11/07/2026
C'era l'abitudine di puntare la sveglia prima del riposino post-doccia, dopo una giornata di mare. Il motivo di quella sveglia non era che avessimo chissà quali impegni, ma una sottile "paura" di addormentarci e non riuscire ad andare a cena.
Una sera, complice il sole e la stanchezza di qualche nuotata in più, quel riposino è durato fino a dopo le 22:00.
Il tempo di qualche piccola imprecazione (concessa, vista la situazione) e ci siamo precipitati in strada per infilarci nella prima taverna. In quella zona, del resto, non ce n'erano molte.
Appena sbucati sulla via principale, camminando a grandi passi, abbiamo avuto l'impressione che gli ultimi clienti della taverna stessero per andarsene. Ci siamo sentiti quasi in colpa nel varcare l'arco di buganville che faceva da ingresso. Stavamo già per fare dietrofront, avendo intuito la situazione, quando, dall'altro lato del giardino, una voce ci ha chiamati: «Ella, come in!».
Allora siamo entrati.
Siamo stati accolti come se fossimo i primi clienti della giornata.
Abbiamo vissuto sulla nostra pelle il significato della frase: "L'accoglienza è sacra".
Alla fine abbiamo mangiato un po' più in fretta del solito.
Hanno insistito per portarci della frutta. E hanno fatto il bis di raki.
Ci siamo sentiti accolti.
Ci siamo sentiti importanti, nel senso più nobile del termine.
Ci siamo sentiti parte di un rito sacro che ha ben poco a che fare con il denaro.
Siamo andati a letto felici, stanchi e un po' ubriachi.
🇬🇷 due cretini da seguire 🇬🇷
📍 sud (un pò più ad est) di Creta, Grecia.
N.B. Non siamo un’agenzia di viaggi e non vendiamo nulla. Condividiamo semplicemente, con chi lo desidera, la nostra passione per Creta