ZOOUT Zoout è una pagina sugli animali rinchiusi negli zoo di tutto il mondo.

SINOSSI
Decine di migliaia sono gli animali reclusi negli zoo italiani, di cui la maggior parte non appartiene a specie minacciate, mentre solo una minima percentuale delle specie a rischio è effettivamente coinvolta in progetti di conservazione. Il numero degli individui reintrodotti con successo negli habitat naturali, del resto, è storicamente trascurabile. Eppure, nonostante tutto ciò, le strutture zoologiche private aumentano di anno in anno, e la maggior parte di queste costringe gli animali in condizioni tali da non rispettare nemmeno i requisiti minimi previsti dalla legge europea sul benessere animale. Oltre a ricercare i legami tra le strategie di conservazione delle specie a rischio, la gestione dei parchi zoologici e gli interessi privati che vi sono implicati, attraverso i punti di vista di direttori degli zoo ed esponenti di associazioni ambientaliste, ZoOut mette a fuoco le storie di chi è nato e cresciuto in gabbia, raccontando il peso dell'isolamento e l'aridità di un'esistenza privata di ogni stimolo vitale, in cui la noia prende il sopravvento spegnendo di giorno in giorno la curiosità e la voglia di vivere. Alla triste realtà della reclusione si contrappone il viaggio degli animali liberati nei Santuari dopo il rocambolesco smantellamento dello zoo di Cavriglia, in Toscana, chiuso grazie alla determinazione di alcuni attivisti locali. Un'esperienza indispensabile alla ricerca di uno spazio sempre più ampio in cui uomini e animali possano coesistere pacificamente.

SIAMO STATI OSPITI SU UNA TV LOCALE PER PARLARE DELL'IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUGLI ANIMALI Nei giorni scorsi A...
09/26/2026

SIAMO STATI OSPITI SU UNA TV LOCALE PER PARLARE DELL'IMPATTO DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI SUGLI ANIMALI

Nei giorni scorsi AlòTv ci ha invitati per perlare di cambiamenti climatici e impatto sugli animli, in particolar modo sugli anfibi, perché come forse alcuni di voi sapranno, da anni portiamo avanti una campagna di salvataggio chiamata Operazione Bufo bufo Arezzo

A parlare ai microfoni di questa tv locale è stato Francesco che ha risposto a domande tutt'altro che scontate.

Se volete vedere l'intera puntata potete farlo qui 👉 https://www.alotv.it/2026/09/23/francesco-cortonesi-coordinatore-zoout-il-cambiamento-climatico-e-le-drammatiche-conseguenze-per-la-fauna/

Grazie ad AlòTv per averci ospitato!!

BREAKING: MORTO AL DELFINARIO DI VALENCIA UN DELFINO TRASFERITO DA MARINELAND CANADA. Sembra una strage senza fine. Ieri...
09/25/2026

BREAKING: MORTO AL DELFINARIO DI VALENCIA UN DELFINO TRASFERITO DA MARINELAND CANADA.

Sembra una strage senza fine.

Ieri un delfino trasferito da Marineland è morto in Spagna, diventando il quinto animale proveniente dall'attrazione turistica chiusa di Niagara Falls, in Ontario, a morire dopo il massiccio spostamento di balene e delfini avvenuto durante l'estate.

Il suo nome era Echo e aveva presumibilmente 30 anni.

Echo era arrivato a Valencia insieme a tre delfini e due beluga (come ricorderete uno di nome Jelly Bean è morto nei giorni scorsi).

Noi di Zoout siamo davvero sconvolti di quanto sta accadendo e ci sentiamo totalmente impotenti. Ovviamente sappiamo che non possiamo fare nulla, ma ci è impossibile non provare un profondo dolore per questi cetacei che hanno trascorso la vita nelle vasche di Marineland Canada e poi sono stati semi abbandonati da chi li seguiva, arrivando fino a minacciare di eutanizzarli...

Continueremo a portare avanti le nostre campagne di sensibilizzazione anche nella speranza che nel prossimo futuro ci siano sempre meno delfinari e più Santuari...

Francesco

Fonte 👉 https://www.cbc.ca/news/canada/hamilton/marineland-dolphin-death-spain-aquarium-9.7356395

09/23/2026

L'ELEFANTE SANDRO ARRIVA IN UN SANTUARIO PER ELEFANTI DOPO 40 ANNI ALLO ZOO!

Una bella notizia!
Sandro è arrivato sano e salvo, dopo un viaggio di 1600 km (due giorni e mezzo) al Santuário de Elefantes Brasil, situato nella Chapada dos Guimarães (Stato del Mato Grosso).

Catturato ancora cucciolo nelle foreste asiatiche nel 1971, è stato trasferito prima in Europa e poi in Brasile per esibirsi come animale da circo.

Nel 1982 la definitiva cessione allo zoo di Sorocaba.

Solo che lo zoo di Sorcoba (Parque Zoológico Municipal Quinzinho de Barros) era tutto tranne che adeguato a dare almeno una susitenza decente a Sandro.

Qui ha condiviso per tanti anni un piccolo recinto con Haisa, un’elefantessa asiatica la cui morte, avvenuta nel 2020, lascinadolo nella più totale solitudine.

Sandro ha oggi 54 anni e non mai stato in uno spazio così grande e aperto, quindi dovrà reimparare a orientarsi e soprattutto a fiutare la vegetazione spontanea.

Siamo orgogliosi di mostrarvi le prime immagini del suo ambientamento dopo poco più di un giorno che si trova al Santuario!

Francesco

BREAKING: MORTO UN QUARTO BELUGA TRASFERITO DA MARINELAND CANADA: È OSIRIS Le peggiori previsioni si stanno avverando.Un...
09/22/2026

BREAKING: MORTO UN QUARTO BELUGA TRASFERITO DA MARINELAND CANADA: È OSIRIS

Le peggiori previsioni si stanno avverando.

Un quarto beluga di quelli trasferiti da Marineland Canada è morto ieri allo Shedd Aquarium di Chicago.

È il quarto all'interno della struttura in meno di un mese (uno dei quattro, Beethoven, si trovava già allo Shedd Aquarium e non faceva parte di quelli trasferiti da Marineland).

Osiris (femmina di 26 anni) è però anche il quarto di quelli trasferiti da Marineland (oltre ai 3 dello Shedd Aquarium c'è da contare il beluga morto a Valencia).

Abbiamo già commentato qualche giorno fa su quanto questo trasferimento colossale sia stato probabilmente organizzato troppo in fretta e forse si sia deciso per strutture non idonee a gestire una situazione così complessa.

Resta valido il discorso che se tutto questo fosse accaduto all'interno di un santuario per cetacei si sarebbe gridato all'incompetenza.

Continueremo a monitorare per quanto ci è possibile la triste vicenda di queste meravigliose creature che purtroppo stanno affrontando qualcosa che non doveva andare così....

Francesco

Fonte 👉 https://www.cbc.ca/news/canada/hamilton/marineland-beluga-whale-shedd-dies-9.7353101

BREAKING: ANCORA UN BELUGA MORTO DOPO IL TRASFERIMENTO DA MARINELAND CANADA. È IL TERZO! Jelly Bean era arrivata a Valen...
09/20/2026

BREAKING: ANCORA UN BELUGA MORTO DOPO IL TRASFERIMENTO DA MARINELAND CANADA. È IL TERZO!

Jelly Bean era arrivata a Valencia il 27 agosto insieme a un'altra beluga, Cleopatra e quattro delfini, tutti provenienti da Marineland Canada.

Jelly Bean, secondo quanto dichiarato dal delfinario di Valencia, avrebbe avuto difficoltà con l'alimentazione sin da subito e sarebbe poi morta improvvisamente nonostante il monitoraggio di 24 ore.

La causa della sua morte rimane comunque sconosciuta e per questo è prevista una necroscopia.

Jelly Bean è il rerzo beluga che muore dopo i trasferimenti avvenuti, meno di un mese fa, da Marineland Canada.
Se ricorderete, infatti, anche Peekachu e Rain sono morti dopo essere arrivati al Shedd Aquarium di Chicago.

Come per il caso di Wikie e Keijo, le due orche di Marineland Antibes, anche in questo caso, non c'era alcun santuario operativo disponibile a ricevere i beluga (anche se quello di Port Hilford, N.S. era quasi pronto a ricevere alcuni di loro) e il trasferimento in altri delfinari è stata l'unica opzione possibile.

Ovvio però che adesso sorgono altri interrogativi.

La valutazione dei beluga, in merito al viaggio da affrontare è stata fatta correttamente?
I trasferimenti sono stati troppo rapidi perché Marineland Canada aveva minacciato l'eutanasia?
Le strutture scelte erano o non erano sufficientemente preparate ad accogliere questi cetacei?

Ancora non lo sappiamo.

Certo è che se i beluga fossero stati trasferiti in un Santuario e avessero avuto lo stesso tasso di mortalità, si sarebbe gridato all'incompetenza degli attivisti per i diritti degli animali.

Ovviamente noi non faremo altrettanto.

Non siamo infatti in grado di dire se queste morti siano dovute all'incompetenza del personale dei delfinari o se davvero le condizioni dei beluga erano così disperate che ciò che è accaduto era inevitabile, ma resta il fatto che questi cetacei dopo una vita all'interno di un delfinario sono trasfeiti in altri delfinari e mostrano una fragilità notevole.

Non possiamo non ricordare le parole dell'etologa di mammiferi marini Naomi Rose che, alla vigilia del trasfeirmento, dichiarò alla CBC News di essere preoccupata per la salute dei beluga e per lo stress del trasporto.
E che la scelta di un Santuario sarebbe stata preferibile.

D'altra parte è indubbio che affrontare viaggi lunghissimi non può che essere stato molto stressante per questi cetacei.

È chiaro quindi che in qualsiasi modo la si guardi, queste strutture (sia Marineland Canada che quelle che hanno accolto i beluga) non possono esimirsi dall'avere alcune responsabilità.

Perché è indubbio che questi beluga su un delfinario non ci sarebbero dovuti proprio stare.

Francesco

Fonte 👉 https://www.cbc.ca/news/canada/hamilton/third-marineland-beluga-dies-after-moves-spain-9.7349211

MUORE UN'ALTRA ZEBRA AL ROGER WILLIAM PARK (RHODE ISLAND): SECONDO INCIDENTE IN MENO DI UN ANNO...Una zebra di nome Zipp...
09/18/2026

MUORE UN'ALTRA ZEBRA AL ROGER WILLIAM PARK (RHODE ISLAND): SECONDO INCIDENTE IN MENO DI UN ANNO...

Una zebra di nome Zipper è morta nei giorni scorsi al Roger Williams Park Zoo di Rhode Island a causa di un incidente.

Zipper, che aveva 27 anni è stata uccisa molto probabilmente dall'attacco da parte di un altro animale.

Lo zoo non ha detto quale animale potrebbe essere stato, ma ha specificato che la zebra viveva in un "habitat misto di specie" con gnu e watusi, che sono animali noti per le loro grandi corna.

La notizia ha suscitato molta commozione perché Zipper era considerata una beniamina dei visitatori.

A questo punto l'unica zebra rimasta di nome Tundra viene tenuta sotto stretta osservazione, e lo zoo ha detto che sta cercando nuove zebre per non lasciarla sola.

Naturalmente incidenti di questo tipo possono capitare, ma non possiamo non notare che il Roger William Park pare avere una casistica piuttosto alta. Nel corso dell'estate, lo zoo aveva annunciato anche la morte di un ghepardo di 13 anni sollevando qualche dubbio

In compenso però il Roger Williams Park Zoo è anche lo zoo degli Stati Uniti che ha fatto notizia quando ha annunciato di aver deciso di trasferire i suoi elefanti rimanenti in un santuario in Tennessee il prossimo anno.

Francesco

Fonte 👉 https://www.cbsnews.com/boston/news/roger-williams-zoo-zebra-zipper-dies/

LO ZOO DI CUBA ANNUNCIA LA RIAPERTURA DOPO IL PERIODO DI CRISI, MA MOLTI SONO CRITICI CON LA SCELTA A aprile scorso siam...
09/16/2026

LO ZOO DI CUBA ANNUNCIA LA RIAPERTURA DOPO IL PERIODO DI CRISI, MA MOLTI SONO CRITICI CON LA SCELTA

A aprile scorso siamo stati contattati da una figura nota nel web (abbiamo deciso di non divulgarne il nome) per le pessime condizioni in cui versava lo zoo di Cuba.

Ovviamente potevamo fare ben poco a così grande distanza se non segnalare a nostra volta, ad alcune importanti organizzazioni internazionli, la situazione.

La cosa, ci venne detto, era purtroppo nota, ma le organizzazione si erano attivate e si sarebbe fatto il possibile per risolverla.

È arrivata in questi giorni la notizia che Il Parco Zoologico Nazionale di Cuba riaprirà oggi i battenti dopo essere stato chiuso a causa della mancanza di servizi di base dovuta alla crisi energetica che sta attraversando il paese.

Secondo lo zoo l'erogazione elettrica è stata ripristinata e gli animali non hanno subito danni.

Molti visitatori però hanno segnalato sui social che gli animali avrebbero ancora problemi di acqua.

Lo zoo che si trova a L'Avana ospita più di 1500 animali e già in passato era stato oggetto di numerose critiche.
D'altra parte numerose critiche legate alle condizioni degli animali riguardano un po' tutti gli zoo dell'isola.

Ovviamente ricordiamo che Cuba sta affrontando una grave crisi non certo per responsabilità diretta del Paese, ma a causa del blocco statunitense aggravato dalle minacce di Trump rivolte a chi importa petrolio verso il Paese.

Noi non poissamo far altro che augurarci che la situazione si sia davvero risolta, ma contemporaneamente, ancora una volta, non possiamo non notare come alla fine siano sempre gli animali a scontare l'arroganza umana che proviene da ogni angolo si possa guardare....

La fotografia che vi mettiamo qui è stata scattata ad Aprile ed è stata diffusa World Animal News.

Ci auguriamo che oggi la sitazione sia ora milgiore.

Faremo il possibile per informarci e informarvi.

Francesco

Fonte 👉 https://it.cibercuba.com/noticias/2026-09-13-u1-e135253-s27061-nid340256-nuestros-animales-encuentran-perfectas-condiciones

SULLE ORCHE DI MARINELAND ANTIBES: PERCHÉ LIBERARLE (PURTROPPO) NON È UN'OPZIONE (ALMENO ATTUALMENTE)Vi ringraziamo prim...
09/14/2026

SULLE ORCHE DI MARINELAND ANTIBES: PERCHÉ LIBERARLE (PURTROPPO) NON È UN'OPZIONE (ALMENO ATTUALMENTE)

Vi ringraziamo prima di tutto per l'enorme interesse che avete riversato sul nostro post dedicato alla trsite situazione di Wikie e Keijo le due orche (mamma e figlio) che, da oltre 600 giorni, si trovano semi abbandonate all'interno dell'ormai ex delfinario Marineland di Antibes (Francia).

Molti di voi ci hanno fatto domande interessanti e altri ci hanno chiesto cosa potremmo fare per dare una mano.
Un gran numero di persone ci ha chiesto di "liberarle".

Abbiamo quindi deciso di partire da qui per rispondere a tutti.

Vi ringraziamo per la grande fiducia che, evidentemente, alcuni di voi ripongono in noi, ma purtroppo non abbiamo alcun potere in questo senso.
Non siamo ceerto noi che possiamo "liberarle".

Riguardo all'ipotesi di "libertà" ci preme dire che, di fatto, non è un'opzione prticabile.
Di certo non lo sarebbe per noi.

Se è vero che per qualcuno un giorno da leoni vale più di cento da pecora, quando si parla delle vite degli altri bisognerebbe sempre valutare attentamente questa scelta.

Se Wikie e Keijo (per assurdo) venissero domani liberate in mare, la loro morte arriverebbe al 99% (non diciamo 100% giusto perché nel mondo dell'iperuranio esiste sempre una possibilità) nel giro di pochi giorni.

Wikie e Keijo infatti sono nati all'interno di un delfinario e non hanno mai conosciuto il mare aperto. Questo ci fa dire che, ovviamente, non sono in grado di alimentarsi da soli e di sopravvivere alle molte difficoltà della vita selvatica.

Wikie, ancor più di Keijo ha inoltre un profondo bisogno del rapporto con l'essere umano visto che i ricercatori di Universidad Católica de Chile, Universidad Compluense de Madrid e St. Andrews, lavorando a Marineland le hanno insegnato con successo a imitare parole umane come 'ciao', 'ciao bye' e 'Amy' (il suo istruttore), oltre a contare fino a tre, usando il suo sfattaio.

Si pensa che Wikie sia la prima orca al mondo a imitare il discorso umano. Chiaro quindi che il suo imprinting sia molto alto.

Per questo noi riteniamo che l'unica possibilità reale che queste due orche hanno di provare a riappropriarsi della loro vita sarebbe qualle di essere portate in un Santuario per cetacei.

Secondo noi però (ma ricordatevi che non siamo epserti!) è molto improbabile che, anche in quel caso, un giorno possano davvero abituarsi alla vita libera.

In ogni caso, sfortunamente non c'è attualmente un vero Santuario in grado di fare questo (o almeno non ce n'è uno disponibile).

Per quanto riguarda le orche in cattività, i tentativi docuemntati che sono stati fatti in tal senso riguardano solo la celebre orca di Free W***y, Keiko, che però non si liberò mai del suo imprinting con l'essere umano e morì un anno e mezzo dopo l'effettiva liberazione a causa di una polmonite.

Per i delfini le cose sono un po' diverse e abbiamo alcuni esempi (ancora pochi per la verità) di esemplari provenienti dalla cattività che sono tornati liberi e sono sopravvissuti. Ma per le orche la cosa, se possibile, è ancor più complessa.

C'è ancora moltissima strada da fare per quanto riguarda la riabilitazione alla vita selvatica degli animali imprintati dall'essere umano e una delle più tortuose e lunghe è quella che riguarda i cetacaei.

Ovviamente noi conitnueremo a incentivare e chidere la creazione di Santuari, ma questo in primis dovrebbe farlo il pubblico smettendo di visitare i delfinari e chiedendo la creazione dei centri di recupero.

Prossimamente risponderemo ad altre domande che ci avete fatto...

Francesco

SAMBA ANCORA IN FUGA: L'INCREDIBILE STORIA DEL CAPIBARA SCAPPATA DA UNO ZOO INGLESE Il 21 marzo scorso vi avevamo dato l...
09/10/2026

SAMBA ANCORA IN FUGA: L'INCREDIBILE STORIA DEL CAPIBARA SCAPPATA DA UNO ZOO INGLESE

Il 21 marzo scorso vi avevamo dato la notizia di una coppia capibara femmine scappate dal Marwell Zoo in Inghilterra.

Un esemplare (Tango) era stato immediatamente ricatturato, ma Samba, l'altra femmina di circa un anno di età, era riuscita a far perdere le proprie tracce.

Ora, a distanza di sei mesi, sappiamo che è ancora viva e ancora in fuga tra le campagne dell'Hampshire.

Il recentissimo avvistamento riaccende quindi le speranze di recuperarla viva.

Per quanto infatti Samba abbia dimostrato di adattarsi benissimo (d'altra parte per un capibara che, per capirsi ... è una sorta di grossa nutria, le condizioni dell'Hampshire sono favorevoli) il rischio resta comunque considerevole.

Noi siamo persone con i piedi per terra e purtroppo sappiamo che la possibilità che, con il passare del tempo, Samba venga uccisa da qualcuno, visto la fine che hanno fatto le nutire in Inghilterra, non è così bassa, quindi da una parte speriamo che possano salvarla.

Ovviamente però, nel frattempo, non possiamo non fare il tifo per la fuga di Samba che resta un bellissimo simbolo di ribellione!

Per questo ciò che ci sentiamo di dire è "Corri Samba corri, resta libera, ma soprattutto resta viva!"

Vi mettiamo la bellssima foto che è stata scattata a Samba in fuga!

Francesco

Fonte 👉 https://www.bbc.com/news/articles/cew9glp0xpro

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