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Leggo GranCanaria Progetto editoriale collaborativo rivolto agli italiani a Gran Canaria

CANARIE: A LA PALMA IL GASOLIO PREMIUM SUPERA I 2 EURO AL LITROA La Palma tre distributori hanno superato la soglia dei ...
26/09/2026

CANARIE: A LA PALMA IL GASOLIO PREMIUM SUPERA I 2 EURO AL LITRO

A La Palma tre distributori hanno superato la soglia dei 2 euro al litro per il gasolio premium: 2,023 euro. Due si trovano a Los Llanos de Aridane e uno a Breña Alta.

Fonte:
https://diariodeavisos.elespanol.com/2026/09/canarias-la-palma-precio-litro-gasoil/

Un dato importante: sui prodotti petroliferi l’IGIC non è al 7%.

Dal 1º gennaio 2026 l’aliquota ordinaria è dell’1%, ma dall’8 aprile è stata temporaneamente portata allo 0%. Il Governo delle Canarie ha mantenuto lo 0% anche a settembre a fronte del forte aumento dei prezzi di benzina e gasolio nelle Isole.

Fonte ufficiale Gobierno de Canarias:
https://www3.gobiernodecanarias.org/noticias/el-impuesto-general-indirecto-canario-se-mantiene-a-tipo-cero-para-los-combustibles-en-el-mes-de-septiembre/

La fiscalità più favorevole attenua il colpo, ma non impedisce che anche alle Canarie il carburante possa raggiungere prezzi molto elevati.

Quando il carburante sale così, le ripercussioni possono arrivare anche sul carrello della spesa, sui trasporti e sul settore primario.

Poi, per qualcuno, raccontare questi dati significa “parlare male delle Canarie”.

I numeri non raccontano bugie..sono li basta vederli e non girarsi e far finta di niente.

26/09/2026

Visto che parlare del prezzo della benzina sembra diventato quasi un problema per qualcuno, proviamo con un’alternativa.

Per riportarla a 50 centesimi al litro servirebbe probabilmente un miracolo.
Noi, purtroppo, miracoli non ne facciamo: ci limitiamo a riportare prezzi, dati e notizie.
Per il resto, provate a chiedere al Papa.

Almeno nel video il miracolo gli riesce. Magari fate anche una preghiera speciale per le Canarie, soprattutto per quelli convinti che qui vada sempre tutto bene, una benedizione non fa mai male.

BENZINA ALLE CANARIE: ALTRO CHE PREZZI BASSIDue distributori, due fotografie scattate ieri sera, 25 settembre, intorno a...
26/09/2026

BENZINA ALLE CANARIE: ALTRO CHE PREZZI BASSI

Due distributori, due fotografie scattate ieri sera, 25 settembre, intorno alle 20, nel Polígono Industrial El Sebadal di Las Palmas de Gran Canaria.
Petroprix, distributore low cost: benzina 95 a 1,459 €/litro - DISA: benzina 95 a 1,564 €/litro.

Qualcuno dirà: "Io la trovo a meno". Certamente. Questa è una fotografia, uno spaccato dei prezzi rilevati in quel momento e in quella zona, non una classifica dei distributori più convenienti di Gran Canaria. Spostandosi e cercando si potrà risparmiare qualche centesimo al litro.

Il punto, però, non cambia: alle Canarie il carburante è aumentato sensibilmente e i prezzi sono sensibilmente più alti rispetto a quelli ai quali eravamo abituati.
Non serve neppure ti**re in ballo l’Italia, dove la situazione fiscale e i prezzi sono differenti. Il confronto che interessa a chi vive qui è soprattutto con le Canarie di qualche tempo fa.

Le Canarie continuano ad avere una fiscalità sui carburanti più favorevole rispetto alla Pen*sola. Questo, però, non trasforma automaticamente in "basso" qualsiasi prezzo pagato alla p***a.

Questi sono i prezzi che abbiamo fotografato ieri sera a Las Palmas de Gran Canaria.

PERCHÉ DONALD TRUMP È ANDATO FINO ALL’AEROPORTO AD ASPETTARE XI JINPING?Il 23 settembre, sulla pista della Joint Base An...
26/09/2026

PERCHÉ DONALD TRUMP È ANDATO FINO ALL’AEROPORTO AD ASPETTARE XI JINPING?

Il 23 settembre, sulla pista della Joint Base Andrews, c’era una scena che nella diplomazia americana non si vede tutti i giorni.

Donald Trump era lì ad aspettare Xi Jinping ai piedi dell’aereo.

I capi di Stato in visita ufficiale vengono normalmente accolti dal presidente alla Casa Bianca, con cerimonie, onori militari e tutto il protocollo previsto. Questa volta Trump ha scelto di fare qualcosa in più: andare incontro al presidente cinese nel momento stesso del suo arrivo negli Stati Uniti.

UN DETTAGLIO? NON PROPRIO

Per un presidente americano è un gesto inconsueto. La vera cerimonia ufficiale, con gli onori previsti dal protocollo, si è svolta infatti il giorno successivo, 24 settembre, alla Casa Bianca. L’accoglienza in aeroporto è stata quindi qualcosa in più: una scelta personale e soprattutto simbolica.

PERCHÉ LO HA FATTO?

È il riconoscimento, neanche troppo velato, che Xi non viene trattato come un interlocutore qualsiasi, ma come un ospite dal peso specifico di primaria importanza.

Stati Uniti e Cina restano due grandi potenze rivali. Sul tavolo ci sono commercio, dazi, intelligenza artificiale, tecnologia avanzata, terre rare, Taiwan e Iran. Questioni sulle quali Washington e Pechino hanno interessi spesso contrapposti e sulle quali il confronto rimane durissimo.

C’è però un’altra realtà: Stati Uniti e Cina possono competere duramente, minacciarsi con dazi e restrizioni e contendersi influenza economica e tecnologica, ma non possono semplicemente ignorarsi.

Commercio, tecnologia, terre rare, intelligenza artificiale, sicurezza internazionale e accesso ai rispettivi mercati continuano a costringerli allo stesso tavolo.

Sullo sfondo c’è poi Taiwan, nodo politico e militare delicatissimo e, allo stesso tempo, uno dei centri strategici della produzione mondiale dei chip più avanzati.

NON SIGNIFICA AMICIZIA. NON SIGNIFICA CHE LE DIVERGENZE SIANO SCOMPARSE. NON SIGNIFICA NEPPURE CHE UNO DEI DUE STIA CEDENDO ALL’ALTRO.

C’è anche un precedente che aiuta a leggere la scena. Quando Trump è stato a Pechino nel maggio scorso, la Cina gli ha riservato un’accoglienza particolarmente solenne, fatta di cerimoniale, onori e grande attenzione simbolica.

Il gesto di Trump, quindi, non va letto necessariamente come un modo per “ricambiare una gentilezza”, ma come il riconoscimento di avere davanti il leader della potenza con cui gli Stati Uniti competono più direttamente e con cui, allo stesso tempo, devono continuare a negoziare.

Questo forse è il vero significato dell’immagine: due rivali che vorrebbero prevalere l’uno sull’altro, ma che conoscono perfettamente la forza e l’importanza dell’altro e sanno che nessuno dei due può semplicemente cancellarlo.

La fotografia più interessante, quindi, non è quella dell’amicizia tra Trump e Xi, che molto probabilmente non c’è, ma quella di due rivali che continuano a sfidarsi su quasi tutto e che, quando si incontrano, mostrano al mondo di sapere perfettamente chi hanno di fronte.

In diplomazia, qualche volta, andare ad aspettare il proprio avversario ai piedi della scaletta di un aereo può contare molto più di un comunicato ufficiale: non è necessariamente sottomissione o cedimento, ma riconoscimento del peso di chi si ha di fronte.

E TU COME LO LEGGI?

Un gesto di rispetto verso un avversario di primo piano o un segnale di eccessiva deferenza?

✍ Italiano alle Canarie

CANARIE, GLI INVESTIMENTI ESTERI CAMBIANO ROTTANel primo semestre del 2026 gli investimenti esteri alle Canarie sono sce...
26/09/2026

CANARIE, GLI INVESTIMENTI ESTERI CAMBIANO ROTTA

Nel primo semestre del 2026 gli investimenti esteri alle Canarie sono scesi a 170,47 milioni di euro, l’11,6% in meno rispetto ai 192,84 milioni dello stesso periodo del 2025.

Il dato forse più interessante è un altro: non è cambiata soltanto la quantità di denaro investito, ma è cambiato quasi completamente il settore verso cui quel denaro si dirige.

DAL TURISMO AL SETTORE MARITTIMO

Nel primo semestre del 2025 alberghi e appartamenti turistici avevano attirato quasi 140 milioni di euro di investimenti esteri. Nel 2026 la cifra è precipitata a appena 1,7 milioni.

Anche il settore immobiliare registra un forte ridimensionamento: da 35,79 milioni a 3,43 milioni.

Contemporaneamente esplodono invece le attività di noleggio, passate da appena 51.500 euro a 144,64 milioni di euro. Quasi tutta questa somma riguarda il noleggio di mezzi di navigazione, cioè principalmente imbarcazioni e navi commerciali senza equipaggio.

In altre parole, il capitale straniero che soltanto un anno fa puntava soprattutto su turismo e immobili oggi si concentra in larghissima parte sul comparto marittimo.

Cambia anche la provenienza degli investimenti. La Danimarca diventa il primo paese con 73,11 milioni di euro, quasi il 43% del totale.

C’è poi una differenza territoriale molto marcata: dei 170,47 milioni investiti nell’Arcipelago, 149,10 milioni sono finiti nella provincia di Santa Cruz de Tenerife, mentre alla provincia di Las Palmas sono arrivati soltanto 21,36 milioni.

Dietro questi numeri si nasconde una trasformazione molto più profonda: in appena dodici mesi è cambiato quasi completamente il tipo di investimento estero che arriva alle Canarie.

DOMANDA: perché questo spostamento dall’immobiliare e dal turismo al settore nautico è avvenuto così rapidamente? E soprattutto, se questa tendenza dovesse consolidarsi, quali effetti potrebbe avere sull’economia e sulla struttura degli investimenti nelle Canarie?

Fonte: Atlántico Hoy, su dati GlobalInvex – Ministerio de Economía, Comercio y Empresa.

https://datainvex.comercio.es/

✍ Italiano alle Canarie

Nuvolosità variabile con calima, nelle zone di media altitudine e sulle cime, più marcata nella provincia occidentale. T...
26/09/2026

Nuvolosità variabile con calima, nelle zone di media altitudine e sulle cime, più marcata nella provincia occidentale.
Temperature in generale in calo sui versanti meridionali e occidentali e con poche variazioni o in leggero aumento nelle zone basse esposte a nord.
Vento da nord-est occasionalmente forte nel sud-est e nel nord-ovest delle isole montuose nelle prime ore del giorno, quando non si escludono occasionali raffiche molto forti, e in generale in diminuzione fino a diventare debole e di direzione variabile nel corso della mattinata.

CANARIE, 15 MILIONI PER GLI OSPEDALI: FINALMENTE SI INTERVIENE SUL CALDOFinalmente qualcosa si muove sulla climatizzazio...
25/09/2026

CANARIE, 15 MILIONI PER GLI OSPEDALI: FINALMENTE SI INTERVIENE SUL CALDO

Finalmente qualcosa si muove sulla climatizzazione degli ospedali pubblici delle Canarie.

Il Servicio Canario de la Salud ha annunciato investimenti per circa 15 milioni di euro destinati soprattutto al rinnovo degli impianti di climatizzazione, delle macchine refrigeranti e dei sistemi di produzione termica.

Una notizia positiva, soprattutto dopo le denunce degli ultimi anni da parte di pazienti, personale sanitario e organizzazioni sindacali sulle temperature raggiunte in alcuni reparti durante le ondate di calore.

15 MILIONI: TANTI O POCHI?

La cifra nel titolo può sembrare importante. Guardandola più da vicino, però, va messa nella giusta prospettiva.

Dei circa 15 milioni complessivi, 12,3 milioni di euro, finanziati attraverso il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, riguardano i quattro grandi ospedali di riferimento delle Canarie: Hospital Universitario de Canarias, Complejo Hospitalario Universitario Insular-Materno Infantil, Hospital Universitario Nuestra Señora de Candelaria e Hospital Universitario de Gran Canaria Doctor Negrín.

Altri 2,3 milioni provenienti dai fondi europei Next Generation sono destinati anche a ospedali delle isole non capitaline e a diversi centri di salute.

Tra questi figurano Doctoral, Maspalomas, San Isidro e Guanarteme, oltre all’Hospital Universitario de La Palma e ad altre strutture sanitarie.

Per capire le proporzioni basta un dato: al solo Hospital Universitario de Canarias sono destinati più di 3 milioni di euro, mentre due nuove macchine refrigeranti dell’Insular-Materno Infantil rappresentano un investimento di 910.000 euro.

Quindi sì, 15 milioni sono un investimento importante, ma distribuiti tra grandi ospedali, altri presidi e centri di salute non rappresentano certamente una cifra enorme.

La cosa più importante è un’altra: dopo anni nei quali il caldo negli ospedali è diventato anche un problema per pazienti e personale, finalmente si interviene sulle strutture.

Adesso conterà soprattutto vedere quanto rapidamente questi investimenti si trasformeranno in impianti funzionanti e reparti realmente più vivibili.

Fonte ufficiale: Gobierno de Canarias – Consejería de Sanidad
https://www3.gobiernodecanarias.org/noticias/el-scs-invierte-cerca-de-15-millones-de-euros-en-la-climatizacion-de-sus-hospitales-y-centros-de-salud/

✍ Italiano alle Canarie

CASA IN SPAGNA, L’AVVERTIMENTO DI NIÑO-BECERRA: "POTREBBE ARRIVARE UN’ONDATA DI SFRATTI"Per chi in Italia lo conosce men...
25/09/2026

CASA IN SPAGNA, L’AVVERTIMENTO DI NIÑO-BECERRA: "POTREBBE ARRIVARE UN’ONDATA DI SFRATTI"

Per chi in Italia lo conosce meno, Santiago Niño-Becerra è uno degli economisti più noti e mediaticamente presenti in Spagna. Cattedratico di economia all’IQS School of Management della Universitat Ramon Llull di Barcellona, da anni interviene sui grandi cambiamenti economici, sul lavoro, sulle crisi finanziarie e sul futuro del modello sociale.

Si può essere d’accordo o meno con le sue previsioni, spesso molto nette, ma non stiamo parlando dell’ultimo commentatore improvvisato apparso sui social: quando Niño-Becerra parla di economia, alle spalle ci sono decenni di studio, insegnamento e analisi.

UN MERCATO SEMPRE PIÙ DIVISO

Questa volta il tema è uno dei più delicati della Spagna di oggi: la casa.

Secondo Niño-Becerra, l’attuale situazione non può essere definita una vera e propria bolla immobiliare come quella che precedette la crisi del 2008. Il problema, a suo giudizio, è diverso: i prezzi sono diventati estremamente elevati perché la domanda di abitazioni continua a essere superiore all’offerta, mentre una parte degli acquisti è alimentata anche dalla ricerca di investimenti alternativi e dalla disponibilità di capitale concentrata in alcune fasce della popolazione.

Il risultato è un mercato sempre più diviso. Da una parte c’è chi dispone delle risorse per continuare ad acquistare immobili; dall’altra una fascia crescente della popolazione incontra difficoltà non soltanto nell’acquisto, ma anche nell’accesso a un affitto, con canoni che in molte zone hanno raggiunto livelli sempre più difficili da sostenere.

Niño-Becerra ritiene che i prezzi potrebbero continuare a salire fino al punto in cui la domanda non sarà più materialmente in grado di sostenerli. A quel punto, più che un crollo, ipotizza una stabilizzazione su livelli comunque molto elevati.

E SE ARRIVASSE UNA FORTE CRISI ECONOMICA?

Qui Niño-Becerra introduce lo scenario più grave. Non sostiene che una crisi simile sia già alle porte, ma avverte delle conseguenze che potrebbe avere se colpisse un mercato immobiliare nel quale prezzi di vendita e affitti sono già molto elevati.

Se l’economia dovesse rallentare pesantemente, aumentassero i fallimenti e crescesse rapidamente la disoccupazione, molte famiglie potrebbero trovarsi maggiormente in difficoltà nel sostenere mutui e affitti. Aumenterebbero quindi i mancati pagamenti, con possibili ripercussioni anche sul sistema bancario e il rischio, secondo Niño-Becerra, di una nuova ondata di sfratti.

È in questo scenario, e non nella situazione economica attuale, che l’economista vede un possibile punto di contatto con il passato: "In parte sì, sarà come nel 2008".

NON È IL 2008, MA IL PROBLEMA DELLA CASA RESTA

Una nuova crisi del 2008, quindi, non viene presentata come inevitabile e neppure come imminente. È uno scenario possibile nel caso in cui a un mercato immobiliare già fortemente sotto pressione si aggiungesse una seria crisi economica.

Rimane però il problema di fondo indicato da Niño-Becerra: prezzi di acquisto e affitti sempre più elevati stanno spingendo una parte crescente della popolazione verso il limite della propria capacità economica.

Forse questo è il punto più importante: il problema della casa non riguarda ormai soltanto quanto costa comprare un appartamento, ma quanto costa riuscire semplicemente a continuare ad abitarne uno.

Fonte: Noticias Trabajo

https://www.noticiastrabajo.es/economia/nino-becerra-economista-advierte-de-lo-que-pasara-con-la-vivienda-llegara-una-oleada-de-desahucios-en-parte-si-sera-como-en-el-2008/

CANARIE: IN FONDO DA OLTRE 25 ANNI. E IL DIVARIO AUMENTAQuanto è bello sognare a occhi aperti, ma poi, quando leggi i da...
25/09/2026

CANARIE: IN FONDO DA OLTRE 25 ANNI. E IL DIVARIO AUMENTA

Quanto è bello sognare a occhi aperti, ma poi, quando leggi i dati della Banca di Spagna, il sogno si trasforma in un brutto risveglio.

Un nuovo studio pubblicato dalla banca centrale sp****la fotografa l’evoluzione del PIL pro capite di 98 regioni di Spagna, Germania, Francia e Italia dal 1998 al 2025. Il risultato per le Canarie è IMPOSSIBILE da interpretare in maniera ottimistica.

Le regioni vengono suddivise in sei gruppi in base alla loro traiettoria economica di lungo periodo. Canarias e Andalucía finiscono nel club 6, quello più arretrato. Nessuna regione sp****la entra nei primi due gruppi. Madrid, País Vasco e Aragón arrivano soltanto al terzo.

GIÀ QUESTO DOVREBBE FAR ACCENDERE LE LUCI ROSSE SUL RACCONTO DI UNA SPAGNA CHE CORRE, ALMENO QUANDO SI GUARDA ALLA CONVERGENZA TRA LE REGIONI.

Il dato più importante, però, non è la posizione in classifica.

Lo studio pubblicato dal Banco de España rileva che Canarias e Andalucía partivano già nel 1998 con un PIL pro capite relativo inferiore alla media delle regioni analizzate e che, negli anni successivi, la distanza si è ulteriormente ampliata.

Questo non significa che le Canarie non siano cresciute in termini assoluti. Significa qualcosa di diverso e, per certi versi, ancora più significativo: NON HANNO RECUPERATO TERRENO RISPETTO ALLE ALTRE REGIONI ANALIZZATE E IL DIVARIO RELATIVO SI È ALLARGATO.

Non stiamo quindi parlando di una crisi momentanea o di un paio di anni difficili. PARLIAMO DI UN PROBLEMA STRUTTURALE CHE ATTRAVERSA PIÙ DI 25 ANNI.

A questo si aggiungono i dati INE appena pubblicati sul costo del lavoro. Nel secondo trimestre del 2026 le Canarie registrano 2.786 euro per lavoratore al mese, contro una media nazionale di 3.388 euro. Peggio fa soltanto l’Extremadura.

Visto tutto ciò, se i dati hanno ancora un significato, appare veramente difficile capire tutta questa voglia di Canarie.

Una cosa è trasferirsi nell’Arcipelago con una pensione, una rendita o un reddito prodotto fuori dalle isole. Un’altra è arrivare qui, cercare lavoro e costruire da zero la propria stabilità economica.

Il sole, il clima e il mare contano, ma non trasformano automaticamente un territorio in un luogo economicamente più favorevole.

Dopo oltre 25 anni, lo studio pubblicato dal Banco de España dice qualcosa di molto semplice: le Canarie restano nel gruppo più arretrato e, invece di recuperare terreno, hanno visto aumentare la distanza relativa rispetto alla media delle regioni analizzate.

Per tutti coloro che, dopo aver letto questi dati, ci diranno ancora una volta che qui si “sparge m***a sulle Canarie”, che facciamo propaganda negativa o che siamo burattini comandati da qualcuno con l’ordine di pubblicare soltanto brutte notizie, abbiamo un suggerimento molto semplice:

SCRIVETE AL BANCO DE ESPAÑA E ALL’INSTITUTO NACIONAL DE ESTADÍSTICA.

Sono loro che pubblicano gli studi e i dati ufficiali da cui sono tratte queste informazioni. Noi abbiamo avuto soltanto l’umile compito di leggerli e riportarli.

Se poi i dati dovessero provocare qualche sconvolgimento intestinale, purtroppo non possiamo farci molto.

PER GLI EVENTUALI EFFETTI COLLATERALI SULLA DIGESTIONE, RIVOLGERSI AL FARMACISTA.

Fonte: Banco de España, Dinámicas de convergencia regional en las principales economías europeas, Documento Ocasional 2615, settembre 2026.

https://www.bde.es/wbe/es/publicaciones/analisis-economico-investigacion/documentos-ocasionales/dinamicas-de-convergencia-regional-en-las-principales-economias-europeas.html

INE, Encuesta Trimestral de Coste Laboral, II trimestre 2026.

https://ine.es/prensa/etcl_tablaccaa.htm

✍ Italiano alle Canarie

DUE MILIONI PER IL DEPURATORE DI PLAYA DE MOGÁNIl Governo delle Canarie ha autorizzato uno stanziamento diretto di 2 mil...
25/09/2026

DUE MILIONI PER IL DEPURATORE DI PLAYA DE MOGÁN

Il Governo delle Canarie ha autorizzato uno stanziamento diretto di 2 milioni di euro per modernizzare e ampliare il sistema di trattamento delle acque reflue di Playa de Mogán, nel sud-ovest di Gran Canaria.

L’intervento, finanziato attraverso la Direzione Generale delle Acque, punta a ridurre il carico inquinante degli scarichi e ad aumentare la produzione di acqua rigenerata, destinata soprattutto all’irrigazione agricola e alla manutenzione delle aree verdi comunali.

La prima fase dei lavori permetterà all’impianto di raggiungere una capacità di produzione di 750 metri cubi di acqua rigenerata al giorno. Le strutture saranno però predisposte per arrivare successivamente fino a 1.500 metri cubi giornalieri.

Il progetto rientra nei programmi di risanamento e gestione delle risorse idriche portati avanti congiuntamente dal Governo delle Canarie, dal Comune di Mogán e dal Consejo Insular de Aguas

Dirección

Las Palmas De Gran Canaria
35017

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