Aurora Radio

Aurora Radio Aurora Radio nasce dalla passione per la disco music. Ascolta il meglio della dance su Aurora Radio!

Fatboy Slim e Rolling Stones: il remix impossibile diventa realtàIl dj inglese leggendario e la band rock più iconica al...
12/01/2026

Fatboy Slim e Rolling Stones: il remix impossibile diventa realtà

Il dj inglese leggendario e la band rock più iconica al mondo uniscono le forze per riscrivere un classico intramontabileL’annuncio è arrivato come un fulmine a ciel sereno. Fatboy Slim e i Rolling Stones hanno ufficializzato la loro collaborazione con ‘Satisfaction Skank’, uscita l’11 dicembre 2025. Il progetto reinterpreta ‘(I Can’t Get No) Satisfaction’ attraverso il filtro sonoro elettronico ed energico che ha reso celebre il dj britannico, creando un ponte audace tra due universi musicali apparentemente distanti ma profondamente complementari.
Norman Cook aveva definito anche via social il brano come “quello che non avrebbe mai dovuto essere pubblicato” in un post su Instagram del 29 novembre scorso. Un teaser enigmatico che mostrava la celebre lingua dei Rolling Stones ruotare su se stessa mentre lo smile giallo simbolo di Fatboy Slim penzolava dalla punta, anticipando un matrimonio sonoro destinato a far discutere. Il mash up esisteva già da tempo e per anni è stato una chimera, un graal per gli appassionati di bastard pop e di big beat, ma sembrava che l’idea di poterlo pubblicare ufficialmente fosse stata definitivamente accantonata.
La scelta di coinvolgere Southern Fried Records e ABKCO Studio ha invece confermato l’ambizione del progetto, che non si limita a un semplice remix ma punta a ridefinire i confini tra rock classico e cultura elettronica contemporanea.

Cinque alternative efficaci per proteggere il tuo drink quando vai in discotecaDa braccialetti per scovare le droghe nei...
09/01/2026

Cinque alternative efficaci per proteggere il tuo drink quando vai in discoteca

Da braccialetti per scovare le droghe nei cocktail a tanti strumenti alternativi per difendersi dal "drink spiking". Sfruttando anche l'intelligenza artificiale

La crescente diffusione del fenomeno del “drink spiking”, ossia la pratica di aggiungere droghe o sostanze sedative a un cocktail all’insaputa della persona, ha stimolato l’ideazione di sistemi sempre più accessibili per controllare la propria bevanda. Oltre al già noto braccialetto Sentinella (o Centinela) sviluppato da Aglaya Creativos, e che ci ha permesso questa indagine, esistono almeno quattro altri metodi rapidi e pratici pensati per prevenire situazioni di pericolo, da usare prima di bere.

Questi strumenti, quali strisce reattive, sensori, coperture protettive, mostrano come la prevenzione contro il drink spiking stia diventando sempre più concreta e accessibile. Va detto che nessuna di queste soluzioni offre una certezza assoluta: la presenza di agrumi, limone o alcuni ingredienti del cocktail potrebbe alterare i risultati, e nessun test garantisce la copertura di tutte le sostanze possibili. Tuttavia, rappresentano un importante deterrente, soprattutto in contesti di nightlife, festival, club o locali frequentati da chi ascolta dj, dove il rischio può essere reale. La consapevolezza è la prima forma di tutela: conoscere questi strumenti può fare la differenza tra una serata sicura e una potenzialmente pericolosa.

Uno dei più diffusi è il kit Check Your Drink (CYD), promosso recentemente in Italia da Federfarma Roma come parte della campagna “Il consenso non si scioglie in un drink”. Basta una goccia di bevanda su una striscia reattiva: se la striscia cambia colore significa che potrebbe esserci GHB, chetamina, cocaina, scopolamina o benzodiazepine. Facile da usare e monouso, rappresenta un deterrente concreto nelle situazioni a rischio.

Un altro strumento è il sistema DrinkCheck: anche in questo caso una semplice striscia reattiva consente di rilevare in pochi secondi droghe della categoria “date rape” come GHB, chetamina, cocaina e scopolamina. Due gocce del drink sulla striscia, attesa brevissima e una variazione cromatica indica un possibile “drink spiked”. Il formato è compatto e discreto, ideale da portare nello zaino o nella borsa.

MIR CLUB 2026 torna ad aprileDal 12 al 14 aprile 2026 torna alla Fiera di Rimini il più importante appuntamento italiano...
07/01/2026

MIR CLUB 2026 torna ad aprile

Dal 12 al 14 aprile 2026 torna alla Fiera di Rimini il più importante appuntamento italiano con la dj culture e la tecnologia per dj e producer

Dal 12 al 14 aprile 2026 alla Fiera di Rimini, in occasione di MIR, l’evento italiano di riferimento per le tecnologie professionali, torna MIR CLUB, l’area interamente dedicata alla dj culture e alla tecnologia per dj e producer, con masterclass, seminari, esposizione e la più grande arena immersiva italiana con decine di consolle a completa disposizione dei visitatori.

Tante le novità di quest’anno, ecco le prime:

VINYL LOUNGE
Uno spazio liberamente ispirato ai listening bar giapponesi e riservato agli appassionati del vinile, con workshop, laboratori e ascolti in cuffia rigorosamente analogici, per restituire valore al tempo lento, alla musica che si tocca e alla magia della puntina che scorre sul disco.

MASTERLAB
L’appuntamento interattivo tra la musica suonata dal vivo e la musica elettronica, tra strumento tradizionale, DAW e consolle. Alcuni dei più grandi nomi della scena italiana daranno vita a showcase e laboratori didattici per dimostrare l’efficacia e la resa live di questo melting’ pot artistico.

DEMOLITION PANEL
Dopo il grande successo delle edizioni passate, a grande richiesta torna il più importante speed date plateale dedicato ai giovani produttori indipendenti, un’occasione unica per fare ascoltare la propria musica inedita ad artisti, discografici e professionisti del settore, una reale possibilità per dare visibilità alla propria creatività. Partecipare a DEMOLITION PANEL è semplice. Inviate le vostre tracce inedite a [email protected].

Aprile 2026: Carl Cox torna in Italia per due dateKing Carl tornerà in Italia per due appuntamenti durante il fine setti...
05/01/2026

Aprile 2026: Carl Cox torna in Italia per due date

King Carl tornerà in Italia per due appuntamenti durante il fine settimana pasquale, subito dopo aver suonato all’Ultra Music Festival di Miami

Week-end pasquale 2026 all’insegna di Carl Cox? Sarà così in Italia grazie alla presenza di King Carl con due date in programma sabato 4 aprile all’Arena Padova Fiera a cura delle crew di ZED, King’s ed Extra Extra e domenica 5 al Nelson Mandela Forum di Firenze, nell’ambito dell’edizione primaverile del festival Decibel Open Air. Carl Cox arriverà in Italia subito dopo l’Ultra Music Festival di Miami e poco di prima di essere in tour insieme a The Prodigy.

Pochissimi dj sono in grado di unire e mettere d’accordo tutti quanti come Carl Cox, capace negli ultimi quarant’anni di incidere come pochissimi altri nella scena elettronica globale: pioniere ed ambasciatore allo stesso tempo di una figura – quella del dj – che il dj britannico ha contributo ad esaltare e portare ai massimi livelli. Tra i tanti momenti memorabili che Carl Cox ha saputo marchiare e caratterizzare con la sua musica, la sua tecnica, il suo carisma ed il suo grido di battaglia “Oh yes! Oh yes!”, ne spicca uno relativamente recente: il suo set di ben sette ore andato in scena lo scorso 27 luglio allo [UNVRS] di Ibiza per festeggiare il suo compleanno e da poche settimane disponibile su Apple Music in modalità audio spaziale. Davvero spaziale in tutti i sensi.

01/01/2026
Le playlist dei grandi dj italiani in un QR CodeIl nuovo libro di Cristiano Colaizzi e Corrado Rizza è un meticoloso lav...
29/12/2025

Le playlist dei grandi dj italiani in un QR Code

Il nuovo libro di Cristiano Colaizzi e Corrado Rizza è un meticoloso lavoro di raccolta delle selezioni musicali dei DJ che hanno fatto parte della storia dei club italiani

Nel novembre a “MAMU Magazzino Musica” si è tenuta la presentazione di Disco Playlist Italia 1975 – 1995.La presentazione con gli autori Cristiano Colaizzi e Corrado Rizza è stata condotta da Luca Trambusti; si è discusso principalmente del ponte sonoro tra passato e presente e di come la discoteca si è evoluta, sottolineando l’importanza di avere un libro di testo, come questo, che racconti musicalmente la storia dei dj e della club culture.

L’idea è geniale: il QR code è il “leitmotiv” che unisce le generazioni, dal cartaceo al digitale Spotify, che contiene le singole e personali classifiche dei dj in quegli anni. Le playlist sono 246 che raccolgono quasi 4.500 brani di 180 discoteche storiche di ogni regione d’Italia (con l’indice dettagliato dei locali e dei dj).

“Un’esperienza immersiva che unisce testo e musica. Hanno contribuito a questo volume: Albertino, Fargetta, Claudio Cecchetto, Fiorello, Roberto D’Agostino, Jovanotti, Linus, Joe T. Vannelli, Daniele Baldelli, Molella, Ralf, Mozart, Dj Ringo, Nicola Guiducci, Marco Trani, Claudio Coccoluto, Luca De Gennaro, Elio Fiorucci, insieme a molte altre figure di spicco del clubbing italiano”.
All’evento, in sala, erano presenti Roberto Intrallazzi, Leo Mas, Roberto Turatti, Eugenio Tovini, Dario Raimondi, Walterino, Claudio Diva e altre figure del settore.

La collezione più grande al mondo: 113.012 flyer di rave e club dal 1985 al 2015Un collezionista bergamasco ha raccolto ...
26/12/2025

La collezione più grande al mondo: 113.012 flyer di rave e club dal 1985 al 2015

Un collezionista bergamasco ha raccolto per 24 anni ogni traccia cartacea della cultura elettronica, creando un archivio museale riconosciuto dal Guinness dei Primati

Li avete visti sicuramente appesi ai pali di legno, incollati sui muri, attaccati con lo scotch nelle porte dei bagni. Quei pezzi di carta innocui che un mattino appaiono improvvisamente e costellano il vostro tragitto quotidiano, promettendo che il prossimo venerdì, sabato o martedì sarà la notte migliore della vostra vita, purché vi presentiate in quel locale, ad ascoltare quel dj, e magari otterrete un drink gratis o l’ingresso scontato se arrivate presto con tutti i vostri amici. La maggior parte di questi flyer resta affissa ben oltre la notte che pubblicizza, inevitabilmente strappata via dalle autorità comunali o consumata dalle intemperie. Ma alcuni sono stati accuratamente recuperati da un collezionista italiano che ha voluto preservare i residui visivi della musica elettronica e della cultura dei club negli anni Novanta e Duemila.

Nel 1991 Marco Brusadelli, originario di Cisano Bergamasco, ha iniziato a staccare questi volantini dai muri durante i suoi viaggi, conservandoli in raccoglitori dentro casa sua. Nel corso di ventiquattro anni ha collezionato 113.012 flyer individuali di rave e club, trasformando una stanza della sua abitazione in un museo non ufficiale della più grande collezione di volantini di locali notturni al mondo.

La raccolta include esclusivamente flyer dei principali club, party e dj associati alla musica elettronica e ai suoi sottogeneri: house, techno, trance, hardcore, progressive, drum and bass, edm e afro cosmic music. Conta oltre 12.000 flyer di rave e più di 17.000 di club provenienti da tutto il mondo, con 11.611 aggiuntivi dal Regno Unito e oltre 40.000 da diverse regioni italiane. Secondo le linee guida del Guinness World Records, Brusadelli possiede 113.012 flyer in totale, ma il collezionista ha anche altri 5.003 volantini di diversi locali italiani ed eventi che non rientravano nei criteri stabiliti, per un totale reale di 119.897 pezzi.

Tutti i suoi flyer abitano in cassetti organizzati nella sua stanza della musica, perfettamente ordinati per paese, party o rave e dimensione. Questa collezione rappresenta più di venticinque anni di storia della musica elettronica e della sua arte contemporanea. I migliori dj, direttori artistici, promoter, graphic designer e commercianti o collezionisti hanno aiutato Marco a rendere questo progetto un fenomeno globale. Il collezionista è convinto di possedere la raccolta più ampia al mondo perché commercia con i maggiori collezionisti di flyer a livello internazionale e nessuno ne ha così tanti e così diversi.

Grazie all’estensione della sua collezione, che va dal 1985 al 2015, Brusadelli crede fermamente che il suo archivio rappresenti la storia della musica elettronica moderna. Ha collaborato con diversi siti web e forum di discussione su numerosi progetti legati ai flyer, procurandosi materiali da collezionisti di tutto il mondo, tutti uniti dai suoni e dalle esperienze dei club contemporanei. Oggi questi flyer sono considerati un’importante espressione dell’arte contemporanea, testimoniata da numerosi libri, riviste, siti web, gallerie ed esposizioni che celebrano questo movimento di design dal basso. Poter partecipare al Guinness World Records è un sogno diventato realtà per Marco. Quando era più giovane i suoi genitori gli regalavano il libro del Guinness ogni Natale e si ripeteva che un giorno ne avrebbe fatto parte. Ha lavorato per più della metà della sua vita per creare questa collezione senza alcun motivo economico. La sua speranza è che la sua passione possa ispirare le nuove generazioni a conoscere meglio la meravigliosa storia della rivoluzione house e techno.

Dopo aver ricevuto il titolo, Marco ha smesso di collezionare e ha dedicato il resto della sua nuova vita ad aiutare le persone meno fortunate. Forse ispirato dallo spirito comunitario che la musica e i raduni portano con sé, ha dichiarato che la sua collezione è ancora disponibile per chiunque ami il mondo dei flyer dei club notturni. Lo rende felice condividere la sua passione con persone che apprezzano il suo duro lavoro.

Sziget Festival 2026: torna il fondatore e biglietti in venditaBudapest riabbraccia la sua isola della musica: dopo mesi...
24/12/2025

Sziget Festival 2026: torna il fondatore e biglietti in vendita
Budapest riabbraccia la sua isola della musica: dopo mesi di incertezza il festival è salvo

Dopo mesi di tensioni e trattative che hanno tenuto col fiato sospeso gli appassionati di musica dal vivo, il Sziget Festival torna alle origini. L’evento che da oltre trent’anni trasforma l’Isola Hajógyári di Budapest in uno dei templi della cultura musicale europea riaprirà i cancelli nell’agosto 2026, questa volta con un cambio di proprietà che sa di ritorno alle radici. Károly Gerendai, fondatore originale della manifestazione, riprende le redini dopo otto anni di assenza, rilevando la Sziget Zrt. dalla società londinese Superstruct Entertainment, parte del controverso fondo KKR da cui molte realtà musicali hanno preso le distanze perché collegato a finanziamenti all’esercito israeliano nell’invasione della Palestina.

Una mossa che gli organizzatori presentano come l’occasione per dare un’immagine pulita e trasparente del festival, riaffermandone l’identità indipendente, e liberandolo dalle logiche commerciali che negli ultimi anni hanno caratterizzato molti grandi eventi internazionali. Un tema sul tavolo di molti player internazionali, in un momento storico dove le logiche finanziarie del mondo dell’intrattenimento stanno cambiando e rischiano di soffocare la cura per line up che rispecchino identità forti e non cartelloni-fotocopia.

Le date sono già fissate: dall’11 al 15 agosto 2026 l’isola tornerà a vibrare. Ma dietro l’annuncio trionfalistico si nascondono mesi complicati, con la questione dell’affitto del sito che ha rischiato di compromettere tutto. Solo grazie all’intervento delle istituzioni cittadine si è trovato un accordo che garantisce continuità alla manifestazione.

Gerendai non sarà solo: Budapest Park entra come investitore strategico, portando esperienza e competenze nel mercato dei festival ungheresi. Tamás Kádár, CEO di Budapest Park, parla di valori condivisi e sinergie operative, lasciando intendere che la collaborazione punta a stabilizzare un settore che in Ungheria vive di alti e bassi. Il nuovo proprietario promette un festival che non si rinchiuda in nicchie generazionali, cercando di bilanciare l’appeal verso i giovani con l’apertura a un pubblico più maturo.

Parole che suonano bene sulla carta, ma che dovranno fare i conti con un mercato europeo dei festival sempre più competitivo e saturo. La vendita dei biglietti parte questa settimana con un’offerta lampo di 48 ore ai prezzi dell’edizione precedente, mentre le iscrizioni sono già aperte sul sito ufficiale. Resta da capire se il ritorno alle origini sarà davvero la chiave per riportare lo Sziget ai fasti di un tempo o solo un’operazione nostalgia.

Caposile Festival dimostra che il clubbing è più vivo che mail club veneto, alla sua prima esperienza "festival", ha vin...
22/12/2025

Caposile Festival dimostra che il clubbing è più vivo che mai
l club veneto, alla sua prima esperienza "festival", ha vinto la sua scommessa, con intelligenza, preparazione e una line up che ha fatto ballare tutti

In un momento storico in cui si parla tanto, troppo, di crisi dei club e di alternative come il soft clubbing, siamo stati a un evento che sembra dimostrare tutto il contrario. Caposile Festival – spin off di After Caposile, locale che in pochi anni si è costruito una fama e una credibilità internazionali – ci ha fatto vivere tutta l’elettricità di una bellissima, classica, emozionante notte di musica sotto cassa.

After Caposile è un club in Veneto, che come dice il nome, fa orari post-serata, quelli che una volta si chiamavano (ma si chiamano ancora) afterhours. Qualcosa che evidentemente mancava nel panorama attuale, visto il successo del progetto, che si basa sulle semplici e basilari regole del clubbing: far star bene chi viene a ballare (Mattia e Bruno, anime di Caposile, lo ripeteranno spesso anche durante la serata del festival), curare musica, impianto e venue, e fondare la continuità della proposta. Poi, con il tempo, sono arrivati i guest, i grandi nomi, sempre però come “plus”, mai come epicentro delle serate.

Quindi, una volta consolidato nome e fanbase nel nord est, i ragazzi di Caposile hanno deciso di fare il passo: il loro festival. Anche qui, a modo loro, con cognizione e testa. Una sola notte, un solo stage con due piccole room a corredo, una serie di nomi di tutto rispetto ma senza strafare con il gigantismo che soffoca. Un partner adeguato in produzione, Crazy Horse Night. E una location perfetta: il fuori fiera di Fiera Cavalli all’interno delle Gallerie Mercatali di Verona. Perfetta sia per le dimensioni (il festival è stato un sold out clamoroso) sia per collocazione geografica, comoda per i frequentatori abituali come per chi viene da Milano, Bergamo, Brescia, o dall’Emilia o come dalla Bassa Padana.

Ma perché siamo così entusiasti parlando di Caposile Festival? Perché abbiamo visto una serata come si deve, perfetta dall’inizio alla fine, e con la vibe giusta, quella che fa sentire tutti parte di una grande anima collettiva che è lì per ballare e condividere un momento di vita. Nelle prime file sotto cassa come alla fine del capannone (rettangolare, lungo e largo il giusto, con una suggestiva forma stondata e morbida sul soffitto e con lo spazio per chillare ai lati delle colonne), abbiamo visto clubber entusiasti, giovani, giovanissimi e meno giovani, preparati e attenti a ogni dj che è salito in consolle. Un’atmosfera calda e partecipata, in pista, e grandi set sul palco: Luciano, in forma come non lo sentivamo da tempo; Traumer, per molti il man of the match della serata; Archie Hamilton, a sua volta ottimo; Priku, anche lui molto apprezzato; Enzo Siragusa, perfetto in chiusura. E poi Alexander M., e Ozzie Guven; Michele Preda; Francesco Maddalena, resident di After Caposile.

Insomma, Caposile ha fatto il botto perché non ha strafatto. Sa capire come fare ogni passo senza peccare di superbia e senza voler tentare prematuri gigantismi che possono essere fatali. Una gestione attenta, oculata, una progettualità che lascia presupporre un luminoso futuro. E poi, possiamo dirlo, una serata come questa è la rivincita del clubbing: puro ma non “duro”, anzi gioioso, sorridente, vivace. Affascinante. E forse, più che rivincita, è allora una conferma. La conferma che quando si mette al centro del club la musica e l’attenzione verso le persone, con intelligenza e capacità di leggere il presente (della musica e del pubblico) si vince. La tiritera del clubbing in crisi è vera quando chi organizza resta ancorato a una mentalità superata. Al contrario, quando si lavora bene, si crea club culture. Che sia all’interno di un vero club o in uno spazio fieristico, in un listening bar come in uno spazio all’aperto, poco importa. Il clubbing è sempre uscito dai club, non raccontiamoci b***e. Questo è un momento storico in cui il club è un luogo dell’anima più che fisico. Un brand. E se il brand è forte, fa clubbing. Ovunuque. Ma soprattutto, in un club (come After Caposile) o in una location non-club ma simile (come Fiera Cavalli). Prendete nota. C’è qualcuno che sta facendo scuola.

60 seconds with Mirko LokoIl dj e producer svizzero, i suoi esordi, le collaborazioni con Cadenza e Planet E Communicati...
19/12/2025

60 seconds with Mirko Loko
Il dj e producer svizzero, i suoi esordi, le collaborazioni con Cadenza e Planet E Communications, il suo festival Polaris, che quest’anno festeggia la decima edizione

Classe 1979, nato a Losanna in Svizzera, Mirko Loko è attivo nella scena elettronica sin dagli anni novanta. I suoi esordi avvengono nei club della sua città natale e come dj e programmatore per la radio Coleur 3, la svolta con gli album per Cadenza, l’etichetta discografia di Luciano e per la Planet E-Communication di Carl Craig, per poi arrivare a suonare in festival quali Awakenings in Olanda e Movement a Detroit. È ideatore e direttore artistico di Polaris Festival, in programma a Verbier (Svizzera Francese), in programma nei prossimi due fine settimana di novembre. Adesso spazio alle sue risposte in 60 Secondi.

Il primo disco che hai comprato?
‘French Kiss’ di Lil Louis (1989).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
Derrick May e Laurent Garnier.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Un direttore di festival. Troppo tardi?

Che lavori hai fatto prima di diventare una musicista ed una producer a tempo pieno?
Mi occupavo di contenuti per radio e locali.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Niente di pazzo: ho comprato più dischi e macchinari per fare musica.

La tua serie tv preferita?
Le Bureau des Légendes (Sotto Copertura), un’autentica gemma francese.

I tuoi hobby?
Cucinare. Amo davvero il cibo.

Il tuo rapporto con i social?
Non mi sentro proprio a mio agio con i social.

Che cosa ti piace e non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace la libertà che ti dà e la possibilità di creare nuove cose. Odio gli aeroporti.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregio: la passione che metto in tutto quello che faccio. Difetto: sono un perfezionista.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Tenete la musica al centro di tutto quello che fate, non c’è niente di più importante.

L’errore che non rifaresti?
Dire troppe volte sì.

La scelta migliore della tua vita?
Agire per conto mio.

David Guetta apre il Gran Premio di Silverstone 2026Il dj e produttore francese porta il suo spettacolo esclusivo nel ci...
17/12/2025

David Guetta apre il Gran Premio di Silverstone 2026
Il dj e produttore francese porta il suo spettacolo esclusivo nel circuito britannico per quattro giorni di musica e corse automobilistiche

Il circuito automoblistico di Silverstone si prepara a trasformarsi ancora una volta in uno dei palcoscenici musicali più ambiti del Regno Unito. L’annuncio ufficiale conferma David Guetta come primo headliner del Formula 1 British Grand Prix 2026, in programma dal 2 al 5 luglio. Il dj francese porterà il suo tour MONOLITH in esclusiva britannica regalando ai fan l’unica occasione di vederlo esibirsi nel paese l’estate prossima. Dopo aver attirato 500.000 spettatori nell’edizione precedente, il circuito britannico alza ulteriormente l’asticella dell’intrattenimento, consolidando la propria reputazione come destinazione di riferimento per grandi eventi dal vivo.

La manifestazione si estende quest’anno a quattro giorni completi, con l’aggiunta della Sprint Race che promette emozioni supplementari sia in pista che fuori. Guetta si unisce così a nomi del calibro di Stormzy, RAYE, Sam Fender, Fatboy Slim e Becky Hill, che negli anni scorsi hanno calcato il palco principale di Silverstone. Il dj ha dichiarato di essere particolarmente emozionato per questa performance, sottolineando il suo legame con la Formula 1, tanto da aver dedicato al motorsport il videoclip di ‘Dangerous’ nel 2014, che vedeva protagonista il pilota Romain Grosjean. Lo spettacolo MONOLITH rappresenta la produzione più ambiziosa della carriera del producer, costruita attorno a un palco a forma di monolite che crea un’esperienza immersiva attraverso la fusione di musica, visual e design scenografico.

Recentemente incoronato dj numero 1 al mondo (ancora una volta) dalla DJ MAG Top 100 Djs, Guetta aprirà le celebrazioni giovedì 2 luglio con un set carico di energia che includerà successi globali come ‘When Love Takes Over’ con Kelly Rowland, ‘Titanium’ insieme a Sia, ‘Remember’ con Becky Hill e ‘I’m Good (Blue)’ con Bebe Rexha, brano candidato ai BRIT Awards. Con oltre 40 miliardi di stream, la performance promette di intrattenere appassionati provenienti da ogni angolo del pianeta.

Silverstone sta rapidamente evolvendosi da semplice circuito automobilistico a vera destinazione culturale, ospitando durante tutto l’anno concerti, festival lifestyle, mostre e iniziative comunitarie che ridefiniscono il concetto stesso di impianto sportivo moderno. Ulteriori headliner verranno annunciati nei prossimi mesi, completando una line-up che si preannuncia stellare. I biglietti per il Gran Premio britannico 2026 sono già disponibili, con ticket per la serata inaugurale di giovedì a partire da 50 sterline.

Indirizzo

Via Balbo 4
Acerra
80011

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Aurora Radio pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Aurora Radio:

Condividi

Digitare