13/01/2026
Molte volte abbiamo parlato della violenza dei processi di colonizzazione.
Spesso ci focalizziamo sulla violenza "culturale" del colonialismo, sulla rimozione di intere culture, usi, credenze, civiltà, più che della violenza in sé.
Nel caso degli Herero, però, la violenza fisica e l'eliminazione mirata di un intero popolo raggiunsero livelli mostruosi. Perché solo un Herero su cinque scampò al massacro portato avanti dai colonizzatori tedeschi. Fu un genocidio. E se questo termine comparirà ufficialmente solo decenni più tardi, sarebbe difficile dare un nome diverso a quanto accaduto nell'Africa sud-occidentale tedesca nel primo decennio del Novecento.
Tra i domini dell'Impero tedesco in Africa vi era anche la Namibia, situata tra Sudafrica e Angola e ricoperta, per la maggior parte, dall'omonimo deserto. Il popolo Herero era migrato nell'area secoli prima, portando con sé una cultura dedita alla pastorizia e dai tratti per molti versi originali. Basti pensare che gli uomini omosessuali ricoprivano nella società Herero il ruolo di stregoni.
Il dominio tedesco sulla regione fu simile a quello attuato un po' ovunque nel continente africano: schiavitù, lavori forzati, rimozione dei nativi dalle terre concesse ai coloni. Infine, si sparse la voce di un piano tedesco per costituire delle "riserve" per gli Herero.
La rivolta montò rapidamente, e agli inizi del Novecento gli Herero si raccolsero attorno a Samuel Mahahero, oggi celebrato come eroe nazionale in Namibia. Con l'assalto ad un villaggio di coloni iniziò ufficialmente la rivolta. La risposta tedesca non si fece attendere. Nel giro di alcuni anni, la forza militare di Berlino ebbe la meglio.
Ma per i tedeschi la vittoria sul campo non bastava.
I più fortunati vennero uccisi sul colpo, fucilati o impiccati. Ad altri andò peggio.
L'Impero iniziò una deportazione massiccia dell'intero popolo Herero. Creò, in un primo momento, dei campi di concentramento, triste avvisaglia di quanto sarebbe avvenuto circa 40 anni dopo. Decisero che ad ucciderli sarebbe stata infatti la loro stessa terra, più precisamente il deserto che copriva gran parte dell'area. Chi provava ad abbandonare il deserto veniva ucciso sul posto, e si pensò anche di avvelenare le poche risorse idriche presenti.
Fu un massacro. L'80% degli Herero p***e la vita durante il conflitto e la successiva deportazione.
I tedeschi inviarono centinaia di teschi dei nativi in Germania per lo "studio" e l'esposizione nei musei. Un ultimo oltraggio ad un popolo che hanno quasi cancellato dalla faccia della Terra.
Nel 2004, esattamente 100 anni dopo, il governo tedesco chiederà scusa per quanto avvenuto in Namibia. Nel 2015 definirà la deportazione degli Herero un genocidio.
Cronache Ribelli