Radio Buenos Aires

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Radio Buenos Aires, nasce ricordando le prime radio private della fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 quando cadde il monopolio della RAI e le emittenti radiofoniche private ebbero la possibilità di trasmettere in sede locale. Radio Buenos Aires, come le radio di quel tempo, nasce con lo scopo di aggregare le persone del luogo, di trattare i problemi del territorio, di rendere partecipi tutti delle realtà locali, di mettere a confronto le idee di tutti, di condividere interessi. Questa radio vuole essere una grande piazza virtuale dove ci si può incontrare per ascoltare buona musica, trascorre del tempo in modo piacevole, in buona compagnia, venendo a conoscenza del mondo che ci circonda. Coloro che operano in questa radio sono armati di grande entusiasmo, di fantasia, di voglia di crescere e desiderano che voi ascoltatori interveniate con le vostre idee e i vostri suggerimenti per rendere grande questa radio. Sintonizzati sulle nostre frequenze ed ascolta il Meglio del Rock!

"Estate 1970, Cincinnati Summer Pop Festival. Sul palco ci sono i The Stooges, e davanti al microfono c'è un ragazzo di ...
11/09/2026

"Estate 1970, Cincinnati Summer Pop Festival. Sul palco ci sono i The Stooges, e davanti al microfono c'è un ragazzo di Muskegon, Michigan, cresciuto in una roulotte e con anni di batteria nei club blues di Chicago sulle spalle. Qualcuno dalla folla gli lancia un barattolo di b***o d'arachidi. Iggy Pop se lo spalma sul petto, poi fa una cosa che nessuno aveva ancora visto fare così: si lancia dal palco dentro la folla.
Quel momento, rimasto documentato in video, è probabilmente la prima volta che qualcuno inventa il crowd surfing e il stage diving così come li conosciamo oggi. Non è stata una trovata calcolata: era l'estensione naturale di un personaggio scenico che si rotolava nel vetro rotto, che vomitava sul palco, che aveva costruito la propria immagine guardando Jim Morrison e decidendo di andare oltre. Prima che tutto questo diventasse leggenda, Iggy era solo James Newell Osterberg Jr., un batterista dei Iguanas (da cui prese il nome) e poi dei Prime Movers, con studi di pianoforte classico da bambino e un'università abbandonata per la musica.
Da quel palco di Cincinnati alla Rock and Roll Hall of Fame nel 2010, la strada è passata attraverso ""The Stooges"" e ""Fun House"", attraverso ""Raw Power"" nel 1973, attraverso Berlino e la collaborazione con David Bowie che nel 1977 diede vita a ""The Idiot"" e ""Lust for Life"". È passata anche attraverso anni durissimi segnati da una pesante dipendenza, e attraverso una rinascita commerciale negli anni '80 con brani come ""Real Wild Child"" e ""Candy"".
Nel 2020 è arrivato il Grammy Lifetime Achievement Award. Ma quel salto nella folla nel 1970 resta uno dei momenti fondativi del rock: il gesto di un uomo che ha sempre trattato il confine tra palco e pubblico come qualcosa da abolire, non da rispettare.
Pochi artisti hanno saputo trasformare l'istinto scenico in un gesto che ha riscritto per sempre il rapporto tra palco e pubblico."

"Nel 1982 Blondie era all'apice: quattro numeri uno in tre anni, ""Heart of Glass"" e ""Rapture"" nelle radio di tutto i...
09/09/2026

"Nel 1982 Blondie era all'apice: quattro numeri uno in tre anni, ""Heart of Glass"" e ""Rapture"" nelle radio di tutto il mondo, Debbie Harry icona assoluta della scena newyorkese passata da CBGB alle classifiche globali. Poi, nel momento di massimo successo, la band si sciolse.
La ragione non fu un litigio né una crisi creativa. Chris Stein, chitarrista di Blondie e partner di Harry, si ammalò di pemphigus vulgaris, una rara malattia autoimmune della pelle. Rimase ricoverato in ospedale per tre mesi, seguiti da una lunga convalescenza durante la quale, come raccontò lui stesso, non lasciò Manhattan per anni.
Debbie Harry scelse di restare al suo fianco. Mise in pausa la carriera del gruppo e anche la propria promettente carriera solista, avviata proprio in quel periodo con l'album ""KooKoo"" del 1981, per dedicarsi interamente a lui. Nessun tour, nessuna promozione, nessuna rincorsa al successo che stava vivendo: solo la scelta di esserci.
Fu una decisione che cambiò per sempre la storia della band, ritardando di quindici anni la reunion di Blondie, arrivata solo nel 1997. Ma è anche il capitolo che racconta chi fosse davvero Debbie Harry dietro l'icona: non solo la voce di ""Call Me"" e ""The Tide Is High"", ma una donna capace di rinunciare al culmine della fama per stare accanto a chi amava.
Dietro ogni icona pop c'è spesso una scelta di umanità che vale più di qualsiasi hit."

"Il 29 gennaio 1977, a Tampa, in Florida, Patti Smith stava aprendo il concerto di Bob Seger. Sul palco, un passo falso:...
07/09/2026

"Il 29 gennaio 1977, a Tampa, in Florida, Patti Smith stava aprendo il concerto di Bob Seger. Sul palco, un passo falso: inciampò in un monitor nero e cadde da un'altezza di oltre due metri, colpendo il collo su un gradino di cemento. Il bilancio fu pesante: fratture a due vertebre, fratture facciali multiple, più di venti punti di sutura.
Poteva essere la fine di una carriera appena cominciata. Solo due anni prima, nel novembre 1975, era uscito ""Horses"", il suo album di debutto prodotto da John Cale, oggi considerato uno dei lavori più influenti della storia del rock e il primo vero disco art-punk. Patti Smith era arrivata a New York nel 1967, aveva vissuto al Chelsea Hotel con il fotografo Robert Mapplethorpe, si era fatta le ossa come poetessa e performer di spoken word prima di formare, nel 1974, la Patti Smith Group con Lenny Kaye, Richard Sohl, Ivan Král e Jay Dee Daugherty.
Dalla caduta di Tampa si rialzò, e la sua storia proseguì tra alti e cadute vere e proprie. Nel 1978 arrivò ""Because the Night"", scritta con Bruce Springsteen, un successo che portò l'album ""Easter"" a raggiungere un pubblico più ampio. Poi, nel 1979, la scelta di fermarsi: si ritirò dalla scena pubblica per stabilirsi a Detroit con il marito Fred ""Sonic"" Smith, chitarrista degli MC5.
Tornò alla musica solo dopo la morte di lui, nel 1994, con l'album ""Gone Again"" l'anno successivo. Nel 2007 è entrata nella Rock and Roll Hall of Fame. Nel 2010 ha vinto il National Book Award per ""Just Kids"", il memoir sulla sua amicizia con Mapplethorpe. Una carriera che non si è mai fermata davvero, nemmeno quando è caduta.
Poche carriere raccontano così bene cosa significhi rialzarsi davvero, e non solo in senso metaforico."

"Settembre 1979: durante il tour di ""Join Hands"", i Siouxsie and the Banshees perdono all'improvviso chitarrista e bat...
04/09/2026

"Settembre 1979: durante il tour di ""Join Hands"", i Siouxsie and the Banshees perdono all'improvviso chitarrista e batterista, proprio il giorno dell'uscita del disco. Sul palco, quella sera, c'è anche The Cure, band di apertura del tour. E il loro frontman, Robert Smith, non guarda dall'altra parte: durante il soundcheck aiuta i membri rimasti dei Banshees a mettere insieme una versione estesa di ""The Lord's Prayer"", poi si offre come chitarrista per tenere in piedi la tournée.
È un gesto che dice molto di lui. Smith non è solo il co-fondatore, frontman e principal songwriter dei The Cure fin dal 1976, quando ancora si chiamavano Easy Cure: è un musicista capace di muoversi tra chitarre a 6 e 12 corde, bassi, pianoforte, batteria, persino tromba e trombone, mettendo questa versatilità al servizio di chiunque ne avesse bisogno. Nel 1982 il rapporto con i Banshees diventa ufficiale: Smith entra stabilmente come chitarrista principale, arrivando anche a co-fondare con Steven Severin il side-project The Glove nel 1983. Nello stesso periodo firma con i Banshees il singolo ""Dear Prudence"" e per The Cure ""The Lovecats"", oltre a scrivere ""The Top"", album nato proprio a cavallo tra i suoi due mondi musicali.
Sostenere tre progetti insieme, però, ha un prezzo. Nel giugno 1984 un medico gli dice chiaramente che il suo corpo non regge più: esausto, è costretto a rinunciare al tour mondiale di supporto a ""Hyaena"" e ad abbandonare i Banshees.
Resterà sempre, invece, alla guida dei The Cure, di cui è l'unico membro continuo dal debutto di ""Three Imaginary Boys"" nel 1979 fino a oggi. Un percorso riconosciuto nel 2019 con l'ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame: il tributo definitivo a chi, quel giorno del 1979, scelse di non lasciare soli due musicisti in difficoltà.
Pochi frontman avrebbero rischiato la propria band per salvarne un'altra."

"Manchester, 1976. Un annuncio ""cercasi cantante"" appeso in un negozio di dischi. Ian Curtis risponde a quella chiamat...
02/09/2026

"Manchester, 1976. Un annuncio ""cercasi cantante"" appeso in un negozio di dischi. Ian Curtis risponde a quella chiamata e diventa la voce dei Joy Division, band nata dall'onda lunga di un concerto leggendario dei S*x Pistols che avrebbe cambiato la musica britannica.
Curtis non era il classico aspirante rocker: era un poeta, e i suoi testi malinconici ed espressivi spinsero il suono della band lontano dal punk, verso qualcosa di più sobrio, atmosferico, nuovo. Tra il 1977 e il 1979 arrivò anche il sintetizzatore, una scelta che violava ogni regola dell'estetica lo-fi punk ma che segnò l'inizio di quella che sarebbe stata chiamata New Wave. Nel 1979 uscì ""Unknown Pleasures"", il disco che trasformò Joy Division in eroi di culto nel Regno Unito, seguito dal singolo simbolo ""Love Will Tear Us Apart"". Il suo portamento sul palco, magnetico e inquieto, ne fece un'icona post-punk.
Dietro quella scena c'era però un uomo fragile: soffriva di epilessia grave e di depressione, al punto da temere di tenere in braccio sua figlia Natalie per paura di farle del male durante una crisi. Il suo matrimonio con Deborah Woodruff si fece sempre più teso proprio durante le registrazioni di ""Closer"", tra il 18 e il 30 marzo 1980, quando Curtis descrisse una sensazione claustrofobica, come di trovarsi in un vortice, sul punto di affogare.
Il 18 maggio 1980, alla vigilia del primo tour nordamericano della band e poco prima dell'uscita di ""Closer"", Ian Curtis mise fine alla sua vita nella cucina di casa sua a Macclesfield, a soli 23 anni. Fu Deborah a trovarlo, con ""The Idiot"" di Iggy Pop ancora in riproduzione sul giradischi.
Joy Division ebbe una carriera brevissima, dal 1976 al 1980, ma un'influenza vastissima: la prima band post-punk, si disse, a enfatizzare non la rabbia ma l'atmosfera e l'espressione. Un'eredità che ""Closer"" e ""Love Will Tear Us Apart"" continuano a portare, decenni dopo quella notte a Macclesfield.
Pochi frontman hanno saputo trasformare la propria fragilità in un'estetica musicale così potente e duratura."

"Sapevi che dietro ""White Wedding"", uno dei brani più riconoscibili di Billy Idol, si nasconde tutt'altro che una canz...
31/08/2026

"Sapevi che dietro ""White Wedding"", uno dei brani più riconoscibili di Billy Idol, si nasconde tutt'altro che una canzone d'amore?

Il pezzo nacque da un'ispirazione reale: il matrimonio della sorella di Idol, Jane Broad, che in quel momento era incinta. Ma lo stesso Idol ha chiarito che il brano non parla davvero di lei. Nel testo la parola ""sister"" funziona anche come slang inglese per ""ragazza"", un po' come diremmo oggi ""bae"". Dietro quel velo da sposa, in realtà, si muoveva un'immaginazione decisamente più cupa: Idol si figurò un fratello vendicatore che si presentava al matrimonio con la voglia di far pagare qualcosa a qualcuno.

La canzone fu scritta in appena venti minuti, durante una sessione in studio in cui il produttore Keith Forsey gli mise in mano una chitarra semiacustica Epiphone e lo lasciò lavorare. Da quell'improvvisazione uscì un brano che il pubblico avrebbe abbracciato come inno pop, ballato a ogni festa, quando in origine era pensato come una canzone anti-matrimonio.

Idol stesso ha confermato pubblicamente questa genesi nel 2026, durante la cerimonia dei Grammy Awards, svelando finalmente il retroscena dietro uno dei suoi successi più iconici, uscito nel 1982 dall'album omonimo ""Billy Idol"".

Un promemoria di quanto, dietro le canzoni che crediamo di conoscere a memoria, si nasconda spesso una storia completamente diversa da quella che immaginiamo. 🤍💍

È la prova che le canzoni pop più amate nascondono spesso intenzioni ben diverse da quelle che il pubblico gli attribuisce."

Nel 1969 John Lennon compì un gesto di forte impatto politico restituendo la medaglia di Membro dell'Ordine dell'Impero ...
28/08/2026

Nel 1969 John Lennon compì un gesto di forte impatto politico restituendo la medaglia di Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico (MBE), onorificenza che gli era stata conferita dalla corona britannica quattro anni prima insieme agli altri componenti dei Beatles.
La decisione venne formalizzata attraverso una lettera indirizzata alla Regina Elisabetta II. Nel testo, il musicista motivò l'atto come una chiara protesta nei confronti del coinvolgimento del governo britannico nella guerra civile nigeriana per il Biafra e del supporto garantito agli Stati Uniti nella guerra del Vietnam.
Accanto alle prese di posizione pubbliche, l'impegno di Lennon si tradusse anche nel sostegno finanziario anonimo a diverse cause sociali e movimenti per i diritti civili. L'esposizione in prima persona su temi geopolitici e l'uso della propria visibilità per denunciare i conflitti internazionali finirono per condizionare pesantemente la sua immagine pubblica e la sua carriera, segnando il percorso che avrebbe portato alla nascita di brani simbolo come Imagine.

Jeff Buckley scelse di firmare il suo primo ed unico contratto discografico importante con la Columbia Records nell'otto...
26/08/2026

Jeff Buckley scelse di firmare il suo primo ed unico contratto discografico importante con la Columbia Records nell'ottobre del 1992, dopo che una serrata gara d'aste tra le maggiori etichette americane si era scatenata per contendersi il suo talento. Nonostante altre compagnie gli avessero offerto cifre d'ingaggio decisamente più elevate o maggiori garanzie finanziarie, Buckley volle fortemente la Columbia per una ragione puramente affettiva e simbolica. L'etichetta era infatti la storica casa discografica che aveva scoperto e lanciato negli anni Sessanta Bob Dylan, da sempre il suo principale punto di riferimento poetico e vocale. Per Buckley, muovere i primi passi artistici all'interno degli stessi studi di registrazione e con il medesimo marchio impresso sul vinile significava inserirsi in un filo conduttore d'eccellenza che superava qualunque calcolo economico.

Dave Grohl registrò l'intero album d'esordio omonimo dei Foo Fighters, uscito nel luglio del 1995, compiendo un'impresa ...
24/08/2026

Dave Grohl registrò l'intero album d'esordio omonimo dei Foo Fighters, uscito nel luglio del 1995, compiendo un'impresa di esecuzione solista straordinaria all'interno dei Robert Lang Studios di Seattle nell'ottobre del 1994. Sconvolto dalla tragica scomparsa di Kurt Cobain e desideroso di ritrovare la gioia di fare musica come terapia personale, Grohl si chiuse in studio per soli sette giorni. Eseguì e incise personalmente, traccia dopo traccia, le parti di batteria, le linee di basso, le chitarre ritmiche, le chitarre soliste e tutte le sezioni vocali di quindici brani distinti. L'unica eccezione in tutto il disco fu una singola traccia di chitarra aggiuntiva fornita dall'amico Greg Dulli degli Afghan Whigs. Grohl stampò inizialmente il lavoro su cassette per distribuirlo agli amici sotto lo pseudonimo collettivo "Foo Fighters" per rimanere anonimo, prima che il nastro scatenasse una vera e propria gara tra le etichette discografiche.

Till Lindemann ha compiuto un percorso formativo del tutto unico per garantire la sicurezza e la legalità dei celebri e ...
21/08/2026

Till Lindemann ha compiuto un percorso formativo del tutto unico per garantire la sicurezza e la legalità dei celebri e complessi spettacoli dal vivo dei Rammstein. Poiché i concerti della band industriale tedesca sono rinomati in tutto il mondo per l'uso massiccio e pericoloso di lanciafiamme, esplosioni, tute pirotecniche e fuochi d'artificio posizionati a pochi centimetri dai musicisti e dal pubblico, il cantante ha scelto di frequentare un rigido corso di studi professionale in Germania, ottenendo il brevetto ufficiale di tecnico pirotecnico certificato dallo Stato. Questa qualifica legale permette a Lindemann di progettare in prima persona gli ordigni scenici, di firmare i permessi di sicurezza richiesti dalle autorità locali nei vari stadi del pianeta e di maneggiare personalmente gli idrocarburi e le attrezzature infiammabili sul palco senza dipendere interamente da tecnici esterni.

Indirizzo

Via Balbo 10
Acerra
80011

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