07/11/2024
Mi sono sempre chiesto cosa portasse una persona comune a sacrificare ore della propria giornata per andare a rendere l’ultimo saluto al personaggio famoso di turno, appena passato a miglior vita. Perché andare a un momento cosi intimo di una persona che, di fatto, non si conosce? Perché turbare quell’esigenza dei parenti di vivere con i propri cari quel momento di atroce sofferenza, di riappropriarsi, almeno in quegli istanti, della sua dimensione privata?
Non ho mai trovato una risposta e non la so dare neppure ora, nonostante che io stesso, senza esitare un secondo, abbia deciso di sacrificare il mio pomeriggio di una tiepida giornata del mite inverno cagliaritano per accompagnare Gigi Riva nell’ultimo viaggio.
Forse perché era una persona a cui semplicemente volevamo bene, bene per davvero. Anche chi non lo ha visto giocare, anche chi lo osservava rispettosamente passeggiare in Via Paoli, con l’immancabile sigaretta tra le dita, solo per dire agli amici “oggi ho visto Gigi Riva”. Per i più coraggiosi anche l’ho salutato; per gli impertinenti anche il selfie di rito, reliquia di inestimabile valore.
La sua morte lo ha restituito alla dimensione umana, noi che eravamo convinti fosse un entità immortale, di non si sa bene quale materia. Ma qualcosa di resistente, comunque.
Ha vinto uno scudetto, ha fatto 35 gol in 42 partite con la nazionale. Ma la verità è che gli avremmo voluto bene comunque.
Perché aldilà delle statistiche, che onestamente ci interessano poco, lo abbiamo amato, lo amiamo e lo ameremo ancora per il suo farsi capopolo, per averci difeso, per non averci tradito, per esserci stato sempre. Cagliari gli ha tributato gli onori del Capo di Stato e sicuramente lo è stato più di qualunque altro.
E chi ci va più in Via Paoli, senza la speranza di poterlo vedere e dirlo agli amici?
Ah, una volta, gli ho anche rivolto la parola. Era il 7 novembre, era seduto al classico bar di San Benedetto e gli ho detto solo auguri, Signor Riva. Mi ha ringraziato, sorridendomi.
Quello, per pudore, non l’ho mai detto ai miei amici.
Auguri, Signor Riva.