25/05/2026
Oggi 25 maggio si festeggia S.Canio Vescovo e Martire, patrono di Acerenza e di tutta l'Arcidiocesi di Acerenza.
Non si conosce molto della vita di San Canio, di sicuro si sa che fu travagliata. Secondo alcune ricostruzioni storiche la sua nascita risale alla prima metà del III secolo, fu Vescovo in Cirenaica, nel nord Africa, dove nel 292 d.C. sotto l'Imperatore Diocleziano si scatenò una famosa persecuzione contro i Cristiani. Fatto arrestare dal Prefetto di Cartagine, fu torturato, dapprima con violente percosse e in seguito, persistendo nella predicazione del Vangelo e nella testimonianza della Fede, sottoposto a staffilate che gli produssero profondi ferite in cui fu colato del piombo fuso.
Molti pagani, colpiti dalla sua Fede incrollabile proclamata anche sotto tortura, accolsero il Vangelo e si fecero battezzare; in tanti furono per questo condannati alla decapitazione come avvenne anche per il Vescovo Canio la cui condanna, però, non fu eseguita.
Si racconta, infatti, che nel momento in cui il boia stava per eseguirla, si ebbero segni spaventosi: la terra cominciò a tremare ed il cielo fu squarciato da fragorosi tuoni e fulmini. Il Prefetto di Cartagine spaventato ordinò di affidare il Vescovo alle onde del mare su una barca molto precaria. Nonostante le pessime condizioni climatiche riuscì in maniera fortunosa, insieme ad un gruppo di Cristiani condannati insieme a lui, a raggiungere le coste della Campania e a rifugiarsi nell'antica città di Atella.
Qui continuò a predicare il Vangelo tra la gente e a convertire al cristianesimo molti pagani. La sua predicazione fu accompagnata da diversi miracoli: guarì da malattie, particolarmente il male di angina, diede la vista ai ciechi, liberò gli ossessi.
Nell'anno 305 d.C. ripresero le persecuzioni contro San Canio che fu condannato alla decapitazione, avvenuta nell'anfiteatro di Atella il 1° Settembre.
Le spoglie del Santo furono raccolte dalla pietà dei Cristiani di Atella e seppellite nel suo cimitero dove rimasero fino all'anno 799 quando, il 25 maggio, il Santo Vescovo Leone II le fece traslare nella Cattedrale di Acerenza, per conferire alla Chiesa di cui era a capo un maggiore prestigio, così come accadeva a quei tempi per le Chiese di una certa importanza, infatti molte di esse custodiscono il corpo o alcune reliquie di Santi.
Durante il viaggio da Atella, l’attuale Sant’Arpino, ad Acerenza, il corteo sostò presso la cittadina di Calitri dove la presenza delle Venerate Reliquie di San Canio, deposte su uno sperone di roccia ancora oggi detta di San Canio, fu accompagnata da segni prodigiosi per gli abitanti di quel luogo i quali chiesero ed ottennero, come reliquia da conservare nella loro città, la falange di un dito, tutt'ora incastonata nel fermaglio del piviale della statua lignea che anche lì viene venerata.
Ad Acerenza il corpo di San Canio andò disperso e ritrovato nel 1080 dal Vescovo Arnaldo durante la costruzione della nuova Cattedrale. Fu quindi proclamato patrono di Acerenza e di tutta la Diocesi.
Le sue Reliquie furono nascoste così bene che ancora oggi non si sa dove siano anche se tutte le ipotesi fatte finora portano alla Cripta della Cattedrale. All'interno di un altare dedicato al Santo fu però deposto il Bastone Pastorale di cui San Canio si servì nei frequenti viaggi, che ancora oggi è visibile attraverso un'apertura circolare. Ad esso è legato un mistero tuttora irrisolto: il Bastone è soggetto a spostamenti spontanei ed inspiegabili all’interno dell’altare, che a volte lo portano vicinissimo alla piccola apertura, a volte molto lontano.