Radio Buenos Aires

Radio Buenos Aires Storie,Notizie,Eventi del Rock Internazionale. Sintonizzati sulle Frequenze 99,300 MHz. Just Rock! Info e Contatti:
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Radio Buenos Aires, nasce ricordando le prime radio private della fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 quando cadde il monopolio della RAI e le emittenti radiofoniche private ebbero la possibilità di trasmettere in sede locale. Radio Buenos Aires, come le radio di quel tempo, nasce con lo scopo di aggregare le persone del luogo, di trattare i problemi del territorio, di rendere partecipi

tutti delle realtà locali, di mettere a confronto le idee di tutti, di condividere interessi. Questa radio vuole essere una grande piazza virtuale dove ci si può incontrare per ascoltare buona musica, trascorre del tempo in modo piacevole, in buona compagnia, venendo a conoscenza del mondo che ci circonda. Coloro che operano in questa radio sono armati di grande entusiasmo, di fantasia, di voglia di crescere e desiderano che voi ascoltatori interveniate con le vostre idee e i vostri suggerimenti per rendere grande questa radio. Sintonizzati sulle nostre frequenze ed ascolta il Meglio del Rock!

Sapevi che Michael Jackson detiene il Guinness World Record per aver sostenuto il maggior numero di organizzazioni benef...
09/01/2026

Sapevi che Michael Jackson detiene il Guinness World Record per aver sostenuto il maggior numero di organizzazioni benefiche (oltre 39) tra tutte le popstar, ma l'atto più profondo risiedeva nella sua accoglienza quotidiana? Michael trasformò la sua residenza di Neverland in un centro di sollievo gratuito per bambini affetti da patologie gravi o provenienti da contesti svantaggiati, dotando il suo cinema privato di letti d'ospedale motorizzati e ossigeno affinché anche i piccoli costretti a letto potessero godersi un film.

Ogni settimana, Michael apriva i cancelli a gruppi di bambini che vivevano nelle strutture di accoglienza locali, offrendo loro non solo giostre e uno zoo, ma la possibilità di vivere momenti di spensieratezza lontano dal dolore delle cure mediche. Ha coperto personalmente i costi di complessi interventi chirurgici per fan che gli scrivevano da tutto il mondo, spesso presentandosi negli ospedali senza preavviso e senza telecamere, solo per sedersi accanto ai pazienti e leggere loro delle storie.

In un gesto di enorme valore simbolico e materiale, Michael donò tutti i suoi proventi del "Victory Tour" (circa 5 milioni di dollari) in beneficenza e fece lo stesso con i guadagni del singolo "Man in the Mirror". La sua intera carriera è stata accompagnata da un impegno costante nel finanziare centri per ustionati e fondazioni per la ricerca contro le malattie infantili, spinto dal desiderio di garantire che nessun bambino dovesse affrontare il dolore in solitudine.

Sapevi che Ivan Graziani, il primo vero cantautore a far dialogare la chitarra rock con la musica d'autore italiana, ha ...
07/01/2026

Sapevi che Ivan Graziani, il primo vero cantautore a far dialogare la chitarra rock con la musica d'autore italiana, ha dedicato un impegno profondo e silenzioso alla valorizzazione dei giovani talenti delle zone più isolate della provincia? Profondamente legato alle sue radici abruzzesi, Ivan ha investito tempo e risorse personali per creare opportunità creative laddove le istituzioni non arrivavano, aiutando molti ragazzi a sottrarsi a contesti difficili attraverso lo studio della musica.

La sua generosità era fatta di gesti concreti e lontani dai riflettori: spesso regalava le sue chitarre personali a studenti meritevoli che non potevano permettersi uno strumento professionale, seguendone privatamente i progressi senza chiedere nulla in cambio. Ha sostenuto attivamente la salvaguardia dei piccoli borghi dell'Appennino, promuovendo iniziative culturali per evitare lo spopolamento e finanziare il recupero di spazi destinati alle scuole di musica locali.

Oltre a questo, Ivan era un sostenitore della ricerca medica, partecipando a numerosi eventi per raccogliere fondi destinati alla lotta contro le patologie oncologiche, spinto da una sensibilità umana che metteva sempre al primo posto il rispetto per la dignità delle persone. Ha usato la sua arte e il suo talento grafico anche per illustrare campagne sociali, donando le sue opere per sostenere progetti di solidarietà e accoglienza. 🎸🎨

Nel 1978, la relazione tra Eric Clapton e Pattie Boyd rappresentava il culmine di un’ossessione romantica che aveva segn...
05/01/2026

Nel 1978, la relazione tra Eric Clapton e Pattie Boyd rappresentava il culmine di un’ossessione romantica che aveva segnato un intero decennio della storia del rock. Per anni, Eric aveva vissuto nell'ombra di un amore non corrisposto per la moglie del suo migliore amico, George Harrison, trasformando quel tormento in capolavori come Layla. Quando finalmente i due si unirono, la realtà si rivelò molto più complessa e dolorosa del mito letterario che il pubblico aveva immaginato.

Quell'anno fu un momento di estrema fragilità per entrambi. Eric stava lottando con una gravissima dipendenza dall'alcol che stava minando la sua stabilità emotiva e la sua salute. Pattie, che era stata la musa ispiratrice della bellezza e della grazia negli anni Sessanta, si ritrovò a dover gestire non un eroe romantico, ma un uomo tormentato dai propri demoni. Nonostante l'oscurità di quel periodo, proprio in quegli anni nacque uno dei gesti d'amore più puri della musica: una sera, mentre Pattie si preparava lentamente per andare a una festa e continuava a chiedergli se fosse a posto, Eric, invece di spazientirsi, prese la chitarra e scrisse Wonderful Tonight.

Tuttavia, dietro la dolcezza di quella melodia, la realtà del 1978 era fatta di silenzi e tensioni. Pattie ha spesso raccontato come Eric usasse la musica come unico filtro per comunicare i suoi sentimenti, faticando a gestire il quotidiano senza l'ausilio delle sostanze. Il loro legame era una danza tra l'adorazione assoluta e l'autodistruzione. Eric la venerava come una dea, ma la sua incapacità di affrontare la realtà sobria creava un baratro emotivo che nemmeno le canzoni più belle riuscivano a colmare. Quell'anno rimase il simbolo di un amore che aveva vinto la sfida contro le convenzioni sociali, ma che stava iniziando a perdere quella contro le fragilità umane.

01/01/2026
Gianna Nannini, la "rocker senese" e una delle voci femminili più iconiche e dirompenti della musica italiana, pur essen...
29/12/2025

Gianna Nannini, la "rocker senese" e una delle voci femminili più iconiche e dirompenti della musica italiana, pur essendo celebre per la sua energia selvaggia sul palco e per i suoi testi crudi e passionali, ha una profonda formazione classica alle spalle, avendo studiato pianoforte e composizione, e che questa base accademica ha influenzato la complessità melodica e armonica di molti suoi brani, distinguendola nel panorama rock italiano?
La sua musica, fin dagli anni '70 e l'esplosione negli anni '80 con album come "California" (1979), "Fotoromanza" (1984) e "Profumo" (1986), è un concentrato di rock energico, ballate intense e sonorità pop-rock con un tocco graffiante. Gianna Nannini è celebre per la sua voce roca e inconfondibile, la sua presenza scenica magnetica e i suoi testi che affrontano temi di amore, sesso, ribellione, libertà e critica sociale con una sincerità disarmante. Brani come "America", "Fotoromanza" e "Bello e impossibile" sono diventati inni generazionali.

Frances Bean Cobain, l’unica figlia del leggendario Kurt Cobain, leader dei Nirvana, e della cantante e attrice Courtney...
26/12/2025

Frances Bean Cobain, l’unica figlia del leggendario Kurt Cobain, leader dei Nirvana, e della cantante e attrice Courtney Love, è nata il 18 agosto 1992 a Los Angeles, in California. La sua nascita avvenne nel pieno della fama di suo padre e della crescente popolarità dei Nirvana.
Dopo la morte di Kurt Cobain nel 1994, Frances Bean crebbe sotto l’occhio del pubblico e dovette affrontare il complesso lascito di suo padre. Divenne il fulcro di una battaglia legale tra sua madre e sua nonna paterna, Wendy O'Connor, che chiese la custodia della bambina a causa delle preoccupazioni sulla capacità di Courtney Love di prendersene cura.
**"Ho sempre saputo che la loro relazione fosse tossica. E non promuovo l’idea di avere un bambino per risolvere i problemi, perché è quello che io sono stata: un tentativo di sistemare le cose. Ma so, dai video e dalle lettere che mio padre mi ha scritto, dalle interpretazioni di mia madre e dalle esperienze di mia nonna, che mio padre mi amava davvero."**
– Frances Bean, intervista a *Rolling Stone*, 2015.
Nel 2003, all’età di 11 anni, visse con sua nonna mentre Courtney affrontava un altro percorso di riabilitazione. Nel 2009, sua madre p***e nuovamente la custodia: Frances l'aveva denunciata per violenza domestica.
Nel 2010, Frances ottenne il 37% dei profitti generati ancora oggi dall'eredità di suo padre. Crescendo, iniziò a esplorare la sua creatività e la passione per l’arte.
Frances Bean è stata sempre molto aperta riguardo alle sue lotte con la dipendenza e la depressione, e ha usato la sua piattaforma per sensibilizzare sul tema della salute mentale e del benessere.
Recentemente, Frances Bean Cobain e Riley Hawk, figlio di Tony Hawk, hanno dato il benvenuto al loro primo figlio, **Ronin Walker Cobain Hawk**, nato il 28 settembre 2024. La coppia si era sposata nell’ottobre del 2023 in una cerimonia intima officiata da Michael Step. Frances Bean ha condiviso la notizia della nascita del loro bambino sul suo profilo Instagram, descrivendolo come **"il più bello del mondo"**.
Il piccolo Ronin è nipote di due leggende: **Kurt Cobain**, iconico musicista dei Nirvana, e **Tony Hawk**, celebre skater.

Più di 100 anni fa, negli anni '20, Esther Lee Jones, conosciuta come "Baby Esther", fu l'ispirazione originale per il p...
24/12/2025

Più di 100 anni fa, negli anni '20, Esther Lee Jones, conosciuta come "Baby Esther", fu l'ispirazione originale per il personaggio di Betty Boop. Esther Jones era una cantante jazz e intrattenitrice afroamericana attiva alla fine degli anni '20, famosa per le sue esibizioni al Cotton Club di Harlem, New York. Durante i suoi spettacoli, Esther utilizzava schemi vocali distintivi come "Boo-Boo-Boo" e "Doo-Doo-Doo", creando un marchio di fabbrica unico con il suo famoso "Boop-Oop-A-Doop!"
Questo stile di canto ispirò la voce e il carattere di Betty Boop, creata da Max Fleischer. Inizialmente, Fleischer disegnò Betty come una caricatura della cantante bianca Helen Kane, ignaro che Kane avesse basato la sua esibizione proprio su Baby Esther. Betty Boop debuttò nel 1930 nel cartone animato *Dizzy Dishes*, non come donna, ma come un barboncino francese parlante. Tuttavia, Betty Boop divenne presto più di una semplice caricatura di una flapper degli anni '20; rappresentava una donna pienamente autonoma. A differenza di altri personaggi femminili dell'epoca, come Minnie Mouse, che erano versioni infantili dei loro omologhi maschili, Betty era sessualmente emancipata e ribelle rispetto ai valori tradizionali.
Helen Kane, dopo aver assistito a una performance di Baby Esther nel 1928, adottò lo stile della giovane artista nella sua canzone di successo *I Wanna Be Loved By You*, sostenendo di averlo inventato. Questo portò a una causa legale tra Kane e i creatori di Betty Boop, accusati di violazione artistica. Tuttavia, la scoperta di un filmato in cui Baby Esther si esibiva nello stesso stile dimostrò che Kane non era l'originatrice. Il manager di Baby Esther testimoniò che Kane e il suo entourage avevano visto ripetutamente lo spettacolo di Esther nel 1928.
Il giudice Edward J. McGoldrick stabilì che Kane non aveva alcun diritto esclusivo sullo stile "Baby", dichiarando che non era stata lei a inventarlo. Poco dopo la fine del processo, nel 1934, Baby Esther fu dichiarata morta in contumacia. Lo studioso Robert G. O’Meally osservò che, in un certo senso, Betty Boop, cartone animato bianco, aveva una "nonna nera" nell’ombra della sua creazione.

Jeffrey Phillip Wielandt era un ragazzo del New Jersey che aveva un solo amore, la chitarra, a cui si dedicava con una f...
22/12/2025

Jeffrey Phillip Wielandt era un ragazzo del New Jersey che aveva un solo amore, la chitarra, a cui si dedicava con una foga quasi ossessiva, esercitandosi fino a dodici ore al giorno. Aveva iniziato a suonare a otto anni, ma a quattordici decise che quella sarebbe stata la sua vita, imbracciando il sogno di fare il chitarrista metal. La sua prima band faceva, non a caso, cover dei Black Sabbath.
Un giorno, mentre lavorava in una stazione di servizio, sentì alla radio che Ozzy Osbourne era alla ricerca di un nuovo chitarrista. Era il 1987 e Zakk, appena diciannovenne, decise che non aveva nulla da perdere. Mise insieme una demo con dei riff, un paio di assoli complessi e la sua versione di Mr. Crowley, e la inviò, sperando in un miracolo. Tra centinaia di aspiranti, fu il suo nastro ad essere pescato dal Principe delle Tenebre.
L'audizione fu un successo lampante, e così Jeffrey divenne Zakk Wylde, il nuovo, giovane chitarrista di Ozzy Osbourne. Non si limitò a replicare il passato, ma con il suo stile energico e un suono radicato nel blues, spingendo al massimo l'uso degli armonici artificiali, diede un'impronta fresca e innovativa all'hard rock della band. Suonare con Ozzy, come raccontò, era anche un’esperienza di risate talmente intense da rischiare un aneurisma.
Zakk non era solo il chitarrista di Ozzy. Nel 1998, fondò i Black Label Society, una band che divenne presto la sua storica creatura, di cui è il frontman e co-autore di undici dischi. Con la Black Label Society, il cui nome era un omaggio al suo whisky preferito, Zakk esplorò un metal più grezzo e potente, caratterizzato dal suo marchio distintivo, la grafica a bersaglio sulle chitarre.

Era un ragazzino ribelle nato in Scozia, battezzato Ronald Belford Scott, ma il mondo lo conoscerà come Bon. La sua fami...
19/12/2025

Era un ragazzino ribelle nato in Scozia, battezzato Ronald Belford Scott, ma il mondo lo conoscerà come Bon. La sua famiglia emigrò in Australia quando era piccolo, e lì, tra la polvere e il sole, la sua natura selvaggia cominciò a prendere forma. Finì in riformatorio da adolescente per piccoli crimini, e fu in quell'ambiente ruvido che affinò il suo spirito da outlaw e la sua voce graffiante.
Bon aveva la musica nel sangue, ma la sua strada fu lunga e tortuosa. Passò attraverso diverse band, imparando il mestiere, ma la sua vita da roadie e i lavori umili sembravano destinarlo a rimanere nell'ombra. Era un cantante blues-rock, ma soprattutto un paroliere che scriveva di sesso, bevute e vita di strada con un'ironia sporca e irresistibile.
Il destino lo fece incontrare con due fratelli, Angus e Malcolm Young, che avevano appena formato una band chiamata AC/DC. Bon, che aveva diversi anni più di loro e un’esperienza più cruda, si unì come autista e poi, con la sua energia incontenibile, prese il microfono. Era il pezzo mancante, il catalizzatore che trasformò un buon gruppo rock in una macchina inarrestabile.
Con Bon al comando, gli AC/DC divennero leggenda. Le sue performance erano elettriche, un misto di arroganza e carisma da frontman che spingeva Angus Young, vestito da scolaretto indemoniato, a correre e saltare sul palco. Canzoni come Highway to Hell, Whole Lotta Rosie e Dirty Deeds Done Dirt Cheap erano inni alla vita sregolata, raccontate con la voce inconfondibile di Bon, roca come la carta vetrata e calda come un bicchiere di whisky.
Viaggiarono per il mondo, dormendo su pavimenti e mangiando poco, ma la loro fama cresceva album dopo album, concerto dopo concerto. Erano l'incarnazione del rock and roll senza fronzoli, un inno al divertimento e alla ribellione. Bon Scott era il cuore di quella band, il loro poeta della strada, capace di trasformare le bevute alcoliche e le avventure notturne in epiche narrazioni rock.

Poche chitarre nel mondo del rock possono vantare la storia affascinante della Red Special di Brian May. Questo strument...
17/12/2025

Poche chitarre nel mondo del rock possono vantare la storia affascinante della Red Special di Brian May. Questo strumento ha accompagnato il chitarrista fin da quando aveva sedici anni, attraverso i grandi successi dei Queen, guadagnandosi soprannomi come “Fireplace” e “Old Lady”.
All’epoca, i May non potevano permettersi di comprare una chitarra elettrica, così Brian e suo padre Harold, un ingegnere appassionato di modellismo, decisero di costruirne una con le proprie mani. Il nome “Red Special” si riferisce al colore rossastro del legno di mogano utilizzato per realizzarla. Si stima che il valore dello strumento al momento della sua creazione fosse di circa 8 sterline.
Brian racconta: “Ci sono voluti due anni e tutto è stato fatto con utensili manuali. Abbiamo usato qualsiasi materiale ci capitasse a portata di mano. Il ma**co era parte di un vecchio caminetto (uno dei soprannomi). Abbiamo intarsiato il fret a mano usando vecchi bottoni di madreperla, e il braccio del tremolo è stato ricavato da un supporto per borsa da bicicletta, completato con la punta di un ferro da maglia di mia madre!”
La Red Special è stata una compagna inseparabile per Brian May nel corso della sua lunga carriera. Rimane un pezzo fondamentale della storia dei Queen.
La famosa Red Special ha persino una guardia del corpo dedicata durante i tour!
Leggenda 🎸❤️

Il musicista Roger Waters, mente creativa dietro capolavori come The Wall, è stato legato a Lady Caroline Christie, espo...
15/12/2025

Il musicista Roger Waters, mente creativa dietro capolavori come The Wall, è stato legato a Lady Caroline Christie, esponente dell'aristocrazia britannica, dal 1976 al 1992. Dal loro matrimonio sono nati Harry e India Waters. Harry ha seguito le orme paterne come musicista, in particolare come tastierista.
Lady Caroline Christie non fu solo la compagna di Waters, ma anche una potente musa ispiratrice in un periodo cruciale per i Pink Floyd. Si ritiene che sia la ragione d'essere del brano acustico e inusualmente affettuoso "Pigs on the Wing" (diviso in due parti sull'album Animals del 1977).
Mentre il resto dell'album è una feroce satira sociale che descrive l'umanità divisa e autodistruttiva (simboleggiata da cani, maiali e pecore), Waters scrisse questa canzone come un'ode a Lady Caroline. La sua esistenza e il loro amore erano l'unica forza che gli permetteva di non sprofondare nella disperazione e nell'isolamento descritti nel disco, l'unica "ala" protettiva in un mondo di "maiali".

Indirizzo

Via Balbo 10
Acerra
80011

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