09/03/2026
Giovanna Procaccini, una grande pannese
Breve biografia (lettura di commemorazione di Renato De Michele, 21.8.26)
Giovanna nasce il 28 febbraio 1939 a Panni (Fg) nella casa di Largo Indipendenza (questa Piazza della Rivoluzione, meglio conosciuta come Largo Mercato). È figlia unica di Antonio Procaccini (Tonino, 1907-1988) e Giulia Ciruolo (1909-2000). Oggi la casa è proprietà della nipote Serena De Michele, figlia di Renato, suo cugino. Nella stessa casa erano all’epoca residenti il nonno Domenico Procaccini (don Mimì, 1880-1956), vedovo, e la zia Anna Procaccini (donna Nina, 1912-1995) che lascerà la casa due mesi dopo la sua nascita sposandosi con Leonardo De Michele (1905-1976).
Frequenta con profitto le scuole dell’obbligo a Panni. A 14 anni frequenta le scuole Magistrali presso un istituto collegiale di suore a Caserta diplomandosi poi a Lecce. Dopo la licenza, come spesso succedeva alle donne, non proseguirà gli studi, ma leggerà tantissimo e si interesserà di tutto ciò che accade intorno, sia in paese che nel mondo.
Mostra un interesse limpido e vivo verso persone e tradizioni locali, così come grande è la sua voglia di aiuto verso le persone più svantaggiate. Si fa ben presto voler bene da tutti in paese per la sua educazione, sincerità e correttezza.
Non viaggia molto, i suoi viaggi sono limitati a Napoli, a Sorrento e Capri, a Roma, a Lecce e poco oltre. Dopo un paio di storie sentimentali conclusesi male, decide di non sposarsi e di vivere con i genitori e fra i parenti stretti a Panni. Tuttavia non si chiude nel suo guscio, anzi, si mostra molto attenta alla vita del paese, portando avanti, molto combattiva, la difesa delle opere d’arte e dei simboli presenti nel paese, astenendosi però, sempre e comunque, da qualunque partecipazione diretta alla vita politica.
Dopo qualche supplenza come insegnante alle scuole di Panni, lavora in Regione Puglia, Assessorato alla Pubblica Istruzione, dapprima a Foggia, poi a ad Accadia, quindi presso il Comune di Panni dove fonda e cura un Centro di Lettura.
Intorno ai quarant’anni le viene diagnosticato un tumore. A Foggia la danno per spacciata, ma un intervento pionieristico in un ospedale di Roma le salva la vita, pur costringendola per il resto degli anni a controlli, fisioterapie e drenaggi continui.
Dal punto di vista culturale cura pubblicazioni, entra a far parte del CRSEC Puglia, Centro Regionale Servizi Educativi Culturali, e soprattutto pubblica due importanti lavori, il Vocabolario dialettale pannese (1999) e Forme e decori nei portali di Panni (2003).
Si tratta di due opere – una fono- ed una foto-teca, perdonatemi il gioco di parole –, un’immersione nel vivo della cultura pannese vista da due importanti punti di osservazione della sua storia e della sua cultura: di un presente ricco di opere sotto gli occhi di tutti, e di un passato identitario, entrambi da salvaguardare, su cui il futuro possa appoggiarsi come premessa e promessa di continuità.
Giovanna nel corso della sua vita è artefice di molte opere di carità e di adozioni a distanza, stringendo rapporti con organizzazioni di volontariato religioso sparse per il mondo. Avviene così che una delle ragazze adottate, Swapna Benedicta, suora in Bangladesh, la viene a trovare a Panni.
Purtroppo, una seconda diagnosi infausta le viene comunicata nel 2013 per la quale stavolta non esiste via d’uscita. Viene a mancare infine il 5 agosto del 2014 a Roma, dove si è recata per le estreme cure, assistita dall’affetto di Mimma Bianco, grande amica di sempre, e dei cugini Alida, Franco e Renato.
A mio modesto parere, le sue due opere andrebbero aggiornate e ristampate come testimonianze a salvaguardia della stessa cultura dei Monti Dauni, non solo per una doverosa forma di stima e rispetto che una tale studiosa merita, ma perché rappresentano ancora oggi dei perni di riferimento culturale assoluti per il paese che ha sempre amato: Panni, questo qui davanti a voi.
Partirà da qui, in quest’occasione, una raccolta di firme per l’intitolazione del Largo Indipendenza a Giovanna Procaccini, studiosa delle tradizioni locali.
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Il VOCABOLARIO DIALETTALE PANNESE prende avvio da una raccolta di termini locali appena iniziata da suo padre Tonino, poi venuto a mancare nel 1988. Giovanna, raccogliendone il testimone, da quella iniziale idea fa nascere un’opera di raccolta dei termini dialettali che culmina, dopo più d’un decennio di lavoro, con la sua pubblicazione nel 1999 che tuttavia viene presentata, per ritardi burocratici, solo nel marzo 2002. Il 21 agosto scorso ne è stata presentata un’aggiornamento-integrazione (v. post dedicato).
FORME E DECORI NEI PORTALI DI PANNI è una fototeca dei portali scolpiti dai più importanti scalpellini locali nel corso degli ultimi secoli, con note del prof. Leonardo De Luca, che rappresenta uno spaccato culturale, oltre che storico-testimoniale dello stato artistico di un paese che conserva ancora tracce di un’arte altrimenti destinata a passare in second’ordine nella vita sempre più frenetica da un lato, ma dall’altro, in un paese in cammino verso lo spopolamento, come tanti dei paesi del Sud.