridate" (2016). Il titolo di quest'ultimo è un riferimento sia all'opera di Mozart risalente al 1673, che alla pratica del mitridatismo.

La pratica del mitridatismo prende il nome da Mitridate VI Re del Ponto ed è nota nella cultura di massa per il suo utilizzo che ne faceva, almeno secondo la leggenda, Rasputin (1869-1916), l'enigmatico consigliere di corte della reale famiglia russa dei Romanov.
Il mitridatismo consiste nell'assunzione volontaria di microscopiche dosi di veleno, il cui fine è quello di far abituare ed "immunizzare" l'organismo al veleno stesso, in modo da poter sopravvivere ad eventuali avvelenamenti.
Questa pratica, ormai in disuso, può funzionare solo con poche sostanze tossiche ed è rischiosissima per la salute.
Mitridate VI (132-63 a.c.), da quel che sappiamo, fu il primo uomo ad auto-avvelenarsi per evitare che usurpatori del trono provassero a toglierlo di mezzo. Disperato per l'andamento del conflitto con l'Impero Romano - ironia della sorte - egli provò a suicidarsi ingerendo del veleno, ma non riuscendoci fu costretto a trafiggersi il petto con una lama (pare che il mitridatismo su di lui avesse funzionato...).

- [...] Figura leggendaria per diversi motivi, da un lato per l’eroica resistenza contro l’imperialismo romano, dall'altro per l’immunità da qualsiasi veleno allora conosciuto, Mitridate VI finisce per essere sconfitto su entrambi i fronti: il suo regno viene invaso e il re muore suicida con un pugnale nel petto. Qual è la differenza metaforica, secondo te, tra il veleno e il pugnale?

Axos: «Il veleno è una sposa spietata, ti entra dentro, ti ruba l’amore e ti lascia marcire fino a morire in te stesso. La differenza vera sta nell'essenza. Il pugnale viene creato per aprire un varco d’entrata e da quel varco far uscire la vita. Il veleno viene creato per entrarti nell'organismo e sconvolgerlo dall’interno. Per questo al veleno ci si abitua, per questo ho scelto Mitridate. Perché il veleno dimostra che l’uomo è in grado giorno per giorno di abituarsi, di modificarsi, per non sopperire all'esistenza. La materia e la sostanza. Il pugnale è il mezzo materiale, in questo caso è l’ultima parola».

Grazie per l'attenzione!

-

Mitridate: https://bit.ly/2SE2H9N
Intervista: https://bit.ly/2TaBvo8

08/02/2019
krin183 mai nato - YouTube

krin183 mai nato - YouTube

Enjoy the videos and music you love, upload original content, and share it all with friends, family, and the world on YouTube.

08/02/2019

Inoki, dammi tempo, attento, lascio luce nei tuoi occhi... 💥

Fate finta che sia il primo aprile 🐟
08/01/2019

Fate finta che sia il primo aprile 🐟

#Pillolarap n.24

«Troppe collane non riesce a spogliarmi
Vestito rosa penso di essere una Barbie
Se passo mi mandano baci
La tua tipa tra i miei seguaci».

La Dark Polo Gang, gruppo musicale romano, è indubbiamente uno dei collettivi più interessanti e poliedrici venuti fuori negli ultimi anni; questi ragazzi, per un motivo o per l'altro, si sono distinti dal resto dell'intellighenzia italiana. Riguardo ai loro lavori, "Magazine", canzone di cui parlerò oggi, è forse il loro pezzo meglio riuscito.

«La mia faccia sopra un magazine», il poeta Tony Effe osserva la copertina di una rivista di moda come se fosse uno specchio, in cerca della sua identità. Il giovane artista, a furia di apparire si sente smarrito, inconsciamente inglobato da quella che Pier Paolo Pasolini definiva la società dei consumi, una letale e silenziosa forma di dittatura.

«Adesso la tua troia mi conosce bene
La mando a casa senza fare niente
Mi piacciono tutte, ma amo solo lei».

Le persone sprovviste degli elementi culturali necessari per interpretare questi sonetti aristotelici potrebbero tacciare Tony di sessismo, ma no, non è così. Quel "troia" è un lapalissiano riferimento a Lenny Bruce, autore teatrale e comico americano che verso metà del passato secolo si scagliò contro il concetto di "repressione della parola". Ripetere "troia" - "negro" per L. Bruce - fino allo sfinimento è un modo per "depotenziare" la parola stessa, togliendole quell'accezione negativa, rendendola meno imbarazzante. Insomma, far sì che questa non sia più un vero e proprio insulto.
In questi primi versi possiamo notare come Tony Effe, per gli stolti un volgare misogino, si schieri contro il patriarcato, e quindi in favore della causa femminista. Per egli i rapporti umani prevalgono sui vizi carnali, pertanto non vedendo la donna come un mero oggetto sessuale, rispedisce a casa la giovane pulzella senza nemmeno sfiorarla.

Successivamente, i numerosi gioielli con cui il nostro protagonista si adorna - già citati all'inizio del post - fanno intendere come ormai i beni materiali (oro, diamanti, vestiti sgargianti) impediscano all'artista di distinguere ciò che lui è, da quelli che sono i suoi beni posizionali, i famosi marcatori di status. Chiaro riferimento al filosofo Raffaele Ventura e al suo saggio "Teoria della classe disagiata".

«Mi vede e dopo apre le gambe, la scopo e poi si mette a piangere», qui il trapper cade volutamente in un paradosso narrativo. Egli tenta di perseguire la via della purezza e di restare fedele alla corrente filosofica dello stoicismo, ma cade nell'edonismo sessuale. Anche la sua ragazza se ne rende conto, e la consapevolezza degli errori perpetrati non può che generare in lei un grande sconforto, facendola cadere in un pianto fragoroso.

Nelle righe successive, il nostro beniamino passa dall'elogiare la nomea del proprio gruppo musicale al trattare nuovamente male la propria amata, pur tenendo a lei, fino a parlare del proprio rapporto ossessivo con la droga, i salottini patinati tipici del quarto potere (tributo a Orson Welles) e la sua passione per la Bibbia.

Cosa sta a significare tutto questo? Che l'autore, pur essendo perfettamente in grado di dialogare sui massimi sistemi, al fine di essere compreso preferisce optare per temi più alla portata del grande pubblico, e quindi del mercato. Altrimenti, proprio come lo Zarathustra di Nietzsche, rischierebbe di parlare a vuoto, andando incontro alle derisioni e umiliazioni della massa. Forse è proprio per questo che Tony Effe, quando lo sconforto dato dalla sua condizione di artista avveniristico è irreprimibile, assume stupefacenti e cita divinità di antichi testi sacri, lasciandosi andare a lunghe preghiere, in modo da ricercare conforto nella metafisica.

Inoltre, il rapporto intricato del poeta Effe con la sua partner ed il tentennamento di fronte all'atto sessuale potrebbero far pensare ad un riferimento al nuovo ordine erotico di Diego Fusaro, ennesima citazione filosofica contenuta nel testo della canzone. Ma senza avere certezza di ciò, è meglio non approfondire la via del plusgodimento acefalo turbocapitalista.

Ipse dixit.

Grazie per l'attenzione e buon primo aprile.

-

Scritti corsari: https://amzn.to/2CDHbwR
Lenny: https://amzn.to/2TvniO0
Teoria della classe disagiata: https://amzn.to/2TWFhSI
Quarto potere: https://amzn.to/2UhMxrp
Dialogo dei massimi sistemi: https://amzn.to/2JIgUDB
Così parlò Zarathustra: https://amzn.to/2Wsu891
Il nuovo ordine erotico: https://amzn.to/2JUwSL1

Post liberamente ispirato da un video di @Wesa Channel sulla DPG pubblicato nel marzo 2017 (https://youtu.be/0frS5yEJ2KM)

07/31/2019
Mecna-31/07

«Scrivo in Helvetica nei miei pensieri
Scrivo pochissimo e di ieri, dimmi dov'eri
Ora che quasi mi piacevi
Sto traslocando da due mesi
E sto benissimo se chiedi»

31/07

Tutti i diritti riservati a Mecna.

😂
07/31/2019

😂

1 PANINO, 2 PANINI, 3 PANINI, NON SONO A DIETA
ADYNOLFY E MASSIMO INDICE DI MASSA CORPOREA

100% Rap
07/31/2019

100% Rap

#Pillolarap n.19

La notte capovolge tutto. I luoghi e le persone che di giorno sono in un determinato modo di notte cambiano e non si sa in base a cosa, è un medium spaziale e temporale al tempo stesso. Ha la capacità di mettere sottosopra gli ambienti, ma anche le personalità. C’è un bellissimo passo di Ernest Hemingway in Addio alle armi. Un uomo chiede a un altro: «Ma lei crede in Dio?» E lui risponde: «Solamente quando viene buio», Murubutu.

"Tenebra è la notte", ultimo album del maestro Mariani, è un palese riferimento, fin dal titolo, al celebre libro di Francis Scott Fitzgerald "Tenera è la notte" (1934). Senza tediare nessuno e senza fare spoiler, il romanzo narra di una storia d'amore ambientata nella Francia degli anni venti dello scorso secolo.

«”Pensa a quanto mi ami”, gli sussurrò. “Non ti chiedo di amarmi sempre così, ma ti chiedo di ricordarlo. Da qualche parte dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stanotte”», dal testo di Fitzgerald.

Come dichiarato dallo stesso Murubutu in alcune interviste è un disco scritto principalmente durante le ore notturne, ma paradossalmente è un lavoro un po' meno cupo e funereo di quelli che lo hanno preceduto.

- Il tuo labor limae (lavoro di limatura di un'opera, ndr) e la tua ricercatezza formale hanno raggiunto livelli altissimi. Se questo da un lato dona indubbiamente una qualità unica alle tue opere, non temi che dall’altro possa portarti verso una sorta di manierismo? Quando si raggiunge il tuo livello, cosa credi sia necessario per rimanere originali e per far si che la propria ispirazione e la propria vena poetica fluiscano direttamente nella produzione artistica, senza rischiare di diventare una copia di se stessi?

Murubutu: «Io faccio le cose in modo molto spontaneo, nel senso che leggo molto, sono molto influenzato dalla narrativa e scrivo anche in base alle suggestioni che ricevo. Penso che la cura del dettaglio sia una caratteristica della letteratura più che del rap, quindi forse è per questo che la riscontri molto in quella che è la mia produzione. I libri, come sai, puoi rileggerli tante volte e cogliere sempre degli aspetti diversi, in base non solo alla quantità di lettura che ne fai, ma anche all’età che hai.
Mi piacerebbe che fossero così multistrato anche i miei album, cioè interpretabili in tanti modi diversi anche in base al tipo di fruizione che se ne fa. Questo secondo me è molto controcorrente: cogliere dei dettagli anche a distanza di anni in base alla cultura che si accumula è una caratteristica che nei prodotti medi hip-hop sicuramente non c’è. E quindi mi piacerebbe che ci fosse questo tipo di fruizione, che invece che manierismo secondo me è un valore aggiunto».

Grazie per l'attenzione.

-

Tenebra è la notte: https://amzn.to/2FgvPiy
Tenera è la notte: https://amzn.to/2FkGp9y
Intervista: https://bit.ly/2HALc9x

Address

1520 Sedgwick Ave
Bronx, NY
10453

Alerts

Be the first to know and let us send you an email when 100% Rap posts news and promotions. Your email address will not be used for any other purpose, and you can unsubscribe at any time.

Contact The Business

Send a message to 100% Rap:

Videos

Nearby media companies