Radio Buenos Aires

Radio Buenos Aires Storie,Notizie,Eventi del Rock Internazionale. Sintonizzati sulle Frequenze 99,300 MHz. Just Rock! Info e Contatti:
E-mail [email protected]

Radio Buenos Aires, nasce ricordando le prime radio private della fine degli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 quando cadde il monopolio della RAI e le emittenti radiofoniche private ebbero la possibilità di trasmettere in sede locale. Radio Buenos Aires, come le radio di quel tempo, nasce con lo scopo di aggregare le persone del luogo, di trattare i problemi del territorio, di rendere partecipi

tutti delle realtà locali, di mettere a confronto le idee di tutti, di condividere interessi. Questa radio vuole essere una grande piazza virtuale dove ci si può incontrare per ascoltare buona musica, trascorre del tempo in modo piacevole, in buona compagnia, venendo a conoscenza del mondo che ci circonda. Coloro che operano in questa radio sono armati di grande entusiasmo, di fantasia, di voglia di crescere e desiderano che voi ascoltatori interveniate con le vostre idee e i vostri suggerimenti per rendere grande questa radio. Sintonizzati sulle nostre frequenze ed ascolta il Meglio del Rock!

Nel 1978, dopo un lungo periodo trascorso nel Regno Unito, Bob Marley scelse di fare ritorno nei luoghi della sua infanz...
22/06/2026

Nel 1978, dopo un lungo periodo trascorso nel Regno Unito, Bob Marley scelse di fare ritorno nei luoghi della sua infanzia in Giamaica. Camminando tra le strade del suo vecchio quartiere, provò a spiegare ai ragazzi del posto chi fosse e come fosse cresciuto proprio lì, tra quelle stesse case. Tuttavia, i giovani accolsero le sue parole con scetticismo: per loro era inconcepibile che una star di calibro internazionale decidesse di rimettere piede in una realtà segnata da una povertà così profonda.
Questo aneddoto evidenzia il legame viscerale che Marley mantenne sempre con la propria terra. Nonostante il successo planetario e la ricchezza accumulata, l'artista scelse di non recidere le radici, ma al contrario utilizzò la propria posizione per sostenere attivamente le comunità più svantaggiate, finanziando progetti di sussistenza e facendosi portavoce dei loro diritti.
La figura di Bob Marley ha saputo ridefinire il concetto di celebrità, dimostrando come la popolarità globale possa coesistere con una profonda dedizione sociale e con il rifiuto di dimenticare le proprie origini.

Sul palco del Live Aid, Freddie Mercury compì un’impresa che andava oltre le sue stesse previsioni: trasformare 22 minut...
19/06/2026

Sul palco del Live Aid, Freddie Mercury compì un’impresa che andava oltre le sue stesse previsioni: trasformare 22 minuti di esibizione nella performance rock più iconica della storia. Quel giorno, ogni suo movimento era guidato dalla determinazione di lasciare un'impronta indelebile, prendendosi l'intero stadio di Wembley.

Persino Brian May riconobbe in seguito che l'esecuzione dei Queen non era priva di imperfezioni tecniche e che la band non la considerava la propria prova più pulita. Eppure, Mercury riuscì a elevare quel set a un evento irripetibile. Stabilì con la folla un legame magnetico e immediato, scandito da momenti improvvisati che sarebbero rimasti impressi nell'immaginario collettivo, come il celebre siparietto davanti alla telecamera.

In quel quarto d'ora abbondante emerse la centralità di Freddie: non un semplice frontman, ma l'energia vitale che ha reso immortale il repertorio della band. Ancora oggi, il nome dei Queen evoca istantaneamente la sua figura sul palco, simbolo di un carisma straordinario unito a una profonda dedizione alla musica. Un percorso interrotto troppo presto, che lascia aperta l'immaginazione su quali vette avrebbe potuto ancora raggiungere, ma che ha consegnato alla storia un patrimonio artistico intramontabile.

Nel 1963, il festival di Monterey ospitava un Bob Dylan non ancora travolto dal successo globale. Tra il pubblico di que...
17/06/2026

Nel 1963, il festival di Monterey ospitava un Bob Dylan non ancora travolto dal successo globale. Tra il pubblico di quelle sere c'era una giovane Janis Joplin, rimasta folgorata dalla sua esibizione. Il giorno successivo, incrociando Dylan, decise di fare il primo passo, fermandolo con una presentazione diretta: "Ciao, sono Janis Joplin".

Il cantautore ricambiò il saluto, ma la risposta di lei spiazzò ogni formalità: "Ti amo, e anch'io sarò famosa un giorno". Dylan, con il suo tipico distacco ironico, replicò semplicemente: "Sì, saremo tutti famosi".

Pochi anni dopo, il destino avrebbe dato ragione a entrambi.

Nel 1972, i Deep Purple salirono sul palco a Osaka e Tokyo per una serie di concerti destinati a rimanere impressi nella...
15/06/2026

Nel 1972, i Deep Purple salirono sul palco a Osaka e Tokyo per una serie di concerti destinati a rimanere impressi nella storia della musica. Da quelle serate nacque *Made in Japan*, un disco che avrebbe ridefinito il concetto stesso di album dal vivo.

In quel momento, la formazione "Mark II" si trovava all'apice della propria forza creativa e tecnica. L'alchimia tra la chitarra di Ritchie Blackmore, l'organo di Jon Lord, la sezione ritmica di Ian Paice e Roger Glover, e la voce di Ian Gillan trasformò tracce iconiche come *Highway Star* e *Smoke on the Water* in esecuzioni monumentali, cariche di improvvisazione ed energia pura.

Inizialmente, la casa discografica aveva pianificato di pubblicare il live esclusivamente per il mercato giapponese. Tuttavia, la straordinaria qualità delle registrazioni spinse la band a optare per una release mondiale. Il successo fu travolgente e planetario, trasformando *Made in Japan* in un caposaldo del rock e confermando definitivamente lo status leggendario del gruppo.

La prospettiva di una generazione che ha vissuto la musica degli anni '70 e '80 evidenzia come un tempo l'approccio alla...
12/06/2026

La prospettiva di una generazione che ha vissuto la musica degli anni '70 e '80 evidenzia come un tempo l'approccio alla diversità e alla provocazione artistica fosse guidato da una spontanea tolleranza, priva delle attuali definizioni sociopolitiche.
In quell'epoca, il pubblico amava incondizionatamente icone del calibro di David Bowie, Lou Reed, Elton John, Freddie Mercury e George Michael. L'orientamento sessuale o l'espressione di genere di questi artisti non costituivano un terreno di scontro o di dibattito: l'attenzione era focalizzata interamente sulla loro musica e sul loro talento. Lo stesso accadeva di fronte all'estetica di Boy George o al racconto intimo di Jimmy Somerville in *Smalltown Boy*, brano che suscitava un'empatia autentica e priva di sovrastrutture normative o di obblighi morali indotti dall'esterno.
Parallelamente, l'ascolto di band come Led Zeppelin, Deep Purple, Neil Young o Eagles avveniva senza il filtro dei moderni criteri di giudizio sui testi, che oggi verrebbero catalogati sotto la lente del sessismo. Anche i canoni estetici rispondevano a logiche differenti: il successo e l'apprezzamento per un'artista come Alison Moyet prescindevano dagli standard fisici delle top model dell'epoca, valorizzandone unicamente la straordinaria bravica interpretativa.
Il nucleo di questa riflessione risiede nel contrasto con l'attualità. L'introduzione di etichette rigide, unita alla nascita di una vigilanza culturale e di barriere linguistiche e comportamentali, viene vista non come un progresso, ma come un fattore di divisione. Senza la presenza di censori o di imposizioni formali, quel periodo storico esprimeva un'inclusione naturale, suggerendo che i vincoli odierni rischino paradossalmente di alimentare proprio i pregiudizi che si propongono di combattere.

Lo sapevate che il vero nome di Ronnie James Dio è Ronald James Padavona? La carriera musicale di Ronnie iniziò nel 1957...
10/06/2026

Lo sapevate che il vero nome di Ronnie James Dio è Ronald James Padavona? La carriera musicale di Ronnie iniziò nel 1957 quando, insieme ad altri musicisti di Cortland, New York, formò la band The Vegas Kings, con Ronnie al basso. Il gruppo cambiò poi nome in Ronnie and the Rumblers. Nel 1958, il nome fu nuovamente modificato in Ronnie and the Redcaps.

Durante un'esibizione dei Linkin Park all'iTunes Festival, due generi stavano per incontrarsi in un modo che pochi di no...
08/06/2026

Durante un'esibizione dei Linkin Park all'iTunes Festival, due generi stavano per incontrarsi in un modo che pochi di noi si sarebbero mai aspettati.

A Chester Bennington, il compianto e grande cantante della rivoluzionaria band nu-metal Linkin Park, è stato permesso di eseguire una cover del classico successo di Adele "Rolling in the Deep". Sebbene possa sembrare una combinazione inaspettata, la voce soul di Chester e il pianoforte di Mike Shinoda rendono questa performance intima e memorabile. La loro inaspettata cover è diventata virale, raggiungendo oltre 56 milioni di visualizzazioni, mentre i fan ricordano con nostalgia questa brillante esibizione dal vivo.

Il 18 novembre 1993, i Nirvana salgono sul palco dei Sony Music Studios di New York per registrare il loro *MTV Unplugge...
05/06/2026

Il 18 novembre 1993, i Nirvana salgono sul palco dei Sony Music Studios di New York per registrare il loro *MTV Unplugged*. L'atmosfera nel backstage è tesa, satura di un'ansia palpabile. Kurt Cobain è reduce da giorni di crisi d'astinenza, nervoso, tormentato dall'idea di dover suonare senza il muro di distorsioni della sua chitarra elettrica, uno scudo dietro cui si è sempre nascosto. Ha chiesto che la scenografia sia decorata con gigli bianchi, candele nere e un lampadario di cristallo. Quando il produttore Alex Coletti gli fa notare che sembra l'allestimento di un funerale, Kurt risponde semplicemente: «Esatto. Proprio così».
Quando i tre si siedono sugli sgabelli, l'aria si fa immobile. Cobain indossa un cardigan di lana verde acido, logoro e oversize, diventato poi un simbolo generazionale. Ha i capelli biondi e scompigliati che gli cadono sul viso e imbraccia una chitarra acustica Martin D-18E del 1959. Nonostante il format preveda un set acustico, Kurt pretende di collegare la chitarra a un amplificatore Fender e a dei pedali d'effetto, camuffati sotto una scatola per ingannare i tecnici della rete televisiva. Ha bisogno di quel calore, di quella minima imperfezione elettrica per sentirsi al sicuro.

Questo ragazzo nato a Castro Valley, in California, crebbe con una passione fuori dal comune per la musica. Da bambino p...
03/06/2026

Questo ragazzo nato a Castro Valley, in California, crebbe con una passione fuori dal comune per la musica. Da bambino passava ore al pianoforte, ma fu con il basso che trovò la sua vera voce. Studiava con la stessa dedizione di un classico, ma con l’anima di un ribelle: voleva trasformare lo strumento più silenzioso della band in un urlo capace di scuotere chiunque lo ascoltasse.

Dalle prime esperienze nelle garage band passò ai Metallica, portando con sé un talento che avrebbe cambiato per sempre il metal. Immagino tu sappia già cosa accadde dopo.

Dotato di una tecnica visionaria e di un istinto puro, Burton ridefinì il ruolo del basso nel rock e nel metal, facendolo emergere con linee melodiche e assoli che sembravano chitarre distorte. Nonostante la sua carriera sia stata tragicamente breve, brani come *For Whom the Bell Tolls* e *Orion* lo consacrarono come leggenda. Con il suo carisma silenzioso e la sua furia creativa, coronò una vita intensa, lasciando al rock un’eredità immortale che ancora vibra in ogni palco del mondo.

Dopo il divorzio da Eric Clapton, Pattie Boyd era al verde e George Harrison le comprò una casa dove vivere. La foto li ...
01/06/2026

Dopo il divorzio da Eric Clapton, Pattie Boyd era al verde e George Harrison le comprò una casa dove vivere. La foto li ritrae insieme nel 1991. George e Pattie si separarono ufficialmente nel 1977, anche se si erano lasciati prima, intorno al 1974-75. In seguito, George frequentò Olivia Arias, che divenne sua moglie e madre del loro unico figlio, Dhani. Pattie Boyd aveva già tentato di avere figli, ma la sua salute non glielo permise. George e Pattie rimasero buoni amici

Indirizzo

Via Balbo 10
Acerra
80011

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Radio Buenos Aires pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi

Digitare