11/03/2025
Abbiamo intervistato Caterina Turrini, vincitrice del premio Best Wine Hospitality Manager nella categoria “Emozionale”, oggi Hospitality Manager presso Tommasi Family Estates. Il suo approccio all’accoglienza è basato sull’autenticità e sulla personalizzazione, con l’obiettivo di far sentire ogni visitatore parte della storia della cantina.
Dopo un percorso formativo nel turismo e un’esperienza lavorativa in Germania, dove ha affinato le sue competenze nella ristorazione e nella lingua tedesca, Caterina è tornata in Italia per diventare sommelier. Nel 2023 è entrata in Tommasi come Wine Specialist, per poi assumere il ruolo di Hospitality Manager, posizione che le consente di mettere in pratica la sua visione dell’enoturismo.
Tra le sfide principali del settore, secondo Caterina, c’è quella di offrire esperienze sempre più coinvolgenti e su misura per un pubblico che diventa ogni giorno più consapevole ed esigente. La chiave sta nella capacità di costruire momenti unici, nei quali il racconto del territorio e del vino si intrecciano con le storie personali di chi visita la cantina. Il suo obiettivo per il futuro è continuare a innovare, valorizzando non solo le mete più celebri, come la Valpolicella e Montalcino, ma anche aree emergenti come il Vulture e l’Oltrepò Pavese.
Per far crescere l’enoturismo italiano e renderlo competitivo a livello internazionale, Caterina sottolinea l’importanza della collaborazione tra cantine e territori: superare la logica della concorrenza a favore di un sistema più coeso e organizzato. Autenticità, professionalità e sinergia sono gli elementi chiave per trasformare ogni visita in cantina in un ricordo indelebile, capace di far tornare gli ospiti nel tempo.
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