22/05/2026
I prezzi dei carburanti in Spagna ⬇️⛽️
Oggi il governo dovrebbe estendere il taglio delle accise, ma una cosa è certa: al netto degli orrori umani delle guerre e delle tensioni che stanno colpendo il Medio Oriente e lo stretto di Hormuz, ogni crisi internazionale ci ricorda quanto il mondo sia ancora profondamente dipendente dal petrolio.
E il primo effetto concreto, per milioni di persone, arriva sempre nello stesso posto: alla p***a.
Qualche giorno fa, ho fatto diesel vicino Barcellona a 1,73 €/l (tra l’altro in autostrada), anche grazie agli interventi del governo su accise e fiscalità. Misure che nell’immediato possono aiutare famiglie, lavoratori e trasporti, soprattutto quando gli aumenti arrivano così velocemente.
Ma il tema, secondo me, è più profondo.
Perché tagliare le accise non risolve davvero il problema: ne attenua temporaneamente gli effetti. Se il petrolio continua a salire a causa delle tensioni geopolitiche, gli Stati finiscono per spendere miliardi semplicemente per rallentare rincari che prima o poi arrivano comunque.
Ed è qui che emerge una contraddizione enorme: da una parte si cerca di abbassare artificialmente il costo dei carburanti per proteggere economia e consumatori, dall’altra si parla sempre di più di transizione energetica e indipendenza energetica europea.
La realtà è che ogni volta che succede qualcosa a migliaia di chilometri da noi, tutta l’Europa si scopre vulnerabile. E forse il vero tema non è solo quanto costi oggi un litro di diesel, ma quanto sia fragile un sistema che può entrare in crisi nel giro di pochi giorni.
Perché alla fine la domanda è questa: stiamo davvero risolvendo il problema… oppure stiamo semplicemente comprando tempo?