09/14/2026
SULLE ORCHE DI MARINELAND ANTIBES: PERCHÉ LIBERARLE (PURTROPPO) NON È UN'OPZIONE (ALMENO ATTUALMENTE)
Vi ringraziamo prima di tutto per l'enorme interesse che avete riversato sul nostro post dedicato alla trsite situazione di Wikie e Keijo le due orche (mamma e figlio) che, da oltre 600 giorni, si trovano semi abbandonate all'interno dell'ormai ex delfinario Marineland di Antibes (Francia).
Molti di voi ci hanno fatto domande interessanti e altri ci hanno chiesto cosa potremmo fare per dare una mano.
Un gran numero di persone ci ha chiesto di "liberarle".
Abbiamo quindi deciso di partire da qui per rispondere a tutti.
Vi ringraziamo per la grande fiducia che, evidentemente, alcuni di voi ripongono in noi, ma purtroppo non abbiamo alcun potere in questo senso.
Non siamo ceerto noi che possiamo "liberarle".
Riguardo all'ipotesi di "libertà" ci preme dire che, di fatto, non è un'opzione prticabile.
Di certo non lo sarebbe per noi.
Se è vero che per qualcuno un giorno da leoni vale più di cento da pecora, quando si parla delle vite degli altri bisognerebbe sempre valutare attentamente questa scelta.
Se Wikie e Keijo (per assurdo) venissero domani liberate in mare, la loro morte arriverebbe al 99% (non diciamo 100% giusto perché nel mondo dell'iperuranio esiste sempre una possibilità) nel giro di pochi giorni.
Wikie e Keijo infatti sono nati all'interno di un delfinario e non hanno mai conosciuto il mare aperto. Questo ci fa dire che, ovviamente, non sono in grado di alimentarsi da soli e di sopravvivere alle molte difficoltà della vita selvatica.
Wikie, ancor più di Keijo ha inoltre un profondo bisogno del rapporto con l'essere umano visto che i ricercatori di Universidad Católica de Chile, Universidad Compluense de Madrid e St. Andrews, lavorando a Marineland le hanno insegnato con successo a imitare parole umane come 'ciao', 'ciao bye' e 'Amy' (il suo istruttore), oltre a contare fino a tre, usando il suo sfattaio.
Si pensa che Wikie sia la prima orca al mondo a imitare il discorso umano. Chiaro quindi che il suo imprinting sia molto alto.
Per questo noi riteniamo che l'unica possibilità reale che queste due orche hanno di provare a riappropriarsi della loro vita sarebbe qualle di essere portate in un Santuario per cetacei.
Secondo noi però (ma ricordatevi che non siamo epserti!) è molto improbabile che, anche in quel caso, un giorno possano davvero abituarsi alla vita libera.
In ogni caso, sfortunamente non c'è attualmente un vero Santuario in grado di fare questo (o almeno non ce n'è uno disponibile).
Per quanto riguarda le orche in cattività, i tentativi docuemntati che sono stati fatti in tal senso riguardano solo la celebre orca di Free W***y, Keiko, che però non si liberò mai del suo imprinting con l'essere umano e morì un anno e mezzo dopo l'effettiva liberazione a causa di una polmonite.
Per i delfini le cose sono un po' diverse e abbiamo alcuni esempi (ancora pochi per la verità) di esemplari provenienti dalla cattività che sono tornati liberi e sono sopravvissuti. Ma per le orche la cosa, se possibile, è ancor più complessa.
C'è ancora moltissima strada da fare per quanto riguarda la riabilitazione alla vita selvatica degli animali imprintati dall'essere umano e una delle più tortuose e lunghe è quella che riguarda i cetacaei.
Ovviamente noi conitnueremo a incentivare e chidere la creazione di Santuari, ma questo in primis dovrebbe farlo il pubblico smettendo di visitare i delfinari e chiedendo la creazione dei centri di recupero.
Prossimamente risponderemo ad altre domande che ci avete fatto...
Francesco