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Kappa FuturFestival 2026: quante novità!Tra musica, sperimentazione, AI e fine dining ecco cosa ci aspetta alla nuova ed...
12/06/2026

Kappa FuturFestival 2026: quante novità!

Tra musica, sperimentazione, AI e fine dining ecco cosa ci aspetta alla nuova edizione di Kappa FuturFestival

Manca sempre meno alla nuova edizione di Kappa FuturFestival, il 6° miglior festival al mondo secondo la DJ MAG Top 100 Festivals 2025 che anche quest’anno sarà protagonista della stagione grazie a una line up internazionale che comprenderà i più importanti artisti del panorama elettronico. Musica e non solo, infatti sono tante le novità annunciate nelle ultime settimane firmate dal festival.

Anche nel 2026 Kappa FuturFestival proporrà un evento in avvicinamento al festival, come lo scorso anno presso lo Spazio VOCE in Triennale Milano. Ospite della serata sarà uno degli artisti più apprezzati del panorama techno internazionale: Enrico Sangiuliano. Il dj e producer si esibirà con un set di tre ore dal nome ‘Journey Of Sound’. Non sarà un classico club set, Enrico sfrutterà il sound system di VOCE per creare un’esperienza immersiva. L’evento si svolgerà il 13 giugno e i biglietti, gratuiti previa registrazione, sono esauriti in pochissimo tempo.

In collaborazione con Reply, si svolgerà durante le giornate del festival la seconda edizione del Reply AI Music Contest i cui finalisti si esibiranno sul NOVA Stage. Si tratta di una competizione a livello internazionale dedicata a creativi che esplorano le tecnologie di intelligenza artificiale per sperimentare nuove forme di interazione tra suono e immagine, valorizzando il potenziale dell’AI nelle esibizioni dal vivo. La giuria sarà composta da produttori e dj (Agoria, Max Cooper, Fleur Shore, Tini Gessler), ma anche da visual artist ed esperti (Ali Demirel, Albi Scotti, Oliver Bohl e Sarah Grimaldi).

Le novità non sono finite qui, nascerà durante il festival Taverna Futurista, un nuovo progetto di fine dining. Chef stellati di caratura internazionale proporranno le proprie visioni in un viaggio che attraverserà la cultura gastronomica di tre città. I pranzi saranno momenti che verranno vissuti seduti con piccoli menù degustzioni, le cene invece saranno momenti in piedi, più conviviali. Gli chef saranno: Francesco Brutto, Davide Di Fabio, Dennis Panzeri, Enrico Crippa, Tiziana Francoforte.

Il resto è la musica, e di quella abbiamo già parlato abbondantemente nei mesi passati, e ovviamente parleremo durante e dopo il festival qui e sui nostri canali social. Ma vedere tutte queste “offerte collaterali”, dalla cucina di alto livello a contest che guardano al futuro, è un chiaro segnale di come un festival che ormai è di diritto nella “premier league” dell’intrattenimento globale non se ne stia fermo a crogiolarsi dei propri successi ma anzi, anno dopo anno, guarda al futuro ampliando l’offerta e captando gusti e feeling internazionali.

Kappa FuturFestival si terrà dal 3 al 5 luglio 2026 nell’iconica location post-industriale del Parco Dora di Torino.

10/06/2026

Tra musica e meditazione nasce ‘La Fiamma e Il Fiore’

Momenti di condivisione in cui musica, arte e cura si incontrano per generare uno spazio di connessione, ascolto e trasformazione

Nasce quest’anno la prima edizione di La Fiamma e Il Fiore. Un festival esperienzale in cui la musica non sarà la sola protagonista. Oltre ai live e ai dj set, si alterneranno performance, lavoro corporeo, pratiche di ascolto, rituali contemporanei a workshop. L’obiettivo dell’evento è quello di creare momenti di condivisione in cui musica, arte e cura si incontrano per generare uno spazio di connessione, ascolto e trasformazione. Il nome del festival deriva dai due simboli che rappresentano le parole che lo compongono: la fiamma come impulso ed energia vitale, il fiore come apertura e sensibilità.

Il tema scelto per la prima edizione del festival è questa prima edizione è l’Alchimia Trasformativa: un invito a vivere l’esperienza in modo profondo, attraverso il corpo, la percezione e l’immaginazione.

Il manifesto del festival descrive La Fiamma e Il Fiore come “Un’esperienza curata, estetica e relazionale in cui sentirsi vivi dentro un rito contemporaneo in cui musica, corpo e relazione diventano strumenti di presenza, connessione e trasformazione. È un atto culturale”.

La prima edizione de La Fiamma e Il Fiore si svolgerà il 13 e 14 giugno a Villa La Valera, alle porte di Arese.

60 seconds with Tao AndraLa dj e producer rumena, il suo ultimo singolo, il suo amore per la techno sbocciato durante l’...
08/06/2026

60 seconds with Tao Andra

La dj e producer rumena, il suo ultimo singolo, il suo amore per la techno sbocciato durante l’università. E a proposito delle arti marziali…

Originaria della Romania, residente a Lisbona, Tao Andra ha iniziato a dedicarsi alla musica elettronica durante i suoi studi universitari ad Amsterdam, sposando da subito la causa della techno. Tante le sue release da allora, in particolare per label del calibro di Drumcode, Arcane e Terminal M; lo scorso aprile è uscito ‘Born Again (Babylonia)’, sua cover del brano dance italiano firmato in origine da da Ricky L feat. M:ck e che questa volta si avvale del featuring di Adam Clay. Conosciamo meglio Tao Andra con le sue risposte in 60 secondi.

Il primo disco che hai comprato?
Probabilmente qualcosa di Four Tet!

Il tuo idolo agli inizi?
Len Faki.

Se non fossi diventata un dj ora potresti essere…
Una presentatrice televisiva.

Che lavori hai fatto prima di diventare una deejay/produttrice a tempo pieno?
Insegnavo in una scuola superiore ad Amsterdam, ho lavorato nell’organizzazione di eventi ed ho fatto un sacco di lavoretti quando ero all’università.

La cosa più f***e che hai fatto con i primi soldi guadagnati esibendoti e producendo?
La cosa più f***e che ho fatto con i miei soldi è stata recente, quando ho prenotato due settimane di allenamento di arti marziali con i monaci Shaolin in Cina.

Cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo lavoro?
Adoro fare la dj e stare sul palco: è semplicemente divertentissimo ed è incredibile la connessione che si crea con il pubblico. Quello che non mi piace è il sonno irregolare.

I tuoi hobby?
Taekwondo, scoprire nuovi ristoranti, tennis, lingue straniere, passeggiare in una nuova città.

La tua serie TV preferita?
Adoro i documentari e i reality show. E anche South Park.

Come passi il tempo aspettando il tuo prossimo volo?
Di solito chiamo la mia famiglia, preparo i post per i social media e soprattutto mangio.

Il tuo rapporto con i social network?
Amore e odio. Grazie ai social media mi sono successe tante cose belle, come l’incontro con mio marito, ma allo stesso tempo sono anche un potente strumento di distrazione.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare artisti/produttori?
Fatelo soltanto per una cosa: la musica.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Pregi: energia e curiosità. Difetto: impazienza.

Un errore che non rifaresti?
Rimanere troppo a lungo in un posto al quale non appartengo.

La scelta migliore di tutta la tua vita?
Sposare mio marito.

05/06/2026

Boards of Canada 13 anni dopo

Anticipato da teaser criptici, VHS misteriose e frammenti audio diffusi online, il ritorno del duo scozzese riporta uno degli immaginari più influenti della musica elettronica contemporanea

I Boards of Canada hanno annunciato Inferno, il loro primo album in tredici anni, in uscita il 29 maggio su Warp Records. Più che una nuova pubblicazione, il ritorno del duo scozzese rappresenta uno degli eventi più attesi della musica elettronica niche degli ultimi anni. Michael Sandison e Marcus Eoin hanno costruito negli anni un immaginario unico, fatto di sonorità analogiche, memorie distorte, simboli criptici e atmosfere sospese tra nostalgia e inquietudine. Anche questa volta il ritorno è stato anticipato attraverso una comunicazione frammentata e misteriosa: VHS inviate ai fan, poster comparsi in diverse città e brevi frammenti audio diffusi online. Una strategia perfettamente coerente con la loro identità artistica, da sempre legata al concetto di assenza, attesa e decodifica collettiva.

Il primo segnale concreto è stato ‘Tape 05‘, traccia che ha confermato ufficialmente il ritorno dopo ‘Tomorrow’s Harvest‘ del 2013. Più che un singolo tradizionale, il brano sembra riproporre una trasmissione deteriorata proveniente da un archivio dimenticato, mantenendo intatta quella sensazione di distanza temporale che caratterizza da sempre la loro musica. Successivamente sono arrivati anche ‘Introit‘ e ‘Prophecy At 1420 MHz‘, brani che sembrano indicare una direzione ancora più oscura e onirica rispetto al passato. L’impressione è che ‘Inferno‘ voglia spingere ulteriormente l’estetica del duo verso territori più astratti senza abbandonare il caratteristico equilibrio tra ambient, elettronica psichedelica e ricerca analogica.

L’album sarà composto da 18 tracce e verrà pubblicato anche in formato fisico con vinile doppio e booklet. Un dettaglio importante, perché nell’universo Boards of Canada il supporto materiale è sempre parte integrante dell’esperienza estetica: musica, grafica e oggetto convivono come elementi dello stesso racconto. Il loro ritorno arriva in un momento in cui gran parte della musica elettronica viene consumata in modo rapido e frammentato. I Boards of Canada continuano invece a lavorare sull’attesa e sul mistero, trasformando ogni pubblicazione in un evento culturale più che in un semplice release cycle. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, dopo tredici anni di silenzio, riescono ancora a generare un’attenzione così forte: la loro musica continua a suggerire più di quanto mostri, lasciando spazio all’immaginazione e alla memoria collettiva di chi ascolta.

‘EUROCLUB II’ è il titolo del secondo album del supergruppoÈ uscito il secondo capitolo dell'avventura EUROCLUBA pochi m...
03/06/2026

‘EUROCLUB II’ è il titolo del secondo album del supergruppo
È uscito il secondo capitolo dell'avventura EUROCLUB

A pochi mesi dall’uscita del primo album che aveva segnato l’esordio di EUROCLUB, è stato pubblicato il nuovo disco del supergruppo, dal titolo ‘EUROCLUB II’. Il progetto, formato da MILES, Greg Willen, Lenny Delicious, msft, Automhate, DOMM e runo, è nato spontaneamente grazie all’amicizia che lega questi artisti.

Fin dalla prima release è stato chiaro come i membri siano stati in grado di proporre un’idea che esulasse dalle proprie carriere soliste, offrendo qualcosa di diverso, un immaginario ben preciso per loro che lo creano, ma anche per coloro che lo ascoltano. “‘EUROCLUB II’ racchiude chi siamo adesso, tutto quello che abbiamo esplorato, vissuto e costruito insieme fino a questo momento”.

Dopo il successo del primo disco che aveva ricevuto supporto da artisti come Fred again.. e Skin On Skin, era stato pubblicato lo scorso mese il remix di ‘dream about u’ di bbyclose, una delle voci più in ascesa del panorama inglese. Nelle settimane successive invece sono stati resi disponibili i primi due singoli del nuovo album, ‘LIKE THAT’ e ‘WE GOT THE GROOVE’. I due brani hanno anticipato l’uscita del disco che è poi stata accompagnata da un divertente video che riflette la personalità del progetto che ha come colonna sonora un mixato con gli 11 brani che compongono ‘EUROCLUB II’.

L’album dimostra di essere un’ennesima conferma di ciò che avevamo già potuto apprezzare: un mix di influenze provenienti dal mondo della dance degli anni ’90 e 2000, ma rivisitate con una chiave di lettura più moderna, contaminata da elementi che provengono dalla scena elettronica contemporanea, con uno sguardo sempre attento alla dimensione più club. Il risultato è un progetto estremamente credibile, che scorre veloce e non soggetto a ripetitività. “Essendo il nostro secondo disco, è stato un banco di prova reale: sapevamo di dover andare più lontano del primo, e ci ha spinto a farlo davvero. Questo album ci ha fatto crescere, come artisti, come collettivo, come persone” commentano i 7. Il sound del gruppo, curato nei minimi dettagli, è riconoscibile in tutte le produzioni presenti all’interno del disco. E non è forse questa una delle più importanti “vittorie artistiche”?

La prossima edizione di Enigma FestUn mix tra dj di fama internazionale e giovani talentiLa scena della musica elettroni...
01/06/2026

La prossima edizione di Enigma Fest
Un mix tra dj di fama internazionale e giovani talenti
La scena della musica elettronica è pronta ad accogliere un nuovo protagonista della stagione. Prodotta da First Festival, e curata da Valentinø, la prossima edizione di Enigma Fest si svolgerà il prossimo giugno a Villa Serra a Sant’Olcese, alle porte di Genova, una location immersa nel verde che contribuisce a creare un’atmosfera unica tra natura, musica.

Avevamo intervistato Valentinø pochi mesi fa quando e ci aveva raccontato il nuovo progetto Mantra Recordings e ci aveva parlato del decimo anniversario del Mantra Club. Il dj e producer internazionale, che sta conquistando sempre più il favore di pubblico e colleghi, e principale ideatore del progetto artistico di Enigma Fest ha ammesso che l’evento prende origine proprio da quella visione che ci aveva comunicato: “nasce dalla mia idea di portare il mio concetto di club fuori dalle sue mura, trasformandolo in qualcosa di più grande”.

La line up è combina artisti di rilievo della scena elettronica internazionale e dj emergenti italiani, un abbinamento che si dimostra uno dei punti di forza dell’evento secondo Valentinø “Enigma vuole unire nuova scuola e vecchia scuola, artisti emergenti e figure già affermate, mantenendo sempre una direzione chiara legata alla techno e all’evoluzione della nuova scena elettronica. Voglio che il festival abbia una propria identità riconoscibile”. Tra i nomi principali, oltre a Valentinø, ci saranno Andres Campo, Nastia e anche un back to back tra i fondatori di Blackworks. Dexphase e Skryption.

Enigma Fest sarà un evento open air che durerà dodici ore, da mezzogiorno a mezzanotte. La venue ospiterà anche zone relax e zone food & beverage; per la prima volta sarà presente anche un’area VIP tramite la quale ci sarà la possibilità di vivere l’evento da una struttura sopraelevata vicina al palco.

Enigma Fest si svolgerà domenica 14 giugno A Villa Serra a Sant’Olcese.

Cosa ci racconta la DJ MAG Top 100 Clubs 2026?[UNVRS] è il club più votato; 19 sono le new entry, 1 re-entry e 7 i club ...
29/05/2026

Cosa ci racconta la DJ MAG Top 100 Clubs 2026?
[UNVRS] è il club più votato; 19 sono le new entry, 1 re-entry e 7 i club italiani: l'analisi della DJ MAG Top 100 Clubs 2026

Come ogni anno, sono stati svelati i 100 club più popolari del mondo secondo i letori di DJ MAG worldwide. La DJ MAG Top 100 Clubs 2026 parla chiaro: lo scenario è sempre più globale, ma ci sono tantissime novità da raccontare. A partire proprio da un nuovo club al numero 1 che sconvolge tutto e cambia le carte in tavola.

[UNVRS], aperto solo il 30 maggio dello scorso anno, irrompe prepotente in questa classifica, posizionandosi alla prima posizione da new entry, e interrompe l’egemonia del fratello minore, l’Hï Ibiza, che lascia la vetta dopo ben quattro volte consecutive e che si posiziona solo come #4 posto. Vittoria quasi scontata del club in cui sono stati investiti milioni per la costruzione, per l’impianto audio, per tutto ciò che concerne la produzione e per ospitare alcune delle residency più ticketseller del mondo. Con una capienza di oltre 10mila persone, [UNVRS] emerge, anche, per lo stupore che comunica attraverso i propri spazi. Un approccio che lo avvicina quasi più a una venue “stile palazzetto” che a un club: ciò che colpisce non è necessariamente la qualità o l’unicità, ma la sua dimensione. Il resto del podio rimane invariato, e quindi al secondo posto troviamo ancora Green Valley, mentre un gradino sotto rimane saldo il terzo club di proprietà del gruppo della famiglia Matutes: Ushuaïa Ibiza.

Per quanto riguarda la top 10 abbiamo già citato Hï Ibiza che scende di tre posizioni, mentre il Savaya a Bali ne conquista una e si posiziona al #5 e si scambia con Echostage di Washington. Alla #7 troviamo il Laroc Club di Valinhos, alla #8 il FABRIK di Madrid, e la #9 la tiene salda l’Illuzion Phuket. Chiude questa parte della classifica il Surreal Park di Camboriù che fa un balzo in avanti di ben sedici posti e portando a quota 3 il numero dei club brasiliani presenti in top 10.

L’Italia, come nel 2025, è presente in ben 7 posizioni. ilMuretto raggiunge la #96, Amnesia Milano, da poco ristrutturato e rinnovato, da new entry conquista la #94. Il Tenax a Firenze si prende la #89, mentre After Caposile continua la sua costante scalata arrivando alla #78. Il Room26 di Roma è alla #62, il Phi Beach perde invece 17 posti e si ferma alla #54. Il club italiano più in alto nella DJ MAG Top 100 Clubs 2026 rimane lo Space Riccione che ottiene la #26. Questa presenza è un segnale forte di una situazione nazionale sempre più viva e riconosciuta a livello internazionale. Questo risultato riflette non solo la qualità delle produzioni e delle line-up proposte, ma anche una crescente capacità dei club italiani di costruire identità forti dimostrando di avere un ruolo sempre più rilevante nel panorama del clubbing mondiale e un notevole impatto culturale.

Su 100 posizioni sono 19 le new entry e 1 (lo Shelter Amsterdam) la re-entry. Al di là dei movimenti interni della classifica, ben il 20% dei club della DJ MAG Top 100 Clubs 2026 è cambiato rispetto allo scorso anno. Se da un lato Ibiza (con 6 posti) continua a rappresentare un punto di riferimento globale, dall’altro si consolida la forza crescente di aree come il Sud America e il Sud-Est asiatico, confermando come il clubbing non sia più dominato esclusivamente dall’Europa o dal Nord America, ma stia vivendo una vera espansione verso nuovi mercati.

La DJ Mag Top 100 Clubs 2026 conferma anche la doppia visione di una scena che da un lato è sempre più orientata verso la spettacolarizzazione e i grandi numeri, dove investimenti, e impatto mediatico giocano un ruolo determinante. L’ascesa immediata di [UNVRS] ne è l’esempio più lampante: un simbolo di come una parte del clubbing si stia direzionando verso format sempre più vicini all’intrattenimento su larga scala rispondendo a logiche economiche e “mainstream”. Dall’altro lato però, continua a esistere la visione dei club più piccoli, “più underground”, che mettono al centro dell’esperienza la connessione tra artista e pubblico, raccontando l’essenza più pura di questa cultura.

60 seconds with Federico ScavoIl dj e producer italiano, i suoi 35 anni di carriera, i suoi idoli quando era agli esordi...
27/05/2026

60 seconds with Federico Scavo
Il dj e producer italiano, i suoi 35 anni di carriera, i suoi idoli quando era agli esordi, i prossimi impegni, musicali e sportivi

Quest’anno Federico Scavo sta festeggiando i suoi primi 35 anni da deejay e lo sta facendo nel migliore dei modi, tra serate, produzioni e tanto altro. In questi sette lustri ha remixato nomi del calibro di Pink Floyd, Snoop Dogg, Enrique Iglesias e Lady Gaga, così come ha suonato in tutto il mondo. Giovedì 30 aprile sarà sul palco di Aperyshow, questa estate sarà tra i dj del Jova Summer Party e nel frattempo troverà il modo di partecipare al Giro-E, gara a tappe per biciclette assistite che si svolge in contemporanea e sulle stesse strade del Giro d’Italia. È arrivato il momento di conoscerlo meglio con le sue risposte in 60 secondi.

Il primo disco che hai comprato?
Il vinile di ‘Affection’ di Lisa Stanfield (1989).

I tuoi idoli quando eri agli inizi?
David Morales, Erick Morillo, Roger Sanchez.

Se non fossi diventato un dj adesso saresti…
Penso che mi sarei arruolato nell’Arma.

Che lavori hai fatto prima di diventare un dj ed un producer a tempo pieno?
Ho lavorato in un’azienda di prodotti chimici nella Zona del Cuoio in Toscana, dove tuttora vivo.

La cosa più pazza che hai fatto con i primi soldi guadagnati con la musica?
Mi sono comprato una consolle professionale con i mitici giradischi Technics SL 1200.

La tua serie tv preferita?
Gomorra.

I tuoi hobby?
Il ciclismo su strada. Amo questo sport, l’ho scoperto un po’ tardi, ma mi appassiona veramente tanto.

Come passi il tempo mentre aspetti il prossimo volo?
Osservo le persone e cerco di indovinare cosa fanno nella vita. Mi diverte.

Il tuo rapporto con i social?
Ottimo! Sono presente in prima persona su Instagram e TikTok, posto il mio lavoro, le uscite in bici, la mia vita e la mia famiglia. Condivido molto ma non tutto, riesco a dare la giusta importanza ai numeri e non ne faccio un’ossessione, come purtroppo oggi accade spesso.

Che cosa ti piace e non ti piace del tuo lavoro?
Mi piace l’emozione che provo prima di salire in consolle e riuscire a far divertire migliaia di persone. Non mi piacciono gli spostamenti per raggiungere i club, li trovo molto stressanti.

Il tuo pregio ed il tuo difetto?
Super pregio: sono troppo buono; difetti molti, quello che prevale è il mio essere permaloso.

Che cosa suggerisci ai giovani che vogliono diventare dj e producer?
Crearsi un proprio stile ed essere diverso da tutti; fare qualcosa che non esiste già. Facile eh?

L’errore che non rifaresti?
Nessuno, gli errori rafforzano e aiutano a crescere.

La scelta migliore della tua vita?
Aver intrapreso la strada che mi ha portato a fare questo lavoro meraviglioso; il 2026 è il 35esimo anno di carriera come dj, sono onorato e grato di fare tutto questo da così tanto tempo, sempre con l’entusiasmo del primo giorno.

L’orchestra di Tomorrowland ed il suo primo albumsi intitola ‘Orchestral Selection I’ l’album di debutto di Simphony of ...
25/05/2026

L’orchestra di Tomorrowland ed il suo primo album
si intitola ‘Orchestral Selection I’ l’album di debutto di Simphony of Unity: dieci tracce che regalano una dimensione sinfonica ad una serie di inni dance

Symphony of Unity è l’orchestra composta da 50 musicisti e che dal 2015 è presente sui palchi del Tomorrowland con i suoi concerti che propongono i più importanti inni dance come se fossero composizioni di musica classica, grazie al trait d’union rappresentato dalla melodia. Da più di dieci anni l’orchestra di Symphony of Unity regala alcuni tra i momenti più unici durante il festival belga: adesso tutto questo si traduce anche nell’album di debutto ‘Orchestral Selection I’, uscito venerdì 3 aprile 2026 su Tomorrowland Music.

‘Registrare questo album è stato qualcosa di incredibile – spiega Kevin Houben, il direttore della Simphony of Unity – L’aggiunta di una dimensione orchestrale ai brani scelti dona loro una nuova profondità emotiva e permette di trasportarli nella musica sinfonica e permette di viverli in un modo completamente nuovo”.

Questa la tracklist di ‘Orchestral Selection I’:

1. Symphony of Unity, Sebastian Ingrosso, Tommy Trash, John Martin – Reload
2. Symphony of Unity, Kölsch, Troels Abrahamsen, ARTBAT – All That Matters
3. Symphony of Unity, Kölsch – Grey
4. Symphony of Unity, Push – Universal Nation
5. Symphony of Unity, Joris Voorn – Ringo
6. Symphony of Unity, Faithless – Insomnia
7. Symphony of Unity – Shivers
8. Symphony of Unity, Dimitri Vegas & Like Mike, MOGUAI – Mammoth
9. Symphony of Unity, Alesso – Years
10. Symphony of Unity, Ivan Gough, Feenixpawl, Georgi Kay, Axwell – In My Mind

Nairobi: una capitale elettronica tutta da scoprireLa capitale del Kenya si va sempre più affermando come uno dei punti ...
22/05/2026

Nairobi: una capitale elettronica tutta da scoprire

La capitale del Kenya si va sempre più affermando come uno dei punti di riferimento per dj, club e festival, africani e non. E dove l’Afro House è giocoforza al centro della scena

Capitale del Kenya e cuore pulsante dell’Africa orientale, Nairobi è oggi una metropoli da oltre 4,5 milioni di abitanti, snodo strategico per politica, economia e innovazione. Nata alla fine dell’Ottocento come avamposto ferroviario durante il dominio britannico, conserva tracce evidenti del suo passato coloniale, ma si muove ormai a una velocità tutta contemporanea, sospesa tra eredità storica e ambizioni globali. In tutto questo Nairobi ha saputo sempre più conquistarsi un ruolo di primissimo piano tra le capitali mondiali della musica elettronica. DJ Mag Italia ha potuto verificarlo in presa diretta e raccontarlo ai suoi lettori con questo reportage.

Kunye Festival
A Nairobi è la afrohouse a farla da padrona, o meglio ancora un sound che è una sorta di mix unico tra ritmi tribali kenioti e deep house sudafricana, in una città caotica ma allo stesso tempo sempre euforica, con party in ogni dove senza un attimo di sosta, feste che sfidano blackout, piogge torrenziali e skyline mozzafiato, in un contesto che cattura chiunque: residenti, stranieri, turisti. Paradigmatico in tal senso Kunye Festival, il festival organizzato da Shimza, dj e producer che ormai ha sempre più un ruolo di primissimo piano nel panorama del djing mondiale e che questa estate sarà resident al Pacha di Ibiza, come già ricordato nella nostra prima guida ibizenca di quest’anno. Kunye è un festival organizzato con tutti i crismi – sicurezza, soundsystem, logistica – capace di radunare circa 7mila persone, nonostante le piogge forti che quasi tutti giorni fanno capolino anche se per breve tempo a Nairobi: la line-up di Kunye ha soddisfatto tutti quanti, con Shimza headliner, affiancato da DJ Maphorisa, la star sudafricana APE Drums, l’idolo nazionale Sun EL Musician, Darque e tanti local heroes quali Suraj, Euggy e Sofiya Nzau. Una scena decisamente cangiante ed in continua evoluzione.

“Kunye significa insieme ed è il titolo di un disco di Shimza che uscì nel 2019 su Cadenza, l’etichetta di Luciano – spiega Jarrad Treger, co-fondatore di Kunye – Subito dopo il Covid abbiamo iniziato ad organizzare party per 200 persone, quelle che era possibile riunire in quel periodo, per poi crescere un passo alla volta, in modo da unire un pubblico variegato per target, età, provenienza e far conoscere la Afro House in modo diverso da come si era abituati. Tra Nairobi e la musica elettronica si è creato un legame davvero speciale”.

Le label radicate nel territorio
La scena clubbing di Nairobi è in continua espansione, si evolve a 360 gradi, forte del contrasto tra i suoi grattacieli e la savana non distante dal centro abitato, con una serie di locali e di party che vedono in prima linea le etichette discografiche attive sul territorio, tra le quali spiccano Gondwana e My Other Side of The Moon.

Gondwana ed i suoi DJ Suraj & Euggy sono un indiscusso punto di riferimento, in particolare grazie alle loro feste che si svolgono su un rooftop che si affaccia sul Nairobi National Park, dove si mescolano tramonti con la savana sullo sfondo, elefanti all’orizzonte, un pubblico cosmopolita – Nairobi ospita una delle sedi delle Nazioni Unite – ed una musica che cresce di intensità con il calare del sole. Da provare almeno una volta nella vita.

My Other Side Of The Moon, etichetta con base in Mozambico ma molto presente sul territorio kenyano, si sta affermando come una delle realtà più rilevanti della scena afro elettronica; proprio insieme al milanese Riccardo Castelli, co-owner del progetto, che si divide da anni tra Maputo e Nairobi, abbiamo avuto modo di vivere e conoscere più da vicino Nairobi, entrando nel cuore della sua scena notturna. I loro party, principalmente ospitati all’Alchemist, raggiungono picchi fino a 2000 presenze e hanno ospitato artisti del calibro di Joezi, Enoo Napa, Jamiie, Neil Amarey, Breeze and The Sun e Sounds Human. Un format che si è rapidamente imposto come uno dei label showcase più interessanti in loco, anche grazie a un’identità visiva forte e riconoscibile, dominata da una luna gigante che caratterizza tutti i loro eventi e che lo scorso autunno è stato protagonista anche durante l’Amsterdam Dance Event.

La scena clubbing
Westlands è il quartiere di Nairobi più pulsante e vivace per quanto riguarda la vita serale e notturna della capitale kenyota, dove si concentrano i club che abbiamo avuto modo di visitare. Il nostro itinerario è partito all’Alchemist, dotato di una programmazione soprattutto afrohouse ma che si sta aprendo anche ad altri generi: un locale post industriale aperto sette giorni su sette, con all’interno ristoranti fusion, negozi di streetwear e dove ogni tanto viene montato anche un ring per incontri di pugilato. Quando si dice un sito polifunzionale, valido sia di giorno sia di sera.

“Ci siamo sviluppati con il tempo ed il nostro club è sempre stato un punto di ritrovo che la gente frequenta per il piacere di stare insieme, per un buon cocktail e ovviamente per la buona musica – parole di Aftab Sheikh aka Dj Afu, Events Director di Alchemist – Tutto sta nel trovare il giusto equilibrio tra il valore del dj che si chiama, il suo cachet ed il prezzo del biglietto all’ingresso. Puntiamo su nomi che non si è soliti avere come guest dalle nostre parti e non abbiamo zone riservate o privè all’Alchemist. In our House we are all equal”.

Il MUZE è un locale che suona piuttosto familiare ai nostri lettori, in quanto presenza costante nella nostra Top 100 Clubs; da poco si è trasferito in spazi modernissimi con capacità raddoppiata, negli anni ha ospitato una serie di top dj quali Alex Wann, Francis Mercier, MoBlack e Sonaa (il figlio di Blackcoffee); il suo Muze Open Air è un party all’aperto che si svolge in location diverse ed è diventato un must nel calendario degli eventi elettronici nazionali.

“Credo che uno dei punti di forza del MUZE sia la capacità di fidelizzare il proprio pubblico ed il passaparola dei clienti – racconta Willie Gichora, co-founder e CEO del MUZE – Chi viene da noi ha imparato a fidarsi delle nostre proposte musicali, anche e soprattutto quando non si tratta di superstar. È giusto dare alla gente quello che si aspetta, ma devi anche educarla e indirizzarla: se una sera si ascolterà un dj che non si conosce e ci si divertirà, non ci si scorderà mai di quei momenti e si vorrà riviverli. Expect the unexpected: ecco come si crea una comunità”.

Koda è un club di recente formazione, gestito da dj Dylan-S e Foozak, rispettivamente all’anagrafe Dylan Sejpan e Akaash Patel e autentici punti di riferimento nella scena elettronica in Kenya: un locale dove si punta sempre su Afro House sia tradizionale sia innovativa, con ospiti quali Fiona Kraft e Awen, con una main room ed una sala dedicata alle serate techno, dove non mancano autentiche jam session ed uno studio discografico che ospita masterclass per giovani talenti.

“Puntiamo molto sui talenti locali – spiegano Dylan-S e Foozak, co-founders di Koda – In questo momento la scena elettronica kenyota è molto forte, ci sono tantissimi dj e produttori che meritano di essere conosciuti e che possono confrontarsi a pieno titolo con gli omologhi sudafricani. Non servono per forza i top dj per creare la giusta atmosfera e per questo facciamo quanto possiamo per supportare la scena locale. Facciamo lo stesso con i nostri eventi Komplex Ke, per i quali puntiamo su location atipiche quali hangar di aeroporti. Una volta abbiamo persino scelto una strada a Malindi”.

Nairobi unisce una sua eredità storica ben definita ad uno slancio innovativo, tra infrastrutture moderne e richiami al passato: grattacieli e savana, usi britannici come la guida a sinistra, l’inglese stesso come lingua ufficiale, prese e spine di tipo G (quelle del Regno Unito) ma anche il tipico calore, i sorrisi e l’ospitalità kenyota che si unisce alla professionalità di tipo anglosassone. Un mix vincente che si riflette anche nei club, nei festival e nella musica di Nairobi, una metropoli che merita di essere raccontata attraverso il linguaggio universale dei dj e della musica elettronica.

Indirizzo

Via Balbo 4
Acerra
80011

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