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OTTO ANNI SONO OTTO ANNI.Chi governa la Spagna dal 2018? Pedro Sánchez. Si può discutere delle responsabilità dei govern...
04/10/2026

OTTO ANNI SONO OTTO ANNI.

Chi governa la Spagna dal 2018? Pedro Sánchez.

Si può discutere delle responsabilità dei governi precedenti, delle Comunità autonome, dei Comuni, della speculazione, degli affitti turistici, della scarsità di offerta e di tutto il resto. La crisi della casa, evidentemente, non nasce in un giorno e non ha un solo responsabile.

Resta però un fatto politico difficile da aggirare: OTTO ANNI SONO OTTO ANNI.

In otto anni un governo ha il tempo, se non di cancellare problemi strutturali costruiti in decenni, almeno di imprimere una svolta profonda, correggere le storture e produrre risultati percepibili.

Il punto è che oggi la crisi della casa è ancora qui, abbastanza grave da essere diventata motivo di protesta popolare e scontro politico.

QUINDI LA DOMANDA È SEMPLICE: dopo più di otto anni al governo, quanto pesa la responsabilità politica di chi governa oggi per non essere riuscito a cambiare abbastanza questa situazione?

Arriva un momento nel quale continuare a indicare ciò che si è ereditato o attribuire le responsabilità sempre agli altri non basta più. Bisogna rispondere anche dei risultati delle proprie politiche.

PERCHÉ DOPO OTTO ANNI SI PUÒ DISCUTERE SU QUANTA RESPONSABILITÀ ABBIA QUESTO GOVERNO. MOLTO PIÙ DIFFICILE È SOSTENERE CHE NON NE ABBIA NESSUNA.

LE ACCUSE SONO PER TUTTI: GOVERNO E DESTRE NEL MIRINO DELLA PROTESTAAltro titolo di El País che racconta meglio di tante...
04/10/2026

LE ACCUSE SONO PER TUTTI: GOVERNO E DESTRE NEL MIRINO DELLA PROTESTA

Altro titolo di El País che racconta meglio di tante analisi politiche.

Decine di migliaia di persone sono tornate in piazza a Madrid per la casa, mentre sulla Spagna pesa l'incertezza elettorale.

La parte interessante, questa volta, è soprattutto nel sottotitolo: El País scrive che la protesta ripartisce le responsabilità tra il Governo progressista e le destre e annuncia che continuerà «governi chi governi».

Il punto politico è molto chiaro: non è più soltanto una protesta contro chi governa oggi. Il conto viene presentato a entrambi gli schieramenti.

Qualcosa è stato fatto, certo. I risultati, però, non sono stati sufficienti a fermare una crisi che continua a portare decine di migliaia di persone in piazza in tutto il Paese.

Per chi manifesta, quindi, il problema non è più soltanto Sánchez e il suo Governo, né il PP o VOX.

TRADUZIONE: sulla casa, questa volta, nessuno dei due grandi blocchi politici esce assolto.

Cambierà il Governo? Si voterà prima? Vincerà una parte o l'altra?

Il messaggio che arriva dalla piazza resta semplice: fate pure i vostri conti elettorali. Sulla casa continueremo a protestare, chiunque governi.

CANARIE: QUANTO TEMPO CI VUOLE PER UNA OPERA PUBBLICA?QUASI QUINDICI ANNI PER ARRIVARE ALLA FINEAlle Canarie, almeno qua...
04/10/2026

CANARIE: QUANTO TEMPO CI VUOLE PER UNA OPERA PUBBLICA?

QUASI QUINDICI ANNI PER ARRIVARE ALLA FINE

Alle Canarie, almeno quando si parla di grandi infrastrutture pubbliche, il concetto di “tempo” sembra avere una dimensione tutta sua. L’Audiencia de Cuentas de Canarias ha analizzato dieci progetti stradali e il risultato è piuttosto eloquente: dalla prima iscrizione in bilancio alla completa realizzazione sono trascorsi in media 177 mesi.

Tradotto: 14 anni e 9 mesi.

Tre anni e mezzo, mediamente, se ne vanno prima ancora della firma del contratto. Poi arriva la parte interessante: lavori previsti mediamente in 36 mesi che, nella realtà, arrivano a richiederne 120. In pratica, opere pensate per essere concluse in tre anni che ne impiegano dieci, QUANDO VA BENE.

L’IMPREVISTO CHE DIVENTA LA REGOLA

Autorizzazioni, valutazioni ambientali, espropri, modifiche ai progetti, reperti archeologici, problemi tecnici: tutto può succedere e tutto può rallentare un’opera pubblica. Il problema nasce quando il rallentamento smette di essere l’eccezione e diventa sistema.

Gli esempi, del resto, non mancano. A Las Palmas abbiamo la MetroGuagua, con lavori iniziati ufficialmente nel 2017 e, nove anni dopo, ancora con parti del progetto in esecuzione, senza una data certa di fine lavori.

E POI CI SONO I TRENI CHE VIAGGIANO A GRANDE VELOCITÀ, MA SULLA CARTA

Il caso del treno di Gran Canaria è da manuale. Già all’inizio del 2012 il progetto della linea ferroviaria Las Palmas de Gran Canaria–Maspalomas e il relativo studio di impatto ambientale venivano sottoposti a informazione pubblica.

Da allora sono passati quasi quindici anni.

Quindici anni di studi, progetti, revisioni, valutazioni, accordi, protocolli, finanziamenti da cercare e commissioni da costituire. Nel giugno 2026 Governo delle Canarie, Stato e Cabildos hanno creato nuove commissioni di monitoraggio per continuare a portare avanti i progetti ferroviari di Gran Canaria e Tenerife.

Binari posati, nel frattempo: NESSUNO. Però se ne continua a discutere.🤣🤣🤣

IL BINARIO CHE ESISTE DAVVERO

Alle Canarie c’è anche questo, a metà strada tra l’assurdo e il grottesco, che vale la pena ricordare. Se pensate di ve**re qui immaginando che opere pubbliche, autorizzazioni e burocrazia corrano sempre veloci e spedite, probabilmente avete capito male.

Il binario del treno di Gran Canaria, nella realtà, ancora non c’è, ma quello della burocrazia esiste eccome e, su quello, Canarie e Italia sembrano viaggiare sulla stessa linea.

Il vero problema delle infrastrutture canarie non è progettare il futuro, ma riuscire ad arrivarci prima che molti di quelli che hanno visto l’inizio riescano a vedere anche la fine.

Fonte: Audiencia de Cuentas de Canarias

https://acuentascanarias.org/informes/2025/1759997434__ID332024.PDF

Cielo a tratti nuvoloso nel nord delle isole montuose, con scarsa probabilità di piogge deboli nelle isole occidentali, ...
04/10/2026

Cielo a tratti nuvoloso nel nord delle isole montuose, con scarsa probabilità di piogge deboli nelle isole occidentali, leggermente più probabili a La Palma, con ampie schiarite nelle ore centrali della giornata.
Non si esclude la formazione di nuvolosità sulle cime centrali e nord-orientali di Tenerife nel pomeriggio, con qualche rovescio isolato.
Nel resto del territorio cielo poco nuvoloso o sereno, salvo qualche intervallo di nuvole alte durante la prima metà della giornata nella provincia orientale.
Calima sulle isole orientali, che interesserà principalmente le zone di media altitudine e le cime delle isole centrali, nonché le zone alte di Lanzarote e Fuerteventura.
Temperature invariate o in leggero aumento.
Sulle coste, vento da nord-est moderato con intervalli di forte intensità sui versanti esposti, senza escludere qualche raffica occasionalmente molto forte.
Prevalenza di vento da debole a moderato con componente da est nelle zone di media altitudine e da sud sulle cime.

CASA, ORA È UN PROBLEMA DI TENUTA SOCIALELa protesta sulla casa in Spagna sta facendo un salto di livello. A questo punt...
03/10/2026

CASA, ORA È UN PROBLEMA DI TENUTA SOCIALE

La protesta sulla casa in Spagna sta facendo un salto di livello. A questo punto non è più soltanto una questione di affitti, sfratti o prezzi fuori controllo: inizia a diventare un problema di tenuta sociale.

Il titolo di oggi di El País lo rende evidente: il Sindicato de Inquilinas parla apertamente di arrivare a uno sciopero generale, "GOVERNI CHI GOVERNI".

Quelle tre parole forse spiegano meglio di tante analisi dove siamo arrivati. Il messaggio è molto più pesante: per una parte crescente della società sp****la, sul problema della casa ha fallito non soltanto questo Governo, ma una classe politica che da anni promette soluzioni senza esserne riuscita.

Mobilitazioni in tutta la Spagna, richiesta di uno sciopero generale, pressione crescente sulle istituzioni.

Il livello dello scontro è cambiato.

La casa non è più soltanto una delle grandi emergenze sociali della Spagna. Sta diventando uno dei terreni sui quali si misura la fiducia dei cittadini nella politica e, soprattutto, la tenuta sociale del Paese.

Quando si arriva a dire "GOVERNI CHI GOVERNI", il problema più serio non è più soltanto la casa, ma che una parte della società non crede più che chi governa, qualunque sia il suo colore politico, sia realmente in grado di risolverlo.

CATALANO, BASCO E GALIZIANO NELL’UE: SÁNCHEZ CI RIPROVA. PER L’OTTAVA VOLTA🤦‍♂️Non è la terza e nemmeno la quarta: dal 2...
03/10/2026

CATALANO, BASCO E GALIZIANO NELL’UE: SÁNCHEZ CI RIPROVA. PER L’OTTAVA VOLTA🤦‍♂️

Non è la terza e nemmeno la quarta: dal 2023 la Spagna ha portato otto volte davanti al Consiglio Affari generali dell’Unione europea la richiesta di riconoscere catalano, basco e galiziano come lingue ufficiali dell’UE.

Ne avevamo parlato lo scorso 7 settembre:
https://www.facebook.com/LeggoGranCanaria/posts/pfbid04yd1KLKjravP7MzYRWVwwQGtmgEFCJsuWzoMqa9CXHFVrhi1ywVQHKwmEn6GzQPUl

ANCHE QUESTA VOLTA, PERÒ, IL RISULTATO NON CAMBIA: L’UNANIMITÀ NECESSARIA NON C’È.

Nell’ultima riunione non si è nemmeno arrivati a una votazione. Germania, Svezia e Lituania hanno contestato apertamente la nuova strategia di Madrid: collegare il riconoscimento delle tre lingue al futuro allargamento dell’Unione europea.

Il Governo Sánchez sostiene che circa 20 milioni di persone vivano in comunità/regioni nelle quali, accanto al castigliano, è ufficiale anche il catalano, l’euskera o il galiziano, e considera una discriminazione il fatto che queste lingue non abbiano lo stesso status nelle istituzioni europee.

Va però precisato un punto: questi cittadini dispongono già dello spagnolo, lingua ufficiale sia dello Stato sia dell’Unione europea, per comunicare pienamente con Bruxelles.

RIMANE QUINDI UNA DOMANDA: PERCHÉ IL GOVERNO SPAGNOLO CONTINUA A INVESTIRE COSÌ TANTO CAPITALE POLITICO SU QUESTA BATTAGLIA?

Una parte della risposta va cercata nell’agosto 2023. La richiesta a Bruxelles nacque proprio nei giorni dell’accordo con Junts ed ERC che consentì l’elezione di Francina Armengol alla presidenza del Congresso. L’ufficialità del catalano nell’UE era una delle condizioni poste da Junts.

Tre anni e otto discussioni dopo, l’obiettivo non è ancora stato raggiunto.

Adesso Madrid prova una nuova leva: l’allargamento dell’Unione.

La domanda, quindi è: questione di diritti linguistici europei o soprattutto un impegno politico interno che Sánchez non può permettersi di abbandonare?

FONTI:

https://www.euskadi.eus/gobierno-vasco/-/nota_prensa/2026/oficialidad-del-euskera-catalan-y-gallego-se-explora-una-nueva-via-para-avanzar-en-la-ue/

https://www.larazon.es/espana/bruselas-rechaza-octava-vez-oficialidad-catalan-certifica-nuevo-varapalo-gobierno_202609226ab27ab14efaef5b97326497.html

Italiano alle Canarie

MADRID, ORA: UNA MARCIA MASSICCIA ARRIVA A CIBELES PER CHIEDERE CASA E CHIAMA ALLO SCIOPERO GENERALE, “CHIUNQUE GOVERNI”...
03/10/2026

MADRID, ORA: UNA MARCIA MASSICCIA ARRIVA A CIBELES PER CHIEDERE CASA E CHIAMA ALLO SCIOPERO GENERALE, “CHIUNQUE GOVERNI”

È il titolo con cui El País fotografa in diretta ciò che sta accadendo a Madrid.
Migliaia di persone in strada nella capitale, mentre oggi sono previste 47 manifestazioni in diverse città spagnole per la crisi della casa.

La frase più pesante è forse proprio quella: “chiunque governi”. Il segnale di una protesta che ormai va oltre un singolo governo e racconta una tensione sociale che sta diventando sempre più difficile ignorare.

https://www.youtube.com/live/79U88INELuE?si=ydJi8FnlnJOMQTXZ

BLACKOUT A LANZAROTE: OLTRE 73.000 UTENZE COINVOLTETre anni di emergenza energetica e siamo ancora qui a contare chi res...
03/10/2026

BLACKOUT A LANZAROTE: OLTRE 73.000 UTENZE COINVOLTE

Tre anni di emergenza energetica e siamo ancora qui a contare chi resta senza luce.🤦‍♂️🤣

Questa mattina Lanzarote si è svegliata con un nuovo, pesante segnale della fragilità del sistema elettrico delle Canarie.

Alle 5:44 un’avaria sulla rete a 66 kV della sottostazione di Mácher, nel comune di Tías, ha provocato una prima interruzione del servizio che ha coinvolto circa 51.700 utenze. Quattro minuti più tardi, durante le operazioni di ripristino, un nuovo incidente nelle sottostazioni di San Bartolomé e Punta Grande ha determinato una perdita di generazione, portando a circa 73.600 le utenze interessate.

Il Governo delle Canarie ha attivato dalle 7:15 la preallerta del PLATECA, il Piano territoriale di emergenza di protezione civile, per tutta Lanzarote ad eccezione di Playa Blanca, rimasta alimentata grazie al collegamento con Fuerteventura.

IL GUASTO DI OGGI È SOLO UNA PARTE DEL PROBLEMA

Sarebbe scorretto attribuire già ora il blackout alla vetustà degli impianti: serviranno verifiche tecniche per stabilire le cause precise. IL PROBLEMA PIÙ GENERALE PERÒ È NOTO DA ANNI.

Il Governo delle Canarie ha dichiarato l’emergenza energetica nell’ottobre 2023 proprio per la vulnerabilità del sistema elettrico. Red Eléctrica aveva segnalato la necessità urgente di nuova generazione gestibile in diversi sistemi insulari, compreso quello Lanzarote-Fuerteventura.

Ancora il 14 settembre scorso il Governo delle Canarie annunciava l’autorizzazione alla modernizzazione di nove gruppi di generazione (DOPO TRE ANNI DALLA DICHIARAZIONE DI EMERGENZA- RIDICOLI) in Gran Canaria, Tenerife, La Palma e Lanzarote, per un totale di 374,5 MW, con l’obiettivo dichiarato di aumentare affidabilità e capacità di risposta.

TRE ANNI DOPO, L’EMERGENZA È ANCORA TUTTA QUI

L’emergenza energetica è stata dichiarata nell’ottobre 2023. Si parlava di interventi urgenti e nuova capacità da installare rapidamente, invece, siamo ancora tra autorizzazioni, misure straordinarie, procedure lente e soluzioni temporanee.

Le criticità erano note, i rischi pure.

La Palma ha già conosciuto un “cero energético” nel giugno 2025. Oggi è Lanzarote a fare i conti con un’interruzione che ha coinvolto decine di migliaia di utenze. Gran Canaria, Tenerife e il sistema Lanzarote-Fuerteventura figurano da anni nei documenti ufficiali sulla sicurezza dell’approvvigionamento.

LE CANARIE NON HANNO SCOPERTO OGGI DI AVERE UN PROBLEMA ENERGETICO. LO SANNO DA TRE ANNI.

DOMANDA: quanti altri segnali servono perché un’emergenza dichiarata nel 2023 smetta di essere considerata emergenza e diventi finalmente una priorità strutturale?

Siamo nel 2026 e ancora parliamo di emergenza energetica dichiarata tre anni fa! Non sappiamo se ridere o piangere.

A LEGGERE QUESTE DINAMICHE VIENE SOLO UN PENSIERO: IN CHE MANI SIAMO?

Fonti:
Governo delle Canarie, dichiarazione di emergenza energetica del 2 ottobre 2023.
https://www3.gobiernodecanarias.org/noticias/el-consejo-de-gobierno-aprueba-la-declaracion-de-emergencia-energetica-en-canarias/

BOC 2026: documentazione ufficiale sulla persistente vulnerabilità del sistema elettrico canario.
https://www.gobiernodecanarias.org/boc/2026/085/1451.html

QUESTO È QUELLO CHE TITOLA OGGI EL PAÍS, NELLA SUA DIRETTA SULLA CRISI DELLA CASA:Le reazioni ai decreti sulla casa e ag...
03/10/2026

QUESTO È QUELLO CHE TITOLA OGGI EL PAÍS, NELLA SUA DIRETTA SULLA CRISI DELLA CASA:

Le reazioni ai decreti sulla casa e agli accampamenti di protesta, in diretta. Partono le mobilitazioni per la casa con proteste in tutta la Spagna: “C’è molta rabbia nelle strade”.

La traduzione è praticamente questa e forse la parte più importante del titolo sta proprio nelle ultime parole: molta rabbia nelle strade.

Dopo la bocciatura in Parlamento dei decreti sulla casa, il Sindicato de Inquilinas ha convocato per oggi mobilitazioni in circa 50 città spagnole. A Madrid diverse colonne di manifestanti confluiranno verso Cibeles, mentre proteste sono previste in numerose altre città del Paese.

Il problema della casa in Spagna ha ormai superato definitivamente il confine delle statistiche, dei prezzi al metro quadrato e degli annunci politici. La crisi è esplosa in tutta la sua drammatica evidenza e la protesta è ormai diventata un fiume in piena.

Il titolo di El País fotografa bene il momento: “c’è molta rabbia nelle strade”.

https://elpais.com/espana/2026-10-03/reacciones-a-los-decretos-de-vivienda-y-las-acampadas-en-directo.html

LO SAPEVI CHE MADRID HA IL FIUME EUROPEO PIÙ CONTAMINATO DAI FARMACI?Se ne è parlato qualche giorno fa anche a Directo a...
03/10/2026

LO SAPEVI CHE MADRID HA IL FIUME EUROPEO PIÙ CONTAMINATO DAI FARMACI?

Se ne è parlato qualche giorno fa anche a Directo al grano, il programma pomeridiano di informazione e attualità trasmesso su La 1 della televisione pubblica sp****la.

Il protagonista è il Manzanares, il fiume che attraversa Madrid.

IL PRIMATO DEL MANZANARES

Secondo uno dei più grandi studi internazionali mai realizzati sull’inquinamento farmaceutico dei fiumi, il Manzanares è risultato IL CORSO D’ACQUA EUROPEO CON LA MAGGIORE CONTAMINAZIONE DA RESIDUI DI MEDICINALI.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica PNAS e coordinata dall’Università di York, ha analizzato più di mille punti di campionamento in oltre cento Paesi, cercando decine di principi attivi farmaceutici.

Nel Manzanares sono state trovate concentrazioni particolarmente elevate di residui di medicinali. A incidere è anche una caratteristica del fiume: la sua portata relativamente ridotta, che rende molto più difficile diluire gli scarichi provenienti da una grande area urbana come Madrid.

Va fatta però una precisazione importante: il Manzanares non è “il fiume più inquinato d’Europa” in assoluto. Il primato riguarda specificamente la contaminazione da residui farmaceutici.

MA LE ACQUE SPAGNOLE SONO DAVVERO COSÌ BUONE?

Il dato del Manzanares porta inevitabilmente a una domanda più ampia.

Quando si parla di qualità delle acque in Spagna, i dati europei sulle acque costiere di balneazione sembrano molto positivi: nel 2025 oltre il 90% dei siti costieri spagnoli ha ottenuto la classificazione più alta.

Ma attenzione a cosa significa realmente quel dato.

La classificazione europea delle acque di balneazione si basa soprattutto sulla presenza di E. coli ed enterococchi intestinali. Non è quindi una fotografia completa dell’inquinamento del mare e non comprende automaticamente residui farmaceutici, pesticidi, PFAS, metalli e altri contaminanti chimici.

Quando poi ci si sposta dalle coste a fiumi e laghi, anche questa fotografia diventa meno brillante: in Spagna soltanto tra il 50 e il 60% delle acque interne di balneazione raggiunge la classificazione “eccellente”.

Il punto, quindi, non è negare i buoni risultati delle coste spagnole, ma capire che cosa stiamo realmente misurando quando diciamo che un’acqua è “eccellente”.

Il caso del Manzanares dimostra quanto possa essere diversa la realtà quando si va oltre una singola classificazione e si cercano sostanze che normalmente restano fuori da quei parametri.

FONTI

RTVE — Residuos farmacéuticos amenazan el Manzanares
https://www.rtve.es/play/noticias/20241128/residuos-farmaceuticos-amenazan-rio-manzanares/16349531.shtml

Comunidad de Madrid — progetto PHARMACLEAN, sul Manzanares come fiume europeo con la maggiore presenza di medicinali
https://www.comunidad.madrid/agricultura-ganaderia-medio-rural/investigacion-agroambiental

PNAS — studio scientifico originale Pharmaceutical pollution of the world’s rivers
https://doi.org/10.1073/pnas.2113947119

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