Le Tour de Force Cycling

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Nel CUORE il ricordo

P: COME POGACAR, POTENZA E PAZZIASotto il triangolo rosso dell’ultimo chilometro ti sei voltato. Ma dietro non c’è nessu...
01/10/2024

P: COME POGACAR, POTENZA E PAZZIA

Sotto il triangolo rosso dell’ultimo chilometro ti sei voltato. Ma dietro non c’è nessuno. Oramai è da quasi 100 chilometri che non li vedi quelli che dovevano essere i tuoi avversari.
Per un attimo hai smesso di pedalare e hai scosso il casco. Non ci credi nemmeno tu. Tra pochi minuti sarai Campione del Mondo con un’azione sciocca, avventata, vincente e memorabile.
Poi sei arrivato sul lungo-lago di Zurigo. Hai respirato gli applausi di tutti i ciclofili del pianeta. Ti sei strofinato il viso con le mani. Sbalordito e stanco per questo 2024 fatto di trionfi e follie. Fughe, dominio schiacciante, scatti e spensierata solitudine. Dagli Appennini alle Cotes. Dalle Alpi ai Pirenei.
Alla fine tagli il traguardo. Urli e alzi i pugni al cielo. Sorrisi conditi di lacrime gonfie di emozione. Per la prima volta la Slovenia è sul tetto del mondo delle due ruote sottili. Per un anno intero indosserai la maglia Iridata. Sempre se non sarai costretto a coprirla con altre ben colorate, abbastanza ambite e che già hai provato.

Zio Gaspare

LO SCACCO DEL MATTOSono servite due giornate sui Pirenei per sbloccare l’equilibrio in questa movimentata scacchiera del...
16/07/2024

LO SCACCO DEL MATTO

Sono servite due giornate sui Pirenei per sbloccare l’equilibrio in questa movimentata scacchiera del Tour de France 2024.
Dopo l’apertura ad effetto sul san Luca e il punzecchiamento sul Galibier, Tadej Pogacar si è trovato di fronte l’arrocco di Jonas Vingegaard sulle strade bianche di Troyes.
Allora lo sloveno dal ciuffetto ribelle ha provato con scarso successo la mossa del disturbo verbale. Il danese, glaciale come sempre, non si è deconcentrato, anzi.
Sul massiccio centrale ha lasciato che il vincitore dell’ultimo Giro d’Italia sferrasse un attacco f***e e istintivo. Lui il trionfatore delle ultime due edizioni della Grande Boucle ha risposto con lucida razionalità, ferendo le ali del canarino di Komenda.
Così Pogi il sabato pirenaico ha giocato d’intelligenza: sulle prime salite ha mosso le canoniche pedine. Poi sull’ascesa finale verso Saint Lary Soulan ha sferratto l’attacco con l’alfiere Yates, ha sguarnito lo schieramento avversario e poi ha sfoderato la rasoiata con la pedalata regina, la sua pedalata.
Così il capitano della UAE Emirates ha costretto il team Visma a fare una mossa per cercare di riprendersi la partita. Domenica il calcolatore danese ci ha provato, ma sull’epica scalata di Plateau de Beille ha dovuto soccombere alla forza leggera di quel matto a due ruote, che sui Pirenei ha sfoderato anche l’astuzia.
Così ha messo in scacco Vingegaard e ha ipotecato il terzo Tour de France della sua ancor breve vita.

Zio Gaspare ✍️

LO SCHERZO DEL JOKERTi sei lasciato alle spalle uno scalatore spagnolo, un giovane tedesco, il campione nazionale colomb...
24/05/2024

LO SCHERZO DEL JOKER
Ti sei lasciato alle spalle uno scalatore spagnolo, un giovane tedesco, il campione nazionale colombiano e quello australiano. Logicamente c’è anche un francese. Non uno qualsiasi, ma quello che nel 2020 ha conquistato la maglia iridata.
Sembra una barzelletta. Ma tu, Andrea Vendrame, sai che non lo è. È la seconda vittoria di tappa al Giro d’Italia della tua vita. Con questa banda colorata vai in fuga quando all’arrivo mancavano più di 100 chilometri e tante salite. Sul passo Duron sembri affaticato e appesantito, ma in discesa rientri. Però l’asfalto si impenna ancora e tu non sembri farcela a tenere il passo svelto di Pelayo Sanchez, Georg Steinhauser, Jhonatan Narvaez e Julian Alaphilippe.
Non ti arrendi. Giù la testa e torni con la brigata globale. Poi l’intuizione: li attacchi in discesa. Acceleri, rischi e plani lontano dallo stupore degli ormai tuoi ex compagni d’avventura. Quella che sembra una bischerata, invece è un colpo di genio. È un gran bel numero, come quelli che il tuo compaesano, il Pinturicchio del pallone, dipingeva negli stadi di tutto il mondo.
Bravo Andrea. Nel pomeriggio uggioso di Sappada sei tu ad alzare le braccia al cielo allargando il tuo stravagante sorriso, perché questo spettacolo che hai dipinto non è una barzelletta, non è uno scherzo ma è il tuo capolavoro. Il capolavoro del Joker di Conegliano.

Zio Gaspare

LA FRESCA FOLLIA DI SUPER-PELLIZZA“A vent’anni si è stupidi davvero, quante b***e che si ha in testa a quella età.” Ma t...
22/05/2024

LA FRESCA FOLLIA DI SUPER-PELLIZZA
“A vent’anni si è stupidi davvero, quante b***e che si ha in testa a quella età.” Ma tu Giulio Pellizzari non lo sai ancora. Quello che cantava il Maestrone Francesco Guccini non ti interessa.
Te ne freghi. E per scaldarti in questo maggio piovoso che sulle Alpi odora d’autunno decidi di accelerare.
Ti prendi la testa della corsa, da solo, con il tuo fisico lungo e sottile, senza preoccuparti che gli ultimi due chilometri sono un muro ripido e scivoloso.
Non ci pensi che dietro di te, sempre più vicino, c’è il gruppo dei cosiddetti migliori, tra cui spicca l’inarrivabile Tadej Pogacar.
Proprio quando la maglia Rosa ti affianca pronto a sorpassarti scuoti il casco. Solo in questo momento ti rendi conto di quanto era f***e il tuo progetto.
Ma non molli. La farfalla slovena vola verso il quinto successo di tappa in questo Giro d’Italia 2024. Tu lo segui e tagli il traguardo di santa Cristina dopo una manciata di secondi.
Grazie Pellizza perché con la tua sana pazzia ci hai fatto ricordare quanto è bello avere vent’anni.

Ps: adesso, con gli occhiali rosé che Super-Pogi ti ha regalato, sei tu il supereroe in cui speriamo per tornare a far trionfare l’Italia nel magico mondo della bicicletta.

Zio Gaspare

EL BANDOLERO QUASI STANCOSei andato in fuga con i tuoi arrembanti compagni quando al traguardo di Rapolano Terme mancano...
10/05/2024

EL BANDOLERO QUASI STANCO

Sei andato in fuga con i tuoi arrembanti compagni quando al traguardo di Rapolano Terme mancano più di 80 chilometri.
Poi, tra salite e sterrati, restate solo in tre.
Tu sembri spacciato. Nel tratto di strada bianca di Pievina il tuo casco candido, con tratti giallo-neri, ondeggia esausto, sincronizzato alla tua pedalata pesante e scomposta.
Sei talmente cotto che alla rotonda di ingresso ad Asciano non ti ricordi che per evitare di schiantarti devi girare il manubrio.
Malgrado questa fiacchezza non molli. Anzi, sul muro di Serre provi un attacco disperato che gli altri due logicamente ricuciono.
Il gruppo non recupera. Così si arriva in volata. Tu sei il meno favorito. Ma sei anche il più astuto. Ti defili, ti lasci superare e ti piazzi in fondo al trio dei fuggitivi, nella posizione migliore per impostare lo scatto finale.
Con questa mossa sei primo: Pelayo Sánchez. La VI tappa del Giro d’Italia 2024 è tua. E questa volta tu, Bandolero quasi-stanco, hai pianto quando hai lasciato i tuoi due compagni d’avventura. Non per sofferenza o delusione. Sono solo lacrime di gioia.

Zio Gaspare ✍️

PIETROBON: “L’IVANO” IN VIAGGIO A LUCCA L’arco giallo che sagnala l’ultimo chilometro l’hai appena superato.Alla radio l...
09/05/2024

PIETROBON: “L’IVANO” IN VIAGGIO A LUCCA
L’arco giallo che sagnala l’ultimo chilometro l’hai appena superato.
Alla radio le voci convinte ed entusiaste dell’ammiraglia confermano: la vittoria della V tappa del Giro d’Italia 2024 ve la giocate voi quattro fuggitivi.
Il fiato per rispondere a parole non c’è. Le gambe pesano quintali. Gli altri tre compagni d’avventura sono più brillanti ed esperti.
Per te sembra non esserci speranza. Ma nella testa ti scatta l’Ivano da “Viaggi di nozze” e così pensi “’O famo strano”.
Ti alzi sui pedali. Scatti e sei in testa alla corsa. Il cuore p***a sempre più forte. Non ti volti mai e spingi anche il pacato Davide Cassani ad alzare i decibel del suo saggio commento per sostenere il tuo numero.
Ma purtroppo nemmeno questo basta. Il tuo sogno si spegne a 60 metri dal traguardo sotto la perentoria rimonta di Benjamin Thomas.
Ma non sbuffare deluso Andrea Pietrobon. La tua disperata, ma astuta mossa ha reso ancor più bizzarro il finale di questo arrivo a Lucca.
Il tuo all-in ci ha fatto alzare sul divano, stringere i pugni e ringraziare la sonnolente aletrigia del gruppo, che non ha permesso ai velocisti di bloccare il tuo viaggio... Però che maledetti quegli ultimi 60 metri!
Zio Gaspare

GENTE DI MAREÈ servita l’aria di mare per far tornare a vincere Jonathan Milan. Gli è bastato respirare ancora la salsed...
07/05/2024

GENTE DI MARE

È servita l’aria di mare per far tornare a vincere Jonathan Milan. Gli è bastato respirare ancora la salsedine per scacciare l’incubo dell’eterno secondo.
È passato esattamente un anno dal primo successo sulle strade del Giro d’Italia del Titano di Tolmezzo. Allora il mare che bagnò quel successo era l’Adriatico. Questa volta sono le onde del golfo Ligure ad esultare per la vittoria del velocista classe 2000.
Tra San Fermo e Andora tante, troppe volate in cui Milan per sfortuna o inesperienza si è dovuto accontentare del secondo posto. Ma nella IV tappa è tornato il Mediterraneo, con il suo vento fresco, il suo colore celeste e la sua flora profumata di primavera a ridare la forza al giovane friulano di rialzare le braccia al cielo e urlare di gioia.
Adesso le sue larghe e possenti spalle sono tornate ad essere avvinghiate nel Ciclamino. Esattamente come un anno fa. Ma con la speranza che nell’edizione numero 107 della Corsa Rosa il corridore griffato Lidl-Trek porti sempre con sé una borraccia di acqua di mare, da utilizzare come unguento propiziatorio per tenere sveglia la capacità di vincere e per ricacciare le volate-da-secondo-posto nella stiva dei brutti ricordi del passato.

Zio Gaspare ✍️

GIANNI SENZA INGANNI“Alpecin ne hai fatte tre su tre.”Ebbene sì. Tre Classiche Monumento corse nel 2024 e tre successi d...
08/04/2024

GIANNI SENZA INGANNI

“Alpecin ne hai fatte tre su tre.”
Ebbene sì. Tre Classiche Monumento corse nel 2024 e tre successi della squadra dei fratelli Roodhooft.
A Sanremo la poderosa volata di Jasper Philipsen. Nell’uggioso bagnato di Liegi il dominio robusto di Mathieu van der Poel. Nel velodromo di Roubaix ancora un trionfo dell’Extraterrestre che domina il mondo del pedale.
In tutte queste tre vittorie della squadra belga c’è stata una costante: la presenza nascosta ma fondamentale di Gianni Vermeersch.
Il paladino armato della solo di bici che scorta i suoi capitani nella caotica bagarre per accaparrarsi i posti migliori in gruppo.
Lo sherpa che ad ogni segnale dell’ammiraglia si carica il peso di aumentare il ritmo per affaticare i rivali non in maglia blu-jeans.
Lo stopper che attento e spumeggiante marca stretto i concorrenti lanciati nell’impossibile rincorsa all’inarrivabile trattore di Kapellen.
Perciò se la Alpecin riesce a vincere tutte le Classiche Monumento al secondo anno in cui è inserita nelle squadre di ciclismo più importanti al mondo non è solo merito della potenza dell’iridato MvdP o della rapacità finale dell’ex Disaster. È anche grazie al silenzioso sacrificio di Gianni che, sul pavè o in riviera, ai suoi capitani non fa inganni.

Zio Gaspare

UN IRIDATO DI PIUMA E DI FERRO“Sto ciclista po’ esse fero e po’ esse piuma.” Questa non è solo la versione parafrasata d...
01/04/2024

UN IRIDATO DI PIUMA E DI FERRO

“Sto ciclista po’ esse fero e po’ esse piuma.” Questa non è solo la versione parafrasata della frase più celebre del verace Mario Brega. È anche la descrizione di Mathieu van der Poel nelle due Classiche monumento del 2024 in cui ha corso.
MvdP è stato una piuma bianca alla Milano-Sanremo. Quando è planato leggero come un gabbiano giù dal Poggio, trascinando il decollo vincente del suo compagno di squadra Jasper Philipsen.
Invece, il campione del mondo è stato nero ferro al Giro delle Fiandre.
Quando instancabile e imperturbabile come un trattore ha arato le terre di Belgio inzuppate e già vestite di primavera.
Quando letale e potente come un panzer ha scalato i 17 ripidi muri fiamninghi in pavè.
Quando spietato e irraggiungibile come un’asfaltarice ha schiacciato la concorrenza che dalla partenza ad Anversa ha inutilmente provato a ribaltare il pronostico.
Così la De Ronde 2024 è andata al favorito, al più forte, al metallico olandese che, guarda caso, sotto la maglia iridata ha scelto il pantaloncino nero-ferro, non come in riviera quando optó per il bianco-piuma.
Ps: una sorprendente pennellata italiana ha aperto un varco azzurro nel cielo uggioso e grigio del nord Europa. Un grazie va al furtivo Luca Mozzato con il suo secondo posto e al grande impegno di Alberto Bettiol, capiarbio e coraggioso come sempre.

IL TRIANGOLO NO... NON L’AVEVO CONSIDERATO288 chilometri, ma nemmeno un centimetro concesso a “La noia” nella Milano-San...
17/03/2024

IL TRIANGOLO NO... NON L’AVEVO CONSIDERATO

288 chilometri, ma nemmeno un centimetro concesso a “La noia” nella Milano-Sanremo più veloce di sempre.
Una fuga gagliarda, salite affrontate in “Apnea”, due favoriti che si stuzzicano: Pogacar con la squadra impegnata in un durissimo lavoro “Autodistruttivo” e il Campione del mondo Van Der Poel che non ci sta e riaponde: no caro, questa è “Casa mia”.

Ma nella classifica monumento più “Pazza” e meno prevedibile tutto si decide sul rettilineo finale della riviera ligure.

Così, nella volata in via Roma, Philipsen “non bussa, lui entra sicuro, come fumo lui penetra in ogni fessura” e accarezzando i tabelloni pubblicitari taglia il traguardo per primo, colorato e leggero come una “Mariposa”.

Perciò bravo Jasper: la 115esima edizione del Festival su due ruote è tuo.
La classica di primavera te la porti in Belgio, ricordando a tutti che spesso, in bici come in amore, tra i due favoriti è il terzo a godere.

PS(Paolo Savoldelli): velocista della Alpecin-Deceuninck deve dire un enorme grazie al suo compagno di squadra Van Der Poel che da umile gragario di lusso lo ha lanciato negli ultimi metri e non ha non ha fatto suo il ritornello più discusso del 2024: “I p’ me, tu p’ te”

✍️ Zio Gaspare

IL FANTINO SU DUE RUOTE Sorriso brillante di chi sa di aver compiuto l’ennesima impresa.Divisa da campione nazionale slo...
04/03/2024

IL FANTINO SU DUE RUOTE

Sorriso brillante di chi sa di aver compiuto l’ennesima impresa.
Divisa da campione nazionale sloveno quasi pulita, malgrado le cinque e più ore in sella.
Sguardo simpatico e apparentemente riposato nonostante gli 81 chilometri di fuga in solitaria.
Bicicletta alzata al cielo in segno di trionfo.
È questo il Tadej Pogacar che arriva al traguardo della diciottesima edizione della Strade Bianche.
Ancora una volta una magia che sta in equilibrio sul sottile confine tra la follia e la maestria.
Un po’ come le gesta dei fantini del Palio di Siena che per tradizione sono i padroni di casa di piazza del Campo.
Loro geni del tufo e della galoppata, lui, il ciclista della UAE, eroe di sterrato, salite e pedalate.
Con un’unica differenza però.
Loro: Aceto, Tittia e Trecciolino non hanno mai avuto la forza di poter esultare con calma i loro trionfi senesi, perciò non hanno mai potuto alzare il loro mezzo di trasporto, il loro cavallo al cielo.

Pogacar invece sì.

Lui paladino del “ciclismo moderno” ha steso il morale e le speranze degli avversari.
Metro dopo metro ha guadagnato così tanto da arrivare all’arrivo della classifica monumento più a sud e più giovane con un vanataggio d’altri tempi.
Così tanto da permettergli di festeggiare come nessuno mai ha fatto dopo la curva di san Martino.

Nemmeno Aceto, Tittia e Trecciolino.

✍️ Zio Gaspare

IL BIKEPACKING —> In due pedalate! Ogni viaggio, lungo o corto, atteso o a sorpresa, è una ricchezza da cogliere al volo...
28/08/2023

IL BIKEPACKING —> In due pedalate!

Ogni viaggio, lungo o corto, atteso o a sorpresa, è una ricchezza da cogliere al volo.

Al volo ma senza troppa fretta, per non farsi sfuggire di mano nemmeno un istante, nemmeno una nuvola che scorre via frenetica giocando di luce e di ombre sulla strada davanti a noi.

A ruota di Nicola, in sella alle nostre Bergamont condividendo qualche trucchetto, testato, bagnato e fortunato.

🍬🔧⛺️

Il Bikepacking secondo BergamontIn questa nuova puntata del Web Tg di SCOTT abbiamo incontrato Simone, un cicloturista in procinto di partire per una nuova a...

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