Arte e Cultura

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Arte e Cultura è una rivista trimestrale monografica che si occupa di arte sacra del Canton Ticino e dell'emigrazione degli artisti ticinesi in Italia e in Europa.

Qualche scatto della presentazione di questa mattina.Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.
13/06/2026

Qualche scatto della presentazione di questa mattina.
Grazie a tutti coloro che hanno partecipato.

29/05/2026

Un'anteprima di quello che troverete all'interno dell'ultimo numero di "Arte e Cultura", dedicato alla chiesa di Santo Stefano di Tesserete (fotografie di Daniele Vanoni).

- SAVE THE DATE -
Il volume sarà presentato sabato 13 giugno, alle ore 10.30, all'oratorio di Tesserete, in compagnia di Mirko Moizi (direttore di "Arte e Cultura" - Università della Svizzera italiana, ISA), Gabriele Geronzi (architetto), Luigi Trentin (Università della Svizzera italiana, Accademia di architettura), Eleonora Castagnetta Botta (architetta e storica dell'arte) e Laura Facchin (Università degli Studi dell'Insubria), che vi accompagneranno alla scoperta della storia della chiesa e delle opere d'arte custodite al suo interno.

Un ringraziamento al Municipio e al Consiglio parrocchiale di Agno per aver organizzato la presentazione del volume n. 3...
25/04/2026

Un ringraziamento al Municipio e al Consiglio parrocchiale di Agno per aver organizzato la presentazione del volume n. 38 di "Arte e Cultura", dedicato alla collegiata di Agno e agli oratori di Serocca e Cassina d'Agno. È stata l'occasione per parlare di Giuseppe Antonio Petrini, Giovanni Battista Bagutti, Giuseppe Antonio Maria e Rocco Torricelli, Ferdinando Albertolli, Agostino Comerio e Remo Rossi, ossia di alcuni degli artisti che, nel corso dei secoli, hanno abbellito, con le loro opere, le chiese di Agno.
E grazie anche alle persone che hanno preso parte all'evento... alla prossima!

Il bellissimo abbraccio di due angeli dipinto da Rocco Torricelli sulla volta del presbiterio della collegiata di Agno è...
16/01/2026

Il bellissimo abbraccio di due angeli dipinto da Rocco Torricelli sulla volta del presbiterio della collegiata di Agno è uno dei tanti capolavori trattati nelle pagine dell'ultimo volume di "Arte e Cultura".
Realizzata nel 1791, l'opera mostra accenti tiepoleschi "nello studio delle ombre riportate e nella tipologia dei paffuti angioletti fanciulli", tratti distintivi dell’attività del Torricelli, appartenente a una famiglia di artisti in cui operarono anche il fratello Antonio e lo zio Giuseppe Antonio Maria.

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Un ringraziamento alla parrocchia e al comune di Balerna, nonché alla Fondazione San Vittore martire, per aver organizza...
26/11/2025

Un ringraziamento alla parrocchia e al comune di Balerna, nonché alla Fondazione San Vittore martire, per aver organizzato, nella splendida cornice della Sala della Nunziatura, la presentazione del volume di "Arte e Cultura" dedicato alla collegiata di Balerna.

Nelle foto (di Luigi Trentin: .trentin), alcuni momenti della serata, animata dalle presentazioni (da sinistra a destra) di Massimiliano Ferrario (), Mirko Moizi e Laura Facchin ().





SAVE THE DATE!!!Mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, presso la Sala della Nunziatura di Balerna, avrà luogo la present...
23/11/2025

SAVE THE DATE!!!

Mercoledì 26 novembre, alle ore 18.00, presso la Sala della Nunziatura di Balerna, avrà luogo la presentazione dell'ultimo volume di "Arte e Cultura", dedicato alla vicina collegiata di San Vittore.

Sarà l’occasione per approfondire vari aspetti sul monumento e sulle opere d'arte lì custodite insieme a Mirko Moizi (Università della Svizzera italiana, direttore di "Arte e Cultura"), Laura Facchin (Università degli Studi dell'Insubria) e Massimiliano Ferrario (Università degli Studi dell'Insubria).

Ingresso libero: vi aspettiamo!

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Augusto Artari, “Incontro di Sant’Antonio Abate con San Paolo eremita”, 1883-1884, Giornico, San Michele, ca****la di Sa...
16/11/2025

Augusto Artari, “Incontro di Sant’Antonio Abate con San Paolo eremita”, 1883-1884, Giornico, San Michele, ca****la di Sant’Antonio Abate.

L’opera raffigura Sant’Antonio nell’atto di abbracciare il più anziano San Paolo eremita, ritratto in stato di estasi e con lo sguardo rivolto verso l’alto, secondo un'iconografia derivante dalla “Legenda Aurea” di Jacopo da Varagine. La presenza del coro angelico nella parte superiore dell'affresco e l'ambientazione della scena in un interno - in luogo del più tradizionale paesaggio desertico roccioso - sono, invece, elementi innovativi rispetto alle rappresentazioni più tradizionali della scena. Nella pittura di Giornico, inoltre, compaiono i sacri testi, un teschio e il Crocifisso, simboli meditativi e di “memento mori”.

L'affresco è opera di Augusto Artari, artista che si formò all’Accademia Albertina di Torino e che fu attivo prevalentemente in Valle d’Aosta e nella vicina Savoia, mantenendo comunque un legame con la Regione dei Laghi e, in particolar modo, con il Canton Ticino, territorio d'origine della sua famiglia. Quella in San Michele a Giornico è la testimonianza più antica della sua presenza in queste zone, che lo videro attivo, ad esempio, anche nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano di Mendrisio.

“Il re e la morte”, 1669 circa, Sigirino, chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, area cimiteriale.L’affresco, posto nella f...
08/11/2025

“Il re e la morte”, 1669 circa, Sigirino, chiesa parrocchiale di Sant’Andrea, area cimiteriale.

L’affresco, posto nella facciata interna dell’arco d’ingresso dell'area cimiteriale, rappresenta un sovrano barbuto coronato con indosso mantello, armatura, alti calzari e una spada, che cerca di tentare la morte, ritratta con le sembianze di uno scheletro con ali e mantello bianco, scettro, triregno mozzato e clessidra, offrendole un calice di denari, che viene però rigettato.

Sotto l’affresco è riportata la seguente iscrizione: «SPECULUM HUMANAE SUPERBIAE ANNO 1669» e nella parte superiore dell’incorniciatura si trovano un teschio e due tibie incrociate.

Il calice di denari offerto in dono dal sovrano richiama chiaramente alla ricchezza, mentre la tiara mozzata al papato. Una delle molteplici interpretazioni dell'opera, legata alla tradizione iconografica della "Danza Macabra" e del "Trionfo della Morte", rimanda alla vana convinzione di poter controllare la morte (per ulteriori informazioni si veda il volume n. 34 della rivista "Arte e Cultura", dedicato alla parrocchiale e agli oratori di Sigirino).

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