ANPI Bruxelles

ANPI Bruxelles Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - Sezione di Bruxelles

13/01/2026

Una delegazione della nostra Sezione era presente oggi al raduno antimperialista davanti al Ministero degli affari esteri belga.
Il 3 gennaio Trump ha ordinato un attacco militare contro il Venezuela e ha rapito il suo presidente Nicolás Maduro.
Questa è una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite, della sovranità dei popoli e del divieto di guerre di aggressione.
Di fronte a questo crimine, il Belgio e l'Europa rimangono in silenzio o parlano solo a metà.
Questo silenzio complice mina il diritto internazionale e incoraggia l'imperialismo di Trump, che mira a destabilizzare altri paesi sovrani.
Non possiamo accettarlo!

Intal Globalize Solidarity Jeunes FGTB CNAPD - Coordination nationale d'action pour la paix et la démocratie

13/01/2026

Molte volte abbiamo parlato della violenza dei processi di colonizzazione.
Spesso ci focalizziamo sulla violenza "culturale" del colonialismo, sulla rimozione di intere culture, usi, credenze, civiltà, più che della violenza in sé.
Nel caso degli Herero, però, la violenza fisica e l'eliminazione mirata di un intero popolo raggiunsero livelli mostruosi. Perché solo un Herero su cinque scampò al massacro portato avanti dai colonizzatori tedeschi. Fu un genocidio. E se questo termine comparirà ufficialmente solo decenni più tardi, sarebbe difficile dare un nome diverso a quanto accaduto nell'Africa sud-occidentale tedesca nel primo decennio del Novecento.
Tra i domini dell'Impero tedesco in Africa vi era anche la Namibia, situata tra Sudafrica e Angola e ricoperta, per la maggior parte, dall'omonimo deserto. Il popolo Herero era migrato nell'area secoli prima, portando con sé una cultura dedita alla pastorizia e dai tratti per molti versi originali. Basti pensare che gli uomini omosessuali ricoprivano nella società Herero il ruolo di stregoni.
Il dominio tedesco sulla regione fu simile a quello attuato un po' ovunque nel continente africano: schiavitù, lavori forzati, rimozione dei nativi dalle terre concesse ai coloni. Infine, si sparse la voce di un piano tedesco per costituire delle "riserve" per gli Herero.
La rivolta montò rapidamente, e agli inizi del Novecento gli Herero si raccolsero attorno a Samuel Mahahero, oggi celebrato come eroe nazionale in Namibia. Con l'assalto ad un villaggio di coloni iniziò ufficialmente la rivolta. La risposta tedesca non si fece attendere. Nel giro di alcuni anni, la forza militare di Berlino ebbe la meglio.
Ma per i tedeschi la vittoria sul campo non bastava.
I più fortunati vennero uccisi sul colpo, fucilati o impiccati. Ad altri andò peggio.
L'Impero iniziò una deportazione massiccia dell'intero popolo Herero. Creò, in un primo momento, dei campi di concentramento, triste avvisaglia di quanto sarebbe avvenuto circa 40 anni dopo. Decisero che ad ucciderli sarebbe stata infatti la loro stessa terra, più precisamente il deserto che copriva gran parte dell'area. Chi provava ad abbandonare il deserto veniva ucciso sul posto, e si pensò anche di avvelenare le poche risorse idriche presenti.
Fu un massacro. L'80% degli Herero p***e la vita durante il conflitto e la successiva deportazione.
I tedeschi inviarono centinaia di teschi dei nativi in Germania per lo "studio" e l'esposizione nei musei. Un ultimo oltraggio ad un popolo che hanno quasi cancellato dalla faccia della Terra.
Nel 2004, esattamente 100 anni dopo, il governo tedesco chiederà scusa per quanto avvenuto in Namibia. Nel 2015 definirà la deportazione degli Herero un genocidio.

Cronache Ribelli

13/01/2026

Daniela Padoan, presidente di Libertà e Giustizia: «Il Consiglio dei ministri ha deciso di forzare la data per la consultazione referendaria sulla riforma della magistratura ignorando l'iniziativa popolare ancora in corso, che ha già portato alla raccolta di 361.000 firme, il 72% delle 500.000 necessarie per presentare il quesito popolare in Cassazione.

Non attendere i tre mesi previsti dalla pubblicazione della legge in Gazzetta ufficiale non solo non rispetta una lettura consolidata dell'articolo 138 della Costituzione, ma mostra la scarsa considerazione in cui il governo tiene il diritto soggettivo dei cittadini.

Ci si chiede se tanta fretta tradisca un’eccessiva fiducia nell’esito referendario a favore di questa vera e propria controriforma, o non piuttosto il timore che i cittadini si rendano conto che un asservimento della giustizia andrebbe essenzialmente a loro danno».

04/01/2026

DALLA PARTE DEL VENEZUELA
Oggi una delegazione della Sezione ANPI Bruxelles ha partecipato all’azione di solidarietà davanti all’Ambasciata degli a per denunciare il colpo di Stato fascista contro il , un paese sovrano e pacifico, e ribadire il nostro rifiuto netto alle logiche predatorie e di guerra dell’imperialismo.
Di fronte a questa ennesima violazione del diritto internazionale, il silenzio non è un’opzione.
Come antifasciste e antifascisti, come cittadine e cittadini, come parte di una memoria storica che conosce il prezzo dell’aggressione e della sopraffazione, non possiamo accettare la sottomissione e la normalizzazione del doppio standard.
Il Venezuela, come la Palestina e come tanti altri popoli colpiti negli ultimi decenni, è vittima di una violenza sistemica che viene giustificata con menzogne ricorrenti: esportazione della democrazia, sicurezza, lotta al narcotraffico. Dietro queste narrazioni si celano interessi economici, controllo delle risorse, dominio geopolitico.
Essere presenti oggi era doveroso per ribadire in modo netto “sì al rispetto del diritto internazionale,
no all’imperialismo, no alla guerra”.

FERMIAMOLI!Questa notte forze armate statunitensi hanno compiuto un’aggressione illegale contro il Venezuela: sono state...
03/01/2026

FERMIAMOLI!
Questa notte forze armate statunitensi hanno compiuto un’aggressione illegale contro il Venezuela: sono state bombardate città e infrastrutture civili ed è stato rapito il Presidente di un paese pacifico e sovrano.

Con la ridicola scusa della lotta al narcotraffico e l’eterna menzogna della democrazia da esportazione, gli Stati Uniti cercano di rubare le risorse naturali del popolo venezuelano imponendo l’ennesimo colpo di stato fascista in Centro e Sud America.

Il silenzio o l’imbarazzo di quasi tutti i governi e le istituzioni europee - lo stesso che ha accompagnato per anni il genocidio ancora in corso a Gaza - conferma che l’Occidente collettivo si nasconde ormai senza più vergogna dietro al doppio standard: non ci saranno piogge di miliardi e armi per il popolo venezuelano e per quello palestinese, indubbiamente e vilmente aggrediti, così come non ci saranno sanzioni per i loro indiscutibili aggressori.

Oggi il Venezuela è l’ennesimo tassello di una guerra permanente, diffusa, normalizzata, decisa dall’alto da élite avide e pagata sempre dagli stessi: i civili.

Per questo la posizione deve essere semplice e non deve ammettere ambiguità: RISPETTO DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, NO ALL'IMPERIALISMO, NO ALLA GUERRA.

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia - ANPI

01/01/2026

“Oggi, primo gennaio 2026.
A tutte e tutti, auguri di buon anno.
Un anno senza genocidi, bombardamenti, guerre, riarmo, razzismo, ossessione del nemico. Con l’articolo 11 della Costituzione nel cuore, nel cervello e specialmente nella politica.
Un anno in cui, 80 anni dopo il voto alle donne e la proclamazione della Repubblica, il lavoro torni ad essere il suo fondamento, un fondamento che è stato cancellato da un trentennio di liberismo selvaggio.
Un anno senza stravolgimenti dello stato di diritto, senza repressioni, autoritarismi, vecchi e nuovi fascismi, senza la legge cosiddetta sulla giustizia che demolisce la Costituzione mettendo in mora l’autonomia della magistratura.
Un anno che - contro ogni stucchevole paternalismo - veda protagonisti i giovani, per un’altra Italia, una politica che apra orizzonti di cambiamento, una vera riforma intellettuale e morale, una cultura di pace e di valorizzazione della persona umana.
Insomma, auguri per un 2026 di pace, partecipazione popolare, democrazia, uguaglianza, resistenza e liberazione.
Un 2026 pienamente antifascista”.

✍️ Gianfranco Pagliarulo
Presidente nazionale ANPI

#2026





25/12/2025

25/12/2025

25/12/2025
Dalla parte della Costituzione!
23/12/2025

Dalla parte della Costituzione!

Il 23 dicembre 1978, 47 anni fa, con la Legge 833, nasceva il Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Con il SSN la salute diventava un diritto, non un privilegio. Prima di allora, (e ancora oggi in molti paesi del mondo) curarsi dipendeva dal lavoro, dal reddito, dalla fortuna.
Con il SSN lo Stato dice una cosa chiara: ogni persona conta, ogni vita ha valore.
Questa svolta porta il suo nome: Tina Anselmi.
È ministra della Sanità e prima donna a ricoprire questo incarico. Non è sola, ma il suo ruolo è decisivo. Anselmi crede nella sanità pubblica e la difende con fermezza, anche contro le opposizioni politiche ed economiche.
Grazie al SSN milioni di persone possono curarsi senza paura di non farcela.
Tina Anselmi, partigiana durante la Resistenza.
Tina Anselmi, prima donna ministro della Repubblica.
Tina Anselmi, Presidente della Commissione parlamentare sulla P2. Una donna integra, coraggiosa. Ebbe un ruolo importante anche nel percorso che portò alla legge 194, che regola l’interruzione volontaria di gravidanza.
Pur avendo convinzioni personali cattoliche, Anselmi difese la legge come atto di responsabilità dello Stato. Non la trattò come una battaglia ideologica, ma come una questione di dignità e prevenzione.
Ah che postura.

23/12/2025

Auguri a tutte e tutti voi dall’ANPI! 🎄

Adres

Rue De La Victoire 45
Sint Gillis
1060

Telefoon

+32477258765

Website

Meldingen

Wees de eerste die het weet en laat ons u een e-mail sturen wanneer ANPI Bruxelles nieuws en promoties plaatst. Uw e-mailadres wordt niet voor andere doeleinden gebruikt en u kunt zich op elk gewenst moment afmelden.

Contact

Stuur een bericht naar ANPI Bruxelles:

Delen