28/02/2026
BALAUSTRA
Nel tempo della confusione, quando la menzogna cammina vestita da verità e la verità è costretta a parlare sottovoce, noi scegliamo di parlare chiaro.
Vediamo i popoli stanchi, non perché abbiano smesso di lavorare, ma perché lavorano e non raccolgono. Vediamo famiglie che stringono la cintura mentre nuove catene, invisibili e perfette, si serrano attorno al necessario: energia, cibo, casa, salute. Vediamo la politica ridursi a rissa, l’economia a ricatto, l’informazione a teatro. E vediamo, sopra tutto, l’antica tentazione dell’Impero: decidere per gli altri, senza gli altri.
La scena mondiale ci presenta oggi un triangolo di ferro: potenza, forza, paura. Dove la forza promette sicurezza e la paura la rende credibile. I dazi diventano martelli, le sanzioni diventano serrature, la guerra diventa linguaggio. Ma ogni martello, prima o poi, colpisce anche la mano che lo impugna: perché il prezzo della potenza ricade sempre sul popolo, sotto forma di vita più cara, futuro più incerto, dignità più fragile.
Nel Medio Oriente, terra sacra e terra ferita, la sicurezza invocata come assoluto rischia di diventare l’innesco di un assoluto peggiore: la guerra senza fine. E quando la guerra diventa abitudine, l’uomo smette di cercare la pace e si limita a scegliere il proprio schieramento. È allora che la coscienza si addormenta. È allora che l’odio si fa legge non scritta.
In questi giorni si è parlato di accordi imminenti, di svolte diplomatiche, di intese “a un passo”. Ma noi diciamo: non basta la parola “accordo” se la realtà smentisce la parola. Quando la verità viene usata come esca, la fiducia si spezza. E quando la fiducia si spezza, la società diventa materia pronta per la manipolazione.
Noi guardiamo anche all’Europa e all’antico cuore britannico, che per secoli ha creduto di poter essere misura del mondo. Non ci interessa umiliare alcuno. Ci interessa comprendere. Perché ogni sistema che pretende di essere eterno finisce per scoprire la propria mortalità. E quando una forma di potere perde prestigio, tenta spesso di salvarsi dichiarando “irregolare” ciò che non controlla. Ma la vera regolarità non è un timbro: è una condotta. È rettitudine. È rispetto della legge giusta. È servizio al bene comune.
La Massoneria non nasce per sostenere i soprusi. Nasce per educare l’uomo a vincere il tiranno che porta dentro. Nasce per costruire, non per dominare. Nasce per unire ciò che è degno, non per separare ciò che è libero.
Per questo, oggi, chiamiamo le Obbedienze e i Fr∴ di buona volontà, dall’Italia all’Europa, e oltre, a una collaborazione fraterna e operativa: non per fondersi, non per cancellare identità e tradizioni, ma per riconoscersi nella sola cosa che conta davvero: la dignità dell’uomo libero e di buoni costumi.
Collaborare significa:
alzare la voce contro la corruzione, senza diventare fazione
difendere la Costituzione e le leggi dello Stato, senza piegarle a interessi privati
educare al lavoro ben fatto, all’onore della parola data, alla responsabilità delle scelte
proteggere i deboli dagli abusi dei forti, senza trasformare la protezione in propaganda
smascherare la speculazione che affama, senza cadere nell’odio che acceca
Noi non chiediamo rivolte. Chiediamo risveglio.
Non chiediamo vendette. Chiediamo giustizia.
Non chiediamo idoli. Chiediamo uomini.
Se la Terra Madre offre risorse, è empio trasformarle in strumenti di oppressione. Se la società produce ricchezza, è indegno concentrarla in poche mani mentre il popolo fatica per sopravvivere. Se la politica dovrebbe servire, è scandaloso vederla asservita. E se la Massoneria deve essere scuola di elevazione morale, allora deve tornare a essere ciò che dichiara: un laboratorio di coscienze.
Noi affermiamo che la vera “regolarità” è la rettitudine. Che il vero “tempio” è la vita civile resa più giusta. Che il vero “segreto” è la coerenza. Che la vera “luce” è la capacità di vedere l’uomo nell’avversario, senza cedere al male dell’avversario.
Fr∴ e S∴, è il tempo di riprendere gli strumenti interiori e usarli nel mondo: Squadra per rettificare, Compasso per misurare, Livella per ricordare che nessuno è sopra la legge morale. È il tempo di ricostruire la fiducia tra uomini seri, onesti, capaci di studiare e di servire. È il tempo di fare rete contro il malaffare, non con la rabbia, ma con la disciplina.
Che ogni Loggia diventi una fucina di civiltà: formazione, solidarietà, competenza. Che ogni Fr∴ diventi un esempio: sobrio, affidabile, rispettoso, libero. Che ogni Obbedienza trovi il coraggio di purificare se stessa prima di correggere il mondo.
Questo è il nostro appello: un Patto di Dignità tra Massoni e uomini di buona volontà. Non contro qualcuno, ma per qualcosa. Per il bene comune dei popoli. Per la pace fondata sulla giustizia. Per una libertà che non sia privilegio, ma responsabilità.
Così sia, nel lavoro silenzioso e nell’azione lecita, perché il Tempio non si costruisce con il rumore, ma con la perseveranza.
Fr. Gianni Silvestrini 3. 33.
Sovrano Gran Commendatore
Supremo Consiglio del 33 ed ultimo grado
RSAA della Rosa Rossa Insanguinata
Gianni Silvestrini Pasquale Gallina